Collegamenti interdisciplinari
Scienze sociali:
Funzione pedagogica e morfologia della fiaba
Inglese:
Alice in Wonderland, James Carroll
Italiano:
Pirandello, crisi d’identità
Storia:
Età vittoriana
Biologia:
La gravità
Scienze sociali: morfologia della fiaba secondo Propp
La Morfologia della fiaba di Vladimir Jakovlevic Propp, pubblicata nel 1928 a Leningrado, costituisce l’opera più importante dedicata alla struttura del racconto fiabesco.
Secondo Propp, è possibile un’analisi dei racconti di magia (cioè per le fiabe nel senso proprio della parola) “con la medesima precisione con la quale viene elaborata la morfologia delle formazioni organiche”.
Gli studi di Propp nascono dall’osservazione che le numerose somiglianze tra le fiabe e i racconti di vari paesi e di varie epoche si ritrovano non solo in singoli motivi, ma anche nelle trame, cioè nell’organizzazione dei motivi stessi.
Egli studiò le origini storiche della fiaba nelle società tribali e nel rito di iniziazione e ne trasse una struttura che propose anche come modello di tutte le narrazioni.
Propp collega la fiaba ai rituali di iniziazione. L’iniziazione presso i popoli primitivi è un rito che si celebra alla soglia della pubertà, solitamente nella foresta o nella boscaglia, dove i ragazzi vengono abbandonati dai genitori o “rapiti” da celebranti con il viso coperto con una maschera animalesca. Questo rito si compie al fine di permettere l’ingresso ufficiale dei giovani nella comunità degli adulti. Il passaggio dell’iniziato a una nuova vita è simboleggiato dalla morte mistica e dalla rinascita: morendo nella vita infantile l’iniziato rinasce come uomo o donna adulti. Tutto il mondo simbolico legato al rito (i travestimenti degli anziani, la foresta, l’acquisizione della verità) si è trasformato con il tempo nel nucleo di alcuni elementi fiabeschi.
Lo stretto nesso tra fiaba e rito iniziatico era già stato descritto da altri studiosi ma Propp approfondisce l’indagine individuando gli elementi minimi significativi della fiaba e collegandoli, per analogia, a elementi simili che compaiono nel rituale e nella mitologia.
L’analisi morfologica di Propp dimostra che, nonostante i personaggi della fiaba possano essere diversissimi, le loro funzioni ovvero “l’atto del personaggio, ben determinato dal punto di vista della sua importanza per il decorso dell’azione” sono poche.
Per Propp è più importante quello che fa il personaggio che non chi è il personaggio: se l’eroe è una fanciulla, un principe o un orso è indifferente, a caratterizzare lo svolgimento della trama è l’azione che l’eroe compie e non le sue caratteristiche fisiche.
In base allo studio dettagliato di un centinaio di fiabe Propp enuncia quattro tesi fondamentali:
- “Gli elementi costanti della fiaba sono le funzioni dei personaggi, indipendentemente da chi essi siano e in che modo le svolgano. Esse costituiscono i componenti fondamentali della fiaba”.
- “Il numero delle funzioni proprie del racconto di magia è limitato”. In totale, le funzioni individuate da Propp, sono infatti solamente 31 e si verificano sempre nello stesso ordine, con il «protagonista costretto a fuggire» sino al lieto fine con il «matrimonio con la principessa».
- “La successione delle funzioni è sempre la stessa”. Anche se poche fiabe contengono tutte le funzioni, ciò non cambia la legge della successione.
- “Tutte le fiabe, per struttura, sono monotipiche”; ovvero rappresentano innumerevoli variazioni di una serie unica per tutte le fiabe.
Personaggi
I personaggi della fiaba presentano caratteristiche fisiche, psicologiche e morali ben definite. Questi personaggi possono essere buoni o cattivi, belli o brutti ecc.
Nonostante queste diversità Propp è giunto alla conclusione che tutti i caratteri delle cento fiabe popolari russe analizzate possono essere racchiusi all’interno di otto categorie di personaggi-tipo.
- L’antagonista: colui che lotta contro l’eroe.
- Il mandante: il personaggio che esplicita la mancanza e manda via l’eroe.
- L’aiutante (magico): la persona che aiuta l’eroe nella sua ricerca.
- La principessa o il premio: l’eroe si rende degno di lei nel corso della storia, ma è impossibilitato a sposarla per via di una serie di ingiustizie, generalmente causate dall’antagonista. Il viaggio dell’eroe spesso termina quando riesce finalmente a sposare la principessa, sconfiggendo il nemico.
- Il padre di lei: colui che fornisce gli incarichi all’eroe, identifica il falso eroe e celebra poi il matrimonio.
Propp ha notato che per quanto riguarda la loro funzione, la principessa e il padre spesso non sono chiaramente distinguibili.
- Il donatore: il personaggio che prepara l’eroe o gli fornisce l’oggetto magico.
- L’eroe o la vittima/il ricercatore: colui che reagisce al donatore, sposa la principessa.
- Il falso eroe: la persona che si prende il merito delle azioni dell’eroe o cerca di sposare la principessa.
Lo schema generale della fiaba
Mentre lo schema generale di una fiaba invece secondo Propp, è il seguente:
- Situazione iniziale di equilibrio
- Allontanamento dell’eroe da casa
- Divieto imposto all’eroe
- Il divieto viene infranto
- L’eroe incontra un antagonista
- Tranello dell’antagonista
- L’eroe cade nell’inganno
- Peripezie varie dell’eroe
- L’eroe deve superare una prova
- L’eroe trova un aiutante
- L’eroe supera la prova
- L’antagonista viene sconfitto e punito
- L’eroe ne esce vincente
Lewis Carroll
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Morfologia della fiaba secondo Propp
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Alice in Wonderland, James Carroll
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Pirandello e la crisi d’identità (e paragone con Alice)
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