Sommario pag. 1
Introduzione
Etimologicamente parlando, un confine è “una linea costituita naturalmente o artificialmente a delimitare l’estensione di un territorio, di una proprietà o la sovranità di uno stato”; ed è quello che noi comunemente intendiamo per confine, senza soffermarci troppo a riflettere su questa linea immaginaria che è così importante, che è motivo di tanti conflitti tra paesi e popolazioni.
Perché dopotutto un confine è questo, no? Una semplice linea. Ma un confine è solo questo? È solo una delimitazione geografica fisica o artificiale? Io credo di no. Io credo che la nostra vita di tutti i giorni sia costellata di confini, non solo territoriali. Per questo ho scelto questo tema, così vario e ampio, per molteplici motivi che spaziano dal mio personale interesse per tutto ciò che riguarda i rapporti tra persone, etnie, paesi e stati e perché fui colpita da un progetto a cui la mia classe partecipò in terza che riguardava appunto i confini, quelli invisibili, tra etnie e persone.
Da quel progetto fu elaborato anche un video dove noi alunni abbiamo recitato le parti di un ragazzo occidentale, uno africano e uno cinese che nonostante la distanza e la diversità dei luoghi dove vivevano, avevano gli stessi hobby, gli stessi vestiti, provavano gli stessi sentimenti e la frase finale pronunciata da tutti era “se vediamo tutti la stessa luna, non siamo poi così lontani”.
Mappa concettuale
- Dualismo fra Nord e Sud.
- Nord e Sud del mondo, un confine invisibile, ma netto.
- Oltre i confini: geografia e storia si compenetrano in un unico tema.
- “Bel paese, brutta gente” Claus Gatterer.
- Il tema del confine e la ricerca della terra in Le Clézio.
- “Étoile errante” Le Clézio.
I confini pag. 2
Oltre i confini: geografia e storia si compenetrano in un unico tema
Un sinonimo di confine è limite, qualcosa di circoscritto, qualcosa di chiuso, una parola che opprime e, certe volte, incatena in uno stato permanente di reclusione verso il mondo.
Confine è la divisione geografica, è una linea sottile che separa un territorio da un altro, il mio dal tuo, uno spazio ampio da uno ristretto, una cultura da un’altra, quindi possiamo dire che il confine è qualcosa di negativo o positivo?
I limiti arricchiscono o impoveriscono le persone, ma soprattutto, quando si parla di confini, si parla sempre di geografia?
Nella nostra testa quando ci diamo dei limiti o quando ci vengono imposti, non creiamo una sorta di confine tra noi e quello che è “escluso”?
L’idea di confine è qualcosa che va oltre la geografia e per trovare una risposta al come siano stati definiti i confini che oggi studiamo in questa disciplina dobbiamo interpellare la storia che quindi compenetra con essa in maniera indivisibile.
Per la geografia i confini naturali, politici, linguistici, culturali o climatici sono oggetto e strumento fondamentale di conoscenza e anche la storia si occupa spesso dei loro spostamenti, delle guerre o delle paci, dei trattati o delle alleanze fatte per fissarli o cambiarli.
Si può affermare quindi che tutti i confini, non solo quelli politici o culturali, ma persino quelli naturali, sono in linea di massima opera dell’uomo e quindi oggetto di indagine storica.
L’uomo non solo può modificare, volontariamente o meno, i confini ma la loro definizione dipende soprattutto dal giudizio umano. Ogni confine è in sostanza un elemento che l’uomo stabilisce nel tentativo di afferrare e comprendere la realtà.
Per questo motivo i confini sono tanto necessari quanto mutevoli ed è necessario riconoscerli per poterli superare. pag. 3
Alla fine della Prima Guerra Mondiale in occasione del trattato di Versailles fu presentato per la prima volta il principio di autodeterminazione dei popoli dal Presidente degli Stati Uniti, convinto che per impedire le guerre europee all’ultima delle quali -I Mondiale - aveva fatto partecipare il suo paese, bastasse rispettare il principio di nazionalità per la definizione dei confini, peccando probabilmente di ingenuità.
La Storia da allora ha sempre continuato a fare il suo corso senza che esso venga rispettato: l’ultimo esempio eclatante è la situazione libica: nessuno vuole il governo di Geddafi, ma egli tenta comunque di continuare ad affermare il suo potere, facendo uso della violenza.
In oltre assistiamo oggi a due tendenze apparentemente contrastanti come quella della globalizzazione e dall’altra parte lo sviluppo di spinte autonomistiche e regionalistiche, che rendono il tema del confine sempre più attuale.
Per questi motivi ritengo che la considerazione e l’analisi delle riflessioni sul tema del confine presenti nel saggio di Alessandro Costazza Oltre i confini: geografia e storia e nel romanzo Bel paese, brutta gente dell’autore sudtirolese Claus Gatterer possano offrire numerosi spunti di riflessione.
Claus Gatterer nacque nel 1923 a Sesto in Pusteria a pochi chilometri dal confine con l’Austria e dal punto di vista professionale fu sempre stato una figura di confine: giornalista, storico, traduttore, scrittore.
Italiano: Claus Gatterer (Bel paese brutta gente)
Geografia: Dualismo fra Nord e Sud
Francese: Il tema del confine e la ricerca della terra in Le Clézio (Étoile errante)