I.I.S.S. “Andrea Fantoni”
Clusone-BG
Esame di Stato
2013-2014
Libertà e diritti umani
Giulia Zamboni
5^AR I.G.E.A. 1
Indice
- Premessa e introduzione Pag. 2
- Mappa concettuale generale Pag. 3
- Dallo Stato liberale allo Stato democratico
- Stato liberale Pag. 4
- Crisi dello Stato liberale e nascita dei regimi totalitari Pag. 7
- La caduta dei regimi e la nascita dello Stato democratico Pag. 10
- Diritti e libertà nella Costituzione italiana
- Principi fondamentali Pag. 11
- Parte 1: Diritti e doveri dei cittadini Pag. 14
- Diritti e sviluppo umani Pag. 20
- Conclusioni Pag. 22
- Bibliografia e storiografia Pag. 23
Premessa
L’argomento principale che ho deciso di trattare nella mia tesina è la libertà e lo sviluppo dei diritti umani in generale. Ho scelto la libertà perché trovo sia un concetto che forse non tutti abbiamo ancora appreso a fondo perché si pensa che la libertà sia una cosa ormai scontata anche se in realtà potrebbe sfuggirci di mano da un momento all’altro.
Si pensa sempre alla libertà come una situazione nella quale possiamo fare quello che vogliamo, ma non è così, libertà vuol dire appartenenza: l’uomo sarà sempre dipendente, visto i propri limiti umani. La parola “libertà” ha una infinità di significati: c’è la classica libertà di movimento nelle nostre democrazie, libertà quindi di muoverci ed esprimerci, c’è poi la libertà psicologica per la raggiunta maturità, che ci rende liberi da ogni condizionamento culturali che ci fa vedere e sentire cose delle quali prima eravamo succubi o schiavi.
Da sempre popoli e nazioni hanno combattuto proprio per la libertà, e forse dovremmo imparare che anche noi un giorno non troppo lontano dovremmo combattere per riavere ciò che è ora nostro diritto. A questo proposito concludo “Breaveheart”, con il discorso prima della battaglia tratto dal film “W. Wallace” tratto dal film “W. Wallace incita i propri “soldati” scozzesi prima della decisiva battaglia contro gli inglesi:
“Siete venuti a combattere da uomini liberi, e uomini liberi siete. Senza libertà cosa farete? Combatterete? Certo chi combatte può morire, chi fugge resta vivo, almeno per un po’… Agonizzanti in un letto fra molti anni, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l’occasione, solo un’altra occasione di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci anche la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà!”
Introduzione
Nel trattare l’argomento della libertà e dei diritti umani ho cercato di seguire un ordine storico partendo dalla nascita dello Stato liberale in quanto è stato il primo a concedere ai cittadini le libertà fondamentali per poi passare alla crisi di questo quindi alla cosiddetta “età della catastrofe” secondo lo storico Hobsbawm, cioè l’avvento dei totalitarismi che negarono completamente le libertà e distrussero tutte le conquiste fatte nei secoli precedenti. Con la caduta dei regimi abbiamo avuto la nascita di un vero Stato democratico, quindi da qui mi sono collegata alla Costituzione italiana, in particolar modo ai più importanti articoli che sanciscono le libertà nel nostro ordinamento.
Questi primi argomenti sono stati trattati parallelamente in storia e in diritto (soprattutto per la parte sulla Costituzione), mentre in geografia economica abbiamo analizzato i diritti e lo sviluppo umani e le conquiste fatte dagli Stati moderni, partendo dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo alle varie libertà che oggi sono considerate irrinunciabili, inoltre ho dedicato una parte anche ai Tribunali Internazionali che hanno giudicato proprio quelle negazioni delle libertà dei primi del 900 ma continuano a farlo con i crimini più recenti.
Libertà e diritti umani
Stato totalitario Stato democratico
Storia: Stato liberale Negazione delle libertà
Diritto: Statuto Albertino
Diritto: le libertà nella Costituzione
Regime fascista e nazista
Geografia: Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo
Tribunali Internazionali (Norimberga, Ex Iugoslavia, Ruanda, TPI)
Diritti e sviluppo umani
Dallo Stato liberale allo Stato democratico
1. Stato liberale
In seguito alle rivoluzioni del ’700 in Francia e USA in Inghilterra nel ’600 e successivamente nel resto d’Europa, con le rivoluzioni liberali che hanno luogo nella prima metà del XIX secolo (1820-21; 1830-31; 1848) si instaura una nuova forma di forma di governo che si pone come obiettivo la tutela delle libertà e dei diritti inviolabili dei cittadini, attraverso una Carta Costituzionale che riconosce e garantisce i diritti fondamentali e sottopone la sovranità dello Stato ad una ripartizione dei poteri.
In Italia un primo passaggio avvenne quando Carlo Alberto di Savoia il 4 Marzo 1848 concesse “Lo Statuto Albertino” che fu adottato inizialmente del Regno di Sardegna e poi con l’unificazione italiana divenne nel 1861 la Costituzione del Regno d’Italia. Lo Statuto albertino, come la Carta Francese del 1814, fu una Costituzione concessa, dunque il principio di sovranità continuava a risiedere nel re che liberamente decise di limitare il proprio potere ricevuto per grazia di Dio.
Lo Stato liberale presenta diverse caratteristiche che si avvicinano al futuro Stato democratico. Infatti grazie all’introduzione di una carta Costituzionale, vengono concesse le libertà fondamentali e l’uguaglianza formale tra cittadini (tutti sono uguali davanti alla legge).
Nella forma di Stato liberale i diritti di libertà erano concepiti come “libertà dallo Stato” (libertà negative) e si configuravano come strumenti di tutela della sfera di autonomia dei singoli dai possibili abusi da parte dei pubblici poteri. La previsione di diritti attribuiti ai singoli all’interno dei testi costituzionali, rappresenta la garanzia della tutela della loro sfera di autonomia e segna il definitivo superamento della forma di Stato assoluto in cui il riconoscimento, la definizione dei limiti e delle garanzie dei diritti erano affidate esclusivamente allo Stato.
Lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto nel 1848, prevedeva un elenco di diritti (artt. 24-32 dello Statuto) in cui era possibile riscontrare gli elementi e le caratteristiche proprie di una forma di Stato liberale.
L’articolo 24 dello Statuto riconosceva una dimensione meramente formale del principio di uguaglianza sancendo che “tutti i Regnicoli, qualunque sia il loro titolo o grado sono eguali di fronte alla legge. Tutti godono egualmente i diritti civili e politici e sono ammissibili alle cariche civili e militari, salvo le eccezioni determinate dalle leggi”.
Lo schema formale degli articoli dello Statuto dedicati ai diritti fondamentali risultava sostanzialmente identico e strutturato in due parti distinte: nella prima era affermato e riconosciuto il diritto in quanto tale, nella seconda era invece previsto il rinvio alla legge quale strumento esclusivo di definizione dei limiti di esercizio del diritto stesso.
Festeggiamenti in piazza San Carlo, Torino per la concessione dello Statuto Albertino, 1848
I diritti fondamentali nello Statuto Albertino
La libertà individuale è guarentita.
Articolo 26
Libertà personale
Nessuno può essere arrestato o tradotto in giudizio, se non nei casi previsti dalla legge, e nelle forme che essa prescrive.
Il domicilio è inviolabile.
Articolo 27
Libertà di domicilio
Niuna visita domiciliare può avere luogo se non in forza della legge, e nelle forme che essa prescrive.
La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi.
Articolo 28
Libertà di stampa
Tuttavia le bibbie, i catechismi, i libri liturgici e di preghiera non potranno essere stampati senza il preventivo permesso del vescovo.
È riconosciuto il diritto di adunarsi pacificamente e senza armi, uniformandosi alle leggi che possono regolarne l’esercizio nell’interesse della cosa pubblica.
Articolo 32
Libertà di riunione
Questa disposizione non è applicabile alle adunanze in luoghi pubblici, od aperti al potere esecutivo.
Il potere venne diviso tra vari organi: al Re, insieme ai proprio ministri che egli stesso nominava e revocava, fu affidato il potere esecutivo; a un Parlamento bicamerale composto dalla Camera dei deputati eletta dai cittadini in un suffragio censitario, e dal Senato i cui membri erano nominati a vita dal re, il potere legislativo; il re controllava anche il potere giudiziario, istituendo i giudici. In virtù del diritto di sanzione, inoltre, il Re si era riservato una sorta di possibilità di veto in campo legislativo, in quanto spettava a lui approvare in via definitiva (o respingere) le nuove leggi votate dal Parlamento.
RE
Potere giudiziario
Potere legislativo
Potere esecutivo
Parlamento: Senato (nominati dal re)
Camera dei deputati (eletti dai cittadini più abbienti)
Re e ministri da lui nominati
Giudici nominati dal re
Caratteri principali dello Statuto Albertino
- Breve, dedicò uno spazio ristretto ai diritti dei cittadini (9 articoli);
- Flessibile, poteva essere modificato tramite leggi ordinarie;
- Ottriata, concessa dall’alto e non votata dai rappresentanti dei cittadini;
- Confessionale, riconosceva come unica religione di Stato quella cattolica;
Lo Stato liberale è detto anche “elitario” in quanto il diritto di voto è riconosciuto solo alle classi sociali più elevate (aristocrazia e borghesia) in base al censo (suffragio censitario).
Dal punto di vista economico lo Stato liberale prevede il non intervento dello Stato nell’economia (teoria dei classici), poiché la domanda e l’offerta trovano il loro equilibro tramite la concorrenza e le leggi del mercato. Le funzioni dello Stato liberale sono limitate a compiti di difesa e ordine pubblico, Welfare State.
È uno Stato in antitesi rispetto al futuro teoria di Keynes.
La teoria liberista (classici) verrà superata dalla teoria di Keynes, la quale prevede un intervento dello Stato nell’economia, nei periodi di recessione aumentando la spesa pubblica per far ripartire il sistema e creare nuova occupazione e quindi nuovi consumi, secondo la teoria del moltiplicatore il Pil aumenta in misura multipla rispetto all’incremento della spesa.
2. Crisi dello Stato liberale e nascita dei regimi totalitari
A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, grazie alla seconda rivoluzione industriale, ci fu un grande sviluppo dell’economia, sia in Europa che in America, con nuove scoperte legate alla scienza, alla tecnologia, alla medicina e all’industria. Il sistema economico continuò ad espandersi incessantemente e la potenza degli Stati aumentò notevolmente; grande importanza fu data anche allo sviluppo dell’industria bellica con invenzioni impressionanti anche in questo campo (mitragliatrici, cannoni, granate, aerei da combattimento, ...). Gli Stati si trovavano quindi con un’elevata potenza militare inutilizzata che, unita alle alleanze che si erano formate (Triplice Alleanza e Triplice Intesa), era una bomba ad orologeria pronta ad esplodere; perciò l’uccisione dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria (28 giugno 1914) fu solo un pretesto per far cominciare una guerra che si preannunciava da tempo.
La Grande Guerra fu devastante per l’Europa, ma per gli Stati Uniti, i quali parteciparono solo alla fase finale del conflitto, essa ebbe come effetto quello di provocare un ulteriore sviluppo dell’economia, che ne uscì rafforzata grazie anche agli interessi che Italia, Francia e Regno Unito dovevano pagare agli USA a causa dei debiti contratti per la guerra. La Germania, invece, fu lo Stato che subì maggiormente gli effetti negativi del conflitto, poiché dovette pagare le riparazioni di guerra agli Stati europei, e fu costretta anche a smantellare l’esercito.
Tuttavia, l’espansione dell’economia statunitense era in procinto di arrestarsi; infatti, le industrie americane aventi le maggiori quote di mercato producevano soprattutto beni durevoli (automobili, elettrodomestici…), che una volta acquistati dalle famiglie non avevano più una domanda elevata. Ciò nonostante, le imprese continuarono a produrre incessantemente e le loro azioni erano alle stelle; quando però gli operatori economici si accorsero che il valore nominale delle azioni non corrispondeva più a quello reale, le vendettero in massa, provocando così la crisi di Wall Street (Crisi del ’29). Le banche furono le prime ad essere colpite e così dilagò una considerevole disoccupazione, ma soprattutto si verificò la non efficacia dei piani per il pagamento delle riparazioni di guerra, espandendo così la crisi all’Europa.
La Grande Depressione è iniziata con la crisi del New York Stock Exchange del 24 ottobre 1929, definito il giovedì nero, a cui è seguito il crollo vero e proprio della borsa il 29 ottobre, definito martedì nero.
La crisi economica “affamò” buona parte della popolazione (proletariato), inoltre piano piano si era formata una coscienza di classe, dopo l’esperienza della Grande guerra capiscono che unendo le forze possono cambiare qualcosa (nasce la società di massa), quindi iniziano forti tensioni sociali da parte del proletariato che rivendica i propri diritti e in alcuni Stati si diffuse l’idea che la soluzione era quella rappresentata da un soggetto forte e carismatico capace di guidare le masse.
Questa situazione determinò effetti differenti: in alcuni paesi fu una sollecitazione per l’instaurazione di sistemi democratici, mentre in altri fu la causa dell’affermazione di regimi totalitari.
In Europa si diffusero tre principali sistemi totalitari, quello sovietico, nazista, e fascista.
Entrambi i regimi, si basavano su un unico partito fortemente legato, centralizzato e guidato da un capo carismatico, con ampio ricorso al terrore e alla propaganda.
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Introduzione libertà e diritti umani tesina
Nel trattare l’argomento della libertà e dei diritti umani nella mia tesina di maturità ho cercato di seguire un ordine storico partendo dalla nascita dello Stato liberale in quanto è stato il primo a concedere ai cittadini le libertà fondamentali per poi passare alla crisi di questo quindi alla cosiddetta “età della catastrofe” secondo lo storico Hobsbawm, cioè l’avvento dei totalitarismi che negarono completamente le libertà e distrussero tutte le conquiste fatte nei secoli precedenti. Con la caduta dei regimi abbiamo avuto la nascita di un vero stato democratico, quindi da qui mi sono collegata alla Costituzione italiana, in particolar modo ai più importanti articoli che sanciscono le libertà nel nostro ordinamento.
Questi primi argomenti sono stati trattati nella mia tesina parallelamente in storia e in diritto (soprattutto per la parte sulla Costituzione), mentre in geografia economica abbiamo analizzato i diritti e lo sviluppo umani e le conquiste fatte dagli stati moderni, partendo dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo alle varie libertà che oggi sono considerate irrinunciabili, inoltre ho dedicato una parte anche ai Tribunali internazionali che hanno giudicato proprio quelle negazioni delle libertà dei primi del ’900 ma continuano a farlo con i crimini più recenti.
Collegamenti
Libertà e diritti umani tesina
- Storia - Stato liberale, Stato totalitario, Stato democratico.
- Diritto - Statuto Albertino e libertà nella Costituzione.
- Geografia economica - Dichiarazione universale dei diritti umani e tribunali internazionali.