La Crise de l'amour
Ad opera di
Ivana Fantelli
Classe 5 A
Indice
- Introduzione 1
- Letteratura latina 5
- Storia 11
- Letteratura italiana 17
- Letteratura tedesca 24
- Storia dell'arte 29
- Filosofia 34
- Musica 39
- Letteratura francese 43
- Letteratura inglese 47
Spesso, commentando il comportamento di molti giovani, le persone, forse in modo anche un po' troppo semplicistico, affermano che i ragazzi di oggi non hanno più valori, non hanno nulla in cui credere, non hanno nessun interesse vero all'infuori del divertimento. Bisognerebbe quindi stabilire che cosa sono i valori morali.
Possiamo considerare valori tutte quelle regole e quei principi che permettono alle persone di costruire la loro esistenza, di stabilire le proprie priorità e di compiere delle scelte. Questo è tanto più importante per i giovani che, diventando grandi, si trovano ad affrontare le difficoltà di un mondo che ancora non conoscono bene. Per noi ragazzi, quindi, è importante avere dei valori che ci guidino a fare le scelte giuste.
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Ma come si fa a scegliere i valori “giusti”?
La letteratura e la filosofia per anni hanno cercato di darci o suggerirci un modo etico perché fin dall'antichità gli uomini hanno riconosciuto quanto sia importante avere seguito una condotta. Ne è esempio il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana chiamato mos maiorum.
Il mos maiorum è il “costume degli antenati”, il patrimonio della tradizione su cui si basa l'intera struttura dell'Impero Romano.
Tuttavia, a causa dell'espansione militare, la società di Roma si apre agli influssi di altre culture, in particolare di quella greca e orientale. Inoltre, la crescita della potenza economica della città e la conseguente ricchezza che ne deriva, contribuisce a modificare il quadro dei valori fondamentali della società stessa.
Ma, a partire dalla seconda metà del II secolo a.C., il mos maiorum deve far fronte a nuove esigenze e scontrarsi contro gli ideali dell'Humanitas che si allontanano molto dalla sua rigidità.
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Letteratura latina
Giovenale, come molti prima di lui, rimpiange costantemente il perduto mos maiorum. Egli è sdegnato di fronte ad una società in cui i liberti sono sempre più ricchi e potenti; le famiglie nobili che un tempo proteggevano gli artisti sono ormai scomparse o ridotte in miseria: i nuovi ricchi, avari e rozzi, causano l'indigenza dei letterati e la decadenza della cultura. L'indignato di Giovenale è la manifestazione del risentimento di chi non ha saputo o voluto integrarsi nella mentalità corrente e fa di tutto per sottolineare la mortificazione della giustizia e il capovolgimento dei valori tradizionali.
Iuvenalis
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Da convinto tradizionalista qual è, egli ha intenzione di opporsi alla letteratura contemporanea, che appare oltretutto ridicola nella sua vuota e stanca riproposta di intrecci mitologici che non avrebbero mai potuto incidere su una società irrimediabilmente corrotta.
Precisamente meglio è, secondo il poeta, rivolgere lo sguardo alla realtà della vita quotidiana e comporre versi che sappiano rappresentarla efficacemente. In quest'ottica la scelta della satira come genere a cui dedicarsi appare obbligata, perché essa è la forma poetica più adatta a rappresentare il furioso disgusto del poeta.
Juvenalis
Nelle sette Satire pervenuteci, infatti, Giovenale si scaglia con particolare ferocia contro la mancanza di valori nella società romana, la corruzione dilagante ad ogni livello, ma soprattutto contro alcuni vizi che ne stavano pesantemente corrompendo la coesione:
- La brama di denaro;
- L'ostentamento di ricchezze;
- L'accumulazione clientelaristica allo scopo di ottenere favori;
- La ricerca del lusso e della fama anche di contro alle proprie effettive possibilità;
- La dissolutezza di cui davano prova molte donne, così pericolosamente lontane dall'ideale della matrona d'altri tempi, tutta casa e famiglia.
La prima satira può essere considerata il suo manifesto poetico, in cui ammette che a spingerlo a scrivere è proprio l'indignazione verso il degrado della società in cui si trova a vivere. Per evitare le più che certe reazioni violente degli uomini del suo tempo, parlerà dell'immoralità dei tempi passati.
Di peggio, niente è possibile che l'umanità aggiunga in futuro ai nostri costumi: chi ci seguirà scimmiottandoci, vorrà le stesse cose perché il vizio ha toccato il fondo.
- Decimo Giunio Giovenale -
Fin dall'antichità, quindi, ci si è resi conto che la nostra vita non può essere considerata un mero insieme di bisogni biologici: il nostro scopo non è semplicemente quello di mangiare per preservare la nostra sopravvivenza e permettere la continuazione della specie.
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Introduzione tesina crisi dei valori
Questa tesina di maturità descrive la crisi dei valori. La tesina permette i seguenti collegamenti: Letteratura Latina Giovenale, Storia la crisi della Belle Époque, Letteratura Italiana Pirandello, l'arte e la coscienza d'oggi, Letteratura Tedesca l'espressionismo e Benn, Storia dell'Arte L'Urlo di Munch, Filosofia Nietzsche, la morte di Dio, Letteratura Francese Sartre, La Nausea, Letteratura Inglese Beckett, Aspettando Godot.
Collegamenti
Crisi dei valori tesina
- Letteratura Latina: Giovenale.
- Storia: La crisi della Belle Époque.
- Letteratura Italiana: Pirandello - Arte e coscienza d'oggi.
- Letteratura Tedesca: Espressionismo - Benn.
- Storia dell'Arte: L'Urlo di Munch.
- Filosofia: Nietzsche - La morte di Dio.
- Letteratura Francese: Sartre - La Nausea.
- Letteratura Inglese: Beckett - Aspettando Godot.