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Il sistema tributario italiano

Indice

  • L’evoluzione del sistema tributario dal 1861 ad oggi
  • Principi giuridici delle imposte
  • Confronto fra i tre più importanti tributi vigenti in Italia: IRAP, IRES, IRPEF
  • Tema di carattere giuridico-aziendalistico promosso dall’associazione “Tributaristi”
  • Bibliografia

L’evoluzione del sistema tributario italiano

Dal 1861 con l’Unità d’Italia, stabilita da Vittorio Emanuele II il 17 marzo, si decise di introdurre un sistema fiscale che riassumesse i diversi sistemi di tassazione stabiliti negli Stati costituenti.

Imposta di ricchezza mobile

Inizialmente, venne utilizzato in tutta Italia il sistema tributario del regno sabaudo attraverso l’applicazione delle tasse di registro, di bollo e ipotecarie, che sostituirono la maggior parte dei dazi già esistenti.

Il 14 luglio 1864 entrò in vigore la legge n. 1830 che rovesciò il principio di base dell’imposta personale e mobiliare del regno sabaudo, secondo cui il reddito imponibile di tutti i cittadini maggiorenni veniva presunto sulla base del valore di locazione della loro abitazione. L’imposta di ricchezza mobile, invece, si fondava sulla dichiarazione dei redditi che ogni contribuente doveva presentare nel proprio comune di residenza.

Era una dichiarazione non fondiaria, perché i redditi derivanti da terreni e fabbricati erano soggetti all’imposta fondiaria. L’aliquota era dell’8%, gravava in modo proporzionale sul reddito dichiarato e non erano previsti scaglioni progressivi.

Il sistema fiscale italiano fino alla II guerra mondiale

Per oltre quindici anni, lo schieramento politico al governo dall’Unità d’Italia fu la “destra storica”, che inserì alcune imposte tra cui quella sul macinato, che erano propedeutiche per il raggiungimento del pareggio di bilancio, stabilito nel 1875 sotto la guida di Minghetti.

Anche i governi della “sinistra storica”, a partire dal governo di Agostino Depretis, affrontarono il problema dell’imposizione fiscale partendo da una sua riduzione e con l’introduzione del Catasto, terminato solo nel 1955, e inserendo, nel 1893, l’imposta sul nucleo familiare.

Con il fascismo il ministro De Stefani avviò, nel 1923, una riforma del sistema tributario che introdusse l’imposta complementare sul reddito e l’imposta unica sugli scambi commerciali. Poi vennero inserite una serie di imposte per incentivare la natalità in un Paese che aveva dato un notevole contributo di caduti durante la Grande guerra, un esempio ne è la “tassa sul celibato”, introdotta nel 1927 per incrementare il numero dei matrimoni e le nascite, che colpiva i celibi di età compresa tra i 25 e i 65 anni, e dava agevolazioni fiscali e premi in favore delle famiglie numerose.

Venne introdotta l’Ige, imposta generale sulle entrate, che sostituì l’imposta unica sugli scambi commerciali e rimase in vigore fino al 1972, anno di nascita dell’IVA.

La Costituzione italiana

Con l’emanazione della Costituzione italiana, entrata in vigore il 1° gennaio del 1948, vengono fissati anche i principi che regolano l’apporto fiscale-tributario dei cittadini al buon andamento delle entrate del Paese.

In particolare, nell’articolo 2 viene stabilito «… l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale» e l’articolo 23, in cui si ribadisce che «nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge».

L’articolo 53 prescrive che «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività».

L’articolo 119, modificato dalla legge costituzionale 3/2001, è il principio ispiratore dell’attuale legge sul federalismo fiscale, che prevede l’autonomia impositiva degli enti locali.

La riforma Vanoni

La legge Vanoni entrò in vigore l’11 gennaio del 1951 e fece la prima revisione sistematica dell’ordinamento tributario.

Realizzò la riforma tributaria, introducendo un sistema di tassazione più moderno ed equo: introdusse la dichiarazione annuale dei redditi, che divenne obbligatoria per tutti i contribuenti, sia lavoratori dipendenti che autonomi, la riduzione delle aliquote e la progressività per classi, oltre all’imposta sulle società e le obbligazioni.

1974

La riforma del sistema tributario del 1974, attuata nel periodo in cui c’era il ministro Luigi Preti, istituì l’IRPEF, l’IRPEG, l’ILOR, l’INVIM e l’IVA.

L’IRPEF, imposta sul reddito delle persone fisiche, istituita dal D.P.R. 597/1973, è un’imposta personale, progressiva ed è obbligatoria da tutti i cittadini residenti sul territorio dello Stato per tutti i redditi posseduti anche se prodotti all’estero.

Viene determinata in base ad aliquote progressive applicate per scaglioni di reddito. Alla nascita l’imposta aveva 32 aliquote, dal 10 al 72%, e agiva per scaglioni di reddito dai 2 fino ai 500 milioni di lire.

L’IRPEG, imposta sul reddito delle persone giuridiche, sostituita nel 2004 dall’IRES, era un’imposta personale e proporzionale e colpiva il possesso, da parte di una persona giuridica o di un ente, di ogni forma di reddito, continuativo o occasionale, proveniente da qualsiasi fonte: l’unica aliquota applicabile, 37%, era proporzionale e non progressiva e ne erano esclusi gli organi e le amministrazioni dello Stato. La differenza sostanziale rispetto all’attuale IRES riguarda la tassazione dei dividendi.

L’ILOR, imposta locale sui redditi, aveva il suo presupposto del possesso di redditi fondiari, di capitale, d’impresa e diversi, prodotti nel territorio dello Stato; aveva una sola aliquota, 16,2%, che ne determinava la proporzionalità.

Inizialmente era previsto che il gettito fosse destinato agli enti locali ma, dopo, il tributo venne riscosso dallo Stato centrale.

L’INVIM, imposta sull’incremento del valore degli immobili, era un’imposta comunale, soppressa dal 2002, che agiva in caso di trasferimento a qualunque titolo e da chiunque, di terreni e fabbricati: colpiva la differenza tra il valore iniziale e quello di trasferimento del bene.

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Sintesi

Economia aziendale

Tema di carattere giuridico - aziendale;

Storia e Sc. delle finanze

Storia del sistema tributario italiano;

Diritto

Costituzione, Riforma Vanoni e principi giuridici delle imposte.

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