Estratto del documento

Istituto superiore “A. Cravetta”, Savigliano

Esame di stato anno scolastico 2013/2014

Il minimalismo

Marras Noemi

Classe V Turistico

“C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è del tutto condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo; tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà, per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo.”

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“Non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in continuo cambiamento.”

“Spendi il meno possibile, perché così ti ritroverai ad apprezzare immensamente ogni cosa.”

“La perfezione non è raggiunta quando non c'è più niente da aggiungere, ma nel momento in cui non c'è più niente da togliere.”

La ricchezza di un uomo è proporzionale al numero di cose di cui può fare a meno.” “Nei miei racconti compongo conversazioni. Metto nei racconti l'arredamento e le cose concrete che circondano la gente quando ha bisogno di quelle cose. Forse è per questo che a volte è stato detto che i miei racconti sono disadorni, spogli, o, anche, minimalisti”.

Minimalismo

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Premessa............................................................................

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Eliminare il superfluo per vivere con l'essenziale.........................................................................

......4-5

La teoria della decrescita di Latouche......................................6-7

L'economia di sussistenza è un'economia minimalista...............8

Minimalismo in Arte............................................................9-10-11

Letteratura Minimalista..............................................................12

Raymond Carver. …...................................................................13

Bibliografia e Sitografia..............................................................14

La scelta dell'argomento è dovuta alla lettura del libro “Nelle terre estreme” di Jon Krakauer, che racconta la storia, avvenuta realmente alla fine degli anni '90, di un ragazzo californiano, Chris Mccandless, che nonostante viva una vita agiata e abbia conseguito una laurea con una media-voto molto alta

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ed una specializzazione in storia e antropologia, decide di abbandonare tutto e intraprendere un viaggio piuttosto particolare. Chris, che dal momento della partenza decide si sarebbe fatto chiamare Alex Supertramp, inizia a vagare nell'ovest degli Stati Uniti, con la volontà di vivere in solitudine per un certo periodo di tempo e per giungere infine nelle terre selvagge dell'Alaska nell'aprile del 1992, con poco cibo e scarse attrezzature. Il 12 agosto scrisse un ultimo messaggio e, il 6 settembre, due cacciatori rinvennero i suoi resti, pesanti solo 30 kg. Il ragazzo morì di fame (ma c'è anche chi sostiene che la morte sia sopraggiunta a causa di un avvelenamento da un fungo) nei pressi del lago Wentitika nel Parco Nazionale di Denali.

Ciò che incuriosisce maggiormente è la volontà del ragazzo di lasciarsi alle spalle la monotonia della routine e della vita della fine del XX secolo, anni in cui la tecnologia e le comodità cominciavano a prendere piede negli Stati Uniti. Il suo desiderio è infatti quello di sperimentare un'esperienza del tutto nuova, quasi per sfidare la generazione dell'epoca che si stava facendo dominare dalle novità che garantivano una vita più confortevole, priva di troppi sforzi. Il giovane affronta un viaggio che richiede invece forza di volontà, spirito di sopravvivenza e capacità di arrangiarsi esclusivamente con l'essenziale. Si tratta di un cammino alla ricerca di se stesso, dei propri limiti, delle proprie effettive abilità, estremamente diverse da quelle che la società può pensare di attribuire ad un uomo. Egli sperimenta la vita senza congetture, senza regole, senza costruzioni e costrizioni, senza tradizionalismi o forzature, senza etichette o strumenti all'avanguardia. Si accontenta dell'essenziale. Purtroppo tale esperienza ha in serbo per lui la morte.

Ecco perché ho voluto concentrare la mia attenzione su vari aspetti della vita e della società che riguardano il tema dell'“avere abbastanza”, ovvero del minimalismo. È necessario innanzitutto partire da una pratica minimalista nel quotidiano, e perciò aiutare se stessi a ritrovare il proprio equilibrio spirituale, ma anche materiale, attenendosi ad un'economia di tipo minimalista, che può essere basata sul modello proposto da Serge Latouche nel suo programma di “decrescita serena e bien vivre”. Ho analizzato, inoltre, gli aspetti più artistici del minimalismo, quali l'arte in sé e le sue caratteristiche (con esempi di creatori minimalisti) e le basi della letteratura, in modo particolare la poetica di Raymond Carver, fondatore della letteratura minimalista.

Eliminare il superfluo per vivere con l'essenziale

Da sempre la specie umana non ha fatto altro che “aggiungere” un qualcosa alla propria quotidianità.

Se si riflette, già l'uomo preistorico, necessitava di vivere servendosi e magari impossessandosi di ciò che la natura offriva. 3

Durante i secoli, con lo studio, la conoscenza, la scoperta di quanto si è potuto e si potrà ancora inventare, ogni individuo di ogni epoca si è convinto che con meno di quello che la propria generazione offre non si potrebbe vivere. Senza tante ipocrisie, credo che per la maggior parte della popolazione, ad eccezione di qualche essere umano estremamente coraggioso, che nel mondo di oggi, 2014, governato da tecnologie e comodità, riuscirebbe a vivere senza alcune o anche una sola di esse. La mia generazione è quella della sovrapproduzione, del consumismo, dello spreco ed io stessa, seppur sia affascinata da chi riesce a “vivere con poco”, sicuramente non riuscirei mai a smettere di essere così viziata.

Viziata dall'automobile che mi porta a due minuti a piedi da casa; viziata da internet che mi permette di cercare una parola che non conosco senza dovermi alzare, prendere il dizionario e cercarne il significato; viziata dai ristoranti, perché lì si deve solo aspettare che il cibo mi venga servito, ma ancora più viziata dai fast-food, che non solo preparano il pasto che desidero, ma me lo fanno avere anche velocemente. Nessuno di questi esempi è eccessivo, anche se può sembrarlo. D'altronde non è una nostra colpa se ormai la società è talmente tanto sviluppata. Eppure, tutta questa “quantità di beni” ha fatto sì che l'homo sapiens sapiens diventasse svogliato, si sentisse inappagato, addirittura depresso.

Perché le persone vogliono l'ultimo gadget, l'ipad o l'ultimo modello di quello stilista famoso? La maggior parte delle persone cerca di soddisfare questi desideri per alimentare il proprio ego, mostrarsi agli altri come vincente, dimostrare che possiedono molti soldi e la loro vita sta perciò procedendo alla grande. Queste persone non sono migliori o peggiori di altre, né egoiste o maniacali, è che semplicemente si sono ritrovate ad essere così, a riprodurre dei modelli esistenti, nessuno li ha convinti ad essere diversi e a comportarsi diversamente. Si dovrebbe smettere di pensare a quello che potrebbe essere il giudizio degli altri per occuparsi finalmente del proprio “io”, di cosa si desidera e si ama realmente, quale sia la propria scala di valori autentica. Si riuscirebbero a concentrare le energie su ciò che è realmente importante per se stessi, ciò che rende la propria vita piena e piacevole.

Ormai la logica che le menti hanno è quella del “se ottengo qualcosa in più, sarò sicuramente più felice, mi farà di certo sentire più soddisfatto e ricco, sia interiormente che esteriormente”.

Grazie a tutti i segnali che ci bombardano giorno dopo giorno, ci si convince che è il tangibile ad arricchire il nostro essere e tutto il nostro patrimonio, insieme alle abitudini. Si è certi che la routine ci tenga lontani da ogni forma di insicurezza e di caos, quando in realtà sono proprio “il non sapere” e l'incertezza a farci sentire vivi e a farci trovare un equilibrio interiore, facendoci sentire gratificati.

Il minimalismo si basa sull'avere abbastanza (in senso soggettivo, ovvero quell'“abbastanza” giusto per se stessi, in un determinato momento della vita) e per abbastanza si intende proprio lo stretto necessario, non di meno e non di più.

Uno dei principi base per una vita semplice è eliminare il superfluo, ovvero ridurre all'essenziale tutto ciò con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Per giungere a questa semplificazione interiore ed esteriore, occorre dunque eliminare in modo graduale una serie di cose che fino ad ora hanno riempito inutilmente, fino a traboccare, la nostra esistenza.

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Sintesi

Introduzione minimalismo - tesina

La scelta dell'argomento all'interno della mia tesina è dovuta alla lettura del libro “Nelle terre estreme” di John Krakauer, che racconta la storia, avvenuta realmente alla fine degli anni '90, di un ragazzo californiano, Chris McCandless, che nonostante viva una vita agiata e abbia conseguito una laurea con una media-voto molto alta ed una specializzazione in storia e antropologia, decide di abbandonare tutto e intraprendere un viaggio piuttosto particolare. Chris, che dal momento della partenza decide che si sarebbe fatto chiamare Alex Supertramp, inizia a vagare nell'ovest degli Stati Uniti, con la volontà di vivere in solitudine per un certo periodo di tempo e per giungere infine nelle terre selvagge dell'Alaska nell'aprile del 1992, con poco cibo e scarse attrezzature. Il 12 agosto scrisse un ultimo messaggio e, il 6 settembre, due cacciatori rinvennero i suoi resti, pesanti solo 30 kg. Il ragazzo morì di fame (ma c'è anche chi sostiene che la morte sia sopraggiunta a causa di un avvelenamento da un fungo) nei pressi del lago Wentitika nel Parco Nazionale di Denali.

Ciò che incuriosisce maggiormente è la volontà del ragazzo di lasciarsi alle spalle la monotonia della routine e della vita della fine del XX secolo, anni in cui la tecnologia e le comodità cominciavano a prendere piede negli Stati Uniti. Il suo desiderio è infatti quello di sperimentare un'esperienza del tutto nuova, quasi per sfidare la generazione dell'epoca che si stava facendo dominare dalle novità che garantivano una vita più confortevole, priva di troppi sforzi. Il giovane affronta un viaggio che richiede invece forza di volontà, spirito di sopravvivenza e capacità di arrangiarsi esclusivamente con l'essenziale.

Si tratta di un cammino alla ricerca di se stesso, dei propri limiti, delle proprie effettive abilità, estremamente diverse da quelle che la società può pensare di attribuire ad un uomo. Egli sperimenta la vita senza congetture, senza regole, senza costruzioni e costrizioni, senza tradizionalismi o forzature, senza etichette o strumenti all'avanguardia. Si accontenta dell'essenziale. Purtroppo tale esperienza ha in serbo per lui la morte. Ecco perché ho voluto concentrare la mia attenzione su vari aspetti della vita e della società che riguardano il tema dell'“avere abbastanza”, ovvero del minimalismo. È necessario innanzitutto partire da una pratica minimalista nel quotidiano, e perciò aiutare se stessi a ritrovare il proprio equilibrio spirituale, ma anche materiale, attenendosi ad un'economia di tipo minimalista, che può essere basata sul modello proposto da Serge Latouche nel suo programma di “decrescita serena e bien vivre”. Ho analizzato nella tesina di maturità, inoltre, gli aspetti più artistici del minimalismo, quali l'arte in sé e le sue caratteristiche (con esempi di creatori minimalisti) e le basi della letteratura, in modo particolare la poetica di Raymond Carver, fondatore della letteratura minimalista.

Collegamenti

  • Economia: economia di sussistenza e teoria della decrescita.
  • Italiano: letteratura minimalista.
  • Inglese: Raymond Carver.
  • Arte: Minimal Art (esempi Barnett Newman e Carl Andre).
  • Psicologia: eliminazione del superfluo (decluttering).
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