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Storia E

Falcone alla

Ed. La

Bredice Chiara

Classe III A

I.C. Piossasco

AS 2012/2013

La mafia

La mafia è un’organizzazione a delinquere fondata sull’illegalità che basa le sue radici in Sicilia e nelle regioni del sud Italia.

La mafia nasce nella prima metà dell’800, dal raggruppamento di contadini siciliani scontenti della loro situazione che cominciarono a ribellarsi con la violenza e spinti dalla fame, dalla povertà e dalla voglia di arricchirsi, che sostenendosi a vicenda, mettono radici. La mafia non è semplicemente una forma di criminalità, ma è una cosa molto più potente, organizzata e pericolosa. Il suo obbiettivo è di ottenere denaro e potere: per far questo non esita ad usare la violenza ed a uccidere. Il mafioso ritiene di avere un potere assoluto che vuole accrescere in ogni modo.

La mafia è strutturata come un carciofo, alla cui base c’è la famiglia, formata da uomini d’onore e comandata dal boss. Le principali attività illegali sono: il pizzo e l’usura; la droga e il traffico di armi, ma anche il gioco d’azzardo, la prostituzione, lo smaltimento illegale dei rifiuti, il contrabbando di sigarette e l’immigrazione clandestina.

Le varie criminalità organizzate in Italia sono: in Sicilia cosa nostra, in Puglia la sacra corona unita, in Basilicata i basilichi, in Campania la camorra, in Calabria la ’ndrangheta.

Gli oppositori della mafia

Tra gli oppositori della mafia ci sono stati: Don Pino Puglisi, parroco palermitano che nel quartiere di Brancaccio ha cercato di togliere giovani braccia alla mafia e per questo motivo verrà ucciso il giorno del suo compleanno; il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo; Peppino Impastato, giovane di Cinisi figlio di un boss che si vuole ribellare al suo destino andando contro la volontà del padre e della cosca capitanata da Don Tano Badalamenti; Rita Atria, giovanissima ragazza che decide di collaborare con Borsellino andando contro la sua famiglia di mafiosi che la giudica e la ripudia come figlia; angosciata da tutte queste sofferenze a soli 19 anni deciderà di suicidarsi.

I principali oppositori della mafia sono stati uomini che erano diversi da tutti quelli che gli stavano attorno; infatti uomini come i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si sentivano siciliani ma si sentivano anche diversi da quei siciliani che sfruttavano le precarie condizioni in cui vivevano come pretesto di vendetta e delinquenza.

Bredice Chiara

Classe III A Storia

Falcone e Borsellino

I.C. Piossasco Prof.ssa

AS 2012/2013

Giovanni Falcone

Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939. È stato un magistrato italiano. Viene assassinato con la moglie Francesca Morvillo e alcuni uomini della scorta nella strage di Capaci fatta da cosa nostra.

Assieme all’amico e collega Paolo Borsellino è considerato uno fra gli eroi simbolo della lotta alla mafia in Italia ed a livello internazionale.

Giovanni conseguì la laurea in Giurisprudenza nell’Università di Palermo nell’anno 1961.

Aveva compiuto una breve esperienza presso l’Accademia navale di Livorno.

Dopo il concorso in magistratura, fu pretore a Lentini poi sostituto procuratore a Trapani. A Palermo cominciò a lavorare all’Ufficio istruzione. Rocco Chinnici gli affidò nel maggio ’80 le indagini contro Rosario Spatola, vale a dire un processo che investiva anche la criminalità statunitense; proprio in questa prima esperienza egli avvertì come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorresse avviare indagini patrimoniali e bancarie e come, soprattutto, occorresse la ricostruzione di un quadro complessivo. Si costituì il cosiddetto “pool antimafia”.

Del gruppo facevano parte, oltre lo stesso Falcone, i giudici Di Lello e Guarnotta e Paolo Borsellino. Si può considerare una svolta, per la conoscenza non solo di determinati fatti di mafia, ma specialmente della struttura dell’organizzazione cosa nostra, l’interrogatorio del “pentito” Tommaso Buscetta. I magistrati, per motivi di sicurezza in questo periodo furono costretti a soggiornare per qualche tempo con le famiglie presso il carcere dell’Asinara.

Si giunse così alla sentenza di condanna a cosa nostra del primo maxiprocesso, emessa il 16 dicembre 1987 dalla Corte di Assise di Palermo.

Il 20 giugno ’89 si verificò il fallito attentato dell’Addaura presso Mondello. Seguì subito l’episodio del cosiddetto “corvo”, ossia di alcune lettere anonime dirette ad accusare astiosamente lo stesso Falcone. Il 23 maggio 1992 mentre si trova in auto con la moglie, l’autista e gli agenti della scorta per rientrare a Palermo, nei pressi di Capaci una carica di cinque quintali di tritolo posizionata in una galleria scavata sotto la sede stradale viene azionata da Giovanni Brusca, un sicario di Totò Riina.

Insieme a Falcone, a Capaci, perdono la vita la moglie Francesca Morvillo, e gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.

Paolo Borsellino

Paolo Borsellino è nato a Palermo il 19 gennaio 1940.

È stato un magistrato italiano. Assieme all’amico e collega Giovanni Falcone è considerato uno fra gli eroi simbolo della lotta alla mafia. Si iscrive a giurisprudenza, vince il concorso per la magistratura nel 1963 e diviene il più giovane magistrato italiano. A Palermo si occupa della sua prima indagine sulla mafia e dopo qualche tempo comincia a vivere sotto scorta. Nei primi anni 80 entra a far parte di un pool di altri giudici tra cui Giovanni Falcone che si occupano di un colossale traffico di droga gestito dalla mafia.

Il pool antimafia nasce per risolvere il problema dei giudici istruttori che lavoravano individualmente, separatamente, ognuno “per i fatti suoi”, senza uno scambio di informazioni tra gli stessi.

Quando nel 1983 viene ucciso il suo collega Chinnici, Borsellino è distrutto e capisce di essere entrato nel mirino di cosa nostra. Grazie alle confessioni di Buscetta, che ha deciso di pentirsi, si fa largo l’idea di un maxiprocesso a Cosa nostra.

Falcone e Borsellino nel 1985 vengono trasferiti all’Asinara con le famiglie per preparare il processo che ha luogo in un’aula bunker di Palermo nel febbraio del 1986. I 474 imputati sono accusati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione e traffico di droga e dopo quasi 2 anni viene letta la sentenza del maxiprocesso che condanna 360 imputati per complessivi 2665 anni di carcere segnando un grande successo per il lavoro svolto da tutto il pool antimafia.

Il 23 maggio 1992 a Capaci la mafia fa saltare in aria Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta.

Paolo Borsellino porta la bara di Falcone nell’atrio del Palazzo di Giustizia adibito a camera ardente. Poggiato il feretro, si rivolge ai suoi colleghi indicando le bare: Chi vuole andare via da questa Procura se ne vada. Ma chi vuole restare sappia quale destino ci attende. Il nostro futuro è quello. Quello lì.

All’indomani della strage di Capaci, per Borsellino scatta un nuovo piano di protezione ma Borsellino continua la sua opera contro la mafia.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Storia: Falcone e Borsellino
  • Ed. cittadinanza: La Magistratura
  • Geografia: Gli Stati Uniti
  • Inglese: Martin Luther King
  • Ed. musicale: I Cento Passi (Modena City Ramblers)
  • Scienze: La Droga
  • Ed. fisica: Il Doping
  • Ed. tecnica: l'Inquinamento Atmosferico
  • Letteratura: Quasimodo
  • Ed. artistica: Picasso
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