Tesina per l’esame orale di terza media: Oriana Fallaci
Bisceglia Maria Pia
A.S. 2015/2016 Classe 3C Alunna:
Quando due anni fa vidi la miniserie televisiva sulla vita di Oriana, non mi parve possibile che fosse davvero esistita una donna del genere, una di quelle che bisogna chiamarle con la D maiuscola. Questa fu la mia prima impressione, perché mi trovavo incredibilmente affascinata dalla sua vita, dalla sua personalità, dal suo carattere. Così ne volli sapere di più e incominciai a mettere la casa sottosopra per trovare i suoi romanzi che la mamma aveva riposto in un angolo, lasciati a sé stessi. E iniziai a leggerli, uno alla volta, per assaporare la storia di una donna che non capirò mai: le sue parole, pensieri, espressioni, emozioni raccontate in dodici libri, mi offrivano una diversa sfaccettatura della scrittrice, una persona forte, coraggiosa, sensibile e grande osservatrice. Perciò ho deciso di condividere con voi la scoperta di questo personaggio unico, che in parte mi rappresenta, come conclusione del mio meraviglioso percorso delle medie. Maria Pia
Oriana Fallaci: il personaggio, la vita, le opere di una grande donna e scrittrice italiana
“Avevo 14-15 anni quando in via Ponte alle Mosse, a Firenze, vidi mia madre picchiare una mascalzona, che maltrattava i prigionieri tedeschi. Prigionieri incatenati e ammassati su un camion aperto. Il camion s’era fermato accanto al marciapiede e la mascalzona, peraltro moglie d’un ex-federale fascista (cosa che la dice lunga sugli italiani voltagabbana) s’era messa a colpirli con schiaffi e con pugni. Beh non so immaginare una donna che a quel tempo odiasse i tedeschi più di mia madre. [...] Non so immaginare nemmeno una signora più garbata, quindi meno manesca, di mia madre. Eppure appena s’accorse che nessuno reagiva allo scempio si gettò su quella donna come un gatto infuriato. La agguantò per il collo e prese a picchiarla selvaggiamente. In faccia, sulla testa, sullo stomaco. E picchiandola ruggiva: -Miserabile, iena vigliacca! Non si tocca un uomo in catene! Un uomo in catene è sacro anche se è un sudicione come te!-. Non l’ho mai dimenticato.”
Il paragrafo è tratto dal libro “Oriana Fallaci intervista sé stessa: l’Apocalisse”, terzo romanzo della trilogia iniziata con La rabbia e l’orgoglio (2001) e La forza della ragione (2004). Con la sua scrittura magistrale, potente, provocatoria, la Fallaci offre un’accorata testimonianza della sua vita e del suo pensiero attraverso un’intervista a sé stessa, arricchita da uno straordinario Post-Scriptum che si rifà all’Apocalisse dell’evangelista Giovanni. Scrive con la sua consueta schiettezza di terrorismo islamico e della crisi europea, racconta la sua lotta contro il cancro e la sua vita, colpisce duramente la politica e traccia il ritratto di un Occidente rassegnato e indifeso.
Oriana Fallaci è stata una scrittrice, giornalista e attivista italiana del XX secolo. Fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Come scrittrice con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.
Il contesto storico
Tra gli anni Sessanta e Settanta l’Italia è sconvolta da forti tensioni sociali: prima esplodono le proteste studentesche e operaie, poi il terrorismo a opera di gruppi neofascisti e di estrema sinistra. Alla fine del Novecento, poi, grandi mutamenti politici e sociali portano la società italiana a vivere i problemi tipici dei Paesi ricchi.
Alla fine degli anni Ottanta si conclude l’epoca della guerra fredda tra USA e URSS. L’evento simbolo di questo momento storico è la caduta del muro di Berlino. La fine del comunismo in Russia porta alla dissoluzione dei vecchi regimi, che danno vita a nuove istituzioni democratiche. Nel 1993, la Comunità europea, nata dopo la Seconda Guerra mondiale per ridare un nuovo ruolo all’Europa, si trasforma in Unione Europea. All’inizio del terzo millennio, il continente africano si presenta come una delle zone più critiche a livello politico, economico e sociale e in Medio Oriente il conflitto tra israeliani e palestinesi mette in pericolo la pace mondiale. Anche il terrorismo islamico rappresenta una grave minaccia per il mondo contemporaneo. Sulla scena mondiale compaiono nuove potenze economiche come l’India e la Cina, destinate a influenzare i processi di crescita degli altri Paesi. Gli elevati ritmi di crescita della popolazione nei Paesi del Terzo Mondo, inoltre, determinano vasti processi migratori verso le aree industrializzate, con tutte le problematiche che il fenomeno genera.
L’infanzia e l’esordio
Oriana nacque a Firenze nel 1929 ed era la prima di quattro sorelle. Il padre, un attivo antifascista, la coinvolse giovanissima nella Resistenza, facendola entrare nel movimento clandestino “Giustizia e libertà” e impegnandola come staffetta per trasportare munizioni. Per il suo attivismo durante la guerra ricevette a 14 anni, nel 1943, un riconoscimento d’onore dell’Esercito italiano. Dopo aver frequentato il liceo classico Galileo, la Fallaci si dedicò al giornalismo e conobbe Curzio Malaparte, che considerò come suo maestro. Esordì al Mattino dell’Italia centrale, dove si occupò di svariati argomenti, ma fu licenziata dal quotidiano perché si rifiutò di scrivere un articolo contro Palmiro Togliatti. In seguito si trasferì a Milano per lavorare al settimanale “Epoca” e solo nel 1951 pubblicherà il suo primo articolo per l’Europeo.
La carriera giornalistica e il ruolo di inviata
Nel luglio del 1956 Oriana giunse per la prima volta a New York per scrivere di divi e mondanità; da questa esperienza nascerà il suo primo romanzo “I sette peccati di Hollywood”, dove racconta i retroscena della vita mondana di Hollywood. Nel 1961 realizzò un reportage sulla condizione della donna in Oriente, che poi diventerà il suo primo romanzo di successo, intitolato “Il sesso inutile: viaggio intorno alla donna”. Nel 1962 uscì “Penelope alla guerra”, la prima opera narrativa in cui racconta la storia di una ragazza italiana a New York. Nel 1965 pubblicò il libro “Se il sole muore”, diario dell’esperienza della Fallaci alla NASA, durante la quale intervistò astronauti e tecnici, alla vigilia dello sbarco americano sulla Luna.
Nel 1967 si recò in qualità di corrispondente di guerra per l’Europeo in Vietnam, documentando menzogne, atrocità, umanità ed eroismi di quella che definirà “sanguinosa follia” e criticando sia Vietcong e Russi, sia Americani e sudvietnamiti. Le esperienze di un anno di guerra vissute in prima persona verranno pubblicate nel romanzo “Niente e così sia” (1969).
Il 2 ottobre 1968, alla vigilia dei Giochi Olimpici, durante una manifestazione di protesta degli studenti universitari messicani contro l’occupazione militare del campus dell’UNAM, oggi ricordata come il massacro di Tlaelolco, la Fallaci rimase ferita in Piazza delle tre culture a Città del Messico da una raffica di mitra. Morirono centinaia di giovani e anche la giornalista fu creduta morta e portata in obitorio: solo in quel momento un prete si accorse che era ancora viva. Nel 1969 tornò negli USA per assistere al lancio della missione Apollo 11, dove scrisse in “Quel giorno sulla luna” il resoconto di quell’esperienza.
Il successo planetario
Il 21 agosto 1971 la scrittrice conobbe Alexandros Panagulis, un leader dell’opposizione greca al regime dei Colonnelli, che era stato perseguitato, torturato e incarcerato a lungo. La Fallaci ne diventerà la compagna di vita fino alla morte di lui, avvenuta in un misterioso incidente stradale. Rimase incinta del patriota greco, ma ebbe un aborto spontaneo e decise di scrivere “Lettera a un bambino mai nato”, un grandissimo successo editoriale. La storia di Panagulis verrà invece pubblicata nel romanzo “Un uomo” nel 1979.
La Fallaci ha sempre considerato l’incidente di Panagulis un vero e proprio omicidio politico, ordinato da politici che avevano fatto carriera con la giunta militare. La morte del compagno segnerà profondamente la vita della scrittrice. Oltre all’attività di reporter, dal punto di vista giornalistico la Fallaci è stata molto attiva nel campo delle interviste; l’intervista con Khomeini fu la più celebre: durante questa, la Fallaci lo apostrofò come “tiranno” e si tolse il chador che era stata costretta ad indossare per essere ammessa alla sua presenza.
Inoltre a causa di un equivoco dovette sposarsi con un matrimonio temporaneo sciita, perché il suo interprete l’aveva vista mentre si cambiava per mettersi il chador e secondo la legge iraniana un uomo non può appartarsi con una donna che non sia sua moglie, altrimenti rischia la condanna per l’adulterio. Il mullah addetto al “matrimonio riparatore”, sbagliò i nomi dei due “sposi” e la Fallaci fu paradossalmente sposata con il mullah stesso. L’intervista con Khomeini, con Mu’ammar Gheddafi, con Kennedy, con il Dalai Lama, con Sandro Pertini e altri personaggi sono raccolte nel libro “Intervista con il potere”.
Gli ultimi anni e la morte
Nel 1976 sostenne le liste del Partito Radicale, anche per le loro campagne femministe. Nel 1976 ricevette la laurea honoris causa in letteratura; la Fallaci scrisse e collaborò per numerosi giornali e periodici come New Republic, New York Times Magazine, Life, Corriere della Sera ecc. Nel 1990 uscì il romanzo Insciallah, ambientato tra le truppe italiane inviate dall’ONU nel 1983 a Beirut.
La Fallaci ottenne dall’allora Ministro della Difesa Spadolini di essere accreditata presso il contingente italiano, che fu l’ultima esperienza per la scrittrice come inviata di guerra. Dopo l’uscita del libro Oriana si isolò andando a vivere a New York. In questo periodo scoprì di avere un cancro ai polmoni, causato dal fatto che era un’assidua fumatrice, ma lei attribuì la responsabilità del cancro all’aver respirato in Kuwait, dove si trovava per seguire la guerra del Golfo nel 1991, il fumo dei pozzi di petrolio fatti incendiare da Saddam Hussein.
I suoi libri sull’11 settembre, come “La rabbia e l’Orgoglio” e “La forza della ragione” hanno suscitato sia elogi sia contestazioni nel mondo politico e nell’opinione pubblica. Attraverso essi la scrittrice denunciò la decadenza della società occidentale che, minacciata dal fondamentalismo islamico, riteneva incapace di difendersi. Secondo la sua opinione, assistevamo e staremmo ancora assistendo a un pianificato tentativo del mondo musulmano di islamizzazione dell’Occidente, basato su quelle che a suo parere erano le strutture portanti del Corano, come testimoniano da oltre un millennio di conflitti e ostilità tra musulmani e cristiani.
La Fallaci è deceduta a Firenze il 15 settembre 2006 a 77 anni, dopo un peggioramento delle sue condizioni dovuto al cancro ai polmoni. È stata sepolta nel cimitero degli Allori, accanto alla tomba di Panagulis e, per sua espressa volontà, larga parte del suo grande patrimonio librario è stato donato, insieme ad altri cimeli come lo zaino usato in Vietnam, alla Pontificia Università Lateranense di Roma, poiché la Fallaci nutriva per Papa Benedetto XVI “un’autentica venerazione”.
“Non è nulla di glorioso, nulla di eccitante, è solo una sporca tragedia sulla quale non puoi che piangere.
Piangi a quello cui negasti una sigaretta e non è tornato con la pattuglia;
piangi su quello che hai rimproverato e ti s’è disintegrato davanti;
piangi su lui che ha ammazzato i tuoi amici.”
Questa frase è tratta dal romanzo Niente e così sia, pubblicato nel 1969, ed è il diario del primo anno che la scrittrice ha passato in Vietnam come corrispondente di guerra per l’Europeo. Il romanzo racconta la battaglia di Dak To, l’offensiva del Tet, l’assedio di Saigon, che per la scrittrice si concluse altrove, cioè nella strage di Città del Messico dove rimase gravemente ferita. È stato definito un libro brutale, disperato e spietato, ma per la scrittrice è stato semplicemente un modo per raccontare la guerra a chi non la conosce, una guerra da lei definita sempre “una sanguinosa follia”.
La colonizzazione francese in Indocina
Il territorio dell’attuale Vietnam era però, anticamente, una colonia francese.
La colonisation française en Indochine
L’Indochine française fut une colonie française qui réunissait les régions du Vietnam actuel et les territoires du Laos et du Cambodge. Les premières missionnaires catholiques portugaises, espagnols, italiens et françaises arrivèrent dans l’Indochine au XVII siècle. Au XIX siècle, la dynastie Nguyen était à la tête de l’empire du Vietnam et ses territoires s’étendaient sur la côte orientale de la péninsule de l’Indochine. Les premières interventions militaires françaises en Vietnam remontent au 1858, avec le prétexte de la protection des missionnaires catholiques. Les intérêts économiques françaises (l’exploitation des ressources naturelles de thé, café, charbon, caoutchouc donnèrent un grand impulsion à la conquête de l’Indochine, parce que les membres de la Chambre du commerce de Marseille avaient l’intention de «faire de Saigon une nouvelle Singapour» qui était une colonie anglaise.
Les armées françaises prirent la possession des territoires de la péninsule et ils nommèrent la nouvelle colonie «Union indochinoise» en 1887 pendant la troisième république. Entre 1881 et 1885, se déroula la guerre Franco-chinoise. Pendant la Seconde Guerre mondiale, en 1940, les Japonaises envahirent le nord de l’Indochine et en 1941, ils envahirent le sud de la péninsule. À la fin de la Seconde Guerre mondiale les Français reprirent la possession des colonies, mais la résistance des Viet Minh empêcha aux Français de maintenir le contrôle de la colonie. En 1956 les troupes françaises se retirèrent et aujourd’hui le Vietnam est un pays francophone.
Guerra del Vietnam
Contesto storico
Nel 1945 il capo del partito comunista vietnamita Ho-Chin-Minh formò un governo provvisorio che suscitò l’ostilità dei paesi occidentali, sempre timorosi dell’avanzata comunista in Asia.
Nel 1946 iniziarono le ostilità tra il Fronte nazionale di liberazione (FNL) del nord del Vietnam e i Francesi, aiutati dagli Americani. La guerra terminò nel 1954 quando a Dien-Bien-Phu le truppe del FNL e del Viet-minh, comandate dal generale Giap, sconfissero le truppe francesi.
Divisione della penisola indocinese
Con la Conferenza di Ginevra del 1954 la penisola indocinese viene divisa in tre Stati indipendenti: Laos, Cambogia e Vietnam.
Il Vietnam è diviso a sua volta in due lungo il 17° parallelo:
- Vietnam del Nord, repubblica democratica guidata da Ho Chi-Min, con capitale Hanoi;
- Vietnam del Sud, affidato a Ngo Dinh Diem, con capitale Saigon.
Erano previste (entro il 1956) libere elezioni e la successiva riunificazione del Paese. Gli USA sostengono con aiuti militari ed economici il governo del Sud Vietnam per fronteggiare la guerriglia dei vietcong (vietnamiti rossi), cioè i comunisti del Fronte nazionale di liberazione.
Con il trattato di Manila nel 1954 si costituisce la SEATO (Pakistan, Filippine, Thailandia, Australia, Nuova Zelanda, Francia, USA, UK), un’organizzazione di difesa del Sud-est asiatico.
Inizio della guerra vera e propria
Il 1957 vede l’inizio della guerra fra l’esercito regolare del Vietnam del Sud, sostenuto dagli USA, e i guerriglieri sudvietnamiti (Vietcong) appoggiati dal Vietnam del Nord.
Nel 1960 si costituisce il Fronte Nazionale di Liberazione del Vietnam del Sud, sostenuto dal Vietnam del Nord, dalla Cina e dall’URSS.
Il governo nordvietnamita proclamò apertamente la necessità di “liberare il Sud dal giogo dell’imperialismo statunitense”, sancendo di fatto lo stato di guerra.
Nel dicembre del 1961 il presidente USA John Kennedy si impegnò a sostenere l’indipendenza del Vietnam del Sud: alla fine del mese giunsero a Saigon i primi 400 militari statunitensi (sarebbero divenuti 11.200 un anno dopo). Nel 1963 il regime di Diem fu abbattuto da un colpo di Stato che portò al potere una giunta militare (generale Van Thieu), mentre le truppe statunitensi aumentavano rapidamente (il contingente militare arrivò a contare più di 500 mila soldati).
I governi che si susseguirono al Sud suscitarono l’opposizione della popolazione, specialmente nelle campagne, dove guerriglieri comunisti, detti Vietcong, sostenuti dai Nordvietnamiti, organizzano azioni di guerriglia.
Movimenti pacifisti
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Introduzione Oriana Fallaci - Uno sguardo sul mondo, tesina
Questa tesina di terza media riflette sulla figura della giornalista Oriana Fallaci. Quando due anni fa vidi la miniserie televisiva sulla vita di Oriana, non mi parve possibile che fosse davvero esistita una donna del genere, una di quelle che bisogna chiamarle con la D maiuscola. Questa fu la mia prima impressione, perché mi trovavo incredibilmente affascinata dalla sua vita, dalla sua personalità, dal suo carattere. Così ne volli sapere di più e incominciai a mettere la casa sottosopra per trovare i suoi romanzi che la mamma aveva riposto in un angolo, lasciati a sé stessi. E iniziai a leggerli, uno alla volta, per assaporare la storia di una donna che non capirò mai: le sue parole, pensieri, espressioni, emozioni raccontate in dodici libri, mi offrivano una diversa sfaccettatura della scrittrice, una persona forte, coraggiosa, sensibile e grande osservatrice. Perciò ho deciso di condividere con voi, attraverso la mia tesina, la scoperta di questo personaggio unico, che in parte mi rappresenta, come conclusione del mio meraviglioso percorso delle medie.
Collegamenti
- Italiano - Oriana Fallaci intervista sé stessa: l'Apocalisse: il personaggio, la vita e le opere, il contesto storico culturale.
- Inglese - I sette peccati di Hollywood: Los Angeles e la storia di Hollywood.
- Francese - Niente e così sia - il Vietnam e la colonizzazione francese.
- Storia - Niente e così sia: la guerra in Vietnam.
- Musica - Saigon e così sia: il 1968, le generazioni di rottura e i movimenti pacifisti contro la guerra in Vietnam.
- Geografia - La rabbia e l'orgoglio: gli Stati Uniti.
- Cittadinanza e Costituzione - La mia verità sull'islam: il terrorismo, la guerra e il diritto alla pace.
- Arte - Il sesso inutile: viaggio intorno alla donna: l'art Nouveau, Klimt e "le tre età della donna".
- Educazione Fisica - Il sesso inutile: viaggio intorno alla donna: la donna e le discriminazioni nello sport.
- Tecnologia - Se il sole muore: il Sole, la fusione nucleare, il Tokamak.
- Scienze - Se il sole muore: il Sistema Solare.