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Foresta pluviale

La foresta pluviale è una vasta zona non antropizzata caratterizzata soprattutto da alberi ad alto fusto e da un’elevata piovosità, con un minimo di precipitazioni annue comprese tra i 1750 e i 2000 millimetri. Questa grande quantità d’acqua, a causa delle elevate temperature, evapora molto rapidamente, provocando un altissimo livello di umidità che si trasforma nuovamente in pioggia.

Le foreste pluviali tropicali sono quelle foreste comprese tra il Tropico del Cancro e il Tropico del Capricorno, presenti nel sud-est asiatico (Indonesia, Filippine, Vietnam), in Australia, nell’Africa sub-sahariana (Madagascar), nell’America Centrale, nel Sud America (Amazzonia) e su molte isole dell’Oceano Pacifico (Hawaii).

Flora e fauna

Queste foreste possono essere divise in quattro strati:

  • Strato emergente: è quello in cui svettano gli alberi più alti con foglie ampie e lucide sempre esposte al sole, alla pioggia, al vento. Questo strato è abitato da animali alati quali uccelli e insetti.
  • Canopia: è formata dalle chiome degli alberi, dalle liane e dalle epifite (ossia delle piante che vivono su altri vegetali ma non li parassitano in quanto, essendo fornite di clorofilla, sono autonome da un punto di vista nutrizionale. Esse si ancorano all’ospite di solito per mezzo delle radici che non presentano funzione assorbente: l’assunzione dell’acqua e dei sali minerali avviene usualmente grazie a particolari peli presenti sulla superficie delle foglie).
  • Sottobosco: questo strato riceve meno del 15% della luce solare rispetto alla canopea, pertanto è molto umido. Le piante che lo compongono sono per la maggior parte cespugli, arbusti e qualche palma che grazie alle foglie larghe riesce a sfruttare al massimo i raggi solari. Qui possiamo trovare rane, colibrì, iguane.
  • Suolo: qui la foresta è umida e buia, ma questa è la zona più vitale, infatti, grazie all’azione dei decompositori, dalle foglie secche, dagli alberi morti, dai resti di piante e animali, vengono create le sostanze nutritive necessarie alla crescita delle piante. Vivono qui termiti, funghi, tarantole, formiche e formichieri.

Le foreste pluviali sono gli ecosistemi più complessi della Terra, in quanto ospitano un numero incredibilmente elevato di specie animali di cui la maggior parte è rappresentata da insetti e da numerosi gruppi di invertebrati ma molto presenti sono anche le scimmie, i giaguari, i leopardi, le tigri, i pappagalli, i serpenti, le iguane, i camaleonti e le rane.

Una foresta pluviale molto estesa, come ad esempio quella amazzonica, può contenere più di dieci milioni di specie animali, la maggior parte delle quali, però, non è ancora stata studiata e censita ufficialmente.

L’interazione tra la flora e la fauna è una delle principali caratteristiche delle foreste pluviali: molti gruppi animali, in particolar modo gli insetti e gli uccelli, impollinano gli alberi garantendo la possibilità di riprodursi anche a tutte quelle piante che, in un ambiente ristretto come quello della foresta, non potrebbero affidarsi all’azione del vento.

L’importanza delle foreste pluviali e l’intervento dell’uomo

Le foreste sono fondamentali non solo per chi vive a stretto contatto con loro, ma per chiunque. Sono importanti perché regolano il clima mondiale e anche perché ci forniscono parecchi prodotti che utilizziamo quotidianamente tra cui le medicine.

Infatti la foresta pluviale è come un grande polmone che pulisce l’aria assorbendo l’anidride carbonica e liberando ossigeno.

Nonostante questo, però, l’intervento dell’uomo influisce notevolmente sull’integrità delle foreste pluviali con il disboscamento per costruire nuove strade, per estrarre minerali o per creare nuovi terreni per pascoli e coltivazioni.

Spesso viene praticato il sistematico disboscamento di piccole aree, che vengono poi abbandonate dopo due o tre anni di coltivazione, ovvero non appena le sostanze nutritive del suolo si esauriscono.

Malgrado queste aree, una volta abbandonate, tornino velocemente a ricoprirsi di vegetazione spontanea, la foresta non riuscirà probabilmente a recuperare il suo aspetto originario se non dopo alcune centinaia d’anni.

Passaggio ad inglese (Deforestation in Amazon)

Deforestation in Amazon

In many tropical countries, most of deforestation is done by cultivators who need land for their subsistence. However, in Brazil only about 1/3 of recent deforestation can be attributed to cultivators.

A large portion of deforestation in Amazon forest in Brazil is due to land clearing for pastureland by commercial and speculative interests, inappropriate World Bank projects, and commercial exploitation of forests resources.

Large areas of forest are cleared and sometimes planted with African savannah grasses for cattle feeding.

In many cases, especially during periods of high inflation, land is simply cleared for investment purposes, that is, when pastureland prices are higher than forest land prices, forest clearing is a good incentive in order to increase the value of the land. Moreover tax incentives favor pastureland over natural forest.

A study published in “Nature” in 2009 predicted that 40% of the Amazon will be deforested by 2050 if present trend continues.

Deforestation will affect not only biodiversity but will even change the climate.

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Sintesi

Introduzione Foreste pluviali - Tesina

Questa tesina di maturità descrive le foreste pluviali. La tesina permette di affrontare i seguenti argomenti: in Agronomia le foreste pluviali, in Inglese deforestation in Amazon, in Valorizzazione la sostenibilità dell'olio di palma, in Storia la guerra del Vietnam, in Italiano Ungaretti: Non gridate più, in Educazione Fisica il doping.

Collegamenti

Foreste pluviali - Tesina

Agronomia - Le foreste pluviali. Inglese - Deforestation in Amazon. Valorizzazione - La sostenibilità dell'olio di palma. Storia- La guerra del Vietnam. Italiano- Ungaretti: Non gridate più. Educazione Fisica: Il doping.
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