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Leoni Antonio

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Pubblicità e anno scolastico 2013/2014

Propaganda

Perché proprio la pubblicità?

Mi colpisce particolarmente, in qualsiasi forma sia espressa, anche se la più piccola, a tal punto da desiderare di possedere le capacità per poterla realizzare.

Inoltre mi piace la grafica in generale, e nella pubblicità spesso ne compare abbastanza: basti pensare a un volantino. Per questo motivo vorrei intraprendere un corso di studi universitario mirato alla grafica, in particolare al design della comunicazione.

Quindi che dire, partendo con ciò che mi piacerebbe fare in futuro ho scelto di parlare di uno dei tanti metodi di comunicazione, sperando che l’argomento mi permetta e, permetta a voi, di farmi proseguire per la mia strada.

Leoni Antonio

Indice 5 H

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  • Italiano  D’Annunzio: La vita, il pensiero e la sua attività pubblicitaria.
  • Inglese  Uncle Sam: Un personaggio che ha fatto la storia della pubblicità facendo divenire il manifesto «I want you» uno dei più famosi e tra quelli ancora utilizzati oggi.
  • Storia  La propaganda fascista: Mussolini e la manipolazione delle coscienze (Istituto Luce, Ministero della cultura popolare ecc…)
  • Elettronica  La radio: Mezzo di propaganda utilizzato durante il fascismo e mezzo pubblicitario usato ancora oggi.
  • Informatica  Lo spam: la pubblicità indesiderata su Internet.

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Ma che cosa è la pubblicità?

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“La pubblicità ha il compito di indurre la gente a comperare delle cose di cui non ha bisogno, con denaro che non ha, per impressionare altre persone che non conosce.”

Danilo Arlenghi

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… Una forma di comunicazione

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Per capire di cosa si tratta nello specifico basta leggere una semplice definizione da un qualsiasi dizionario. Tutti riporteranno più o meno questa definizione:

La pubblicità è una forma di comunicazione prevalentemente di massa a carattere oneroso (richiede ingenti somme di denaro) e persuasorio, proveniente da una fonte identificabile e avente finalità commerciale.

Infatti si tratta ormai di una vera e propria scienza che, dopo aver stabilito che esistono determinati rapporti tra certi fenomeni fisici, psicologici ed economici, fissa le leggi che bisogna seguire per comunicare al pubblico certi prodotti, e non solo, ma anche per stimolarne il desiderio e provocarne la domanda. Il mondo commerciale è basato sulla pubblicità, e tutti ne siamo continuamente a contatto grazie ai mezzi di cui essa si serve per giungere fino a noi.

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… Una forma di comunicazione

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Tuttavia sarebbe riduttivo definire la pubblicità esclusivamente in questo modo. Esistono molte altre classificazioni, che non necessariamente si escludono a vicenda. Si può andare da classificazioni molto generiche come ad esempio quella volta a promuovere un consenso relativamente a tematiche su cui esiste una divergenza di opinioni; quella impiegata dallo Stato o dalla Pubblica Amministrazione con lo scopo di comunicare informazioni relative ai diritti e ai doveri dei cittadini o del tipo meramente politico volta a reclamizzare un partito o un’ideologia.

Tutte queste classificazioni si sono sviluppate nel tempo, rivoluzionando anche il sistema comunicativo. Quindi come era in principio?

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Fin dai tempi della nascita di Cristo si aveva già qualche esempio di pubblicità, infatti nei muri dei palazzi si dipingevano le insegne dei negozi, come dei veri e propri manifesti. Le insegne erano sempre raffigurate con illustrazioni che mostravano cosa si vendeva in un negozio e, strategicamente parlando, vi è da considerare che a quel tempo la maggior parte della popolazione, se non un buon 90%, era analfabeta.

Di conseguenza si evince da sola la necessità del “venire incontro” alle ristrettezze culturali della popolazione: il fabbro vende spade e l’insegna sarà la spada o la classica incudine. L’uso di queste insegne si protrasse attraverso i secoli fino al Medioevo ed ancora più in là ai giorni nostri. Poi venne il tempo dei libri e della loro stesura a cura dei monaci Benedettini, che con pazienza scrivevano in pregevole calligrafia i libri del tempo. In questo tempo vide i natali anche la tecnica “di stampa” xilografica, che consisteva in una tavoletta di legno incisa in modo da ottenere parole e disegni, la parte in rilievo veniva così inchiostrata e sovrapposto un foglio; esso veniva premuto, stampandolo. Con le evoluzioni seppur limitate furono introdotti successivamente, attorno al ’400 d.C., i punzoni di ferro; ovvero delle vere e proprie riproduzioni delle lettere (dei piccoli timbri).

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Il 1450 segnò una rivoluzione, infatti, Johann Gutenberg inventò la stampa a caratteri mobili. Sviluppando le tecniche precedenti, Gutenberg utilizzò i punzoni per incidere una lastra d’ottone, colando successivamente del piombo fuso, ripetendo l’operazione innumerevoli volte, finché ottenne tanti caratteri, perfetti. Così, la stampa decollò ed i libri ed altri stampati si diffusero enormemente aprendo realmente una nuova epoca. Con la nascita della stampa, venne automatica la nascita dell’editoria, è, infatti, datata solamente ventisette anni dopo l’invenzione della stampa, la prima comunicazione edita per la vendita di un calendario. Il ’600 detta la nascita della pubblicità sui giornali, infatti sulla Gazzetta di Parigi, comparì il primo annuncio pubblicitario di un medico, per poi nel 1657 il lancio di un nuovo prodotto sul Public Adviser a Londra. In Italia i primi giornali fanno la loro comparsa tra il 1630 ed il 1650; La Gazzetta di Parma e quella di Mantova.

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Solo attorno al 1800 questi fogli acquisteranno una frequenza quotidiana, sempre però avendo radici e contenuti di carattere locale. Nel 1845 in Francia fa la comparsa la prima concessionaria di pubblicità “Société Générale des Annonces”, che gestì l’esclusiva gli spazi pubblicitari di tre grandi giornali. L’Italia non stette a guardare e nel 1863 fu fondata la Manzoni, organizzazioni che raccoglievano inserzioni per più giornali contemporaneamente, assicurando così un flusso di denaro costante e crescente, permettendo lo sviluppo della stampa quotidiana dall’800 ad oggi. Gli Stati Uniti, un passo sempre avanti, crearono la prima “agenzia di pubblicità” che offriva ai propri clienti una struttura di scrittori ed artisti per le proprie inserzioni.

La crescita vorticosa di questo nuovo metodo di comunicazione, pose all’attenzione i primi limiti comunicativi, in altre parole la ristrettezza di spazi sui giornali e la sintesi dei manifesti. Nell’800 il messaggio pubblicitario apparve sempre più frequentemente nei giornali e ad affiancare questo si impose all’attenzione il manifesto. Oggi ancora icona della pubblicità. La resa di stampa dei quotidiani era scarsa, annunci realizzati grezzamente e confinati in apposite pagine senza colore. La stampa litografica dei manifesti permetteva, oltre al colore, una resa ottima ed un’ottima qualità.

Il manifesto così si impone come mezzo primario di comunicazione di massa. Ed ecco “spuntare” il primordiale Direct Marketing, ovvero il sistema con cui si inviano comunicazioni a degli indirizzi selezionati divisi in categorie. Un particolare sistema per fare pubblicità per le strade ottocentesche fu l’uomo sandwich: un uomo che passeggiando in giù ed in su, portava appesi al corpo per mezzo di bretelle, dei grandi cartelloni con messaggi o manifesti pubblicitari. Nel ’900 questa disciplina assunse finalmente il termine di pubblicità.

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Nel 1907 furono realizzati i primi studi su di essa e sui suoi aspetti sociali.

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Sintesi

Sintesi Pubblicità e Propaganda - Tesina

Questa tesina descrive il rapporto tra pubblicità e propaganda. Nella tesina di maturità vengono effettuati dei collegamenti interdisciplinari come in Inglese la descrizione di Uncle Sam, in Italiano D'Annunzio e la pubblicità, in Storia la propaganda fascista tesa a manipolare la coscienza delle masse, in Elettronica la radio, in Informatica lo spam, più la storia della pubblicità.

Collegamenti

Pubblicità e Propaganda - Tesina

Inglese - Uncle Sam. Italiano - D'Annunzio e la pubblicità. Storia - La propaganda fascista e la manipolazione delle coscienze. Elettronica - La Radio. Informatica - Lo spam. Accompagnate dalla storia della pubblicità.
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