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Propaganda nazista: il paradigmatico rapporto tra ragione e sentimento
Indice
Premessa.........................................................................................................2
Perché rapporto paradigmatico?...................................................................2
La propaganda del terzo Reich.......................................................................3
Goebbels, l'unico direttore d'orchestra..........................................................3
Gli 11 pilastri.................................................................................................4
Giornali, radio, ma soprattutto cinema!.......................................................5
Il mito della razza..........................................................................................7
Nietzsche, filosofo del nazismo?....................................................................8
L'Ubermensch: oltreuomo o superuomo?.....................................................9
La volontà di potenza: Foster-Gast e la smentita di Colli-Montinari..........9
Orwell: 1984, the fictionalized propaganda.................................................10
Considerazioni finali..................................................................................11
Premessa
Nel corso della prima metà del XX secolo abbiamo avuto in Germania l'avvento del regime nazionalsocialista che dal 1933 al 1945 ha sconvolto gli equilibri politico-economici mondiali. Elemento chiave di tale regime era la propaganda, la quale, nelle sue svariate forme, ha indubbiamente influenzato l'opinione pubblica tedesca, alterandone la percezione della realtà e il conseguente comportamento. Lo scopo delle seguenti argomentazioni è quindi quello di evidenziare il rapporto tra la “razionale macchina della propaganda” e “l'istintuale risposta” delle masse.
Perché rapporto paradigmatico?
Possiamo definire questo rapporto (ragione-sentimento) paradigmatico per il fatto che quella della propaganda nazista è una delle manifestazioni storico-sociali che più evidenziano l'intrinseco rapporto tra la “ragione dei pochi” e il “sentimento dei molti”.
Infatti è proprio grazie ad un'attenta e studiata preparazione che la propaganda nazista (e non solo) mira a colpire la parte più istintuale delle masse, le quali, assuefatte, sono indotte a cambiare il proprio comportamento rispetto a determinate situazioni. In ultimo, possiamo quindi definire questo rapporto paradigmatico, poiché è alla base dell'odierno marketing e in definitiva di ogni politica dittatoriale.
La propaganda del terzo Reich
Goebbels: l'unico direttore d'orchestra
“La propaganda è un'arte, non importa se questa racconti la verità.”
Joseph Paul Goebbels (Rheydt, 29 ottobre 1897-Berlino, 1 maggio 1945) può essere indubbiamente considerato il “direttore d'orchestra” di tutta la propaganda nazionalsocialista. Il gerarca, rimasto zoppo a causa di una paralisi infantile all'età di 7 anni, non poté prendere parte al primo conflitto mondiale avendo così modo di finire gli studi e di conseguire un dottorato in letteratura. Nel 1928 fu eletto deputato al Reichstag e l'anno seguente venne incaricato di dirigere tutta la propaganda del regime. Nel 1933 viene ufficialmente nominato “Ministro della propaganda”.
Goebbels aveva il controllo su stampa, radio e cinema riunendo le principali industrie di ogni settore in monopoli direttamente controllati dal partito, ne è un esempio la Reichsfilmkammer, il quale, aveva poteri assoluti su produzione distribuzione e censura.
Gli 11 pilastri
Qui di seguito sono riportati gli 11 principi fondamentali della propaganda nazionalsocialista:
- 1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
- E' necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l'avversario in un nemico, nell'unico responsabile di tutti i mali.
- 2. Principio del metodo del contagio.
- Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
- 3. Principio della trasposizione.
- Caricare sull'avversario i propri errori e difetti, rispondendo all'attacco con l'attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
- 4. Principio dell'esagerazione e del travisamento.
- Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.
- 5. Principio della volgarizzazione.
- Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.
- 6. Principio di orchestrazione.
- La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all'infinito diventa la verità”.
- 7. Principio del continuo rinnovamento.
- Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l'avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose.
Sintesi propaganda nazista tesina
La tesina maturità descrive il tema della propaganda nazista. La tesina mostra come nel corso della prima metà del XX secolo abbiamo avuto in Germania l'avvento del regime nazionalsocialista che dal 1933 al 1945 ha sconvolto gli equilibri politico-economici mondiali. Elemento chiave di tale regime era la propaganda, la quale, nelle sue svariate forme, ha indubbiamente influenzato l'opinione pubblica tedesca, alterandone la percezione della realtà e il conseguente comportamento. Lo scopo delle seguenti argomentazioni è quindi quello di evidenziare il rapporto tra la “razionale macchina della propaganda” e “l'istintuale risposta” delle masse.
Possiamo definire questo rapporto (ragione-sentimento) paradigmatico per il fatto che quella della propaganda nazista è una delle manifestazioni storico-sociali che più evidenziano l'intrinseco rapporto tra la “ragione dei pochi” e il “sentimento dei molti”. Infatti, è proprio grazie ad un'attenta e studiata preparazione che la propaganda nazista (e non solo) mira a colpire la parte più istintuale delle masse, le quali, assuefatte, sono indotte a cambiare il proprio comportamento rispetto a determinate situazioni. In ultimo, possiamo quindi definire questo rapporto paradigmatico, poiché è alla base dell'odierno marketing e in definitiva di ogni politica dittatoriale.
Collegamenti
Propaganda nazista tesina
- Storia - Goebbels, il direttore d'orchestra della propaganda.
- Filosofia - Strumentalizzazione Volontà di potenza di Nietzsche.
- Latino - Strumentalizzazione dell'opera Germania di Tacito.
- Inglese - 1984: Orwell e la propaganda romanzata..