Tesina Medeot Claudia 5ATS 2013/2014
L’obesità
1) L’obesità
L’obesità è una malattia complessa dovuta a fattori genetici, ambientali ed individuali con alterazione del bilancio energetico ed accumulo eccessivo di tessuto adiposo e costituisce uno dei problemi di salute pubblica mondiale più visibile e più trascurato. Essa viene considerata una malattia cronica e come
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tale è compresa negli indici di letalità che ammontano a quasi il 60 per cento dei 56.5 milioni di morti all’anno. Vista la sua prevalenza in diverse parti del mondo si può dire che costituisce una vera e propria epidemia globale che si sta diffondendo in molti Paesi e che potrà causare problemi sanitari molto gravi per milioni di persone nei prossimi anni.
Questa patologia è definita come un eccesso di grasso corporeo in relazione alla massa magra. Questo grasso viene distribuito nel corpo in diversi modi: dalla misura delle pieghe della pelle, dal rapporto tra la circonferenza della vita e dei fianchi, con tecniche più sofisticate tipo gli ultrasuoni. Per verificare la classificazione corporea di un individuo si va a calcolare l’indice di massa corporea (corrisponde alla relazione tra il peso in kg e il quadrato dell’altezza in metri). Le classi di peso indicate dall’indice di massa corporea sono:
| IMC/BMI | Classificazione |
|---|---|
| < 18.5 | Sottopeso |
| 18.5–24.9 | Peso normale |
| 25.0–29.9 | Sovrappeso |
| 30.0–34.9 | Obesità di classe I |
| 35.0–39.9 | Obesità di classe II |
| ≥ 40.0 | Obesità di classe III |
Anche se ormai l’obesità interessa la maggior parte dei Paesi del mondo, è sicuramente ancora oggi un problema particolarmente evidente negli Stati Uniti. Sono oltre 40 milioni gli americani che possono esser definiti obesi (con un IMC che supera i 30) e l’obesità è la prima causa di morte su 300 mila morti l’anno. In Europa invece in un rapporto sulla salute dell’OMS l’obesità viene definita come un’epidemia estesa a tutta la regione europea. Negli anni si è visto quindi come siano aumentate le persone clinicamente obese ed in sovrappeso. In Italia, secondo l’ISTAT (2007), è aumentata la quota di coloro che sono in sovrappeso (dal 33,9% nel 2001 al 35,6% nel 2007) oppure obesi (dall’8,5% nel 2001 al 9,9% nel 2007) con una differente distribuzione geografica. In particolare il fenomeno dell’obesità in età pediatrica è un dato allarmante, tenendo conto che essa, in età pre-adolescenziale e adolescenziale, ha una forte capacità predittiva dello stato di obesità da adulti.
Le cause dell’obesità
Le cause dell’insorgenza dello stato di obesità possono essere diverse:
- Obesità endocrina (rara).
- Obesità da eccesso di alimentazione: per innalzamento della soglia di sazietà dovuta a fattori psicologici, abitudini alimentari, lesioni ipotalamiche.
- Obesità costituzionale, ereditaria: ai fini diagnostici e terapeutici ha grande importanza la cellularità adiposa, normalmente nelle cellule adipose esiste un equilibrio tra lipogenesi e lipolisi. Negli obesi la lipogenesi è superiore alla lipolisi per alterazioni del metabolismo ed il grasso in eccesso può essere immagazzinato mediante un aumento del numero di questi o per entrambi i fattori.
Negli adipociti più grandi è maggiore l’utilizzo del glucosio per la sintesi dei trigliceridi ed anche la lipolisi. Nell’obesità costituzionale gli adipociti sono più grandi e numerosi. Gli adipociti aumentano di numero fino all’eccesso; obesità ipertrofica se è sostenuta da un aumento di volume dei singoli adipociti (obesità ad inizio tardivo, nell’età adulta).
Il glucosio è essenziale in molte tappe del metabolismo degli adipociti e i trigliceridi vengono sintetizzati in base alla quantità di glucosio che viene assunto e metabolizzato, infatti il 30% del
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glucosio alimentare è in pratica trasformato in grasso; l’importanza essenziale del glucosio per la sintesi dei trigliceridi chiama in causa l’insulina, che consente l’assorbimento del glucosio e ne aumenta l’incorporazione in forma dei trigliceridi.
Nell’obesità iperfagica (da iperalimentazione) hanno una funzione fondamentale i glucidi e l’insulina: l’iperalimentazione glucidica provoca un aumento del livello ematico di glucosio ed insulina che suscita negli adipociti una maggiore attività metabolica, con aumento delle loro dimensioni ed attivazione soprattutto della lipogenesi (sintesi dei trigliceridi, con accumulo di grasso).
Tale ipermetabolismo coinvolge in realtà anche la lipolisi (idrolisi dei trigliceridi), con mobilizzazione degli acidi grassi che come NEFA (not esterified fatty acids), sono portati in maggiore quantità al fegato con la conseguente steatosi epatica, di una frequente calcolosi colesterolica e specialmente di una maggiore produzione di VLDL (ipertrigliceridemia endogena da glucidi).
La lipolisi è sotto l’influenza di molti ormoni, tra i quali il glucagone, le catecolamine ed anche l’insulina. Più rara è la forma di obesità iperplastica, sostenuta da un elevato numero di adipociti sin dall’infanzia, costituzionale e forse ereditaria, ad inizio precoce, poco correlata con alterazioni del metabolismo glucidico e lipidico in questa forma è più difficile la perdita di peso perché gli adipociti non scendono sotto una certa dimensione e restano invariati come numero ed è anche più facile la ripresa del peso dopo un dimagrimento, sempre piuttosto relativo ed ottenuto con grandi sacrifici.
L’obesità iperplastica corrisponde all’obesità costituzionale.
Rischi e conseguenze per la salute
Una persona obesa è esposta a diversi rischi per la salute e con l’aumentare del livello di obesità aumentano anche le probabilità di sviluppare condizioni critiche di salute, che vanno da una serie di malattie fino alla morte prematura.
Se la persona tende ad essere obesa fin dall’età infantile può presentare una serie di conseguenze precoci che possono interessare l’apparato respiratorio (affaticabilità, apnea notturna), le articolazioni (dolori articolari, piedi piatti), l’apparato digerente ed infine avere disturbi psicologici.
Se un adulto ha avuto tendenza all’obesità in età infantile è predisposto ad essere obeso anche in fascia adulta. In questa fascia d’età le complicanze dovute a questa patologia sono anche di natura cardiovascolare (ipertensione, tendenza all’infarto, malattie coronarie) ed inoltre ci sono maggiori possibilità che si sviluppino condizioni di metabolismo alterato, come ad esempio il diabete di tipo 2 non insulina dipendente, o un elevato livello di colesterolo nel sangue, sviluppo di tumori (tratto enterico, colon, prostata e seno).
A livello psicologico l’obesità può portare allo stravolgimento della vita quotidiana e sociale del soggetto ammalato che si isola dagli altri molto più facilmente.
Se non ci sono altre ragioni specifiche (ad esempio genetiche) l’obesità è causata da comportamenti scorretti e da cattive abitudini alimentari. L’alimentazione è un punto molto importante nella vita dell’obeso perché essa è influenzata dalla condizione economica, sociale e culturale.