Lunedì 6 settembre 2021
Diritto pubblico
Esame
Due prove parziali con due domande a risposta aperta, max 1000 parole o prova generale con 3 domande max 750 parole.
Diritto pubblico edizione 2021 - Costituzione
Il diritto è lo strumento attraverso il quale la vita privata viene organizzata. È un fenomeno umano, laddove l’uomo in ogni tipo ha sentito la necessità di disciplinare la convivenza con i propri simili attraverso regole comuni a dando ad una autorità il compito di imporre tali regole e sanzionare le violazioni.
Diritto in senso soggettivo
- (Rights)= es il diritto di voto, pretesa di un singolo a una condotta - ho diritto di voto perché lo prevede la costituzione
Diritto in senso oggettivo
- (Law), es costituzione italiana, insieme di norme, ordinamento giuridico
Diritto come disciplina
- (Subject) - comprende lo studio di disposizioni normative:
- Segni - dettate dal legislatore che tipicamente sono generali (non si rivolgono a determinati soggetti) e astratte (non si riferiscono a fatto concreto, quindi sono passibili di ripetute applicazioni nel tempo)
- Norme - significati dettati dal giudice che interpreta le disposizioni applicandole al caso concreto
- Dottrina - articoli accademici
Diritto in senso soggettivo
La capacità giuridica si acquisisce alla nascita, la capacità di agire al compimento dei 18 anni. Posizioni giuridiche attive= poteri e diritti. Posizioni giuridiche passive= doveri e obblighi.
Diritto in senso oggettivo
Siamo tutti parti di molteplici ordinamenti. Un gruppo sociale che segua determinate regole sia stabile nel tempo e distribuisca funzioni e prerogative tramite precetti percepiti come vincolanti costituisce un sistema organizzato giuridicamente, vale a dire ordinamento. Ogni nostro comportamento viene giudicato secondo le regole più o meno formalizzate dei diversi ordinamenti nei quali ci muoviamo.
Massima sanzione per violazione delle regole è quella dell’espulsione. L’unica eccezione che può essere fatta è dallo Stato che può arrivare alla coercizione fisica (arresto/pena di morte).
Il concetto di diritto
Il concetto di diritto è legato a specifiche coordinate storiche e geografiche: tradizione giuridica occidentale:
- Costituisce solo una piccola parte del mondo giuridico
- Coincide con la nascita dello stato moderno, modello dal quale deriva la corrispondenza tra ‘Stato’ e ‘Diritto’ visione Stato-centrica (o dottrina pura del diritto / normativismo) che considera DIRITTO come l’insieme delle norme giuridiche poste esclusivamente dallo STATO, che dovrebbe prevalere su qualsiasi altra espressione di normatività (culturale, sociale religiosa)
Conflitti tra ordinamenti
Diritto statale vs non-statale (esempio: chi ha il turbante non vuole mettersi il casco).
Forme di stato
Lo stato moderno ha una particolare forma storica di organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza legittima (sentito come obbligatorio da coloro che sono passibili di tale forza) in un determinato territorio, avvalendosi di un apparato amministrativo. Il fondamento teorico è quello del Leviatano, dove l’accentramento del potere è nelle mani dello stato e avviene sulla base di un patto sociale tra autorità statale e sudditi/cittadini. Questi ultimi accettano di affidare il monopolio dell’uso della forza all’autorità del sovrano, in cambio della protezione personale. Lo Stato accetta di sottoporsi a limiti giuridici che evitino degenerazioni del monopolio ricevuto. Il costituzionalismo si occupa di teorizzare tali limiti giuridici. Lo indica i sistemi politici dove tali limiti vengono effettivamente rispettati (cioè gli stati dove il diritto garantisce che ci siano lacci prestabiliti che limitino il potere politico).
Nesso essenziale fra Stato e territorio
- Universalità dei fini: l’autorità statale si fa carico di qualunque necessità del gruppo stanziato sul territorio di riferimento, necessitando di un congruo apparato di funzionari
- Completezza: ravvisabile dall’incisione su tutti i profili della vita umana
Si tratta perciò di ordinamento giuridico a fini generali che esercita il potere sovrano su un determinato territorio, potere al quale sono sottoposti gli appartenenti a tale territorio.
Elementi costitutivi dello stato moderno
Popolo
L’elemento prioritario per l’esistenza di uno stato, esso è l’elemento personale in quanto è il singolo stato che determina le condizioni per esserne cittadini.
Acquisizione della cittadinanza:
- Ius sanguinis, cittadinanza a chi sia figlio di uno o entrambi i genitori titolari della cittadinanza di quello stato = discendenza biologica
- Ius soli, un soggetto acquista la cittadinanza in conseguenza della nascita sul territorio dello stato.
- In seguito al verificarsi di fatti o di atti di concessione. Al 18esimo anno uno diventa italiano, se ha genitori non entrambi italiani ed è nato qui. Diventa italiano chi si sposa con il cittadino italiano, o a seguito di atto a natura concessiva da parte dello stato al verificarsi di condizione previste dalla legge.
Lo straniero è il cittadino di altro Stato, il quale, se presente sul territorio dello stato, è sottoposto alle sue leggi ed è titolare di situazioni giuridiche soggettiva pari dei cittadini. Apolide è chi sia privo di qualsiasi cittadinanza; esso, qualora si trovi in territorio dello stato è comunque sottoposto alle sue leggi. Popolo è un concetto prettamente giuridico che indica l’insieme dei cittadini di uno stato, cioè di quelle persone legate da un rapporto di cittadinanza. Il termine popolazione si usa per intendere il gruppo che includa tutti i soggetti residenti o dimoranti abituali sul territorio di uno stato, vale a dire il complesso di cittadini, stranieri e apolidi.
Territorio
Ambito spaziale in cui si esercita la potestà dello stato. Il territorio dello stato include in primo luogo la terraferma e le acque interne che siano comprese entro i confini dello stato.
Estensione
Mare territoriale, che si estende fino a un minimo di 3 miglia marine e un massimo di 12 miglia marine, al di fuori del mare territoriale si estende tradizionalmente l’alto mare, su cui il diritto internazionale sanciscono il diritto di libera navigazione.
Profondità
Piattaforma continentale
Altezza
Spazio aereo sovrastante.
Lo stato è in alcuni casi direttamente titolare di determinate porzioni del territorio su cui esercita la sua sovranità, come i beni del demanio o del patrimonio dello stato. Le sedi delle rappresentanze diplomatiche o consolari e i luoghi di residenza di agenti diplomatici di altro stato, sono sottratte alla potestà dell’imperio dello stato sul cui territorio essi sono localizzati. I veicoli che circolano sull’acqua o nello spazio sono soggetti a registrazione presso uno stato si ritiene che anch’essi appartengono al territorio dello stato di cui il veicolo batte bandiera.
Sovranità
Terzo elemento necessario per l’esistenza dello stato: esprime una qualità del potere, anche se rimane un concetto a tratti vago, tradizionalmente contestato. Nelle sue prime manifestazioni, ossia stato assoluto, viene esercitata senza alcun limite dal re; con stato liberale la sovranità comincia a trovare limiti e non è più riferita ad una singola persona, ma allo stato. Sovranità si riferisce al potere politico esercitato in un determinato territorio che non ammette l’esistenza di altro potere al di sopra di sé. Può essere interna: stato non è soggetto né legittimato da alcun altro ordinamento ed è anzi l’unico a poter legittimare l’innovazione dell’ordinamento stesso.
Sovranità interna
Stato non è soggetto né legittimato da alcun altro ordinamento, ed anzi è lui l’unico a poter legittimare l’innovazione dell’ordinamento stesso: non avrai altro Dio al di fuori di me (Decalogo dei Comandamenti); non c'è potere che non sia stato legittimato da Dio (San Paolo).
Sovranità esterna
Lo Stato agisce indipendentemente nei confronti degli altri stati e all’interno del proprio territorio, senza interferenze altrui nell’esercizio del potere d’imperio statale. Gli stati negoziano autonomamente le proprie relazioni. L'aspetto esterno della sovranità riguarda l'indipendenza. Stato sovrano è sinonimo di Stato indipendente, in posizione di uguaglianza giuridica con gli altri stati e in condizione di determinare liberamente la propria politica estera il che all'interno implica analoghe libertà di scelte.
Forma di stato
La Forma di Stato (FdS) serve a spiegare il rapporto che intercorre tra chi detiene il potere di governo (governanti) e chi, sudditi o cittadini, a tale potere è assoggettato (governati). La forma di stato descrive il rapporto tra governati e governanti, ed è il rapporto che viene definito a seconda degli obiettivi che si dà allo stato. Lo stato liberale vuole garantire l’autonomia del singolo. Risponde alla domanda: ‘quale è la finalità prevalente dello stato?’
Forma di governo
La Forma di governo (Fdg) si riferisce alla modalità con cui le funzioni dello Stato sono distribuite tra gli organi costituzionali, nonché insieme dei rapporti di potere che intercorrono tra essi. Risponde alla domanda “chi detiene il potere?” distribuite -> dunque si parla di Fdg da quando tali funzioni non sono più concentrate nelle mani di un unico organo (Re/Corona). Fino a quel momento non ha senso distinguere tra Fdg e FdS.
Parlare di forma di governo significa pertanto concentrarsi sull’elemento costitutivo dello stato ravvisabile nella sovranità: la classificazione riguarda l’allocazione dei pubblici poteri fra gli organi che partecipano alla determinazione dell’indirizzo politico statale, vale a dire che contribuiscono alla decisione sui fini da perseguire e su modalità e criteri con cui perseguirli. La forma di governo e l’insieme degli strumenti con i quali una determinata forma di stato cerca di perseguire i propri fini predeterminati, regolando la titolarità e le modalità d’esercizio della potestà autoritaria pubblica.
Forme di stato
- Classificazione diacronica
- Classificazione sincronica
Classificazione diacronica
Stato feudale
(altresì detto regime patrimoniale) Lo Stato o forme assimilabili esistono da tempi antichi (es. Stato greco), tuttavia lo stato in senso moderno si sviluppa in Europa dal 1600), sostituendo lo stato feudale / ordinamento e regime patrimoniale alla cui base c’è un patto di diritto privato tra signore e vassallo che vincola solo i contraenti (cd. particolarismo giuridico). Alla base della forma di stato vi è un patto, tra il signore e il vassallo. L’unico modo per avere diritti era fare parte di un gruppo per il quale il signore riconosceva un determinato status.
Criticità
- Politiche: dispersione del potere come propellente di guerre civili e di religione. Vi è una sovrapposizione, conflitto e confusione tra rapporti giuridici (sono uno speziale, ma ho salvato anche la figlia del signore, che tasse pago??)
- Economiche: il particolarismo giuridico complica gli scambi commerciali che risultano frammentati, poco fluidi: emerge l’esigenza di assicurare l’ordine sociale accentrando il potere nelle mani di un solo Sovrano/Assemblea: passaggio dalla dispersione (stato feudale) alla concentrazione del potere (stato moderno); dal diritto privato a quello pubblico…
Stato assoluto
Francia Si afferma in particolare tra 1600 – 1700 in Spagna e dove i parlamenti medievali vengono svuotati di potere leva sulla nobiltà che accetta di sottomettersi alla Corona (Luigi XIV e Corte di Versailles fino al 1715); diversamente Inghilterra in cui la nobiltà in Parlamento si allea con la borghesia contro la Corona (Carlo I decapitato nel 1649)
L’organizzazione sociale si basa sull’autorità del sovrano. L’ordinamento dello Stato deriverebbe da un patto sociale con cui i sudditi investono l’autorità statuale di tutti i poteri al fine di porre fine alle condizioni di conflitto sociale. Si presuppone una stodi sottomissione, che riconosca la condizione di soggezione del suddito alla figura del sovrano.
A differenza dello stato feudale, lo Stato assoluto prevede una concentrazione del potere nelle mani del sovrano, capo dello Stato e interprete di vocazione universalistica. Una modello teorico è quello coevo dello Stato moderno sebbene sovranità non spetti al popolo, ma solo al sovrano e sebbene coincida con la sua volontà divina. Questa (Lo Stato sono io) in quanto “io sono lo stato”, il re rappresenta lo stato. Il re non ha limiti, poiché è absolutus (sciolto dai limiti), non è vincolato da leggi.
No limiti giuridici
Legibus solutus -> absolutus = non vincolato dalle leggi dello Stato, ad eccezione di alcuni principi di natura consuetudinaria (es. regole di successione): la cd. ragion di Stato che sancisce la prevalenza delle esigenze politiche
No limiti politici
Esercita potere legislativo essendo il Re esso stesso fonte primaria del diritto; esecutivo giudiziario con al più organi consultivi es. Consiglio di Stato; sebbene indirettamente nominando i giudici (sopprimendo giurisdizioni locali di epoca feudale)
No limiti in ambito economico
Interviene largamente nel settore economico incentivando gli scambi export e limitando import (protezionismo) dove grandezza del Re dipende dalla prosperità economica dello Stato
La grandezza del Re si misura anche con costruzione di opere pubbliche (strade e trasporti) finanziati attraverso imposti ai sudditi e riscossi tramite un apparato burocratico in cambio della protezione dei cittadini da parte dello esercito di professione. Stato (patto sociale di Hobbes) tramite in quel periodo vengono costruite molte opere importanti, un buon apparato, per occuparsi da un territorio unito, serve un apparato amministrativo, esercito e tutte quelle amministrazioni per amministrare lo stato. Servono le imposte, bisogna riscuotere denari per l’amministrazione del territorio. A un certo punto i cittadini si stufano di pagare e basta, e in Inghilterra si taglia la testa al re e si dice basta al potere assoluto.
Finalità principale dello Stato liberale
È quella di garantire diritti e libertà dell'individuo rispetto alle pretese del Re (limitazione del potere pubblico), in primis diritto di proprietà (borghesia che aveva accumulato capitali da attività commerciali e industriali) e diritti naturali imprescindibili dell’uomo. In questo momento diventa importante il parlamento.
Stato liberale, caratteristiche
- Affermazione dello stato di diritto (Rechstaat, Rule of law). Il diritto sopra lo Stato
- Emersione principio della separazione dei poteri, cioè ripartizione del potere politico tra soggetti diversi e indipendenti;
- Principio di legalità, cioè qualsiasi limitazione della libertà individuale deve essere fondata su previa autorizzazione del diritto;
- Superamento del particolarismo giuridico, attraverso codificazione generale del diritto tramite Codice civile che offre ai privati regole (cioè riferibili a tutti), astratte (cioè suscettibili di ripetute applicazioni nel tempo), certe (prevedibili nei loro effetti, anche in quanto scritte)
- Personalità giuridica. Ci si vuole tutelare dal sovrano e nasce la costituzione, in modo che anche i sovrani debbano rispettare delle regole, e non abbiamo più pieni poteri.
- Garanzia dei diritti fondamentali in chiave di affermazione del principio di uguaglianza, teso all’eliminazione della divisione della società in ceti e corporazioni
- Separazione del fenomeno religioso dalla politica, lo stato liberale è uno stato laico.
- Nascita delle prime costituzioni (americana 1787, francese 1791). E poi prime forme di codificazione (Codice napoleonico 1804).
- Dal punto di visto economico= liberalismo economico= Lo stato è minimo, che si limita a garantire i diritti ai borghesi ovvero la proprietà privata. Diffusione della teoria del liberismo (o liberalismo economico) che si traduce nella astensione dello Stato dall’intervenire nella vita economica del paese, limitandosi a garantire principalmente difesa, sicurezza e proprietà (concesione di Stato minimo), confidando nell'autoregolazione spontanea del mercato come incontro tra domanda e offerta, similmente nella vita sociale, libertà negative (es. libertà di espressione, di culto)
Stato minimo
Stato "leggero" e basso livello di tassazione (pareggio di bilancio).
Diffusione del principio di rappresentanza politica
Ossia dei rappresentanti a manifestare la volontà della Nazione/Popolo senza vincolo di mandato imperativo, sulla base anche della eliminazione della divisione della società in corporazioni (l’individuo
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