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Igiene ed educazione sanitaria

Università di Pavia

Facoltà di Scienze Motorie Preventive e Adattate

Prof.sse Maddalena Gaeta e Anna Odone

Definizione di salute

Salute: è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, non è solamente assenza di malattia. (WHO, 1946)

Art. 32 Cost.: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.

Johann Peter Frank

(Autore del primo trattato di igiene e sanità pubblica italiano e docente): è compito della comunità medica non solo quello di curare le malattie, ma anche di prevenirle; è responsabilità dello Stato la tutela della sanità pubblica e della salute collettiva.

I determinanti della salute

I determinanti della salute sono fattori che determinano lo stato di salute di un individuo e, più estesamente, di una comunità o di una popolazione.

  • Fattori individuali (biologici, genetici): età, sesso, patrimonio genetico.
  • Stili di vita: attività fisica, alimentazione, fumo, alcol, comportamenti sessuali.
  • Contesto sociale: legami interpersonali, attività ricreative.
  • Condizioni di vita e lavoro: luogo di lavoro, reddito, trasporti.
  • Contesto generale: socioeconomico (stipendi, tassazione), culturale, ambientale (qualità degli ambienti in cui si vive).

Il modello di interazione europeo dei determinanti della salute è espresso in una serie di cerchi concentrici, corrispondenti ciascuno a diversi livelli di influenza. Al centro c’è l’individuo, con le sue caratteristiche biologiche, non modificabili. Gli altri, modificabili, nell’ordine sopra elencato, si muovono dall’interno verso l’esterno.

Determinanti della salute:

  • 40% fattori socioeconomici - educazione, reddito, rapporti interpersonali
  • 30% stile di vita - attività fisica, fumo, alimentazione, rapporti sessuali
  • 20% assistenza sanitaria - accesso all’assistenza sanitaria e la qualità della stessa
  • 10% contesto ambientale - qualità dell’aria e dell’acqua

Prevenzione

Prevenzione: è un insieme di attività, azioni e interventi attuati con il fine prioritario di promuovere e conservare lo stato di salute ed evitare l’insorgenza di malattie, oltre che di ridurre gli effetti dovuti alle patologie.

Tipi di prevenzione

  • Prevenzione primaria: promozione e mantenimento della salute nella popolazione sana; rimozione dei fattori di rischio - disinfezione, sterilizzazione, campagne vaccinali, interventi di bonifica ambientale.
  • Prevenzione secondaria: identificazione precoce delle malattie attraverso lo screening.
  • 1° livello: screening, ossia l’identificazione in via presuntiva di una malattia (o l’identificazione di precursori/indicatori della malattia o di situazioni di rischio), svolta mediante l’impiego di esami o procedure che possono essere applicate rapidamente.
  • 2° livello: accertamento diagnostico precoce di una malattia in fase iniziale asintomatica.
  • Prevenzione terziaria: misure per ridurre le complicanze di una malattia già in atto; assistenza, riabilitazione e reinserimento del malato.

Dove possiamo agire con la prevenzione?

  • Nel passaggio dal serbatoio alla sorgente: attraverso la disinfezione e la sterilizzazione (che agiscono sui veicoli) e la disinfestazione (che agisce sui vettori).
  • Nelle reazioni di difesa: attraverso le vaccinazioni.
  • Nella qualità/stile di vita: attraverso l’educazione alla salute.

Tutto fa parte della prevenzione primaria.

Terminologia correlata all'asepsi e disinfezione

  • Asepsi: interventi atti a impedire che dei microrganismi giungano su un substrato.
  • Antisepsi: interventi atti a impedire o a bloccare temporaneamente la moltiplicazione dei microrganismi su un substrato.
  • Disinfezione: pratica per la distruzione dei patogeni in fase vegetativa.
  • Sterilizzazione: pratica per la morte di microrganismi viventi su un substrato.

Mezzi di trasmissione

  • Veicoli: sono inanimati (es: acqua, aria, biancheria).
  • Vettori: sono animati/viventi. Possono essere:
    • Meccanici: si trasmettono passivamente.
    • Obbligati: il patogeno si moltiplica e si modifica.

Modalità di trasmissione

  • Diretta: malato/portatore → soggetto sano. Es: trasmissione sessuale.
  • Indiretta: malato/portatore → ambiente esterno → soggetto sano. Es: il tifo, si trasmette attraverso le fogne.

Prevenzione immunitaria e vaccino

Prevenzione primaria.

Tipi di prevenzione immunitaria

  • Vaccino-profilassi: prevenzione attiva.
  • Siero-profilassi: prevenzione passiva.
    • Sieri eterologhi: siero di animali.
    • Sieri omologhi: concentrazioni di immunoglobine umane.
  • Chemio-profilassi: somministrazione di farmaci a scopo preventivo (es: il chinino per la malaria).

Vaccino: un preparato costituito da una piccolissima quantità di microrganismi (virus o batteri) uccisi o attenuati o da una parte di essi, progettato in modo da stimolare nel corpo la naturale reazione immunitaria per far sviluppare una specifica resistenza nei confronti del microrganismo/microrganismi in questione.

Obiettivi del programma vaccinale

  • Controllo della malattia: riduzione dell’incidenza della malattie e delle complicanze.
  • Eliminazione della malattia: assenza di casi di una malattia infettiva in un determinato territorio.
  • Eradicazione della malattia: scomparsa di una malattia infettiva come conseguenza della completa scomparsa dell’agente causale da tutto il mondo (esempio il vaiolo).

Requisiti che devono possedere i vaccini

  • Efficacia - capacità del vaccino di prevenire un’infezione, una malattia o le sue complicanze.
  • Durata della protezione.
  • Innocuità.
  • Praticità di impiego.

Effetti collaterali delle vaccinazioni

Reazioni:

  • Indesiderate: legate alla formulazione del vaccino. Possono essere locali (es: arrossamento, gonfiore, dolore in sede di inoculo) o generali (es: febbre, nausea, vomito, cefalea).
  • Avverse: sono molto rare. Possono essere locali (es: edema, ascesso, lesione del nervo vicino al sito di inoculo) o generali (es: febbre alta, convulsioni, shock anafilattico).

Complicazioni: sono soprattutto di natura neurologica (es: encefaliti).

Controindicazioni e precauzioni verso le vaccinazioni

  • Controindicazioni: condizioni in presenza delle quali un vaccino non deve essere somministrato.
    • Temporanee: febbre > 38°C, terapie con immunosoppressori a dosi elevate, quadri clinici non ancora ben definiti.
    • Assolute: dipendono dalle caratteristiche del vaccino e del soggetto. Esse portano a una sospensione definitiva della vaccinazione o alla sua esecuzione in ambiente ospedaliero.
  • Precauzioni: circostanze in cui è opportuno valutare attentamente i potenziali rischi e benefici per il soggetto da vaccinare.

False controindicazioni alle vaccinazioni

Sono tutte quelle controindicazioni impropriamente ritenute valide motivazioni per rifiutare l’offerta vaccinale:

  • Allattamento al seno (bambino o puerpera).
  • Febbre o reazioni locali lievi dopo precedente dose di vaccino.
  • Convalescenza dopo malattia.
  • Convulsioni febbrili.
  • Diabete di tipo 1 e 2.
  • Disturbi della coagulazione.
  • Malattie neurologiche non evolutive o stabilizzate.
  • Terapia antibiotica in corso.
  • Sindrome di Down.
  • Patologie croniche o malattia acute lieve, con o senza febbre.

Tipologie di vaccini

  • Vaccini costituiti da microrganismi viventi e attenuati (es: antimorbillo, antipolio tipo Sabin).
  • Vaccini costituiti da microrganismi inattivati (es: anticolerico, antipolio tipo Salk).
  • Vaccini costituiti da componenti antigenici purificati (es: antinfluenzale).
  • Vaccini costituiti da anatossine (es: antidifterico, antitetanico).
  • Vaccini con DNA ricombinante (es: epatite B).
  • Nuovi a mRNA.

Decreto-legge prevenzione vaccinale

A seguito della conversione in Legge da parte del Parlamento (28 luglio 2017), l’introduzione delle vaccinazioni è stato l’intervento di sanità pubblica più importante per l’umanità. Essa ha determinato:

  • Un abbattimento dei tassi di morbosità e di mortalità dovuti alle patologie prevenibili.
  • Una riduzione del tasso di ospedalizzazione e degli eventuali esiti invalidanti dovuti alle patologie prevenibili.

La soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per raggiungere la c.d. immunità di gregge è pari al 95%. Se la quota di individui vaccinati all’interno di una popolazione raggiunge questo valore, si arresta la circolazione dell’agente patogeno. Il raggiungimento di tale soglia consente, quindi, di tutelare anche i soggetti fragili che, a causa delle loro condizioni di salute, non possono essere vaccinati.

La copertura media nazionale delle vaccinazioni è oggi pericolosamente sotto le soglie raccomandate dall’OMS, per esempio: pertosse 93,6%, tetano 93,7%, poliomielite 93,3%, epatite B 93%, morbillo 87,3%, rosolia 87,2%, varicella 46,1%.

Cause della riduzione della copertura vaccinale

  • Scarsa consapevolezza degli effetti benefici per la salute, individuale e collettiva, derivanti dalla somministrazione dei vaccini.
  • Ridotta percezione dei rischi legati alle malattie infettive, proprio grazie al successo dei programmi vaccinali.
  • Diffondersi di teorie del tutto prive di fondamento scientifico che mirano ad enfatizzare la gravità e la frequenza degli eventi avversi da vaccinazione (c.d. fake news).
  • Falsa correlazione tra i vaccini e l’insorgere di alcune patologie (ad esempio: l’autismo) e conseguente timore dei genitori di sottoporre i propri figli a vaccinazione.
  • Diffondersi di movimenti di opposizione alle vaccinazioni per motivi ideologici o per altri interessi (c.d. no-vax).

Conseguenze di questa riduzione di copertura

  • Aumento dei casi di malattie infettive in fasce di età diverse da quelle classiche (per esempio negli adulti) e quadri clinici più gravi, con maggiore ricorso all’ospedalizzazione.
  • Verificarsi di casi di infezione da virus della rosolia in donne in gravidanza con rischio di infezioni del feto (tra le possibili conseguenze: sindrome della rosolia congenita, parto pre-termine, aborto spontaneo o terapeutico).
  • Ricomparsa di malattie infettive che erano sotto controllo, spesso accompagnata da ritardi nella diagnosi proprio per la difficoltà di riconoscere agevolmente quadri clinici raramente o mai incontrati nella pratica clinica.
  • Aumento dei costi sanitari e sociali legati al diffondersi delle malattie, all’incremento dell’ospedalizzazione e degli eventuali esiti invalidanti.

Sino al 1999, quattro vaccinazioni erano obbligatorie per essere ammessi a scuola: anti-difterica, anti-tetanica, anti-poliomielitica, anti-epatite virale B. Il mancato rispetto dell’obbligo comportava l’applicazione di sanzioni pecuniarie e il rifiuto dell’iscrizione a scuola. Attraverso tali previsioni, in passato, sono stati ottenuti ottimi risultati in termini di controllo delle malattie.

Il decreto legge di prevenzione vaccinale del 2017 ha apportato delle novità:

  • Nuovi vaccini obbligatori: le vaccinazioni obbligatorie e gratuite passano da quattro a dieci.
  • Nuovi vaccini fortemente raccomandati: le vaccinazioni fortemente raccomandate passano a quattro.
  • Ammissione a scuola: le dieci vaccinazioni obbligatorie divengono un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia (per i bambini da 0 a 6 anni).
  • Minori da 6 a 16 anni: obbligo di vaccinazione con sanzioni pecuniarie in caso di inadempimento.
  • Sanzioni: la violazione dell’obbligo vaccinale comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie.

Per i minori di età compresa fra 0 e 16 anni, sono obbligatorie e gratuite le dieci seguenti vaccinazioni:

  • Obbligatorie in via permanente: anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae di tipo B.
  • Obbligatorie sino a diversa successiva valutazione: anti-morbillo, anti-rosolia, anti-varicella, anti-parotite. Per queste vaccinazioni viene attivato uno specifico monitoraggio, effettuato da un’apposita Commissione, operante presso il Ministero della salute che verificherà la copertura vaccinale raggiunta, i casi di malattia, le reazioni e gli eventi avversi. Sulla base di questi dati – dopo un monitoraggio di almeno tre anni – potrà esserne eliminata l’obbligatorietà.

Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione: I soggetti immunizzati per effetto della malattia.

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ErikaLaNicto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene ed educazione sanitaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Gaeta Maddalena.
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