Estratto del documento

I paladini del Sole: il mito dei Samurai

I Samurai sono forse l’emblema più rappresentativo della cultura nipponica e dei profondi ideali che si celano dietro la vita del Sol Levante: infatti questi incarnano nella loro essenza il Bushido, vale a dire “la via del guerriero”. A differenza di quanto si potrebbe pensare, tuttavia, la via del guerriero non era un semplice insieme di precetti militari e comportamentali, ma una vera e propria scuola di pensiero all’interno della quale ogni Bushi (guerriero) doveva riconoscersi.

Il termine Samurai (che fa riferimento ai guerrieri al servizio dei signori feudali giapponesi, chiamati Daimyo) deriva dal verbo giapponese “Samuraru”, che significa letteralmente “servire”: già dall’etimologia della parola risulta palese che la loro fondamentale regola fosse quella di prestare assoluta ed incondizionata fedeltà al signore feudale che servivano.

I Samurai videro il loro massimo culmine di splendore nel periodo Edo, chiamato anche periodo Tokugawa (per via della casata imperiale in carica al momento), che va dal 1603 al 1868, data in cui è nato il Giappone moderno con l’abbandono del feudalesimo e quindi con l’eliminazione della casta dei guerrieri.

I precetti etici, morali e comportamentali che animavano questi uomini sono raccolti nell’opera “Hagakure”, che significa “Nascosto tra le foglie”: il libro, infatti, è stato scritto dal discepolo del più grande teorico del Bushido, Yamamoto Tsunetomo, il quale però aveva esplicitamente vietato ai suoi allievi di diffondere in via cartacea i suoi insegnamenti. Disubbidendo a tale divieto, il discepolo prediletto del maestro ha diffuso un testo contenente la maggior parte dei precetti proclamati dal principale fondatore del Bushido.

L’anima dell’Hagakure: la morte

Tutto l’Hagakure è intriso di un concetto fondamentale: il samurai deve essere pronto alla morte per il proprio signore in qualunque momento.

Passi dell’Hagakure recitano infatti:

“Ho scoperto che la Via del Samurai consiste nella morte. […]

Se si dovessero profilare due alternative, cioè la vita o la morte, ci sarebbe soltanto da scegliere una morte rapida. […]

Morire per il sovrano è il valore supremo, più importante di qualsiasi vittoria sul nemico. […]”

La vita del samurai dunque non è fine a sé stessa, ma acquisisce uno scopo nel momento in cui viene sacrificata per la salvezza del signore a cui il Samurai deve fedeltà. Questo concetto spiega perfettamente perché questi guerrieri realizzavano il rito del “Seppuku” (cioè lo sventramento con la propria lama) piuttosto che essere catturati dai nemici: morire per mano di avversari era infatti disonorevole, mentre morire per evitare che i nemici, tramite la tortura, potessero estorcere informazioni sul Daimyo risultava onorevole, in quanto la vita del Samurai era stata “spesa per la salvezza del signore”.

Le tre virtù dei Samurai

Nell’Hagakure si sottolinea come, oltre alla fedeltà (considerata come il valore etico assoluto del Samurai), il guerriero dovesse inoltre coltivare tre fondamentali virtù: la benevolenza, la sapienza ed il coraggio.

Secondo Tsunetomo, “la benevolenza consiste nell’aiutare gli altri”, ed ha quindi un significato analogo a quello che noi attribuiamo attualmente a tale termine. Tuttavia, totalmente opposta è la chiave di lettura con cui deve essere intesa la “sapienza”.

Secondo la via del guerriero, infatti, questa consisteva nella capacità di ascoltare gli altri: essere sapienti non significa essere colti e dunque la sapienza non si identifica con la cultura.

Se dunque la sapienza non deve essere associata all’intelletto, questa può essere assimilata a ciò che nel mondo Occidentale chiamiamo saggezza, cioè la capacità di decidere “nel modo giusto al momento giusto”.

Infine, il coraggio rappresenta la capacità del samurai di affrontare le difficoltà senza paura, in quanto queste consentono al guerriero di temprare il carattere. Si segue infatti un rinomato proverbio giapponese

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 6
Samurai, paladini del Sole tesina Pag. 1 Samurai, paladini del Sole tesina Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 6.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Samurai, paladini del Sole tesina Pag. 6
1 su 6
Sintesi

Sintesi Samurai, paladini del Sole tesina

La tesina maturità ragioneria descrive e spiega il mito dei Samurai giapponesi. I Samurai sono forse l’emblema più rappresentativo della cultura nipponica e dei profondi ideali che si celano dietro la vita del Sol Levante: infatti questi incarnano nella loro essenza il Bushido, vale a dire “la via del guerriero”. A differenza di quanto si potrebbe pensare, tuttavia, la via del guerriero non era un semplice insieme di precetti militari e comportamentali, ma una vera e propria scuola di pensiero all’interno della quale ogni Bushi (guerriero) doveva riconoscersi.

Il termine Samurai (che fa riferimento ai guerrieri al servizio dei signori feudali giapponesi, chiamati Daimyo) deriva dal verbo giapponese “Samuraru”, che significa letteralmente “servire”: già dall’etimologia della parola risulta palese che la loro fondamentale regola fosse quella di prestare assoluta ed incondizionata fedeltà al signore feudale che servivano. La seguente tesina permette anche dei collegamenti interdisciplinari con altre materie scolastiche.

Collegamenti

Samurai, paladini del Sole tesina

  • Storia - Introduzione ai samurai, ai loro ideali e al ruolo che ricoprivano.
  • Italiano - L'Haiku e Matsuo Basho.
  • Geografia Economica - I riflessi del Bushido sul sistema economico giapponese.
  • Inglese - Katana, the Japanese Sword.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi