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Stage formativo anno 2013/2014

Liceo “E. Trebbiani” - Ascoli Piceno

Relazione di stage

Incontri con professionisti nel campo della comunicazione

Per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico,

In una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche

In collaborazione con

Il Colibrì

Centro diurno “Giulia De Berardinis”

Relatore:

Liceo delle Scienze Sociali - classe V A

Stage formativo anno 2013/2014

Indice Pagina

1. Premessa......................................................................................................................................... 3

2. Incontri teorici ............................................................................................................................ 3

3. Il concetto di “normalità” ...................................................................................................... 12

4. I disturbi della “normalità” .................................................................................................... 13

4.1. Connotati storici ....................................................................................................................... 14

4.2. Che cos’è il DSM? ......................................................................................................................... 16

5. Incontri pratici .......................................................................................................................... 18

6. Conclusioni ................................................................................................................................. 21

7. Approfondimento: musica e comunicazione “terapeutica” ............................................ 22

7.1. La musica come terapia ............................................................................................................ 24

7.2. Come funziona la musicoterapia? ......................................................................................... 25

7.3. Il viaggio dei suoni nel cervello ............................................................................................ 25

7.4. La musica è un linguaggio ....................................................................................................... 26

7.5. Il potere della musica: le emozioni ....................................................................................... 27

7.6. Musica e disabilità: riempire di suoni gli svantaggi dell’handicap ............................... 28

Bibliografia .............................................................................................................................................. 31 31

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1. Premessa

Durante l’anno scolastico 2013/2014 è stato proposto alla nostra classe, V A, del

Liceo delle Scienze Sociali “E. Trebbiani”, uno stage relativo agli studi compiuti per

aiutarci a comprendere le possibili offerte formative ai fini di un inserimento lavorativo

in ambito socio-sanitario e/o socio-assistenziale. È stato deciso, in accordo con le

docenti di Scienze Sociali Marzia Galletti e di Filosofia, Anna Rita Siliquini, di trattare e

vivere in maniera esperienziale l’efficacia delle terapie riabilitative – alternative e le

strutture di riferimento, pianificando lo stage in due momenti: il primo, teorico, relativo

alla presentazione di centri diurni riabilitativi e delle terapie adottate da professionisti

del campo; il secondo, pratico, relativo alla concretizzazione di quanto appreso.

2. Incontri teorici

La parte teorica si è svolta in cinque incontri. Il primo incontro è avvenuto con il

responsabile della cooperativa P.A.Ge.F.Ha. Onlus Mirko Loreti e la responsabile del

centro diurno del comune di Ascoli Piceno Il Colibrì, Pierangela Vallese. La Cooperativa

Sociale P.A.Ge.F.Ha. Onlus, già associazione provinciale di genitori con figli handicappati

dal 1980, nasce con la ferma volontà di costruire una cultura rivolta al disagio,

dedicando particolare attenzione alla qualità della vita dei propri assistiti e lavorando

attivamente alla realizzazione dei valori dell’integrazione sociale e soddisfazione

personale di anziani, disabili e giovani con problematiche comportamentali.

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Tale cooperativa ha permesso la nascita di molti centri

diurni come appunto “Il Colibrì”, una struttura territoriale a

ciclo diurno per persone con disabilità psico-fisica e

sensoriale (grado medio-grave).

In tal centro sono condotte attività finalizzate all’integrazione sociale, al mantenimento

e allo sviluppo delle varie abilità e attività educative mirate all’acquisizione e al

mantenimento delle capacità comportamentali, cognitive, affettivo-relazionali e attività

ludico-motorie. L’attività programmata in maniera personalizzata per ogni ragazzo in

relazione alle esigenze e alle motivazioni, si articola in momenti educativi e di

socializzazione. Le attività educative e di socializzazione del Servizio Socio-Educativo si

indirizzano allo sviluppo di 4 aree di abilità necessarie a favorire una positiva

integrazione sociale e il miglioramento della qualità di vita delle persone con disabilità:

  • Abilità cognitive e sociali di base (laboratorio didattico, letto-scrittura, laboratorio
  • di creatività, laboratorio informatica);
  • Abilità di autonomia (cura della persona, cura dell’ambiente di vita, cura
  • dell’ambiente di lavoro, abilità domestiche, abilità relative al pasto);
  • Abilità di gestione e del tempo libero (visione TV, ascolto musica, balli, giochi da
  • tavolo, escursioni, soggiorno estivo);
  • Abilità motorie ed espressive (attività psicomotoria generale, attività natatoria,

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giochi sportivi di squadra ed individuali, teatro, laboratorio sonoro-musicale).

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La filosofia che il servizio persegue è quella di prevedere varie attività in maniera che

ogni ragazzo possa essere impegnato in quelle più adatte in relazione alla sua

condizione ed anche più gradite. Ogni utente

sulla base del proprio progetto individualizzato

partecipa ad attività di laboratorio e ad attività

educative e ricreative. In questo modo è la

struttura che si adegua alle esigenze del ragazzo e non viceversa. Infine, la responsabile

del centro diurno “L’orto di Paolo”, Sabina Giannini, ha illustrato le attività ed i

laboratori della struttura, in cui sono accolti soggetti affetti da autismo e disturbi

pervasivi dello sviluppo o con gravi problemi di comunicazione e cognitivi. Sul modello

della Farm Community, sono condotte attività finalizzate all’acquisizione di

competenze per il raggiungimento dei migliori livelli possibili di autonomia personale, di

interazione sociale e di inserimento nel mondo dell’occupazione e del lavoro. Nel

secondo incontro abbiamo invece approfondito

il concetto di disabilità e di autismo insieme alle

psicologhe Pierangela Vallese e Sabina Giannini, Debora Coradazzi presidente

dell’associazione Magica-Mente e Velia de Regis, presidente dell’associazione per la

tutela dei diritti della disabilità, ANIEP. L’ANIEP nasce nel 1957 ed è presente a livello

nazionale, è un’associazione che si occupa della promozione e della rappresentanza dei

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diritti sociali e civili dei disabili per assicurare anche a loro quello che la Costituzione

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prevede per tutti i cittadini. Nel corso di più di mezzo secolo ANIEP ha fatto uscire gli

invalidi dagli istituti e dagli ospizi, ha promosso tutta la legislazione per gli handicappati:

inserimento scolastico, lavoro, barriere architettoniche, prestazioni economiche e

riabilitazione, secondo il principio del massimo di socializzazione e del minimo di

assistenza. Oltre a questo impegno istituzionale, ANIEP si occupa degli aspetti giuridici e

assistenziali del problema: attività di consulenza, sostegno alle famiglie dove vivono

handicappati gravi, cooperative di lavoro, soggiorni estivi. Ma le leggi non bastano.

L’attuale presidente, Velia de Regis, anch’ella disabile fisicamente, ha inoltre fornito una

definizione di “disabile” lontana dai

soliti stereotipi, affermando che “la

disabilità riguarda tutti, poiché ogni

persona ha delle capacità che devono esser sviluppate e delle lacune che possano esser

colmate, almeno in parte”. Debora Coradazzi, presidente dell’associazione Magica-

Mente, ci ha poi esposto le problematiche inerenti le condizioni di vita dei malati

mentali, dei soggetti affetti da sindrome di Down e da autismo.

Quest’ultima si è particolarmente soffermata sulle

problematiche relative al disturbo neuro-psichiatrico

dell’autismo. L’autismo è fondamentalmente una

forma particolare di situarsi nel mondo e, per lo

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tanto, di costruirsi una realtà. Associato o non a delle cause organiche, l’autismo è

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riconoscibile dai sintomi che impediscono o pongono delle serie difficoltà al bambino

nel suo processo di entrata nel linguaggio, nella comunicazione e nel vincolo sociale. Le

stereotipie, le ecolalie, l’assenza di linguaggio, i soliloqui, l’aggressività rivolta su di sé,

l’insensibilità al dolore o l’assenza di sensazione del pericolo sono alcuni dei sintomi che

mostrano l’isolamento del bambino o dell’adulto dal mondo che lo circonda e la sua

tendenza a bastarci a sé stesso. Tale associazione mira all’integrazione, promuove

l’educazione specializzata, l’assistenza sanitaria e sociale e la tutela dei diritti civili a

favore delle persone autistiche affinché sia loro garantito il diritto inalienabile ad una

vita libera, nel rispetto della loro dignità. Nel terzo incontro sono stati presentati i

laboratori specifici e i peculiari interventi sulle terapie a mediazione artistica come la

musicoterapia e la teatroterapia. Marta Luzi, responsabile del laboratorio teatrale del

Colibrì e Katiuscia Triberti, sua collaboratrice, ci hanno illustrato dettagliatamente come

la teatroterapia agisca in diverse situazioni con finalità di prevenzione, riabilitazione e

cura di alcuni disturbi psichici. La teatroterapia con persone con disabilità si concentra

sull’aspetto riabilitativo ed educativo, prestando attenzione al percorso e al processo

teatrale più che al risultato. Essenziale è la funzione del gruppo, in cui si scopre e svela la

propria identità, creatività e libera espressione di sé. La teatroterapia utilizza il teatro

per aumentare l’autostima e la conoscenza di sé, per riconoscere i propri limiti e le

proprie capacità positive, per collaborare in gruppo attraverso esercizi su corpo, voce,

movimenti, uso dei colori, ascolto, percezione della natura e percezione dei movimenti

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del proprio corpo, si mira a sviluppare e potenziare le abilità espressive e creative di

ognuno. La teatroterapia favorisce la cultura del non-giudizio, del rispetto dell’altro e dei

diversi tempi e modi di agire, pensare ed essere. Tale disciplina può essere considerata

come una modalità privilegiata di contenimento, di analisi e rielaborazione delle

emozioni: il processo artistico, opportunamente utilizzato, consente l’espressione e la

trasformazione dei vissuti personali. Consente a ciascun partecipante di conoscere il

proprio corpo e la propria creatività senza giudicare se stesso e gli altri, di cogliere le

mille sfumature che la libera espressività ha in ogni individuo, di scoprire il valore della

diversità e le potenzialità insite in ciascuno: potenzialità che possono essere portate alla

luce da discipline a mediazione teatrale e corporea. Il laboratorio di Teatroterapia

permette, inoltre, di riconoscere i propri limiti e quelli altrui, imparando non solo ad

accettarli, ma anche a servirsene come strumento di crescita personale. Una delle

funzioni e degli obiettivi della teatroterapia è di permettere “l’unità nella diversità”,

ossia realizzare l’unità fra i componenti del gruppo

preservando l’identità differenziata di ciascuno,

attraverso la cultura del rispetto e del non-giudizio.

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Alcune precisazioni “pratiche”

I gruppi possono essere costituiti da un minimo di 6 ad una massimo di 14 partecipanti.

La durata di ogni seduta di teatroterapia è di circa 1 ora e 30 minuti, una volta alla

settimana.

Durante il quarto incontro, avvenuto con il musicoterapeuta del centro diurno Il Colibrì,

Attilio Migliorati, noi alunni abbiamo potuto ben comprendere l’importanza della

musica applicata ad una terapia riabilitativa. Infatti le applicazioni terapeutiche della

musica stanno sempre più sviluppandosi. Il concetto di musicoterapia è molto ampio, si

riferisce ad ambiti operativi profondamente differenti tra loro e ha molte diverse

definizioni, la più frequente è quella del NAMT (Associazione Nazionale per la

Musicoterapia):

“La musicoterapia è una tecnica, mediante la quale varie figure professionali, attive nel

campo della educazione, della riabilitazione e della psicoterapia, facilitano l’attuazione

di progetti di integrazione spaziale, temporale e sociale dell’individuo, attraverso

strategie di armonizzazione della struttura funzionale dell

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Sintesi

Introduzione musicoterapia, tesina

Questa tesina descrive la musicoterapia. Durante l’anno scolastico 2013/2014 è stato proposto alla nostra classe, V A, del Liceo delle Scienze Sociali “E. Trebbiani”, uno stage relativo agli studi compiuti per aiutarci a comprendere le possibili offerte formative ai fini di un inserimento lavorativo in ambito socio-sanitario e/o socio-assistenziale. È stato deciso, in accordo con le docenti di Scienze Sociali Marzia Galletti e di Filosofia, Anna Rita Siliquini, di trattare e vivere in maniera esperienziale l’efficacia delle terapie riabilitative – alternative e le strutture di riferimento, pianificando lo stage in due momenti: il primo, teorico, relativo alla presentazione di centri diurni riabilitativi e delle terapie adottate da professionisti del campo; il secondo, pratico, relativo alla concretizzazione di quanto appreso.

Tesina monografica sulla musicoterapia

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