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Liceo scientifico “G. Ferraris” – Varese

Esami di Stato 2015

Alunna: Sara El Adla

Classe V, sez. H

Anno scolastico 2014-2015

Marie Curie

La donna che rivoluzionò il mondo

Introduzione

“Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba. Non dobbiamo lasciar credere che ogni progresso scientifico si riduca a dei meccanismi, a delle macchine, degli ingranaggi, che pure hanno anch’essi una loro bellezza. Io non credo che nel nostro mondo lo spirito d’avventura rischi di scomparire. Se vedo attorno a me qualcosa di vitale, è proprio questo spirito d’avventura che mi sembra impossibile da sradicare, e che ha molto in comune con la curiosità”

Marie Skłodowska Curie dovette affrontare molte difficoltà e sofferenze, ma non perse mai di vista il suo sogno. Credeva nel progresso, nell’istruzione e nell’importanza di aiutare gli altri.

Come scienziata, Marie Curie fu un genio della sperimentazione. Le sue ricerche sulla radioattività, a cui si dedicò insieme al marito Pierre, frantumarono le certezze riguardo l’indivisibilità dell’atomo. I due coniugi aprirono la strada per la scoperta della struttura dell’atomo, uno dei misteri più grandi dell’universo.

Le radiazioni si rivelarono molto pericolose, ma si dimostrò anche la loro utilità nella cura del cancro, nella generazione dell’energia elettrica e nella diagnosi medica.

Visse in un’epoca in cui le donne avevano poche opportunità, eppure non si scoraggiò. Non solo diventò una scienziata, ma vinse anche due premi Nobel e passò alla storia.

Marie Curie è il simbolo della ricerca disinteressata e del ruolo delle donne nella scienza. La sua vita ha spinto molte giovani ragazze verso gli studi scientifici.

Ha contribuito alla creazione del mondo odierno soprattutto all’affermazione dei diritti all’istruzione.

Biografia

Maria Skłodowska nacque il 7 novembre del 1867 a Varsavia. La madre Bronislawa era una cattolica devota, mentre il padre Wladislaw Skłodowski era uno scienziato e insegnante di fisica. Entrambi provenivano da famiglie che godevano di una buona posizione sociale, ma vivevano in condizioni economiche disastrose. A quel tempo la Polonia era sotto dominio straniero, Varsavia era governata dai russi. Bronislawa e Wladislaw erano nazionalisti e desideravano l’indipendenza del proprio paese. La situazione economica della famiglia Skłodowski si fece ancora più difficile quando, nel 1873, Wladislaw perse il suo lavoro per via della sua ostilità verso l’impero zarista che imponeva l’uso della lingua russa e vietava che alle giovani menti venisse insegnata la storia polacca.

Nel 1878 la madre morì di tubercolosi quando Maria aveva solo undici anni, questo evento portò la giovane a un disinteresse verso la religione, che sostituì con un grande amore per le scienze. Fin dalla tenera età si distinse per le sue abilità cognitive, il padre cercò di aiutarla a coltivare la sua passione, infatti, i giochi e le passeggiate in campagna si trasformavano in lezioni sulla natura, sulla scienza e sulla storia della Polonia.

Maria imparò il russo, il francese e l’inglese. Venne inserita in una classe di bambini più grandi poiché aveva bisogno di stimoli. A scuola si seguivano due programmi, uno russo e uno polacco, quest’ultimo era insegnato clandestinamente. Il 12 giugno del 1883, all’età di quindici anni si diplomò e ricevette una medaglia come migliore alunna. Non potendo studiare all’Università di Varsavia poiché era una donna, Maria entrò in un periodo di depressione. Il padre decise di mandarla in campagna per aiutarla a riprendersi. Qui incontrò la nonna, donna molto forte e indipendente, e comprese che la sua sete di sapere non poteva essere limitata dalle istituzioni, quindi decise di lavorare per potersi permettere gli studi a Parigi.

Maria era convinta che l’istruzione fosse un diritto di tutti, indipendentemente dalla classe sociale, ed era a favore della parità tra uomini e donne, perciò a 17 anni si unì al progetto dell’“Università Volante”, un circolo di ragazzi e ragazze, fanatici patrioti, che aderiscono al positivismo.

Lavorò assiduamente per poter aiutare la sorella Bronia a studiare medicina in Francia. Nel 1891 Bronia, dopo essersi laureata, invita Maria a trasferirsi a Parigi.

Marie proseguì la sua formazione scientifica alla celebre Università della Sorbona, fu la prima donna ad iscriversi alla facoltà di fisica, per questo non veniva presa sul serio dai compagni convinti che nessuna donna potesse essere intelligente e capace quanto un uomo. Lei dimostrò il contrario quando passò gli esami risultando la migliore del corso. Fu molto ammirata dalle sostenitrici del diritto delle donne all’istruzione. Si laureò in chimica e fisica nel 1893, e in matematica l’anno dopo.

Gabriel Lippmann, uno dei suoi professori, l’aveva incaricata di studiare le proprietà magnetiche degli acciai temperati sotto la supervisione del fisico francese Pierre Curie, un affermato fisico. Pierre aveva avuto una formazione scolastica dai membri della sua famiglia ed era stato educato al rispetto per la natura e all’anticlericalismo. Nel 1882, a soli 23 anni, il fisico aveva fatto la sua prima importante scoperta, insieme al fratello Jacques, sulle proprietà piezoelettriche del quarzo. Nel decennio successivo il giovane aveva concentrato l’attività di ricerca sui fenomeni riguardanti il magnetismo. Rilevò che esiste un valore della temperatura (detto punto di Curie), al di sopra del quale un materiale ferromagnetico perde alcune delle sue proprietà.

Pierre a 35 anni era ancora celibe, poiché credeva che una relazione sentimentale con una donna lo avrebbe distolto dalle proprie ricerche scientifiche.

Dopo aver incontrato in laboratorio Marie egli fu attratto dalla sua grazia e dalla sua devozione per la scienza. Pierre giudicò subito Madamoiselle Sklodowska una persona straordinaria, apprezzava il suo acume e il suo totale disinteresse per le attenzioni maschili.

Affascinato le chiese di diventare sua moglie dopo pochi mesi, ma Marie rifiutò poiché non voleva perdere la propria indipendenza. Il loro rapporto si consolidò e alla fine lei accettò la proposta di matrimonio. Pochi anni dopo, nel 1897, nacque la figlia Irène.

Marie Curie iniziò a interessarsi agli studi dello scienziato Becquerel che affermava che i sali di uranio emettevano spontaneamente, senza essere esposti alla luce, raggi di natura ignota. Marie cominciò a fare esperimenti. Notò che l’uranio messo su una lastra fotografica avvolta da una carta nera impregnava comunque la lastra. Questo fu il primo fenomeno osservato da Marie, in seguito chiamato da lei radioattività.

Insieme al marito iniziò a studiare approfonditamente il fenomeno, si chiedevano da dove arrivasse l’energia rilasciata sotto forma di radiazioni.

Nel luglio 1898, i coniugi Curie nel bollettino dell’Accademia delle Scienze, in Francia, e nella rivista “Swiatlo”, in Polonia, annunciarono: “Crediamo che la sostanza che abbiamo tratto dalla pechblenda contenga un metallo non ancora segnalato, vicino al bismuto per le sue proprietà analitiche. Se l’esistenza di questo metallo verrà confermata, noi proponiamo di chiamarlo polonio, dal nome del paese di uno di noi”.

Continuando gli studi sulla pechblenda si accorsero che oltre al polonio vi fosse un altro elemento sconosciuto che emetteva un’intensa radiazione: il radio.

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Sintesi

Introduzione Marie Curie, tesina

La figura di Marie Curie è importante poiché diede un nuovo impulso al mondo scientifico e all'emancipazione femminile. Scoprì la radioattività e ampliò le conoscenze a riguardo dell'utilità delle radiazioni in ambito medico.

Collegamenti

  • Fisica: decadimento e suddivisione delle radiazioni
  • Scienze: radioterapia
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