Estratto del documento

I colori

I colori ci hanno accompagnati per millenni, per secoli e secoli e, in piccolo, accompagnano anche la nostra vita senza che ce ne accorgiamo. Probabilmente hanno influenzato anche il nostro umore qualche volta e forse è anche per questo che ognuno di noi ha una preferenza per un solo specifico colore, quello che scegliamo sempre; forse perché ci ricorda qualcosa, o perché ci ispira, o riflette la nostra personalità. Molti, invece, non sanno nemmeno il motivo.

A volte ci capita che l’occhio, dopo averlo visto una prima volta così, di sfuggita, torna automaticamente su quell’oggetto o su quella superficie che ha proprio la cromatura del nostro colore preferito. Ci blocca un momento, ci fa riflettere un attimo e poi torniamo in noi e a quello che stavamo facendo. Tutto succede in pochissimi secondi.

Io ci ho fatto caso: a me, il mio colore preferito, mette allegria, mi dà sicurezza, mi dà vitalità, mi aiuta anche quando cerco qualche ispirazione e credo che, chi più e chi meno, queste siano le sensazioni che ogni persona percepisce nel vedere il loro colore speciale.

Il mondo esterno, così pieno di sfumature, ci colora internamente, colora la nostra anima.

“Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde...” W. Kandinskij

Indice

Che cos’è il colore?

1. Isaac Newton

1.1 L’esperimento

2. La luce

3. Ma cosa sono realmente i colori?

Goethe, Schopenhauer e lo studio dei colori

1. Il sodalizio tra Goethe e Schopenhauer

2. La teoria di Schopenhauer

3. L’allontanamento da parte di Goethe

4. Goethe segue una nuova teoria

Storia di due colori

1. Comunismo

1.1 Rivoluzione di febbraio

1.2 Politica e partiti e Lenin

1.3 Rivoluzione d’ottobre con colpo di stato

1.4 Guerra civile

1.5 Dopo Lenin

2. Fascismo

2.1 Le cause

2.2 Il biennio rosso e i fasci di combattimento

2.3 La marcia su Roma e le relative conseguenze

2.4 Processo di fascistizzazione dello stato

I colori di Wassilj Kandinskij

. Wassilj Kandinskij

1 1.1 La svolta

2. Nelle opere

3. Colori e musica

4. Dipingere e scrivere

La poesia del colore

1. Arthur Rimbaud

1.1 Lettera del Veggente

2. Il suo modo di fare poesia

2.1 Poesia “Voyelles”

Colori, uomo e ambiente

1. Feng Shui

1.1 La scelta dei colori

2. I colori adatti ad alcuni ambienti comuni

2.1 Scuola, ospedali, uffici, sport

Che cos’è il colore?

Rispondere ad una domanda apparentemente ovvia “Cos’è il colore?” non è semplice. Studiosi come Isaac Newton hanno cercato di rispondere a questa domanda formulando varie teorie.

Isaac Newton

Isaac Newton fu uno dei massimi studiosi della storia dell’umanità, scopritore di principi fondamentali della matematica e della fisica. Nacque in una cittadina a Ovest d’Inghilterra nel 1642 e morì a Londra nel 1727.

Visse una infanzia infelice per la prematura perdita del padre e per i cattivi rapporti che ebbe con il patrigno.

Pubblicò opere importanti sul pensiero scientifico dove descrisse la legge gravitazionale, fece grandi studi sulla matematica e i calcoli, sul movimento della Terra e degli altri corpi celesti e constatò anche che la luce bianca è composta dalla somma (in frequenza) di tutti gli altri colori, sostenendo inoltre la teoria corpuscolare della luce.

Newton, infatti, è considerato il fondatore della moderna scienza del colore.

L’esperimento

Per i suoi contemporanei i colori erano una proprietà degli oggetti: ad esempio, un papavero era rosso anche al buio e la luce non faceva altro che illuminarlo. Newton eseguì il suo celebre esperimento di dispersione della luce per dimostrare che il colore non è una proprietà dei corpi, bensì è dovuta ad una proprietà della luce.

Newton descrisse così il suo esperimento in Opticks: “[...]preparai un prisma triangolare… fatto buio nella stanza e praticato un foro nello sportello della finestra per lasciare passare una conveniente quantità di luce solare, collocai il mio prisma ove essa entrava in modo che potesse venir rifatta sulla parete opposta. Fu per me una vera meraviglia poter contemplare i vividi ed intensi colori così ottenuti” .

Newton spiegava la formazione dello spettro ammettendo che tutti i colori erano già presenti in luce “bianca” del sole prima della sua scomposizione. Per confermare la sua ipotesi, ideò l’esperimento inverso usando una grande lente convergente riproducendo la “ricomposizione” dei colori in un unico punto.

Newton chiamò i colori derivanti dalla scomposizione della luce Colori spettrali: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.

La luce

Giunse a formulare la teoria corpuscolare. I corpuscoli erano una sorta di “atomi di luce” che quando colpivano gli occhi davano la sensazione di luce. Quando invece il raggio colpisce un prisma di vetro i corpuscoli luminosi subiscono l’influenza delle forze dovute alle particelle di materia. Di conseguenza ogni colore viene rifratto con un angolo diverso e il prisma separa i colori a ventaglio ottenendo lo spettro di luce visibile.

Un oggetto nero ha questo colore perché trattiene tutti i colori. Un oggetto rosso ha questo colore perché trattiene tutti gli altri colori e ci spedisce indietro solo il rosso.

Un oggetto bianco, invece, respinge tutti i colori.

Escluse del tutto la possibilità che al buio vi potessero essere dei colori, in quanto sono legati alla presenza della luce.

Ma cosa sono realmente i colori?

I colori non sono altro che manifestazioni energetiche di particelle elettromagnetiche capaci di essere percepite dal nostro occhio e decodificate dal cervello. Anche le onde radio, i raggi X, gli infrarossi, l’ultravioletto e raggi gamma sono manifestazioni di onde elettromagnetiche ma non percepibili dai nostri occhi.

I colori vengono identificati con lunghezze d’onda o frequenza. Sono due metodi di misurazione che descrivono lo stesso fenomeno con parametri diversi. Il primo misura la distanza tra una cresta e l’altra dell’onda elettromagnetica. La frequenza misura il numero di onde che passano per lo stesso punto in un secondo.

Quindi possiamo dire che la luce bianca è la somma di tutte le lunghezze d’onda visibili.

Goethe, Schopenhauer e lo studio dei colori

Il sodalizio tra Goethe e Schopenhauer

Il sodalizio tra Goethe e Schopenhauer iniziò il novembre 1813. Goethe cercava un collaboratore per proseguire la sua battaglia contro la cromatologia sostenendo che la polarità tra luce bianca e oscurità in un mezzo torbido genera il colore. Schopenhauer si convinse del progetto scientifico goethiano e ebbero inizio i suoi studi sul colore.

Goethe scrive:

«Dividete la luce!? Dividere invano provate- ciò che, a vostro dispetto, unico ed uno resta! »

La teoria di Schopenhauer

Schopenhauer lasciò Weimar nel maggio 1814 ma non abbandonò lo studio dei colori. Continuò la ricerca e sviluppò in un senso completamente nuovo la concezione dei colori come fenomeni derivati.

«Dopo un anno che mi ero sottratto all’influenza personale di Goethe, potei trovare la vera, fondamentale e inconfutabile teoria del colore», il quale «è l’attività divisa qualitativamente della retina».

Schopenhauer non mise in discussione l’idea che la polarità fosse il fenomeno originario dei colori, ma sostenne che tale polarità non era fisica bensì fisiologica: tra attività e inattività della retina. I colori diventavano l’elaborazione di una teoria dei fenomeni cromatici. Divenne quindi una ricerca sulla vista e i colori, appunto il titolo del trattato “Sulla vista e i colori” pubblicato nel 1816.

«Goethe osserva che il rosso produce sempre uno spettro verde e viceversa; ma io constato che qualunque superficie illuminata con grande intensità, e che non ha un proprio colore ben definito, produce uno spettro verde»;

Goethe ammette, ma non è in grado di spiegare, che «una linea nera su sfondo bianco, [...]vista attraverso un prisma, dà il vero rosso».

L’allontanamento da parte di Goethe

Schopenhauer, nel giugno 1815, inviò al maestro il manoscritto del trattato “Sulla vista e i colori” ma Goethe non rispose che a ottobre, dopo essere stato sollecitato da una seconda lettera. Lodò il pensiero del giovane ma dichiarò la propria indisponibilità a discutere le critiche di Schopenhauer.

La risposta di Goethe fu:

«sento anche di essermi così estraniato da quelle cose, da non poter tollerare di accogliere in me una contraddizione, risolverla o adattarmici. ».

Goethe segue una nuova teoria

Dopo qualche periodo Goethe scrisse a Schopenhauer:

« ebbi la fortuna di incontrare il dottor Seebeck. [...]mi permetta di inviargli il Suo lavoro e le Sue lettere ».

Ma quella che per Goethe era l’offerta di un’opportunità, a Schopenhauer appariva un trattamento sdegnoso.

Thomas Johann Seebeck era uno scienziato. Strinse amicizia con Goethe e presto condivise la sua battaglia contro la teoria newtoniana sulla natura dei colori. Le procedure sperimentali di Seebeck permettevano di esaminare accuratamente la nuova classe di fenomeni di interferenza, i cosiddetti “colori entottici”, termine proveniente dall’osservazione di un esperimento nella quale in alcuni pezzi di vetro, inseriti in un fascio di luce, venivano visualizzate immagini colorate con disegni geometrici ben definiti.

Un anno dopo Goethe scrisse a Schopenhauer:

«i colori entottici diventano sempre più importanti».

La risposta di Schopenhauer lasciò intendere che egli era all’oscuro di tutto.

Schopenhauer pensava di avere sviluppato nella giusta direzione, quella fisiologica, le concezioni goethiane, mentre nel frattempo Goethe si era convinto che lo sviluppo più promettente fosse quello basato sulle figure entottiche scoperte e studiate dagli esperimenti di Seebeck.

Ecco perché non diede troppa importanza allo scritto di Schopenhauer “Sulla vista e i colori”.

Schopenhauer non era informato, non capiva, e giunse a temere che Goethe potesse “tradire la causa”, ovvero la lotta contro Newton.

Goethe non aveva più interesse né per i particolari tecnici della teoria dei colori né per le correzioni ai dettagli che Schopenhauer gli proponeva. Lo interessava percorrere la strada che lo avrebbe portato al centro del dibattito scientifico dell’epoca.

Storia di due colori

La storia dei colori ci racconta l’evoluzione delle mentalità sociali e culturali e ben presto la politica se ne impadronì. Nel mondo della politica i movimenti e i partiti si contesero la scena attraverso un mutevole linguaggio dei colori, giungendo spesso ad appropriarsi dei simboli cromatici.

Prendendo in considerazione ad esempio l’Italia post-unitaria si può osservare che, in particolare, furono due i colori protagonisti: il rosso, che rappresenta da sempre il colore della rivoluzione e della resistenza e, in particolare, i socialisti e comunisti. Il nero, colore dei cattolici ma che poi fu utilizzato anche per la prima volta dai fascisti.

Comunismo

Cause scoppio Rivoluzione Russa

La Russia, all’inizio del ‘900, era un paese agricolo comandato da un regime zarista.

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Sintesi

Sintesi percorso tra i colori, tesina

Questa tesina di maturità descrive i colori che ci hanno accompagnati per millenni, per secoli e secoli e, in piccolo, accompagnano anche la nostra vita senza che ce ne accorgiamo. Probabilmente hanno influenzato anche il nostro umore qualche volta e forse è anche per questo che ognuno di noi ha una preferenza per un solo specifico colore, quello che scegliamo sempre; forse perché ci ricorda qualcosa, o perché ci ispira, o riflette la nostra personalità. Molti, invece, non sanno nemmeno il motivo.

A volte ci capita che l’occhio, dopo averlo visto una prima volta così, di sfuggita, torna automaticamente su quell’oggetto o su quella superficie che ha proprio la cromatura del nostro colore preferito. Ci blocca un momento, ci fa riflettere un attimo e poi torniamo in noi e a quello che stavamo facendo. Tutto succede in pochissimi secondi.

Io ci ho fatto caso: a me, il mio colore preferito, mette allegria, mi dà sicurezza, mi dà vitalità, mi aiuta anche quando cerco qualche ispirazione e credo che, chi più e chi meno, queste siano le sensazioni che ogni persona percepisce nel vedere il loro colore speciale. Il mondo esterno, così pieno di sfumature, ci colora internamente, colora la nostra anima.

“Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde...”

W. Kandinskij

Collegamenti

Percorso tra i colori, tesina

  • Fisica - Esperimento dispersione della luce di Newton.
  • Filosofia - Sodalizio Goethe e Schopenhauer studi sul colore.
  • Storia - Rosso Comunismo, Nero Fascismo.
  • Storia dell'arte - Kandinsky e i suoi colori.
  • Italiano - "Voyelles" di Rimbaud.
  • Laboratorio - Colori, uomo e ambiente.
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