Istituto Tecnico Commerciale
“Leonardo Da Vinci”
Esame di Stato
Le Haute et le Bas Normandie
Sbarco in Normandia
Storia del Calcio
“Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”
Ermetismo
Le fasi della Ricerca Operativa
E. Montale
Redazione del Governo fascista
Bilancio dello Stato
Santoro Davide
Classe 5 B
Anno scolastico 2011/2012
Indice
Le Haute et le Bas Normandie
Francese
Seconda Guerra Mondiale
Sbarco in Normandia
Storia
Ermetismo
Eugenio Montale
“Non chiederci la parola”
Italiano
Governo fascista
Leggi fascistissime
Diritto
Bilancio dello Stato
Esercizio provvisorio
Scienze delle Finanze
L’esecuzione e i controlli sul Bilancio dello Stato
Bilancio
Redazione del Bilancio
Economia aziendale
La Ricerca Operativa
Le fasi della Ricerca Operativa
Matematica
Storia del Calcio
Sistema muscolare
Educazione Fisica
Francese
Le Basse-Normandie
Région du nord-ouest de la France située au bord de la Manche (Habitants: 1.422.000; Superficie: 17.589 km2), elle comprend les départements du Calvados (14), de la Manche (50) et de l’Orne (61). Chef-lieu: Caen.
Économie: La région s’ouvre sur la Manche par un littoral de 500 km. Dominée par l’élevage bovin, la région a une industrie agroalimentaire puissante qui exporte ses spécialités. Des branches nouvelles ont diversifié l’activité industrielle (équipements mécaniques, électriques et électroniques, pharmacie, plasturgie, produits chimiques). Le tourisme est important (Deauville, Mont-Saint-Michel, Bayeux, Lisieux).
Ville principale: Caen (117.000 habitants), chef-lieu de la région et du Calvados, ville universitaire et industrielle (électronique, auto, pharmacie, centre de recherche et développement France Telecom). À voir: le Mémorial pour la Paix, l’enceinte médiévale.
Centres d’intérêt touristique et de loisirs: le Mont-Saint-Michel (l’abbaye et le village), la basilique de Lisieux, le Musée de la tapisserie de la reine Mathilde (Bayeux), les stations balnéaires (Deauville, Cabourg), les plages du Débarquement (Omaha, Utah, Gold), le Musée du Débarquement d’Arromanches, le cimetière américain de Saint-Laurent-sur-Mer, les routes touristiques (route du cidre, des ducs de Normandie, de la Suisse normande), les réserves (colline aux oiseaux et le jardin des plantes à Caen).
Spécialités régionales: les tripes à la mode de Caen, l’andouille de Vire, le boudin blanc aux pommes, le Calvados, les crêpes, le poulet Vallée d’Auge, la sole à la normande.
La Haute-Normandie
La région se trouve au bord de la Manche au nord-ouest de la France (Habitants: 1.780.000, Superficie: 12.258 km2), elle est formée des départements de l’Eure (27) et de la Seine-Maritime (76). Chef-lieu: Rouen.
Économie: L’agriculture, partagée entre la culture des céréales (blé tendre et orge), de la pomme de terre, des protéagineux et les cultures industrielles (betterave sucrière, lin), est très performante et a suscité une importante industrie agroalimentaire. Les industries comprennent équipements mécaniques, électriques et électroniques, pharmacie, plasturgie, produits chimiques, auto, parfumerie.
Villes principales: Rouen (108.000 habitants), chef-lieu de la région et de la Seine-Maritime, est un port fluvial et une ville universitaire et industrielle (métallurgie, raffinerie de pétrole, électronique). À voir: la cathédrale du XIIe siècle (sujet de plusieurs tableaux de Monet), le palais de justice (XVe siècle). Le Havre (193.000 habitants) est un port de voyageurs et de commerce. Activités industrielles: raffinerie, auto, chimie, ciment. À voir: l’écluse François 1er, la plus importante du monde. Évreux, chef-lieu de l’Eure (plasturgie, fonderie, pharmacie). À voir: la tour de l’Horloge, le couvent des capucins, les ruines gallo-romaines.
Centres d’intérêt touristique et de loisirs: les falaises d’Étretat, de Fécamp, le cap d’Ailly, l’aiguille marine de Belval à Bénouville; les stations balnéaire (Étretat), thermale (Forges-les-Eaux), le Château-Gaillard du XIIe siècle, la maison de Claude Monet à Giverny, le pont de Normandie et le pont de Tancarville au-dessus de la Seine.
Spécialités régionales: la marmite dieppoise, les galettes fécampoises, le caneton à la rouennaise, les mirlitons de Rouen.
Storia
La Seconda guerra mondiale
La prima guerra mondiale portò a tutti i Paesi d’Europa crisi e miseria, tra i vincitori come tra i vinti.
Cessò così il predominio mondiale dell’Europa, mentre si affermava quello di due nuove potenze: Stati Uniti e Unione Sovietica. Specialmente gli Stati Uniti, grazie all’enorme apparato industriale, commerciale e finanziario, si imposero come potenza dominante, anche sul modo di vivere. Un fenomeno tipico dell’epoca fu la crescita dei movimenti popolari che, in tutti i Paesi, posero nuovi problemi ai vari governi. Si svilupparono anche i movimenti per l’emancipazione femminile che portarono, in Gran Bretagna, per la prima volta le donne al voto (1922). Particolarmente drammatico fu il crollo della Germania, dove esplosero forti conflitti sociali. Solo l’appoggio finanziario degli Stati Uniti consentì a Germania, Francia, Gran Bretagna e agli altri paesi europei di avviare l’opera di ricostruzione.
L’Europa precipitava così verso la guerra. Hitler poteva procedere all’annessione dell’Austria. Dopo l’unione con Mussolini, passò al secondo punto del suo programma: la Cecoslovacchia, ma il Führer mirava prima di tutto all’annessione della regione dei Sudeti, abitata in prevalenza da tedeschi. La minaccia sembrava imminente. Intanto Mussolini andava perdendo importanza nella politica europea e, mentre cercava di tenere il passo con le iniziative del suo più potente alleato, se ne faceva in realtà dominare. Con il patto d’acciaio il Duce impegnò l’Italia a sostenere, con tutte le sue forze militari, la Germania in caso di guerra. Già una nuova tappa della marcia hitleriana si profilava verso est: la conquista della Danzica e dei territori polacchi abitati da tedeschi. Alla nuova minaccia Francia e Inghilterra risposero dando garanzie alla Polonia. Hitler così procedette stringendo con l’URSS il patto di non aggressione.
Il 1° settembre 1939 la Germania invase la Polonia e la costrinse ad arrendersi in meno di tre settimane. Con questo fatto Francia e Gran Bretagna dichiararono l’inizio della Seconda guerra mondiale. L’Unione Sovietica occupò la Polonia orientale per poi proseguire verso altri stati (Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia). Nel 1940 anche la Germania riprese l’iniziativa e occupò altri paesi (Norvegia, Danimarca, Belgio, Olanda e Francia). In questi stati i nazisti imposero governi fatti da persone disposte a collaborare con gli invasori. Il 10 giugno 1940, l’Italia dichiarò guerra alla Francia e alla Gran Bretagna. La prima ormai stava crollando e l’iniziativa dell’Italia fu per lei un colpo molto duro. Mussolini aveva paura che la guerra stesse per finire e temeva di rimanere a mani vuote, ma aveva sottovalutato la forza della Gran Bretagna e non tenne conto che gli Stati Uniti potessero entrare in guerra e questo fu un grave errore. L’esercito italiano disponeva di armamenti limitati e oltretutto arretrati. Le prime iniziative dell’Italia rivelarono subito l’insufficienza delle sue forze armate. Il tentativo di strappare Malta agli inglesi fallì. Dopo iniziali successi, anche l’attacco contro i possedimenti inglesi dell’Africa settentrionale fu fermato. Ma il fallimento più grave fu il tentativo di invasione della Grecia. Sia in Africa che in Grecia solo l’intervento dei tedeschi consentì di riprendere la conquista. Con la sconfitta della Francia, Hitler era riuscito ad imporre il dominio tedesco sull’Europa. Restava solo la Gran Bretagna a contrastarlo; infatti il governo inglese, guidato da Winston Churchill, respinse le proposte di pace avanzate dal Führer. Vista l’impossibilità di raggiungere un accordo, Hitler decise di invadere la Gran Bretagna. Per due mesi l’aviazione britannica (la RAF = Royal Air Force) e quella tedesca si scontrarono nella battaglia d’Inghilterra. La RAF riuscì ad infliggere pesanti perdite ai tedeschi. Perciò il 17 settembre Hitler rinunciò al progetto di invadere la Gran Bretagna. Le forze nazifasciste mantenevano l’iniziativa ma era ormai svanita l’idea di una guerra lampo.
Nel 1941 la Germania intervenne a sostegno delle truppe italiane in Africa e nei Balcani. Ma lo sforzo maggiore dell’esercito tedesco fu l’invasione dell’URSS. Dopo l’accordo per la spartizione della Polonia, Hitler aveva deciso di tornare al suo programma iniziale: conquista di spazio vitale ai danni dell’Unione Sovietica e distruzione dello Stato comunista. Il 22 giugno 1941 iniziò l’invasione, seguendo il cosiddetto “piano Barbarossa”, che prevedeva la rapida distruzione di ogni resistenza sovietica. Il 7 dicembre 1941 un inatteso intervento causò una svolta decisiva nella guerra. Il Giappone attaccò e distrusse quasi metà della flotta degli Stati Uniti nel porto di Pearl Harbour. Gli Stati Uniti e l’Inghilterra dichiararono guerra al Giappone. Nel giro di pochi mesi i giapponesi riuscirono ad occupare vastissimi territori. Dopo l’iniziale sorpresa, però, gli Stati Uniti riuscirono a rovesciare la situazione. Un generale inglese ottenne l’importante vittoria di El Alamein che costrinse gli italo-tedeschi ad abbandonare l’Africa. L’Armata Rossa, intanto, aveva bloccato un imponente attacco tedesco. Infine, con la lunga battaglia di Stalingrado, i sovietici riuscirono a sconfiggere i nazifascisti. L’armata tedesca e il corpo di spedizione italiano furono costretti a ritirarsi disordinatamente.
Dopo la vittoria in Africa, le forze angloamericane (gli Alleati) controllavano il Mediterraneo. Così, nel 1943 gli Alleati sbarcarono in Sicilia. Essi venivano accolti dalla popolazione come dei liberatori. Gli italiani volevano la fine della guerra ma erano anche stanchi del fascismo. Nel marzo 1943 vi furono molti scioperi degli operai contro di esso. Di fronte a questa situazione il Gran Consiglio del Fascismo votò la sfiducia a Mussolini (25 luglio 1943). Lo stesso giorno il re informò il duce che aveva affidato l’incarico di formare un nuovo governo al maresciallo Pietro Badoglio. Subito dopo Mussolini venne arrestato. Il nuovo primo ministro firmò a Cassibile (in Sicilia) l’armistizio con gli Alleati, reso noto l’8 settembre. Ma nessuno diede al popolo e all’esercito le indicazioni per affrontare la nuova situazione. I tedeschi occuparono l’Italia centrale e settentrionale e il 12 settembre liberarono Mussolini. Hitler consentì al duce di fondare nel nord la Repubblica Sociale Italiana, con sede a Salò. Ora l’Italia era divisa in due: il centro-nord sotto la Repubblica di Salò e il sud dove sopravviveva il Regno d’Italia.
Lo sbarco in Normandia
Gli Alleati il 6 giugno 1944 prendevano terra in Normandia, dando il via alla cosiddetta operazione Overlord, con la più grande flotta da sbarco, così che i tedeschi dovettero ritirarsi, anche se per fronteggiare il previsto attacco alleato, questi ultimi avevano concentrato in Francia sessanta divisioni. Contando sull’effetto sorpresa (i comandanti tedeschi erano convinti che l’attacco alleato sarebbe partito dal Passo di Calais) le armate alleate, raccolte in Inghilterra, sbarcarono in Normandia, senza incontrare grandi resistenze né sul mare né dal cielo. Il 5 agosto una nuova armata americana sbarcò nel sud della Francia, avanzando verso nord lungo la valle del Rodano. Alla fine di agosto erano sbarcati in Francia complessivamente due milioni di uomini e alla metà di settembre la Francia era completamente liberata.
Ad est, intanto, la Germania doveva subire una forte controffensiva russa. Nel 1945 la sorte della Germania appariva segnata. Il 30 settembre Hitler si tolse la vita. Nella Berlino occupata dai Russi, il 7 maggio 1945 l’ammiraglio Donitz firmava la resa, senza condizioni, della Germania. L’Italia era stata liberata pochi giorni prima, il 25 aprile 1945. La resa del Giappone avvenne solo dopo che due bombe atomiche avevano distrutto le città di Hiroshima e Nagasaki. Il 2 settembre 1945 però anche lui firmò la resa. La Seconda guerra mondiale si chiudeva con 50 milioni di morti.
Letteratura
L’Ermetismo
Il termine “Ermetismo” si riferisce ad una tendenza culturale e letteraria che si diffonde in Italia, soprattutto a Firenze, a partire dagli anni 1920 e che raggiunge l’apice tra il 1935 e il 1940. Non costruisce una scuola di pensiero con un gruppo definito di intellettuali e un Manifesto programmatico, ma, coerentemente con le sue stesse caratteristiche, rimane una tendenza non classificabile in senso stretto e priva di capi e di uno stile “ufficiale”.
Il nome venne attribuito al movimento da Francesco Flora, saggista e critico dell’epoca che nel 1936 espresse, nell’opera “La poesia ermetica”, i dubbi e le diffidenze verso quel nuovo tipo di poesia. Flora non apprezzava l’eccessiva oscurità dei testi ermetici, perché essa impediva al pubblico di comprenderli e finiva col confinarli a una ristretta élite di intellettuali.
La visione del mondo ermetico
Gli scrittori ermetici rifiutavano la cultura del loro tempo e si impegnavano nella ricerca di un diverso linguaggio poetico, che fosse il più possibile astratto e distaccato dalla realtà: il testo artistico era infatti fuori da un contesto storico-culturale concreto e doveva tendere il più possibile all’universalizzazione e all’astrattezza.
Il mondo ermetico era inteso come l’insieme di simboli ed elementi che si legavano tra loro grazie a un complesso insieme di relazioni. Compito dell’artista era proprio individuare questi legami, senza però svelarli nella loro natura di relazioni, ma semplicemente accostando tra loro le entità unite da un rapporto segreto. Dal momento che vengono avvicinati tra loro fattori di diverso significato, e che normalmente non verrebbero mai legati assieme, i versi e le frasi degli Ermetici apparivano complesse, ambigue, oscure, prive di un senso unico e chiaro, incomprensibili alla maggioranza.
Il linguaggio usato era evocativo, procedeva per analogie e associazioni di idee, per figure retoriche e simboli: si privilegiavano le immagini del sogno, dell’incubo, dell’allucinazione, della pazzia, perché solo vivendo stati anormali e fuori dalla razionalità era possibile vedere la rete di relazioni che legavano le cose. La descrizione della realtà e della sua vera essenza poteva essere realizzata solo attraverso rivelazioni e illuminazioni ed esse vengono rese mediante l’uso di analogie.
Dal punto di vista dello stile si usavano sostantivi assoluti, plurali indeterminati e si eliminava l’utilizzo dell’articolo: veniva ricercata la purezza e la semplicità della parola e ci si opponeva polemicamente alla grande enfasi del linguaggio proposta da D’Annunzio o alle convenzionalità di altri autori.
Eugenio Montale
Montale è una delle massime voci della poesia mondiale di questo secolo, uomo antifascista, ha avuto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1975 “per aver interpretato, con grande sensibilità artistica, valori umani nel segno di una visione della vita senza illusioni”. La sua lunghissima carriera di poeta, scrittore, critico letterario e giornalista è da anni oggetto di attenti studi che hanno prodotto una vasta bibliografia; ciò perché egli ha saputo dare un’originale interpretazione alle inquietudini dell’uomo contemporaneo, ispirandosi ai maestri del Simbolismo e del Decadentismo, ma forse ancor più a Leopardi e rendendo nello stesso tempo estremamente attuali le loro innovazioni. La sua influenza sui poeti italiani successivi è stata immensa e capillare.
Nato a Genova nel 1896, destinato da genitori borghesi a fare il ragioniere nella ditta del padre, decide di diventare cantante operistico e per diversi anni prende lezioni di canto: una grande musicalità, un grande interesse per i suoni e per gli strumenti musicali restano poi una costante della sua opera. Nella sua vita piena di avvenimenti un’importanza grande quanto quella della lettura hanno i rapporti con uomini di cultura, che egli stringe negli ambienti più diversi: durante il servizio militare (prestato nel corso della Prima guerra mondiale) conosce alcuni poeti ed intellettuali, che in seguito diverranno oppositori del fascismo, come fu sempre lo stesso Montale.
È proprio uno di questi intellettuali antifascisti, Piero Gobetti, che pubblica, nel 1925, la prima raccolta poetica di Montale, Ossi di seppia, assai legata alla terra in cui il poeta aveva passato gli anni dell’infanzia, la Liguria, arida e rocciosa delle Cinque Terre, della quale viene rievocato il paesaggio.
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Francese: Le Haute et Le Bas Normandie;
Storia: Sbarco in Normandia;
Italiano: Ermetismo, E. Montale (Non chiederci la parola);
Diritto: Governo fascista;
Scienze delle Finanze: Bilancio dello Stato;
Economia Aziendale: Redazione del Bilancio;
Matematica: Ricerca Operativa;
Educazione Fisica: Storia del calcio.