La matematica: convenzione umana o legge naturale?
Claudio Chicchiero
L.S. “G. Galilei”
V A
a.s. 2009/2010
Indice
Ambito filosofico
Galileo …………………………………………………………………………… pag. 4
Kant ……………………………………………………………………………… pag. 4
Ambito umanistico
Oulipo …………………………………………………………………………… pag. 5
Flatlandia ………………………………………………………………………… pag. 6
Ambito artistico
Proporzioni ……………………………………………………………………… pag. 7
Frattali ……………………………………………………………………………… pag. 7
Ambito scientifico
Storia della matematica ………………………………………………………… pag. 9
Bibliografia ……………………………………………………………………… pag. 11
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Tesina maturità a.s. 2009/2010
Claudio Chicchiero V A
Liceo Scientifico G. Galilei – Terni
Titolo: “La matematica, convenzione umana o legge naturale?”
Ambito filosofico: Rapporto Galileo – Kant;
Ambito umanistico: Movimento francese dell’Oulipo;
il romanzo “Flatlandia” di E.A. Abbott;
Ambito artistico: Cenni sulle proporzioni;
Arte Frattale;
Ambito scientifico: La matematica come fenomeno evolutivo Claudio Chicchiero
V A
Terni, 22/06/10 - 3 -
Ambito filosofico: due diverse concezioni
La matematica ha rappresentato sempre un argomento interessante per molti
filosofi e una base per la loro formazione. Per esempio, presso l’accademia
platonica erano ammessi soltanto coloro che dimostrassero una conoscenza
matematica; e ancora, Cartesio, che introdusse il piano cartesiano e le
coordinate nello spazio; Kant, che produsse una legge sulla rotazione dei
pianeti assieme a Laplace.
Le posizioni dei filosofi a proposito della matematica possono essere riassunte
in due capisaldi dell’epistemologia scientifica: Galileo Galilei e Immanuel Kant.
Il primo, quindi, sosteneva che l’uomo fosse stato dotato
della ragione per scoprire nella natura le leggi matematiche
che Dio vi aveva posto. Evidentemente, questa è una
concezione religiosa della realtà, determinata dalla
formazione cattolica di Galilei e dal clima della
Controriforma. Questa posizione, poi, epurata degli aspetti
religiosi, fu ripresa dopo il secolo dei Lumi dal positivismo
che considerava la scienza come strumento di conoscenza
assoluta, al punto che l’Abbagnano, un critico della filosofia,
accosta il positivismo all’idealismo. La fiducia nell’assolutezza della scienza
venne meno con lo sviluppo delle geometrie non euclidee e con le nuove
scoperte fisiche dell’epoca, come la relatività di Einstein e i principi di Max
Planck. La seconda concezione è quella espressa da Immanuel Kant, il
quale sosteneva che la matematica è una convenzione
umana, un mezzo creato dall’uomo per rapportarsi con la
natura circostante. In seguito alla rivoluzione copernicana,
introdotta da Kant a livello filosofico, è l’uomo che pone le
forme a priori per conoscere la natura circostante. In filosofia
si parla di rivoluzione copernicana proprio perché Kant attuò
una rivoluzione in campo gnoseologico pari a quella di
Copernico in campo astronomico.