Tesina di maturità - Anno scolastico 2013-204
Scuola: Liceo Scientifico Santa Maria Immacolata
Alunna: Elisa Leveraro
Classe V sez. unica
La danza cinese
Indice 1
- Introduzione................................................................................................................................................. ''
- Breve storia della danza in Cina attraverso le principali dinastie …........................................
Dinastia Qi-Han
Dinastia Sui
Periodo Sui-Tang
Dinastia Song-Qing e la fasciatura dei piedi
La “Rivoluzione Culturale” di Mao Tse-tung e la Repubblica Popolare Cinese
- La disciplina e l'educazione in Cina: 2
Il dibattito occidentale sul libro di Amy Chua e il Confucianesimo............................................................. 3
- I principi estetici della danza classica cinese...................................................................... ''
- Danza classica cinese, arti marziali e ginnastica ............................................................ 4
- Danza cinese etnica …........................................................................................................................
La danza etnica Qiang
La danza etnica Yi
La danza etnica Miao o Hmong e l'importanza dell'argento
La danza etnica coreana e la danza coi ventagli
La danza mongola: l'amore per gli animali e l'ospitalità
La danza mancìù: La città proibita, il qipao e le “scarpe a vaso di fiore”
La danza tibetana
Il popolo Dai e la danza del pavone 9
Danze tradizionali cinesi.................................................................................................................
Danza del Drago
L'origine del drago cinese
L'esecuzione
Danza del Leone
L'origine mitologica del Leone
L'origine storica della Danza del Leone
L'esecuzione 11
Gli accessori nella danza cinese.................................................................................................. 12
La danza cinese oggi: Shen Yu Performing Arts e il concorso di NTD.............................................. 13
Fraintendimenti comuni riguardo alla cultura tradizionale cinese......................................................... 14
Conclusione .................................................................................................................................................. ''
Bibliografia..................................................................................................................................................
II
Introduzione
Ciò che mi ha indotto alla scelta di tale argomento è la passione per la danza, una disciplina che coltivo da molto tempo, e la passione e l'ammirazione per la cultura orientale.
La danza è un’attività umana fra le più antiche, le cui radici profonde risiedono nella natura stessa dell’essere umano. I popoli primitivi hanno riconosciuto nella danza un importante strumento di comunicazione e l’atto del danzare ha rappresentato, fin dalla notte dei tempi, un modo per esprimere attraverso il linguaggio corporeo il rapporto dell’uomo con la società, la natura e la religione. La danza era il mezzo di cui disponevano le società delle origini per entrare in contatto con ciò che risultava a loro ignoto, soprannaturale e misterioso. I momenti fondamentali della vita venivano celebrati ballando: la nascita, la semina, la caccia, la lotta, la riproduzione e la morte. Per questo motivo la danza può essere considerata una delle espressioni più autentiche della cultura di un popolo.
La società cinese, come molte altre, vanta una lunga e ricca tradizione legata alla musica e alla danza.
Il percorso storico della Cina è molto articolato e anche la storia della sua danza vanta una tradizione di oltre 5000 anni. Nella Danza Cinese confluiscono tutte le arti cinesi, come le arti marziali, l'acrobatica, l'opera, il dramma etc...
Breve storia della danza in Cina
Attraverso le principali dinastie
Le prime testimonianze pittoriche della danza in Cina risalgono al periodo del Neolitico, quando la danza era solo associata ai rituali sciamanici e di magia.
La dinastia Qi (246-206 a.C.) e Han (206 a.C.-220 d.C.)
Le prime testimonianze scritte, invece, risalgono alla Dinastia Qi e Han. Durante questo periodo, la corte imperiale istituì il yuefu, responsabile della collezione di tutte le musiche popolari e le danze che si sarebbero dovute eseguire presso la corte. Era molto diffuso presso la corte imperiale un particolare tipo di spettacolo chiamato baixi (lett. “cento spettacoli”) che comprendeva in un unico spettacolo acrobazie, arti marziali, trucchi magici, comicità, musica e danza.
La dinastia Sui o periodo delle Sei dinastie (581-618)
Tra la fine della dinastia Han e l'inizio della dinastia Sui, la musica e la danza cinese cominciò ad essere influenzata dall'Asia Centrale. Infatti l'imperatore cinese Wu sposò una principessa turca, che portò con sé la cultura del proprio paese. Ad esempio la famosa Danza del Leone entrò a far parte del repertorio cinese proprio durante tale dinastia.
Questo periodo fu minato da molte guerre civili che portarono alla divisione della Cina in diversi stati e dinastie divise in Han e non-Han. È per questo motivo che il periodo Sui viene anche chiamato il “Periodo delle sei dinastie”.
Periodo Sui-Tang (618-907)
Sotto l'imperatore Wen, della dinastia Sui, avvenne la riunificazione della Cina. L'Imperatore Wen raggruppò tutte le musiche e le danze delle varie popolazioni sotto il suo dominio, in una raccolta di libri, intitolata “I sette libri della musica” ( ). Tale raccolta estesa sotto l'imperatore Tai Zong della
七 部 樂
Dinastia Tang, fu infine intitolata “I dieci libri della musica”. Sotto la dinastia Tang nacquero varie istituzioni dedicate all'insegnamento e all'esecuzione delle danze della corte imperiale.
La dinastia Song (960-1279) e Qing (1644-1912)
Dopo un altro periodo di frammentazione della Cina in 10 regni, la Cina fu riunificata sotto la dinastia Song. È sotto tale dinastia che in Cina divenne comune la fasciatura dei piedi. Questa usanza nacque proprio fra le ballerine. Esiste una leggenda che riguarda la concubina preferita dell'Imperatore Li Yu: pare che la fanciulla sia stata obbligata a fasciarsi i piedi a forma di luna crescente e che abbia danzato, in punta di piedi, sopra un loto d’oro alto un metro e ottanta, tempestato di perle e fatto costruire apposta dall'imperatore Li Yu. Più tardi questa pratica divenne obbligatoria e man mano che essa si diffuse, la compressione dei piedi diventava sempre maggiore. Generalmente la donna faceva fatica persino a camminare. Per tale motivo fu impedito alle ballerine di esibirsi e i maschi dovettero ricoprire anche i ruoli femminili.
La pratica della fasciatura dei piedi, col tempo, assunse un significato sociale: essa rappresentava il nuovo concetto di castità femminile sviluppatosi nella Cina del sec. XII. La fasciatura rivelava anche la condizione economica di una famiglia: un uomo in grado di mantenere una donna con i piedi fasciati dimostrava a tutti di essere abbastanza ricco da poter mantenere tutta la famiglia da solo senza l'aiuto della propria moglie nei campi o nel negozio. 1
Durante la dinastia Qing (1644-1912), i reggenti Manciù, che non erano cinesi e non fasciavano i piedi alle loro donne, tentarono inutilmente di eliminare l'usanza attraverso decreti che minacciavano severe sanzioni. Per contro, anche le donne mancesi cominciarono ad emulare la fasciatura usando scarpe affusolate e rialzate, ma senza piegare le dita sotto la pianta e provocare deformazioni.
La “Rivoluzione Culturale” di Mao Tze-Tung e la Repubblica Popolare Cinese (1912-oggi)
Durante la dinastia Song, nacque la danza Yangge, una forma specifica di danza tradizionale cinese che affonda le sue origini nelle cerimonie agricole. Essa è legata in modo particolare alle politiche del Partito Comunista Cinese (PCC): siccome tutti i contadini della Cina ballavano la danza Yangge ed essendo una danza collettiva, essa si collegava strettamente con gli obiettivi del regime che voleva sollevare la classe inferiore contro la classe superiore. Nel 1966 il primo leader del PCC, Mao Zedong, iniziò la Rivoluzione Culturale. La sua politica consisteva nell'uccidere i “nemici di classe” e distruggere la cultura tradizionale.
Subito dopo l'inizio della Rivoluzione Culturale Mao nominò la sua terza moglie, Jiang Qing, come Direttore del Gruppo centrale per la Rivoluzione Culturale. Ella avrebbe avuto l'incarico di controllare la distruzione e la ricostruzione della cultura e delle arti dello spettacolo da parte del PCC.
Lily Cai, una tra le prime ballerine di Danza tradizionale ad essere fermata in seguito all'ascesa al potere della moglie di Mao, racconta la sua storia in un articolo del Music Center di Los Angeles Country.
“Lily Cai ricorda che tutte le persone in strada litigavano e gli studenti abbandonavano la scuola per promuovere gli scritti di Mao Tse-tung – dice l'articolo – In quel periodo tutte le persone hanno imparato la “Danza rivoluzionaria” che non necessitava di “alcuna tecnica”».
Durante la Rivoluzione Culturale il PCC ha distrutto i valori e i principi tradizionali cinesi, per stabilire una nuova cultura, basata sul comunismo e sull'ateismo. Le arti dello spettacolo hanno giocato un ruolo importantissimo in questa operazione e la propaganda artistica è stata un fattore importante nella vittoria del PCC. La stessa Danza Yangge pare sia stata alterata, nei temi e nei movimenti, per soddisfare la politica culturale del governo.
L'alterazione della danza tradizionale ha avuto due scopi: distruggere gli elementi artistici della cultura e ricreare una forma artistica per elogiare il Partito. Le storie tradizionali sono state alterate e alcune sono state semplicemente inventate per promuovere le varie campagne del regime.
La disciplina e l'educazione in Cina
Il dibattito occidentale sul libro di Amy Chua e il Confucianesimo
Per comprendere i principi della Danza Classica Cinese è necessario conoscere la cultura cinese e il concetto di educazione in Cina, il quale è diametralmente opposto a quello occidentale.
Il libro “Battle Hymn Of The Tiger Mother” della cinese Amy Chua, ha acceso un ampio dibattito sul concetto di educazione sia in America che in Italia. Il libro infatti si pone come difesa dei metodi educativi cinesi che si basano sul concetto del pretendere sempre il meglio dai propri figli, imponendo loro di studiare senza distrazioni e non lesinare loro punizioni anche severe. Secondo Chua i genitori si devono assicurare che i propri figli siano preparati per affrontare il futuro e comandare il mondo.
Chua afferma che il mondo occidentale sta perdendo terreno perché cresce esseri umani viziati e inconcludenti, mentre i cinesi stanno crescendo forti, capaci di affrontare meglio le prove della vita.
Il popolo cinese ha grandi traguardi da raggiungere e per questo sta lavorando disciplinandosi. Sorge dunque una domanda: Chua avrà ragione? Secondo Milena Manini, docente di didattica e pedagogia speciale all’Università di Bologna e autrice di numerosi libri sul tema dell’educazione, il sistema educativo di Chua si basa su un modello competitivo il quale non può essere seguito in una società democratica come la nostra. “La competizione presuppone che ci siano dei vincenti e dei perdenti” -afferma in un'intervista- “che i migliori salgano e i più deboli restino indietro. La nostra società ha altre basi e si regge sul concetto che i più dotati debbano aiutare gli altri. Non c’è il vincere a tutti i costi.”
Ma la polemica in America non si ferma: la comparazione di alcuni test scolastici ha dimostrato che gli allievi delle scuole di Shanghai sono molto più bravi degli studenti americani in moltissime materie, tra cui scienze, matematica e letteratura.