I problemi ambientali
La Terra appartiene ai suoi proprietari, ma
l'ambiente appartiene a chi sa apprezzarlo
(Cit. Upton Beall Sinclair)
Matteo Scamuzzi
A.S. 2013/2014! 1
Indice
Le motivazioni; cos'è l'ambiente
Introduzione: pag. 3
Global warming; effetto serra
Scienze: pag. 4
La prima rivoluzione industriale; la seconda rivoluzione industriale
Storia: pag. 6
Il Realismo; l'architettura del ferro
Arte: pag. 9
Italo Calvino: la biografia e l'opera "La nuvola di smog"
Italiano: pag. 11
L'industria e il problema dell'esaurimento delle risorse
Geografia: pag. 13
Le energie rinnovabili e le problematiche ambientali
Tecnologia: relative alla produzione d'energia pag. 16
L'inquinamento acustico
Musica: pag. 21
Mountain bike e impatto ambientale
Educazione fisica: pag. 23
Bibliografia pag. 25! 2
I problemi ambientali
Introduzione
Ho deciso di affrontare questo argomento nel mio percorso, perché è uno dei tanti problemi che affligge attualmente il pianeta Terra; se si accende il televisore, se si legge un giornale o un libro si sente parlare spesso di global warming o riscaldamento globale, inquinamento, impoverimento delle risorse naturali ecc. che sono tutti problemi legati all'ambiente, causati dall'uomo.
Inoltre, a scuola, quando abbiamo affrontato questo argomento mi ha interessato in modo particolare.
Che cos'è l'ambiente?
L'ambiente è costituito da due componenti fondamentali: quella abiotica, cioè non vivente e quella biologica o biotica cioè vivente.
La componente abiotica è formata da tutti quei fattori chimici e fisici che consentono la vita, quali ad esempio la temperatura, l'acqua, l'aria, il suolo, la luce e lo spazio vitale: l'insieme di tutte queste caratteristiche forma l'habitat di ciascun essere vivente.
In particolare possiamo distinguere tra ambienti acquatici, come ad esempio il mare, i fiumi e gli stagni, e terrestri, come ad esempio il bosco, il deserto, il prato e la grotta.
La componente biotica è formata da tutti gli organismi che vivono in uno stesso ambiente.
In esso, anche un piccolo cambiamento, può causare gravi conseguenze.! 3
Scienze: global warming e effetto serra
Con questo termine si intende il riscaldamento terrestre, che si è verificato negli ultimi cento anni.
Espressioni come riscaldamento climatico o surriscaldamento climatico sono parimenti utilizzati all'interno della vasta tematica sui mutamenti climatici della Terra.
I gas serra riscaldano la Terra, infatti l'anidride carbonica (CO₂), il metano (CH₄), l'ozono (O3) ecc., assorbono il calore del sole e lo trattengono facendo in modo che la temperatura della Terra sia di circa 15°C; senza l'effetto dei gas serra il nostro pianeta sarebbe troppo freddo (-18°C).
I gas serra rappresentano nell'insieme lo 0,1% del totale di aria cioè sono presenti in piccolissime quantità.
Tuttavia in tempi recenti le attività umane hanno aumentato la loro percentuale, perché ogni giorno si bruciano molte tonnellate di combustibili fossili:
per i mezzi di trasporto, le centrali elettriche, gli impianti di riscaldamento e le fabbriche.
Si calcola che nei prossimi 100 anni possa aumentare tra 1,4 e 6% e i più importanti climatologi dichiarano che se i livelli di CO₂ nell'atmosfera manterranno la media attuale, la temperatura del pianeta, nel corso di questo secolo crescerà da 1,4 a 5,8 gradi Celsius.
Gli effetti sono disastrosi e ben visibili: gli oceani diventano più caldi e gli uragani più impetuosi e devastanti; i ghiacciai si stanno sciogliendo in tutte le catene montuose più importanti del mondo. La sorpresa più grande viene dallo scioglimento dei ghiacciai dell'Artico.
Negli ultimi quarant'anni lo spessore e la superficie di tale area si sono ridotti di quasi la metà.
Anche l'Antartide a Sud e la Groenlandia a Nord stanno perdendo ghiaccio.
Poiché il ghiaccio del pianeta continua a sciogliersi il livello dei mari sale; nell'ultimo secolo il livello è salito di 20/30 cm.
Le previsioni sul clima fanno pensare che tale livello potrebbe aumentare di un metro durante questo secolo, con effetti disastrosi per le città che sorgono lungo le coste.
Le emissioni di anidride carbonica da combustibili fossili contribuiscono, per circa la metà, all'aumento dell'effetto serra; l'altra metà è generata da altri gas prodotti dall'uomo.
I clorofluorocarburi (cfc), usati nei frigoriferi e negli aerosol, sono anch'essi potenti gas serra, che influiscono in maniera significativa sul riscaldamento globale.! 4
L'attenzione verso i cfc si è risvegliata da quando, nel 1985, è stato scoperto che essi sono responsabili del buco nella fascia di ozono sopra l'Artide e l'Antartide.
Inoltre, i miglioramenti dell'agricoltura planetaria hanno aumentato la quantità di metano rilasciato nell'atmosfera, contribuendo all'aumento della temperatura.
La maggior parte del metano, infatti, viene dalle risaie, dal letame e dai depositi di rifiuti.
L'effetto serra è ulteriormente esasperato dalle massicce deforestazioni effettuate in ogni angolo della Terra.
Gli alberi assorbono una gran quantità di anidride carbonica; in questi ultimi decenni, però, la velocità di deforestazione è dieci volte la velocità di riforestazione, ogni anno spariscono circa 27.000.000 di ettari di foresta, la maggior parte dei quali in Brasile, Indonesia e Zaire.
L'inquinamento provocato dalle centrali termiche a carbone, poi, sta decimando le foreste di tutto il mondo.
Il carbone, bruciando, produce anidride solforosa (SO2) e ossido di azoto (NO).
Questi gas, una volta liberati nell'atmosfera, danno luogo a piogge acide.
Esse hanno già distrutto il 50% delle foreste europee (la Foresta Nera tedesca sta scomparendo) e stanno inquinando laghi e corsi d'acqua in tutto il mondo.! 5
Storia
La prima rivoluzione industriale
Le cause che hanno provocato un aumento della temperatura della Terra non riguardano solo il presente, ma anche il passato, infatti, il culmine dell'inquinamento si ha a partire dalla prima rivoluzione industriale (fine sec. XVIII).
Durante questa rivoluzione sono stati violentemente alterati tutti gli equilibri naturali.
Con la prima rivoluzione industriale i cieli d'Inghilterra iniziarono a diventare sempre più neri, anche perché nessuno, essendo pronto a un simile cambiamento, sapeva cosa fosse in realtà quella nube, che si elevava al di sopra delle fabbriche provocando un'aria malsana.
La rivoluzione industriale vide l'introduzione, soprattutto in campo tessile, di nuovi macchinari tecnologicamente avanzati, in grado di sostituire il lavoro di molti uomini e di garantire una elevata produzione a minor costo.
Grande slancio alle nuove tecniche di lavorazione venne dato dalla macchina a vapore brevettata da James Watt, capace di offrire una nuova e preziosa fonte di energia.
La rivoluzione industriale determinò l'avvento di nuove classi sociali: i capitalisti e gli operai.
I capitalisti industriali si occupavano di tutte le fasi della produzione (acquisto delle macchine, assunzione dei lavoratori, vendita dei prodotti) e si arricchivano sia grazie alla meccanizzazione e alla divisione del lavoro sia con lo sfruttamento dei lavoratori in concorrenza tra loro perché troppo numerosi.
Gli operai o proletari (chiamati così in quanto loro unico possesso era prole, cioè i figli) erano sottopagati e sfruttati in modo disumano (soprattutto le donne e i bambini).
Gli operai erano per lo più contadini inurbati, costretti a vivere con salari bassissimi e ad abitare in case malsane di quartieri fatiscenti.
La loro unica difesa era rappresentata dalle società di mutuo soccorso che si trasformarono poi nelle associazioni sindacali.
Per il funzionamento e la costruzione delle macchine si rivelarono indispensabili il carbone e il ferro: si intensificò perciò lo sfruttamento delle miniere.
Le condizioni di vita nelle città industriali migliorarono lentamente intorno alla metà dell'Ottocento, grazie all'introduzione della rete fognaria e dell'uso del gas per l'illuminazione e le necessità domestiche.! 6
La seconda rivoluzione industriale
Dal 1870 prendeva avvio in Germania e negli Stati Uniti la seconda rivoluzione industriale, grazie soprattutto all'invenzione di un nuovo metodo per la produzione dell'acciaio, materiale più duttile e malleabile del ferro, che diede un enorme sviluppo alle industrie siderurgiche.
Le ragioni del successo tedesco, come di quello americano, erano strettamente legate alle nuove tecniche: le industrie tedesche utilizzavano tecnologie più moderne, mentre quelle inglesi, di vecchia data, stentavano a modernizzarsi.
Negli stessi anni conseguiva formidabili progressi anche la chimica che fornì un nuovo utilissimo elemento: l'alluminio, leggero e resistente; prodotto industrialmente a partire dal 1886, questo metallo, che non arrugginisce, sarebbe presto divenuto indispensabile nella nostra vita.
La chimica fornì nuove sostanze, materiali di sintesi, cioè composti che non esistono in natura.
Il primo colorante sintetico della storia fu inventato da uno studente inglese di diciotto anni e fu una vera rivoluzione nel campo dei coloranti, che erano stati fino allora ricavati dai vegetali, con costi molto più elevati e risultati non altrettanto soddisfacenti.! 7
Da allora, si incominciò a produrre una serie di sostanze che diedero vita ai più comuni prodotti sintetici: quelli che ancora oggi utilizziamo.
Scoperte fondamentali si fecero anche nel settore della conservazione dei cibi.
Nel 1855 comparve in Inghilterra il primo latte in polvere e cinque anni più tardi negli Stati Uniti il latte condensato.
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