Liceo scientifico statale
Enrico Fermi
Cosenza
Anno Scolastico 2014/2015
La mente è come un paracadute.
Funziona solo se si apre!
s
Albert Einstein
Il paracadutismo
Mario Alberto Robortaccio
Classe V - Sezione A
Introduzione...........................................pag. 1
Storia del paracadutismo............................pag. 3
Storia....................................................pag. 8
Scienze della terra ..................................pag. 25
Italiano..................................................pag. 33
Filosofia.................................................pag. 43
Inglese...................................................pag. 55
Religione................................................pag. 60
Latino....................................................pag. 61
Arte......................................................pag. 68
Scienze Motorie.......................................pag. 75
Chimica.................................................pag. 80
Fisica....................................................pag. 88
Matematica......................................... ...pag.96
Mappa Concettuale
Filosofia
Friedrick
Nietzsche
Italiano inglese
Gabriele Oscar
D’Annunzio Wilde
Fisica
Matematica Forze che
Integrali agiscono sul
Paracadute Storia Scienze
Il
Paracadutismo La battaglia di La Tettonica
El-Alamein a Placche
Latino religione
Decimo Accademia
Giunio Pontificia
Latinitas
Giovenale Storia
dell’Arte
Il Futurismo
Motoria chimica
Funzionamento Metabolismo
del Paracadute del Glucosio
Introduzione
Il desiderio di volare come gli uccelli ha sempre rappresentato
per l’uomo uno dei desideri più grandi.
Il sogno di sollevare i piedi da terra, nella mente umana, si perde nella notte dei tempi.
A noi sono arrivati miti e leggende, spesso dall’esito infausto, come quella di Icaro, al quale il sole sciolse la cera con cui si era attaccato le ali, o come quella di Simon Mago che, ai dell’antica
tempi Roma, cercò di volare davanti a Nerone, per poi morire precipitando al suolo.
Nel Medioevo molti uomini temerari si lanciarono da torri e guglie di chiese, muniti di strane macchine per volare che, però, non volarono mai.
A Leonardo Da Vinci dobbiamo i primi veri e propri progetti destinati alla costruzione di macchine volanti.
Il genio toscano non si rassegnò mai a vedere la sua ombra attaccata ai piedi e passò l’intera vita a rincorrere il desiderio di potersi staccare da essa.
Egli scriveva:
Le ali verranno! Se non per merito mio, per merito di un altro, ma l’uomo volerà!
Se la pesante aquila può sostenersi volando nell’aria rarefatta, se le grosse navi possono, con l’aiuto delle vele, muoversi sul mare, perché non potrebbe l’uomo, solcando l’aria con ali, signoreggiare i venti e levarsi in alto da vincitore?
Questa frase esprime perfettamente il mio pensiero.
L’uomo, infatti, può nuotare, andare sott’acqua, arrampicarsi, correre, saltare usando solo il suo corpo.
Il volo è l’unica cosa che non può fare in maniera spontanea, senza l’uso di macchinari.
Il volo diventa, quindi, il simbolo dei limiti da superare, perché l’uomo vuole spingersi oltre, raggiungere cose lontane e impossibili.
Lanciarmi da un’altezza di 500 metri, atterrare potendo contare solo sulle mie forze fisiche e mentali, sulle conoscenze tecniche acquisite e sull’aiuto di un solo attrezzo da manovrare, mi ha consentito di sperimentare emozioni fortissime.
Mario Alberto Robortaccio / Classe V – Sezione A
Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 1
Nei pochi secondi del volo, ho osservato il mondo dall’alto e gli uomini a terra da una prospettiva diversa. Persino i problemi non sembravano più tanto grandi.
In quegli attimi mi sono sentito un essere veramente libero, un individuo unico e irripetibile, padrone di me stesso.
Giunto a terra sano e salvo, ho avuto un’esplosione di felicità: avevo messo alla prova me stesso, vinto le mie paure, le resistenze dei miei genitori, e realizzato il mio grande
Sogno
A distanza di tempo, spesso mi torna alla mente un’altra celebre frase di Leonardo:
Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete cielo…
il
perché là siete stati e là vorrete tornare.
Accingendomi a preparare il percorso per l’Esame di Maturità non ho avuto dubbi: volevo parlare della mia esperienza e collegare le materie trattate, magari con qualche “volo pindarico”, con lo stesso filo conduttore.
All’inizio la cosa non mi è sembrata né facile né immediata.
Andando avanti, però, ho avuto modo di scoprire collegamenti multidisciplinari a cui non avrei mai pensato.
Vedremo, infatti, come il paracadutismo ha importanti attinenze in ogni campo e scopriremo che persino il Vaticano, in qualche modo, se ne è occupato.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 2
Storia del paracadute
Il paracadute è una attrezzatura utilizzata per scopi civili e militari che, assicurata mediante apposite cinghie ad un corpo umano o a un oggetto, ne permette la discesa, sicura e senza danni, anche da alte quote. Rinascimento
La prima descrizione di uno strumento in grado di attutire le cadute risale al 1470.
Si tratta di un disegno che mostra un uomo appeso a un piccolo paracadute di forma
L’autore,
conica. anonimo, è di origine italiana. (Fig. 1)
Pochi anni dopo, nel 1485, Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico realizzò il celebre disegno che mostra un paracadute a forma di piramide.
Leonardo annota che mediante il suo paracadute ognuno si potrà gittare da qualsiasi altezza senza alcun rischio. (Fig. 2)
La fattibilità del progetto di Leonardo è stata testata con successo nel 2008 fino alla quota di 500 m.
Il progetto di Leonardo fu riproposto un secolo dopo da Fausto Veranzio con un disegno dell’Homo volans che mostra un uomo lanciarsi dal Campanile di San Marco a Venezia. (Fig. 3) Fig. 3
Fig. 2
Fig. 1
Mario Alberto Robortaccio / Classe V – Sezione A
Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 3
XVIII e XIX secolo
Uno dei primi tentativi sperimentali di utilizzo di un paracadute fu quello del francese Louis-Sébastien Lenormand che nel 1783 si lanciò dall’osservatorio di Montpellier di fronte a una folla tra cui era presente anche il signor Montgolfier.
Lenormand intendeva dimostrare l’utilità del paracadute come strumento di salvataggio per persone intrappolate in edifici in fiamme.
Due anni più tardi, nel 1785, lo stesso Lenormand coniò il termine parachute, dal francese paracete (protezione) e chute (caduta), che descrive in modo ottimale la funzione del dispositivo.
Qualche anno dopo fu invece il francese André-Jacques Garnerin a concepire per primo un paracadute di seta e senza intelaiatura di legno, adatto al lancio da un oggetto in volo.
Garnerin si lanciò nel 1797 da una mongolfiera, da circa 900 metri.
Garnerin è considerato, perciò, l’inventore del moderno paracadute con calotta emisferica.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 4
Vigilia della Prima guerra mondiale
Nel 1907 Charles Broadwick fu il primo a ripiegare il paracadute in uno zaino portato a tracolla e ad attivarlo in fase di discesa mediante una corda.
Nel 1911 egli svolse a Parigi una dimostrazione di grande successo con un manichino lanciato dalla Torre
Eiffel
Nello stesso anno, il californiano Grant Morton effettuò il primo lancio da un aereo.
L’altra metà del cielo
Nel 1908 l’americana Georgia Broadwick effettuò il suo primo salto, all’età di 15 anni.
Cinque anni più tardi compì alcuni lanci dimostrativi alle autorità militari americane, influenzando positivamente la loro decisione di acquisire il paracadute come strumento militare.
all’età
La donna morì nel 1979 di 86 anni, dopo aver compiuto più di mille lanci, tutti effettuati senza alcun incidente.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 5
Prima guerra mondiale
L’uso militare del paracadute risale alla Prima Guerra Mondiale.
I lanci erano effettuati da mongolfiere, per raggiungere zone impervie.
Successivamente i tedeschi lo utilizzarono come mezzo di salvataggio di velivoli danneggiati.
Pochi anni dopo, il paracadute entrava nelle normali dotazioni di volo delle aviazioni dei maggiori paesi.
Tra le due guerre
Numerosi studi ed esperienze portarono a realizzare paracadute sempre più efficaci e sicuri. nell’arma
Reparti e battaglioni di paracadutisti, integrati come specialità di fanteria, furono inseriti nelle forze militari di alcuni paesi già a partire dal 1930.
Il Battaglione Paracadutisti Libico Fanti dell’Aria fu il primo reparto militare di paracadutisti del Regio Esercito, nato su iniziativa del maresciallo dell’aria e governatore della Libia Italo Balbo presso l’aeroporto militare di Castel Benito (Tripoli) nel 1938.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 6
Giuseppe Aloi è senza dubbio uno dei precursori del paracadutismo italiano.
Nato a Catanzaro il 24 maggio 1915, nel 1938 entra alla
L’anno successivo
Scuola Ufficiali di Pavia. parte per
Bengasi, in Libia. Qui viene nominato sottotenente e, dopo aver frequentato il corso di paracadutismo militare, entra a far parte del 1° Battaglione Paracadutisti Libici Fanti dell’Aria.
Rimane in Libia fino al 1943, partecipando a importanti manovre. Per due volte viene fatto prigioniero dagli Inglesi, ma riesce ad eludere la sorveglianza.
Nel 1951, dopo importanti riconoscimenti ufficiali, si congeda dall’esercito. Ha effettuato un lancio da quota 4200 m, in occasione del suo 90° compleanno.
È deceduto nel 2011.
Seconda guerra mondiale
Le numerose imprese dei reparti paracutisti di ogni nazione furono al centro delle più importanti battaglie sostenute nei vari teatri della Seconda Gerra Mondiale.
Il paracadute iniziò ad essere utilizzato non solo come sistema di salvataggio, ma anche per il lancio di reparti in zona di combattimento.
Tempi moderni
Patrick de Gayardon è stato uno dei maggiori rappresentanti del paracadutismo acrobatico.
È ricordato come il progettista della tuta alare che consente di “planare” sul vento, aumentando il tempo di permanenza in volo.
E’ deceduto nel 1998 per un incidente durante un lancio di prova.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 7
Storia
La battaglia di El-Alamein, giugno 1942
L’avanzata di Rommel verso il Nilo sembrava non potesse essere più fermata.
Reparti celeri italiani e tedeschi facevano a gara per giungere primi ad Alessandria.
Mussolini aveva dato un ordine preciso:
“Dovranno essere i Bersaglieri.
d’ogni
Le numerose imprese dei reparti paracadutisti nazione, furono al centro delle più importanti battaglie sostenute nei vari teatri della Seconda Guerra mondiale. “Due
Nel deserto sahariano, presso la località egiziana di El-Alamein, in arabo “Due Bandiere”, si consumò una serie di azioni militari, svolte dal 30 giugno 1942 al 4 novembre dello stesso anno, che videro il contributo della Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Furono quattro mesi di combattimenti che capovolsero le sorti del secondo conflitto mondiale, causando la fine del sogno di Rommel e del suo Fuhrer di raggiungere l’Egitto e impadronirsi dei preziosi pozzi di petrolio che si trovavano in Iraq, Iran e Siria.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 8
Gli avversari
El-Alamein fu anche la battaglia di due giganti
Erwin Johannes Eugen Rommel
Arruolato nel 1910, secondo i voleri del padre, durante la prima guerra mondiale prestò servizio nell’Alpen
Korps sul fronte italiano.
Dopo aver combattuto nella battaglia di Caporetto in cui fece 9.000 prigionieri, nel 1938 fu posto al comando del battaglione di protezione personale di Adolf Hitler.
Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, partecipò alla campagna di Francia al comando di una delle divisioni che sfondarono la Linea Maginot ed avanzando sino a raggiungere la Manica.
Nominato da Hitler comandante delle truppe tedesche in Africa, fu inviato in Libia nel 1941 in aiuto delle truppe italiane, formando i celebri Deutsches Afrika Korps e
l’appellativo
ottenendo vittorie strabilianti, tanto da meritare di Volpe del deserto.
Audacissimo ed imprevedibile, insofferente alle gerarchie, riusciva sempre a colpire quando e dove il nemico meno se lo aspettava.
L’offensiva di Rommel spinse le forze britanniche fuori dalla Libia e, dopo la caduta di Tobruk, oltre il confine egiziano sulla strada verso Alessandria.
Tuttavia, a causa della scarsità dei rifornimenti, essa si esaurì ad El Alamein, appena un centinaio di chilometri da Alessandria.
Tornato in Germania chiese più volte l’invio di nuove truppe ad El Alamein. Ma Hitler, che considerava secondario il fronte africano, non accolse le richieste. Per queste ragioni Rommel non poté evitare la sconfitta ad El Alamein. Tornato in patria, si convinse della natura criminale del regime.
l’attentato
Dopo al Fuhrer del 20 luglio 1944 fu accusato di avervi partecipato.
Arrestato e costretto a scegliere tra il processo alla corte marziale per alto tradimento ed il suicidio, si tolse la vita con una fiala di cianuro il 14 ottobre 1944 per scongiurare rappresaglie contro la moglie ed il figlio.
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Percorso Multimediale “Il paracadutismo” 9
Sir Bernard Law Montgomery
l’infanzia
Di origini irlandesi, trascorse in Australia, dove il padre era vescovo anglicano.
Rientrato in Irlanda, nel 1908 iniziò la carriera militare al Royal Military College.
Partecipò alla Prima Guerra Mondiale col grado di Capitano, fu ferito due volte in combattimento.
All’inizio della Seconda Guerra Mondiale
l’attacco
combatté in Francia durante
tedesco col grado di Comandante di fanteria.
Nel 1942, per ordine del primo ministro inglese Winston Churchill, ricevette il comando dell’VIII Armata in Egitto. Qui tra i mesi di ottobre e novembre raggiunse la gloria, sconfiggendo nella battaglia di El Alamein Rommel e la Deutsches Afrika Korps.
Metodico e minuzioso organizzatore, profondo conoscitore dei metodi e della mentalità dei militari tedeschi, ad El Alamein Montgomery ebbe gioco facile grazie alla superiorità numerica e al fatto
l’avversario
che si trovava già da tempo in una situazione difficile a causa della mancanza di rifornimenti. Montgomery aveva anche un ulteriore vantaggio: grazie al sistema ULTRA, era in grado di decriptare i messaggi tedeschi, quindi disponeva di informazioni molto dettagliate sui movimenti di Rommel.
Nel luglio del 1943 partecipò allo sbarco in Sicilia, ma subito dopo venne richiamato in patria per organizzare lo sbarco in Normandia, a cui poi partecipò personalmente.
Dopo la guerra nel 1946 viene insignito del titolo di Visconte di El Alamein.
Divenuto famoso anche per il suo tipico cappotto con gli alamari che darà il via alla moda del “montgomery”, comandò il corpo di occupazione britannico in Germania e fu vice comandante supremo delle forze NATO fino al 1958.
Morì il 24 marzo 1976.
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Antefatti
Il 1942 fu l’anno delle ultime illusioni di vittoria per le nazioni dell’Asse.
Il primo semestre vide ancora qualche successo delle forze italo-tedesche e giapponesi, ma poi si svolsero su tre fronti,
Gli in tre continenti diversi, altrettante battaglie risolutive:
- Il tentato attacco all’isola di Midway nel Pacifico (3-5 giugno)
- Stalingrado (settembre 1942 - febbraio 1943)
- El-Alamein (ottobre - novembre 1942).
La prima battaglia di El-Alamein
(1-27 luglio 1942)
Dalla battaglia di movimento a quella di posizione
Per tutto luglio, in quella conosciuta come la prima battaglia di El Alamein, si susseguirono attacchi dell’Asse e contrattacchi britannici, nessuno dei quali decisivo, e senza un chiaro vincitore.
Tuttavia, a conclusione delle operazioni, dal punto di vista strategico i britannici erano riusciti ad arrestare l’avanzata delle truppe dell’Asse verso l’Egitto.
Il fronte di El-Alamein si andava consolidando ma, mentre l’VIII Armata continuava a ricevere rinforzi, l’Asse al contrario si andava indebolendo.
Per comprendere meglio la situazione critica dei rifornimenti sono necessarie alcune precisazioni:
l’Italia
quando entrò in guerra il 10 Giugno 1940, il
l’isola
piano prevedeva di attaccare di Malta, possedimento britannico dal quale partivano aerei e navi contro le unità italo-tedesche.
l’intervento
Nella primavera del 1942, dopo tedesco in
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Collegamenti
Paracadutismo, tesina
- Storia - Battaglia di El-Alamein
- Scienze della Terra - La tettonica a placche
- Italiano - Gabriele D'Annunzio
- Filosofia - Friedrich Nietzsche
- Inglese - Oscar Wilde
- Religione e cultura - Accademia Latinitas
- Latino - Decimo Giunio Giovenale
- Arte - Il futurismo
- Scienze motorie - Operazioni preliminari e in volo
- Chimica - Metabolismo del glucosio
- Fisica - Forze che agiscono sul paracadute
- Matematica - Velocità e spazio nel moto uniformemente accelerato