Introduzione
L’argomento centrale del mio percorso è la Luna come silenziosa presenza ispiratrice.
Dovunque mi trovi, infatti, in qualsiasi luogo della Terra io sia, lei mi accompagna col suo incessante viaggio. Da bambini siamo stati tutti ingannati dal fatto che viaggiando in automobile, ci sembrava che essa ci seguisse fiancheggiandoci nelle nostre peregrinazioni finché, una volta cresciuti, le leggi della fisica non ce ne hanno spiegati i motivi. Se tutto cambia, muta, si evolve, la Luna è, e sempre rimarrà, una sfera familiare nel buio, un viso noto che mai cambierà. leuk
La parola “Luna” deriva dall’antichissima radice indoeuropea “ ”, che significa leucos
“splendere” trasformandosi poi nel greco “ ”, lucente, chiaro, bianco, e poi nel lux lumen
latino “ ”, da cui “ ”. Luna significa quindi “luminosa”. Fin dagli albori del tempo abbiamo cercato di raggiungere il cielo e di scoprirne i misteri: l’astronomia accompagna l’uomo fin dalle sue origini, sia perché l’osservazione del cielo si è rivelata essere un potente strumento di sopravvivenza e di sviluppo, sia perché la volta celeste è sempre stata al centro dell’ansia spirituale e conoscitiva del genere umano. Le costellazioni, i pianeti, il Sole e la Luna ci forniscono un legame molto forte con le civiltà più antiche, una sorta d’eredità che ci accomuna tutti, ogni volta che guardiamo il cielo. La Luna in particolare è stata al centro d’ogni mitologia fin dall’antichità e la sua importanza è da attribuire alle innumerevoli leggende tramandate di generazione in generazione con lo scopo di spiegare fenomeni un tempo considerati magici e misteriosi. I primi calendari segnavano il trascorrere del tempo, non con il Sole e le stagioni, bensì con l’alternarsi delle “Lune”. Ecco perché, nelle società umane di tutto il mondo, la Luna fu sempre considerata come un personaggio divino, adorata da molti popoli antichi.
Fin dai tempi più remoti il suo culto è presente anche se in modi diversi, presso tutte le culture e le civiltà. Gli Egizi la adoravano col nome di Iside, per gli Assiri e i Babilonesi era considerata un dio che, come l’astro, cresce e decresce creando ed in seguito distruggendo se stesso. Il primo calendario, costruito in Mesopotamia osservando la regolarità delle fasi lunari, risale al III millennio a.C.
In Grecia il culto degli astri fu introdotto dal vicino Oriente, venne così adorata Selene, la Luna sotto forma di donna.
Presso i popoli germanici essa era una cacciatrice che cavalcava nella notte attraverso la foresta e di giorno in luoghi desolati sotto la forma di una bellissima donna. Grandi
Dea
e piccoli templi furono innalzati in suo onore. Possiamo ricordare il tempio della
Caelestis Diana sull’Aventino Efeso
presso Cartagine, il tempio di e il tempio di .
Latona Apollo e Diana
Nel mondo classico i due figli di , , erano identificati col Sole e la Luna. Nella mitologia romana in particolare la Luna era la dea della fecondità, avendo
Endimione
avuto cinquanta figli dal pastore , culto perciò particolarmente praticato dalle donne. A Diana venivano offerti i doni della terra, cervi bianchi, arieti e buoi.
dies lunae
Inoltre se il primo giorno settimanale era ed è tutt’oggi il , lunedì, significa che la Dea Luna era almeno importante quanto gli Dei deputati ai giorni che seguono,
Dies solis
e cioè Marte, Mercurio, Giove, Saturno, e infine il , il giorno del Sole mutato poi nel Giorno del Signore, Domenica.
Durante il medioevo, la venerazione della dea venne ripetutamente investita dalle
Artemide Diana
condanne della Chiesa e demonizzata. Ma - , in realtà, era una figura
puniva coloro che violentavano le vergini e si macchiavano di ogni altra
sopraffazione, così come puniva coloro che esercitavano la caccia in modo selvaggio, compiendo una distruzione senza limiti. La dea assisteva le partorienti e le balie, presiedeva alla crescita di ogni genere. In questa epoca alcuni credevano che la Luna
fosse una sfera perfettamente liscia, come sosteneva la teoria tolemaico-aristotelica, ed altri che vi si trovassero oceani (a tutt’oggi il termine mare è impiegato per designare le regioni più scure della superficie lunare).
Quando nel 1609 Galileo puntò il suo telescopio sulla Luna, scoprì che la sua superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti alti più di 8.000 m e crateri.
La Luna nella poesia fu spesso simbolizzata e trasformata, costituì spesso una presenza amica e consolatrice, una presenza rassicurante nell’angoscia generata dalla coscienza della realtà che si contrappone all’eterno. La sua immagine non godette più di buona fama nel Novecento; nell’epoca del trionfo della macchina infatti, i futuristi, protagonisti di una nuova corrente artistico-letteraria, le dichiarano guerra al grido di Marinetti “Fuciliamo il chiar di luna!”. Così la vecchia Luna scomparve in buona parte dalla poesia e dalla pittura; tuttavia, nonostante la volontà di abolire i sentimentalismi romantici, ancora alcuni autori sfruttarono la sua immagine per dar voce alle proprie emozioni.
In tempo più recenti, infine, quella della Luna è stata la prima superficie non terrestre calpestata dagli uomini (20 luglio 1969).
Alzando il volto al cielo notturno è difficile non cercare con lo sguardo il suo pallido chiarore. Ha ispirato poeti, musicisti, innamorati, ed è da sempre simbolo divino di bellezza celeste. L’astro notturno domina la nostra sfera emotiva, il nostro lato oscuro. Sorella del Sole, a lei sono stati dedicati i canti più romantici, alla sua luce argentea gli innamorati hanno legato i loro incanti più potenti. È raro che un qualsiasi poeta non abbia dedicato a lei almeno qualche verso nella sua bibliografia. La Luna percorre il nostro immaginario in moltissimi modi. La semplice osservazione del comportamento vegetale e animale, nonché delle stesse maree ha fatto intendere già agli uomini dell’antichità come la Luna abbia una forte influenza sulla vita delle creature che popolano il nostro pianeta o il comportamento peculiare di molte specie animali. FIG.1 La Terra e la Luna
Se gli influssi della Luna accertati sono viste dallo spazio piuttosto ridotti, quelli che le vengono attribuiti sono infatti molto più numerosi. In molte culture, soprattutto contadine, è frequente la credenza di influssi sulle pratiche agricole secondo la regola:
« Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente, tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante ». Le persone che ritengono verosimili tali credenze, probabilmente devono le loro convinzioni al fatto che, per tradizione, sono sempre state rispettate e, in genere, i risultati ottenuti sono stati buoni. Si tratta tuttavia di una “prova” tautologica priva di ogni valore.
Nel passato molte patologie erano associate agli influssi lunari. L’esempio più noto è quello dell’epilessia, che veniva chiamata mal della Luna. Retaggi di queste antiche credenze si ritrovano ancora nel linguaggio attuale: un tipo instabile è detto lunatico e il cattivo umore viene indicato come Luna storta. Inutile dire che la medicina moderna ha destituito di ogni fondamento queste antiche credenze. Tuttavia molte convinzioni
riguardanti gli influssi lunari su alcuni aspetti della fisiologia umana sono tuttora diffuse. Un esempio è la credenza che la Luna influenzi i cicli riproduttivi. La periodicità del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile ha fatto immaginare una possibile correlazione. E da qui a pensare che le fasi lunari possano influenzare anche la frequenza delle nascite, il passo è breve. Molti studi statistici hanno dimostrato che non esiste tale correlazione. Ciò nonostante molte persone continuano a consultare il calendario lunare per prevedere il momento del parto. Altra convinzione radicata è quella secondo cui si ritiene che capelli e unghie crescano più rapidamente durante la fase di Luna crescente. Ma controlli scientifici rigorosi sembrano ridurre di molto il numero degli influssi che il nostro satellite eserciterebbe sulle vicende terrene e sulla nostra vita. Qualcuno, probabilmente, rimarrà dispiaciuto poiché l’astro d’argento perde, in tal modo, buona parte del suo fascino e del suo mistero. Il fatto che la tradizione e la cosiddetta “saggezza popolare” continuino a credere ciecamente in certi influssi esercitati dalla Luna dimostra che vi è sempre la tendenza a evidenziare i fatti che confermano certe credenze e aspettative e a tralasciare quelli che invece le smentiscono.
Quando parliamo di Luna si apre un mondo di culti, credenze, mitologia e aspetti di ogni tipo. Da sempre ad esempio, l’aspetto della Luna piena coincideva con festività cardine nei culti religiosi di moltissime popolazioni. Basti vedere che ancora adesso la Pasqua, sia quella cristiana che quella ebraica, cadono esattamente durante il plenilunio seguente la domenica delle Palme, divenendo così l’unica festività cristiana con una data variabile e collegata al moto sinodico.
La consuetudine dei lupi di ululare alla faccia della luna ha fatto nascere leggende sulla licantropia, o anche solo sullo stato mentale osservato in molti casi psichiatrici documentati ci porta al lato oscuro di noi, alla trasformazione. Il licantropo infatti era colui che era maledetto a doversi trasformare in un animale durante le notti di Luna piena per uccidere e nutrirsi delle carni dei suoi simili. Il primo ad essere afflitto da
Re di Arcadia Licaone
questa malattia fu il . Noto per essere uno sciagurato, ricevette
Zeus
la visita in incognito dello stesso che si voleva accertare delle voci che giravano sul suo conto. Per avere la prova che fosse davvero un dio, gli furono servite da mangiare le carni del nipote di Licaone. Infuriato Zeus lo maledisse a trasformarsi in un
Metamorfosi
lupo e a doversi nutrire di carne umana, come ci narra Ovidio nelle .
versipellis
Nell’antica Roma il lupo mannaro era noto come ossia “pelle rivoltata” perché si riteneva che si rivoltasse la pelle per trasformarsi.
Si crede anche che la Luna abbia influenza sulle menti deboli e che i casi di omicidi a sfondo passionale e violenze carnali siano più frequenti durante le fasi di plenilunio,
Otello “It is
come del resto ci fa notare anche lo stesso Shakespeare nell’atto V dell’ :
the very error of the moon. She comes more nearer earth than she was wont, and makes men mad” (che significa: “È tutta colpa della luna. Quando si avvicina di
più alla Terra fa impazzire tutti”). Plutarco invece sosteneva che l’uomo fosse composto di due parti distinte: anima e corpo. Ad ogni parte dell’uomo era associato uno dei due astri. Il Sole era associato alla mente, quindi lo spirito, l’anima mentre la Luna patrocinava il corpo, quindi la sfera sessuale e carnale, gli istinti stessi.
Vediamo quindi come la Luna ritrova un aspetto nella psicologia, nella nostra religione, nel nostro metodo di scandire il tempo, nella nostra cultura, nel nostro immaginario, nel folklore delle popolazioni, nelle coltivazioni, negli aspetti fisici stessi del nostro corpo e del pianeta stesso su cui viviamo... smette quindi di essere solamente un ammasso di roccia e residui che gira intorno alla Terra e comincia ad essere anche qualcosa di più complesso perché ci fa sentire la sua presenza ogni giorno.
Scienze: la presentazione della Luna
satellite naturale
Dal un punto di vista scientifico la Luna è l’unico della Terra ed è anche il più interno fra tutti i satelliti del nostro Sistema planetario, cioè il primo che si incontra procedendo dal Sole verso l’esterno. È un astro privo di luce propria, costituito da materiali allo stato solido, la cui massa totale è pari a 1/81 di quella della Terra.
Un satellite di dimensioni rispettabili
caratteristiche fisiche
Parecchie del “satellite naturale” della Terra si differenziano da quelle degli altri satelliti del Sistema solare; in particolare, la massa, il volume (1/49 di quello terrestre) e la forma (ellissoidale). Il rapporto tra la massa della Luna e la massa della Terra è sensibilmente maggiore dei corrispondenti rapporti tra gli altri satelliti e i rispettivi pianeti; e la forma pressoché sferica della Luna non è affatto comune negli altri satelliti. Già questi due fatti inducono a considerare la Luna come un “pianeta”, tanto che il sistema Terra-Luna è considerato un sistema biplanetario.
La densità o massa volumica della Luna – cioè il rapporto tra la sua massa ed il suo volume - è di circa 3,3 g/cm3. A causa delle dimensioni e della massa minori rispetto a quelle terrestri, il valore della gravità sulla superficie lunare è circa 1/6 di quello esistente sulla superficie terrestre.
Un corpo celeste completamente arido
mancanza di atmosfera e di
Un’altra importante caratteristica della Luna è la idrosfera; tale mancanza è probabilmente dovuta al basso valore della gravità e, di conseguenza, al basso valore della velocità di fuga da questo corpo celeste: eventuali gas presenti si sarebbero facilmente dispersi nel lontano passato e si disperderebbero anche oggi. Difatti, un effetto della mancanza di atmosfera è l’elevata escursione
temperature
termica fra la “notte” e il “dì” lunare, con che mediamente variano dai -150°C ad oltre 110°C; pertanto non vi può essere neanche acqua, a meno che non si trovi come ghiaccio in zone protette dall’insolazione, perché l’acqua eventualmente presente sarebbe sottoposta ad un’evaporazione continua e quindi si disperderebbe nello spazio.
I moti lunari
Anche la Luna, come la Terra e gli altri corpi celesti, cambia continuamente posizione nello spazio. Essa è dotata di un insieme, molto complesso, di movimenti simultanei, tra cui il moto di rotazione intorno al proprio asse, il moto di rivoluzione intorno alla Terra e il moto di traslazione insieme alla Terra intorno al Sole.
Una rotazione più lenta di quella terrestre
La Luna compie un movimento di rotazione attorno al proprio asse – in senso antiorario – impiegando 27 d 7 h 43 m 12 s, esattamente quanto impiega per la sua rivoluzione; questo è il motivo per cui la Luna volge verso di noi sempre la stessa “faccia”. L’attrazione che la Terra esercita in maniera più marcata sul rigonfiamento equatoriale della Luna è causa di perturbazioni che prendono il nome di librazioni.
Altre sono librazioni apparenti, cioè connesse alle diverse posizioni che la Luna assume rispetto alla Terra, che pure si sposta, e ai vari punti della superficie terrestre dai quali si osserva la Luna; insieme a quelle vere, esse ci consentono di vedere in certi momenti qualcosa di più del bordo occidentale e in altri qualcosa di più del bordo orientale della superficie lunare (un po’ più della metà della superficie lunare, circa il 59%).
Un insieme di moti del sistema Terra-Luna
Il movimento di rivoluzione della Luna attorno alla Terra, in pieno accordo con la prima legge di Keplero, si compie in senso antiorario lungo un’orbita ellittica di cui la Terra occupa uno dei due fuochi. In tale orbita, il punto più vicino alla Terra prende il nome di perigeo, mentre quello più lontano viene chiamato apogeo; l’eccentricità dell’orbita lunare è un po’ maggiore di quella dell’orbita terrestre, ma è comunque modesta. La velocità con cui la Luna compie il suo moto di rivoluzione attorno alla Terra si aggira intorno a 1 km/s, ed è maggiore in prossimità del perigeo e minore in prossimità dell’apogeo. Il piano dell’orbita lunare non coincide con quella dell’orbita terrestre, ma forma con esso un angolo di 5°09’; i punti di intersezione tra le due orbite prendono il nome di nodi, mentre la linea che li unisce viene chiamata linea dei nodi. La durata della rivoluzione è di 27 d 7 h 43 m 12 s – il mese sidereo – se viene riferita ad una stella fissa sulla Sfera celeste (è la vera rivoluzione siderea). È di 29 d 12 h 44 m 3 s il mese sinodico o lunazione, se si prende come riferimento l’allineamento Terra-Sole (rivoluzione sinodica). In realtà la Luna e la Terra girano insieme, intorno al baricentro o centro di massa del sistema che esse costituiscono. A causa della maggiore massa terrestre rispetto a quella lunare, però, il baricentro del sistema Terra-Luna è situato all’interno della Terra, anche se non proprio al centro; per questo motivo si può dire, approssimativamente, che la Luna gira intorno alla Terra.
Nel compiere il suo moto attorno alla Terra la Luna si sposta anche intorno al Sole: ne deriva un movimento di traslazione in senso antiorario, che descrive la traiettoria di
epicicloide
una specie di ovale deformata, un po’ sinuosa, che prende il nome di e ha la caratteristica di rivolgere la sua concavità sempre dalla parte del Sole. Altri movimenti della Luna, molto più lenti, consistono in perturbazioni degli spostamenti lunari nello spazio, causate dalla variabile attrazione gravitazionale del Sole e dei pianeti. Tra i più importanti vi sono:
- Il moto di regressione della linea dei nodi.
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