Mappa concettuale
Ipocrisia
Critica alla società.
Seconda metà dell’800: Stevenson, Wilde e Pirandello (Svevo, Futuristi e Crepuscolari).
Inizio ’800: Romanticismo, Kierkegaard.
Metà ’800: Baudelaire, Dickens, Marx.
“Il concetto di ironia in costante riferimento a Socrate”: ironia - ipocrisia.
Definizione etimologica di ipocrisia/ipocrita.
“The strange case of Dr Jekyll and Mr Hyde”.
Reforms.
Victorian Age.
Victorian Compromise.
“The picture of Dorian Gray”.
Scopo: critica + analisi psicologica della società.
Comicità - umorismo.
Concezione delle maschere.
Pirandello “Pensaci Giacomino!”.
Indice
- Una visione panoramica. Pag. 3
- Søren Kierkegaard: un’analisi strutturale e un metodo di rivincita sull’ipocrisia. Pag. 4
- Great Britain: The Victorian Compromise and the English artists' reaction. Pag. 5
- Italia: una vasta disapprovazione. Pag. 7
- Luigi Pirandello: una vita alla scoperta dell'ipocrisia borghese. Pag. 7
- Luigi Pirandello: la teorizzazione dell'oppressione delle convenzioni sociali. Pag. 8
- I personaggi pirandelliani e la ribellione alle convenzioni sociali. Pag. 10
Una visione panoramica
Il comportamento delle persone è sempre stato analizzato dagli storici, dagli scrittori e dai filosofi, che hanno descritto ad esempio la relazione affettiva ed economica tra i pater familias e le loro mogli e figli nelle polis greche dell’antichità, tra i padroni e gli schiavi, poi il rapporto tra i cavalieri e il loro re nell’età medievale e, nell’età contemporanea, analizzano il rapporto dei cittadini tra loro o con la forma di governo del loro paese, dei poeti con la società, e così via…
In particolare, dalla fine del Settecento ai giorni nostri si è reso ben visibile nella letteratura europea quanto il cittadino, o il poeta-scrittore, si sentisse estraniato rispetto alla società.
Questo fenomeno è visibile in particolare:
- All’inizio dell’800 con il Romanticismo, durante il quale i poeti, con continui dubbi esistenziali, si rifugiano nella natura e nella religione per evadere dalla società, e con il filosofo danese Kierkegaard, che possiamo definire come una sorta di precursore dell’Esistenzialismo;
- A metà del ’800 con il poeta Charles Baudelaire, che si definisce un “poeta maledetto” perché escluso dalla società; con Charles Dickens, lo scrittore più famoso della sua epoca per aver descritto oggettivamente tramite episodi autobiografici la vita degli operai nell’Inghilterra (Londra) ottocentesca, e infine con il filosofo Karl Marx, che vede il proletariato come una classe formata da operai alienati nei confronti del loro lavoro, della merce che producono, della loro esistenza, e addirittura del prossimo, a causa della società capitalistica;
- Nella seconda metà dell’800 con gli scrittori Robert Louis Stevenson e Oscar Wilde in Inghilterra, Pirandello, Svevo, i Futuristi e i Crepuscolari in Italia.
Søren Kierkegaard: un’analisi strutturale e un metodo di rivincita sull’ipocrisia
La società, a tutti coloro che abbiamo citato appariva malata e ipocrita: perciò si sentivano inadatti ed esclusi, soprattutto durante l’epoca vittoriana.
Per quanto riguarda l’ipocrisia in sé, è in particolare Søren Kierkegaard (Copenaghen, 1813-1855) che, nella sua tesi di laurea, pubblicata poi nel 1841 con il titolo Il concetto d’ironia in costante riferimento a Socrate, ne propone un’originale analisi.
L’opera comincia con la descrizione dell’ironia, indicando quali sono le caratteristiche che la differenziano da altri atteggiamenti degli individui.
Per prima cosa, Kierkegaard espone la riflessione secondo cui parlare significa dare al pensiero un’apparenza sensibile, e ciò è come dire che «mentre parlo, il pensiero è l’essenza, la parola, l’apparenza».
Nell’atteggiamento ironico, tuttavia, tutto è capovolto: la parola non è più manifestazione del pensiero, perché ci conduce a un pensiero che apparentemente per noi è del tutto privo di verità e di sostanza: per esempio, è da capovolgere il significato della frase “Che bella giornata!” durante una tempesta. Da qui la convinzione del filosofo secondo cui l’ironia è quella forma di discorso «la cui caratteristica è di dire l’opposto di quello che si pensa».
Essa sembra essere dunque una particolare forma d’ipocrisia: le cose, però, non stanno per nulla così, tanto è vero che il filosofo dice:
«L'ipocrisia pertiene, di fatto, all'ambito della morale. L'ipocrita si sforza in continuazione di sembrare buono, pur essendo cattivo. L'ironia, per contro, si situa in un ambito metafisico, e per l'ironista si tratta sempre solo di sembrare diverso da come veramente è, sicché, come nasconde il suo scherzo nella serietà, e la sua serietà nello scherzo [...] così può anche venirgli di passare per cattivo, pur essendo buono».
L'ipocrita, inoltre, non vuole che il suo pensiero sia riconosciuto, e lo dissimula quindi interamente, mentre chi fa dell'ironia lascia trapelare nel riso la sua vera opinione. E il riso è appunto una caratteristica peculiare dell’ironia, perché la battuta ironica nega l'adesione del soggetto a un mondo dato e libera, di fatto, l'io da una realtà cui non crede, ed è proprio questo senso di liberazione che si esprime nel sorriso.
p>Si comprende, dunque, che l'ipocrita non dice ciò che pensa, finge interamente,Materie e argomenti
Filosofia
Il concetto di ironia in costante riferimento a Socrate, analisi di ironia e ipocrisia.
Inglese
Victorian Age, The Picture of Dorian Gray, The Strange Case of Dr Jekyll and Mr Hyde.
Italiano
Luigi Pirandello: poetica, Umorismo, Pensaci Giacomino!