Intifada: un “brivido” che non trova pace
Francesca Boretti
3°C brivido”
Intifada: un “
Anno scolastico 2011-2012
Scuola media Luigi Pirandello
Sedriano (MI) 0
Argomenti della tesina e motivi della scelta
Attualità
Intifada (in arabo “brivido, scossa”)
Storia di amore e odio tra Israeliani e Palestinesi; dalla 1° Intifada ad oggi la pace tra Israele e Palestina è ancora lontana.
Storia
La questione palestinese: La risoluzione dell’ONU per la divisione della Palestina, la nascita dello Stato di Israele e le conseguenti 4 guerre arabo-israeliane fino al trattato di Pace con l’Egitto firmato a Camp David, negli Stati Uniti, nel 1978.
Geografia
Israele e Palestina territorio, economia, la città di Gerusalemme occupata dagli Israeliani e Betlemme, solo 7 km a sud di Gerusalemme, sotto il controllo palestinese, dal 1996.
Spagnolo
I Sefarditi: Sono i discendenti degli Ebrei cacciati dalla Penisola spagnola nel 1492 dai Reali Cattolici Isabella I di Castiglia e Ferdinando II di Aragona, dopo la Reconquista iberica, perché considerati complici degli sconfitti musulmani. I cristiani avevano spesso accusato gli Ebrei di aver favorito la conquista islamica della Spagna per odio nei confronti dei loro persecutori Visigoti. Attualmente molti Sefarditi sono tornati in Israele.
Scienze
Scienza e pace
Argomentazioni filosofiche e mie considerazioni sull’intreccio Scienza e pace, su come interagiscono la ricerca scientifica e le ragioni del pacifismo, in nome di una comune lotta per la salvaguardia dei principali valori umani che partono dalla considerazione che Israele rappresenta tutti i campi di ricerca della scienza ed è sempre in guerra.
Tecnologia
Scienza e pace
La tecnologia è il braccio della scienza.
Letteratura
Soldati, poesia di grande valenza morale e umana in contraddizione all’adesione al fascismo dell’autore Giuseppe Ungaretti. 1
Antologia
Se vuoi essere mia amica Lettere di Galit Fink e Mervet Akram Sha’ban
Fitta corrispondenza epistolare tra una ragazzina israeliana e una palestinese che diventa una profonda amicizia e un ponte ideale tra le loro 2 culture e civiltà. E’ un atto d’amore e di speranza.
+
brano di antologia A Nevé Shalom / Wahat al-Salam, villaggio cooperativo di Ebrei e Arabi palestinesi in cui è preservata l’identità nazionale, culturale e religiosa.
Musica
West Eastern Divan Orchestra, formata da musicisti israeliani e palestinesi, fondata e diretta da Daniel Barenboim, un esempio di pacifica cooperazione tra Israele e Palestina, attraverso la passione per la musica. Proiezione del video del concerto su Beethoven - 3° sinfonia “Eroica” - III movimento “Scherzo”, tenuto il 17/05/2011 al Teatro alla Scala di Milano.
+
Brano “Knockin’ on heaven’s door”, struggente denuncia contro la guerra e le innocenti vittime che provoca, del grande cantautore americano, di origine ebraica, Bob Dylan, eseguito con la chitarra.
Educazione fisica
La pace olimpica in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012: un riavvicinamento tra Israele e Palestina a 40 anni dalla strage dei Giochi di Monaco del 1972, che è di buon auspicio per un dialogo costruttivo non solo tra lo sport.
Arte
Arte israeliana tra Oriente e Occidente
Inglese
Conversazione, Speaking. 2
Amore e odio: Israeliani e Palestinesi
Il rapporto tra Israeliani e Palestinesi è una storia di amore e odio. Amore per la stessa terra, e odio per <<l’altro>> popolo. Oggi, i primi hanno uno stato, i secondi rivendicano il loro. La tragedia nasce dal fatto che sia gli uni che gli altri pensano che questo paese appartenga a loro, e a loro soltanto. In ebraico, questa terra viene chiamata Eretz Israel (Terra d’Israele), in arabo Palestina.
Litsa Boudalika
3
Antefatti storici
A partire dal 1200 a.C., gli Ebrei, guidati da Mosè nell’esodo dall’Egitto, fondarono vari regni (regno di Saul, regno di Davide, regno di Salomone, Regno di Israele e Regno di Giuda) negli attuali Israele e Palestina. Dopo essere stata conquistata da Macedoni e Babilonesi, nel 63 a.C. la regione passò sotto il protettorato romano.
Durante la prima rivolta ebraica contro l’occupazione romana, nel 70 d.C., le legioni di Tito assediarono Gerusalemme e ne incendiarono il Tempio, mettendo in fuga gli Ebrei. La grande rivolta ebraica contro l’Impero Romano del 132-135 d.C., fu nuovamente sconfitta dai Romani e provocò la massiccia espulsione degli Ebrei dalla loro patria (Diaspora ebraica). La Giudea fu chiamata Palestina e Gerusalemme divenne colonia romana, bandita agli Ebrei. Questi ultimi cominciarono a ritornare in Palestina solo alla fine dell’Ottocento, dopo quasi 18 secoli di esilio, che li hanno visti erranti in tutto il mondo, tollerati o odiati e perseguitati. Uno dei motivi del rimpatrio ebreo fu il nascente movimento nazionale del Sionismo, che auspicava il loro ritorno nella Terra dei Padri per fondarvi “lo Stato Ebraico” e avere una patria che restituisse dignità di popolo agli Ebrei, che con la creazione dello Stato d’Israele hanno realizzato il loro sogno.
La Palestina, in seguito all’avvento dell’islamismo, nel VII secolo fu conquistata dagli Arabi e abitata da nuovi coloni provenienti dalla Penisola arabica e a parte il Regno cristiano di Gerusalemme (1099-1291) fondato dai Crociati, è sempre rimasta in mano ai musulmani, prima sotto la dominazione dei Mamelucchi provenienti dall’Egitto e poi, dal 1517, sotto quella dell’Impero Ottomano, che ha mantenuto il predominio sulla regione fino alla I guerra mondiale e ha contribuito a creare una forte identità culturale islamica.
Nel 1920 la Palestina è passata sotto il Mandato Britannico, durato fino al 1948, ma che ha scatenato la grande rivolta araba (1936-1939), un’esplosione di violenza e terrore tesa sia a rivendicare l’indipendenza dal Mandato britannico e la creazione di uno Stato indipendente palestinese, sia a reclamare la fine dell’immigrazione ebraica e l’espulsione dei nuovi arrivati dalla terra araba, coltivata per generazioni durante l’esilio degli Ebrei. Il conflitto arabo-israeliano, iniziato con la grande rivolta araba, è proseguito con le quattro guerre arabo israeliane e le due “Intifada”, senza mai giungere ad una soluzione pacifica e ancora oggi la pace sembra lontana. 4
La nascita dello Stato d’Israele e la questione palestinese
Il 29 novembre del 1947 l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) approvò la Risoluzione dell’Assemblea Generale, che prevedeva un piano di divisione della Palestina in due Stati: uno stato arabo e uno stato ebraico, mantenendo la città di Gerusalemme, con i luoghi santi alle tre religioni monoteiste, come territorio neutrale sotto l’amministrazione dell’ONU.
Tra il dicembre del 1947 e la prima metà di maggio del 1948 vi furono i primi scontri sul confine tra nazioni della Lega Araba e coloni ebrei e iniziò la “pulizia etnica” nei confronti dei residenti arabi nel territorio assegnato agli ebrei.
Il 14 maggio del 1948 venne dichiarata unilateralmente la nascita dello Stato di Israele, un giorno prima che l’ONU stessa, come previsto, ne sancisse la creazione.
Il 15 maggio, le truppe britanniche si ritirarono definitivamente dai territori del Mandato. I paesi arabi che rifiutavano apertamente il piano dell’ONU dettero inizio alle guerre arabo-israeliane.
15 maggio 1948 - I guerra arabo-israeliana
Gli eserciti di Egitto, Siria, Libano, Iraq e Transgiordania, attaccano l’appena nato Stato di Israele che riesce a bloccare l’offensiva e a conquistare tutta la Palestina (ad eccezione della Striscia di Gaza e della Cisgiordania) con l’annessione della Galilea e di altri territori a maggioranza araba. Molti profughi ebrei Sefarditi, espulsi dai paesi arabi dopo la nascita dello Stato ebraico, si trasferirono in Israele raddoppiandone la popolazione.
1956 - II guerra arabo-israeliana (guerra di Suez)
A seguito della chiusura da parte dell’Egitto del canale di Suez alle navi commerciali, Israele attacca preventivamente l’Egitto. La guerra viene interrotta da USA e URSS; quest’ultima arriva a minacciare l’utilizzo del nucleare in difesa dell’Egitto. Gli Israeliani riportano numerosi successi e conquistano la Striscia di Gaza e la Penisola del Sinai.
1967 – III guerra arabo-israeliana (Guerra dei sei giorni)
Israele in soli sei giorni sottrae la penisola del Sinai e la striscia di Gaza all’Egitto, la Cisgiordania e Gerusalemme Est alla Giordania e le alture del Golan alla Siria. Gaza e Cisgiordania, con una popolazione prevalentemente araba, costituiscono i “Territori Occupati”.
1973 - IV guerra arabo-israeliana (guerra del Kippur)
Egitto e Siria attaccano a sorpresa Israele nel giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, l’ultimo dei dieci giorni del Pentimento, ma le truppe israeliane riescono a 5 riprendere il controllo della situazione e a rovesciare le sorti del conflitto, ricacciando egiziani e siriani al di là delle posizioni iniziali.
1978 - Accordi di Camp David
Israele si impegna a restituire la Penisola del Sinai, mentre l’Egitto si impegna al riconoscimento dello Stato di Israele, affiancandosi agli USA e uscendo (espulso) dalla Lega Araba.
1982
Israele invade il Libano in risposta agli attacchi d’artiglieria nel nord d’Israele da parte dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) che si era stanziata nel sud del Libano e la caccia.
Intifada
Intifada
Nel 1987 iniziò un moto popolare di sollevazione chiamato (in arabo “brivido, scossa”), che tentava di combattere l’occupazione israeliana dei Territori Occupati (Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme) attraverso scioperi e atti di disobbedienza civile, ricorrendo anche a strumenti di lotta primitivi, quali il lancio di pietre contro l’esercito invasore, da cui il nome di guerra delle pietre. Sempre nel Hamas,
1987, nacque a Gaza il movimento costituito da gruppi estremistici di matrice islamica tradizionalista, che impiegavano tecniche di lotta terroristica e non si riconoscevano nell’OLP, Organizzazione per la Liberazione della Palestina, fondata a Gerusalemme nel maggio 1964 e considerata dalla Lega araba, a partire dal 1974, la legittima “rappresentante del popolo palestinese”. La Prima Intifada (1987-1993) portò agli accordi di Oslo tra Israele e l’OLP, conclusi il 20 agosto 1993 dal Ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres e Mahmud Abbas dell’OLP e firmati a Washington D.C. il 13 settembre da Yasser Arafat, presidente dell’OLP, Yitzhak Rabin, Primo Ministro israeliano e Bill Clinton, presidente americano;
la storica stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin sigillò la firma dell’accordo, in base al quale Israele si sarebbe ritirata dalla striscia di Gaza e da Gerico entro il 1994, riconoscendone l’autonomia amministrativa. I termini dell’accordo si rivelarono molto ambigui, tanto che ben presto ripresero gli scontri. stretta di mano tra Yasser Arafat e Yitzhak Rabin
L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) fu creata con gli accordi del Cairo, nel maggio 1994 per l’amministrazione autonoma dei Territori palestinesi. Il trattato di 6
pace tra Israele e la Giordania venne siglato il 26 ottobre 1994.
Nel settembre del 1995, con un secondo accordo israelo-palestinese, il governo dell’ANP fu esteso alle principali città della Cisgiordania.
Nel novembre 1995, il Primo Ministro laburista israeliano Yitzhak Rabin, premio Nobel con Arafat e Shimon Peres per aver sottoscritto gli storici Accordi di Oslo con l’OLP, venne ucciso da un esponente dell’estrema destra religiosa israeliana. Il nuovo Primo Ministro Benjamin Netanyahu, del partito di centro destra (Likud), strinse un nuovo accordo con l’OLP, per l’apertura di un aeroporto a Gaza e la liberazione di vari prigionieri politici palestinesi, sempre grazie alla mediazione del presidente USA Bill Clinton. Tuttavia le tensioni tra le parti non finirono. La politica di creazione di nuovi insediamenti agricoli israeliani nei Territori Occupati continuò e si intensificarono gli attacchi terroristici arabi.
In un nuovo vertice per la pace tra l’11 e il 24 luglio 2000, sotto gli auspici del Presidente Clinton, il Primo Ministro israeliano Barak, eletto nel maggio 1999 e il presidente dell’ANP, Arafat, si incontrarono a Camp David, negli USA, nel tentativo di raggiungere un accordo su uno status permanente; Barak non riuscì a convincere con le sue proposte il suo antagonista Arafat sul problema dei profughi e sulla sovranità dei luoghi santi di Gerusalemme; i negoziati fallirono.
La seconda rivolta palestinese, Seconda Intifada, si scatenò il 28 Settembre 2000, in un momento di altissima tensione tra le popolazioni, dovuto al recente fallimento dei negoziati di Camp David. Da quel momento l’Intifada, il violento riesplodere del confronto israelo-palestinese, ha causato la morte di migliaia di persone, tra israeliani e palestinesi. I tentativi per riportare la questione ad un piano diplomatico naufragarono in una spirale di attentati e rappresaglie sempre più sanguinose.
La nuova strategia di Hamas di ricorrere ad attentati suicidi contro i civili ebrei aggravò ulteriormente la tensione, facendo irrigidire le posizioni degli Israeliani. Dal 2001 Hamas ha bersagliato i centri urbani nel sud di Israele con razzi Qassam provocando molti morti e centinaia di feriti fra la popolazione civile, costretta a un ritmo di vita scandito da sirene di allarme e corse nei rifugi (obbligatori per legge).
Nella primavera del 2002 il governo di Ariel Sharon avviò la costruzione di un muro di sicurezza, con lo scopo di impedire ai kamikaze palestinesi di entrare in Israele.
Il 30 aprile 2003, con la mediazione del cosiddetto “Quartetto” (Unione Europea, Russia, Usa e Onu), fu tracciata una bozza di accordo nota come “Road Map”, che prevedeva, attraverso fasi differenti, il ritorno alla pace. Le diplomazie occidentali erano divise sulla figura del leader dell’OLP, Arafat, ritenuto troppo ambiguo verso la lotta al terrorismo. La morte di Arafat (primavera 2004) e l’elezione del suo 7
successore Mahmūd ‘Abbās portarono, tra innumerevoli azioni di guerriglia, di attentati terroristici palestinesi e di ritorsioni israeliane, allo sgombero (unilateralmente disposto nel 2005 dal Primo Ministro israeliano Ariel Sharon) della Striscia di Gaza, consegnata in novembre all’Autorità Nazionale Palestinese. Le elezioni politiche del 25 gennaio 2006, le prime in Palestina dal 1996, segnarono il trionfo di Hamas, che assunse il controllo della Striscia di Gaza. La Cisgiordania rimase sotto il controllo di Mahmūd ‘Abbās, che come presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, divenne di fatto l’interlocutore ufficiale dei paesi occidentali per quanto riguarda il popolo palestinese. Dal 2006 Israele è intervenuto più volte all’interno della Striscia di Gaza per neutralizzare Hamas, in risposta all’intensificarsi del lancio di razzi Qassam contro obiettivi civili del Sud di Israele.
Attualmente continuano i raid notturni contro il nord della Striscia di Gaza, da parte dell’esercito israeliano, in rappresaglia ai razzi palestinesi.
Ultimamente il governo israeliano ha inaugurato una nuova campagna volta ad incoraggiare gli ebrei americani a trasferirsi nelle colonie dei Territori occupati.
Israele
Forma di governo repubblica
Nome Stato d’Israele parlamentare
completo Presidente Shimon Peres
Lingue ebraico
ufficiali arabo Benjamin
Gerusalemme Primo ministro
Capitale non riconosciuta Netanyahu
dalla comunità internazionale Indipendenza 14 maggio 1948
Moneta nuovo sheqel israeliano
Lo Stato d’Israele è uno stato del Vicino Oriente, che si affaccia sul Mar Mediterraneo e occupa la maggior parte del territorio della Palestina tradizionale, a ovest del fiume Giordano. Confina con l’Egitto e la Striscia di Gaza a Sud, la Giordania e la Cisgiordania a Est, il Libano a Nord e la Siria a Nord-Est. La demarcazione dei confini è ancora in discussione: le Alture del Golan, occupate da Israele, sono reclamate dalla Siria e rivendicate dal Libano e non è chiaro lo status 8
finale di Cisgiordania e Striscia di Gaza, dalla quale Israele si è ritirato completamente nell’estate del 2005. La comunità internazionale considera come confini internazionali con Siria e Libano quelli vigenti all’epoca dei Mandati tra le
de facto
due guerre mondiali e come confine tra Israele e territori palestinesi la Linea verde tracciata al tempo degli armistizi successivi alla guerra arabo-israeliana del 1948. Israele ha raggiunto accordi ufficiali sui confini con l’Egitto nel 1979 e la Giordania nel 1994.
Territorio
Il territorio di Israele è prevalentemente arido e desertico.
Presenta a ovest, parallela alla costa, una pianura (HaShefela o HaSharon) fertile e ricca d’acqua, che ospita il 70% della popolazione. Al centro si estende una zona occupata da colline e altopiani che attraversano in lunghezza tutto il Paese. I versanti occidentali scendono dolcemente verso il Mediterraneo, quelli orientali precipitano verso la stretta valle del fiume Giordano, al confine con i Paesi vicini. A sud si estende il Negev, un territorio in prevalenza desertico, che occupa circa la metà della superficie del Paese; alla sua estremità sud si trova l’unico sbocco al mare non mediterraneo, il golfo di Eilat o golfo di Aqaba sul Mar Rosso. Nel deserto del Negev ci sono diversi crateri erosivi, tra cui il cratere Ramon, lungo 40 km e largo 8 km, il più ampio del mondo, alla base del quale si estende un parco naturale protetto nel quale vivono molti animali del deserto.
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Storia
Storia: Conflitto arabo-israeliano: gli antefatti storici, la nascita dello Stato d'Israele, le guerre arabo-israeliane, le Intifada fino ad oggi
Geografia
Geografia: Israele e Palestina
Spagnolo
Spagnolo: Los Sefardìes
Scienze e tecnologia
Scienze e tecnologia: Scienza e pace
Letteratura
Letteratura: Poesia "Soldati" di Giuseppe Ungaretti
Antologia
Antologia: Sintesi e commento del libro "Se vuoi essere mia amica" + Il villaggio di Nevè Shalom\Wahat al-Salam
Musica
Musica: West Eastern Divan Orchestra e Daniel Barenboim
Educazione fisica
Educazione fisica: La pace olimpica tra Israele e Palestina in occasione delle Olimpiadi di Londra 2012
Arte
Arte: Arte israeliana tra Oriente e Occidente