!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!LA!METANARRATIVA!
!!!!Quando!la!rivoluzione!incontra!l’arte!e!la!letteratura!
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!!Esame!di!stato!<!Anno!scolastico!2013<14!
!!Liceo!A.!Volta!
!!Viviana!Dietlinde!Luisa!Serdoz!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Classe!V!F!!!!!
INDICE
1. Presentazione pag.3
2. Introduzione al concetto di metanarrativa pag.4
2.1 Tecniche e caratteristiche principali della metanarrativa pag.4
3. La matematica al servizio della metanarrativa: i limiti e le derivate pag.6
4. Lo sviluppo della metanarrativa pag.7
4.1 Freud e la metanarrativa pag.8
4.2 Bergson e la metanarrativa pag.9
4.3 Nietszsche e la metanarrativa pag.10
5. Sei personaggi in cerca d’autore pag.11
5.1 La genesi e il titolo pag.11
5.2 I personaggi pag.11
5.3 La vicenda pag.11
5.4 Organizzazione e struttura pag.13
5.5 L’opera e la metanarrativa pag.13
6. Il Surrealismo pag.15
6.1Magritte pag.15
6.2 La vera rivoluzione di Magritte: L’uso della parola pag.16
6.3 La metanarrazione in Magritte: La condizione umana pag.18
Bibliografia pag.20
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1. PRESENTAZIONE
“La metanarrativa – Quando la rivoluzione incontra l’arte e la letteratura” è il titolo di
questa tesina, che parte dal concetto generale di metanarrazione, per poi concentrarsi su un
periodo da me ritenuto particolarmente importante per lo sviluppo della metanarrativa,
ovvero i primi anni del Novecento. E’ proprio all’inizio del secolo scorso, infatti, che nacquero
nuove correnti di pensiero, le quali rivoluzionarono l’arte e la letteratura, oltre che la vita
dell’uomo. Lo scopo primario di questo lavoro risulta, dunque, dimostrare come la
metanarrativa consapevole sia nata proprio in seguito a tutte queste rivoluzioni ideologiche.
Ci tengo a sottolineare l’aggettivo consapevole della frase precedente: importante è tener
conto che la metanarrativa non nacque affatto nel Novecento, ma presenta una lunghissima
storia. La differenza è che mentre prima l’espediente metanarrativo veniva utilizzato del tutto
inconsapevolmente, come semplice tecnica narrativa che poteva servire a rendere la storia
più movimentata e piacevole al pubblico, dal secolo scorso la metanarrazione, come storia che
riflette su se stessa, fu impiegata con lo scopo preciso di voler indagare nel profondo
dell’essenza umana, dal momento che non diventò più sufficiente accontentarsi di conoscere
ciò che sembrava semplicemente superficiale e visibile a tutti.
Ciò che mi affascina dell’argomento trattato in questa tesina è proprio il fatto che non si parla
spesso di metanarrativa, anzi molte persone non sanno neanche cosa sia. Eppure la
metanarrazione è un espediente che tutti noi abbiamo utilizzato almeno una volta e che di
sicuro ci è capitato di trovare in qualche film, il problema è che non abbiamo mai saputo
riconoscerla. Ho sentito questo termine per la prima volta l’estate scorsa, quando ho
partecipato a un corso di cinema all’Università IULM di Milano. Lì il tema era stato trattato
soprattutto dal punto di vista cinematografico e subito mi aveva affascinato, così già a Giugno
sapevo che la mia tesina di maturità avrebbe avuto come argomento principale la
metanarrativa. A partire da quest’anno scolastico, quindi, ho cominciato ad analizzare ogni
argomento che dovevo studiare, per capire se potesse essere collegato alla tesina che stavo
immaginando. Dall’ambito cinematografico sono dunque passata a quello letterario e poi
artistico, ambiti che non solo mi hanno fornito numerosi esempi del concetto di cui volevo
parlare, ma anche sì validi elementi, grazie ai quali ho capito come è perché sia nata la
metanarrativa modernista, definita da me consapevole.
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2. INTRODUZIONE AL CONCETTO DI METANARRATIVA
La metanarrativa è un processo narrativo per cui un romanzo parla di sé. Questo è un nome
generico, capace di inglobare tecniche, spunti e finalità molto differenti tra loro, il cui tratto
saliente resta però la riflessione dell’opera d’arte su se stessa. Il termine italiano deriva
dall’equivalente inglese metafiction, utilizzato per la prima volta nel 1970. La definizione oggi
più accreditata è quella fornita da Patricia Waugh nel suo Metafiction-‐The Theory and Practice
of Self-‐conscious Fiction:
[Metafiction is a] fictional writing which self-‐consciously and systematically draws attention to
its status as an artefact in order to pose questions about the relationship between fiction and
reality.
La metanarrativa è una scrittura di finzione, dunque appartiene ancora al genere di romanzo,
ma durante questa scrittura l’attenzione dell’autore, del narratore e del lettore è indirizzata
verso la condizione di finzione. Mentre il romanzo realista usa il plot, ovvero una trama ben
precisa, per raccontare la sua visione del mondo, il romanzo metanarrativo utilizza la finzione
per raccontarsi come entità aventi precise caratteristiche strutturali. Questo racconto di sé si
presenta, quindi, come uno smascheramento delle formule attraverso le quali il genere
romanzo, fin dalla sua nascita, ha finito di essere un’immagine oggettiva della realtà. Lo scopo
primario della metanarrativa diventa la ricerca dei modi in cui la realtà può essere
rappresentata oggettivamente. La letteratura autoriflessiva, inoltre, permette di stabilire una
relazione ludica tra l’autore e il testo, al punto che il lettore diventa testimone del gioco che si
intrattiene tra l’autore e la sua creatura e viene reso attivo e partecipe all’interno della storia
narrata. Questo processo di auto-‐riflessione, in quanto tale, ha l’effetto di uno specchio posto
all’interno del testo.
2.1 TECNICHE E CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA METANARRATIVA
-‐ La dissoluzione del personaggio: il personaggio, attraverso un processo che il più delle
volte ha a che fare con la ricerca psicanalitica, smette di essere una polarità distinta,
facilmente delineabile e portatrice di determinate caratteristiche. Questo si mostra, invece,
come un groviglio di idee ed intenti in contraddizione tra loro e che spesso si presentano
fallaci nei confronti della realtà. Il protagonista è quindi un inetto, un antieroe, colui che ha
coscienza dell’incoscienza, o meglio, dell’inconscio. Questa dissoluzione nasce dalla scoperta
che le azioni umane non sono ascrivibili a quel che comunemente si definisce volontà
soggettiva. La vera protagonista è quindi la coscienza, che si esprime attraverso il monologo, il
dialogo o il flusso di coscienza.
-‐ Apostrofi al lettore: l’identificazione tra autore e narratore permette l’uso di questa figura
retorica, in cui chi parla o scrive si rivolge improvvisamente a una entità diversa da quella a
cui è solito rivolgersi.
-‐ La morte dell’autore: la sparizione del narratore è una diretta conseguenza della necessità
di una visione polifonica sulla vicenda e dell’allontanamento di ogni possibile dubbio intorno
all’oggettività del testo. All’autore, identificabile come principio produttore dell’opera, viene
sostituito un linguaggio impersonale e anonimo.
-‐ Simbolismo: il compito degli scrittori del romanzo metanarrativo non è più quello di
ritrarre le cose, ma l’effetto che queste suscitano nelle persone. L’autore procede dunque,
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attraverso la tecnica del simbolismo, ad un’oggettivazione della sua esperienza, rendendo
palese il rapporto tra le cose materiali ed il pensiero. Nasce, così un linguaggio ermetico, che si
svincola dai contenuti immediati.
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