Estratto del documento

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  • Storia: Lo scenario politico dopo le grandi guerre
  • Italiano: L’Ermetismo – Salvatore Quasimodo
  • Calcolo: Il campionamento
  • Informatica: I Database - L’applicazione software in Access
  • Elettronica: Tecniche di trasmissione
  • Inglese: Lans and Wans - The post-World War II
  • Sistemi: Sicurezza delle reti
  • Matematica: Integrali 2

Storia

Lo scenario politico dopo le grandi guerre

Il 26 giugno 1945 venne sottoscritta da 51 paesi, la Carta di San Francisco con la speranza di ricostruire un mondo migliore dopo le grandi guerre. Questo trattato diede vita all’ONU, cioè l’Organizzazione delle Nazioni Unite, con lo scopo di preservare le generazioni future dal flagello della guerra; affermare e difendere ovunque i diritti dell’uomo e favorire il progresso economico e sociale di tutti i popoli. Questo comune obiettivo pacifico si rivelò immediatamente molto difficile da raggiungere, infatti l’alleanza fra Unione Sovietica, Stati Uniti e Gran Bretagna, nata per combattere il nazismo durante la Seconda guerra mondiale, si tramutò in contrapposizioni sempre più aperte.

A soli due anni dalla fine del conflitto, venne coniato il termine “guerra fredda” per indicare lo stato di tensione esistente fra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Una condizione in cui le due superpotenze si combatterono con le armi della diplomazia e della propaganda, esibendo le proprie potenze militari ma senza arrivare mai a scontrarsi frontalmente. Prima della fine della guerra, i tre grandi, cioè Roosevelt, Churchill e Stalin, alla conferenza di Yalta, in Crimea, avevano prefigurato l’idea di una divisione dell’Europa in sfere di influenza in cui ogni popolo aveva il diritto di scegliere la forma di governo preferita. Nel dopoguerra, però, era ormai diventato irrealizzabile il grande disegno di cooperazione internazionale e gli Stati Uniti dichiararono l’impegno di difendere la propria sicurezza e a sostenere i popoli liberi che si opponevano ai tentativi di oppressione da parte di armate esterne, attuando la strategia del contenimento che consisteva nell’arginare ogni tentativo di espansione dell’influenza sovietica e del comunismo in Europa e nelle periferie del pianeta.

Altre tensioni fra gli ex alleati emersero alla conferenza di pace di Parigi del 1946, il cui scopo era quello di delineare una nuova situazione geopolitica in Europa, ridefinendone l’intera cartina. L’unico problema su cui non si trovò nessun accordo fu quello sul problema della sistemazione territoriale della Germania, che rivestiva un’importanza strategica sia per l’Unione Sovietica, che voleva controllarla totalmente, sia per gli anglo-americani, che volevano ricostruirla sia economicamente che politicamente.

A causa di questo motivo, il governo della Germania est, costituito dall’Unione Sovietica, fece costruire il Muro di Berlino allo scopo di isolare fisicamente Berlino Ovest, costituito dagli alleati americani, britannici e francesi, e impedire la libera circolazione delle persone tra i due territori.

All’altro capo del mondo, intanto, un altro evento rendeva ancora più tesa la situazione internazionale, cioè la vittoria della rivoluzione comunista in Cina, concludendo il lungo conflitto fra comunisti e i nazionalisti che, nonostante l’appoggio americano, dovettero soccombere militarmente, permettendo la proclamazione della Repubblica popolare cinese. Sotto la protezione statunitense, i nazionalisti si rifugiarono in Taiwan, dove venne fondata la Repubblica della Cina nazionalista.

Nei primi anni del dopoguerra, nonostante quindi le varie tensioni, si formò un modello bipolare di relazioni internazionali, fondato sul dominio competitivo fra Stati Uniti e Unione Sovietica. La situazione interna dell’Europa occidentale era costituita da un sistema di alleanze, sotto la direzione degli Stati Uniti per il loro potenziale economico-militare. I paesi del blocco occidentale firmarono il patto atlantico nel 1949, un’alleanza politico-militare, costituita da varie forze militari integrate sotto un unico comando, la Nato, il cui obiettivo prevedeva la difesa collettiva in caso di aggressione contro uno dei paesi aderenti.

All’interno delle democrazie occidentali si diffuse un forte clima di sospetto e di intolleranza. Negli Stati Uniti, infatti, vennero aumentati i controlli di lealtà sui funzionari pubblici e le indagini sui privati, perché si era diffusa la paura di una cospirazione comunista internazionale che aprì una violenta caccia alle spie comuniste, che sconvolse per quattro anni la vita del paese, finché non venne bloccata dal presidente repubblicano Eisenhower.

L’Europa orientale, controllata dall’Unione Sovietica, era costituita, invece, da una cintura di stati satelliti, cioè direttamente dipendenti da Mosca, i quali subirono una trasformazione economica e politica sul modello sovietico. In un primo periodo, l’Unione Sovietica appoggiò i governi comunisti che si erano formati nei diversi paesi, in seguito però attuò pesanti confische nei confronti dei paesi da essa controllati, che dovettero cedere buona parte della loro ricchezza. A partire dalla metà del 1947, l’Unione Sovietica trasformò il proprio controllo sull’Europa orientale in vero e proprio dominio e, con vari sistemi intimidatori, abolì ogni forma di pluralismo, creando regimi a partito unico costituiti da comunisti e socialisti.

Durante il 1949, si verificò una forte ribellione da parte di oppositori e di alcuni comunisti stessi che erano contrari ad accettare la completa sottomissione all’Unione Sovietica. Molte delle stesse persone che avevano condotto i comunisti al potere vennero processate ed eliminate per essersi ribellate.

Il dopoguerra russo fu tremendo e le speranze della popolazione in un miglioramento del tenore di vita andarono completamente distrutte, anche perché la dittatura raggiunse livelli altissimi con frequenti condanne a morte e deportazioni nei gulag. 5

Italiano

L’Ermetismo

Il termine “ermetismo” può essere ufficialmente riconosciuto nel 1936, quando Francesco Flora, un critico accademico, pubblica il libro La poesia ermetica, che si ferma tuttavia a considerazioni ancora generiche e superficiali.

Un’importanza ben più decisiva riveste il saggio di Carlo Bo Letteratura come vita. Il testo contiene i fondamenti teorico-metodologici della poetica ermetica, in quanto chiarisce un’esigenza diffusa, che caratterizza ormai la poesia più recente, quella dei lirici nuovi.

Seguendo le linee interpretative offerte da Bo, l’Ermetismo fa coincidere la poesia con la vita, intesa come la realtà più intima dell’uomo, al di fuori di ogni superficiale confusione con atteggiamenti o pose esteriori. La letteratura non va quindi intesa come un’abitudine o un semplice mestiere, ma rappresenta forse la strada più completa per la conoscenza di noi stessi. La letteratura si identifica con l’Io profondo del soggetto, con la sua dimensione spirituale più autentica, risalendo alle origini centrali dell’uomo. In questo senso cerca di raggiungere le radici dell’essere, in quanto mira ad una purezza di valori che si propone come scopo esclusivo la ricerca della verità; ma si tratta appunto di una verità spirituale e non materiale. La poesia vive nel rapporto esclusivo dell’individuo con se stesso, al di fuori di ogni altro legame con la collettività e con le difficoltà dell’esistenza quotidiana. La letteratura come vita significa così il rifiuto della storia, risolvendosi in una letteratura che aspira a collocarsi fuori del tempo.

Il rifiuto di ogni compromesso o contatto con la storia ha particolari conseguenze anche sul piano delle scelte tecniche e pratiche. Tra queste sono da registrare la chiusura dello scrittore in una forma di individualismo totale e la scelta di un linguaggio arduo ed oscuro, al limite dell’incomunicabilità. La poesia si rivolge ad un ristretto numero di persone, in particolare a coloro che ne condividono l’impostazione e le attese; dal messaggio letterario viene escluso di conseguenza la maggior parte del pubblico abituale. Lo strumento privilegiato dell’espressione resta quello costituito dall’analogia, come tramite di un processo che coglie realtà misteriose, trasferendo i dati dell’esperienza su un piano di situazioni interiori e spirituali.

Come aveva insegnato Ungaretti, il centro su cui converge questa ricerca è costituito dalla parola che si fa evocatrice ed allusiva, per caricarsi di significati molteplici e indefiniti. Presentandosi come pura, la poesia finisce per costruire la vera e sola realtà oltre che la fonte privilegiata della conoscenza, interrogandosi sul senso della vita ed offrendo risposte che riguardano il destino ultimo dell’uomo, sospeso fra il tempo e l’eternità.

Il termine “ermetismo” era così destinato a divenire sinonimo di oscurità e di indecifrabilità, spesso volute ed accentuate, che hanno dato lo spunto alle interpretazioni più banali e superficiali. Proprio il rifiuto di confrontarsi con la storia diventerà un capo d’accusa rivolto spesso contro gli ermetici nel clima politico profondamente mutato del dopoguerra; ma essi potranno facilmente rispondere che la totale chiusura in uno spazio interiore rappresentava il solo modo di sottrarsi alla retorica e alle scelte culturali del fascismo, evitando ogni possibile compromesso ed assumendo un implicito valore di dissenso. Resta il fatto che, secondo una generale linea di tendenza, la loro poesia, fin dagli anni della seconda guerra mondiale, tende ad aprirsi maggiormente nei confronti della realtà, portando ad una progressiva diversificazione delle soluzioni espressive.

Salvatore Quasimodo

Uno dei più significativi esponenti dell’Ermetismo è Salvatore Quasimodo. Nato a Modica, in provincia di Ragusa, trascorre l’infanzia e la giovinezza in Sicilia, trasferendosi in vari paesi a causa dei frequenti spostamenti del padre capostazione. Durante un soggiorno a Firenze, suo cognato Elio Vittorini, lo presenta ad Eugenio Montale, il quale gli pubblica le prime poesie su “Solaria” e presso le edizioni della rivista esce anche la raccolta dell’esordio Acque e terre, seguita da Erato e Apollion.

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Sintesi
Introduzione Novecento, dalla catastrofe alla rinascita tesina
Questa tesina prende in esame il Novecento, secolo caratterizzato da eventi catastrofici, ma anche positivi. Tesina maturità argomenti: in Storia lo scenario politico dopo le grandi guerre, in Italiano l'ermetismo e Salvatore Quasimodo, in Calcolo il campionamento, in Informatica i database e l'applicazione software in Access, in Elettronica le tecniche di trasmissione, in Inglese Lans and Wans, The post-World War II, in Sistemi la sicurezza delle reti e in Matematica gli integrali.
Collegamenti
Novecento, dalla catastrofe alla rinascita tesina
Storia: Lo scenario politico dopo le grandi guerre. Italiano: L’ermetismo e Salvatore Quasimodo. Calcolo: Il campionamento. Informatica: I database e l’applicazione software in Access. Elettronica: Tecniche di trasmissione. Inglese: Lans and Wans, The post-World War II. Sistemi: La sicurezza delle reti. Matematica: Gli integrali .
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