Libertà astratta e coscienza infelice
Il senso viene da me, dominio e dipendenza. Questa dialettica si muove e si sviluppa.
Io sono un soggetto che entra nel mondo trasformandolo. Scoprendo che si è soggetti capaci di cambiare il mondo si capisce di essere soggetti liberi. La coscienza che scopre sé la sua libertà.
Una libertà astratta, scopro qualcosa che posso fare, è la scoperta di una libertà che deve diventare vera cioè la libertà che fa i conti con la realtà.
Libertà astratta: convinta di poter trasformare il mondo senza farci i conti.
Atteggiamento stoico cioè felice indipendentemente dalle circostanze ed è l’aggettivo che usa per la libertà astratta. Ciò mette in dubbio la realtà stessa.
Il primo passo di autocoscienza è la libertà e la prima libertà è astratta cioè non è vero perché la vera libertà è quella che si rapporta con la realtà.
Da questa libertà astratta esce facendo esperienza che la realtà c’è, pone dei limiti a questa mia libertà, la realtà vince.
Quando mi scontro con la realtà esco dalla libertà astratta. Questa situazione la chiama coscienza infelice cioè desiderio di una libertà capace di fare i conti positivamente con la realtà.
Libertà astratta genera infelicità perché mi rendo conto che non faccio quello che voglio ma anche il positivo di essere liberi abbracciando la realtà.
Coscienza infelice non solo in una persona ma nella storia ricorrendo a esempi religiosi.
La religione e il cristianesimo
La religione è il tentativo di entrare in relazione con Dio. Il cristiano cerca di conciliarsi con Dio.
Il cristianesimo mette in mostra il tentativo della libertà umana di unirsi positivamente alla realtà.
Il cristianesimo è una tappa di cammino di conoscenza di sé dello spirito.
Il cristianesimo libertà che cerca pace in un rapporto pieno con la realtà cioè Dio. Non riesce a fare questo il cristianesimo.
Per Hegel il sepolcro vuoto di Cristo risorto è il segno che Dio resta distante, Cristo tornato al padre, la libertà dell’uomo dovrà vagare e la sua sintesi non la porta il cristianesimo.
Ragione e conciliazione con la realtà
Ragione: torna alla riflessione sulla religione cioè il tentativo di comprendere la relazione tra finito e infinito.
La religione diventa il luogo dove vediamo la relazione tra libertà finita e la realtà che si oppone a questa libertà. Per Hegel diventa la dimostrazione di questa relazione.
Non dice più di ma realtà. Il sepolcro vuoto è la dimostrazione che il cristianesimo non può offrire questa conciliazione.
Il cristianesimo positivo ha tentato di portare l’uomo alla purificazione attraverso dei mediatori cioè le chiese, portarlo verso un’armonia con la realtà che il Gesù stoico non aveva fatto.
Tutto è successo in base a una, ancora, immatura conoscenza che pensa che ciò che posso dare l’armonia è fuori di sé.
A un certo punto la coscienza deve capire che la realtà con cui cerca questa conciliazione è dentro di sé non fuori.
La ragione è la certezza che la realtà è dentro di sé. Questa ragione è la certezza che la realtà è sé.
Questa coscienza non matura fin quando continua a credere che il suo compimento sia fuori di sé.
Il cristianesimo è il luogo dove si pensa che la coscienza si compie con la realtà esterna da me.
La ragione osservativa
Deve rendersi conto che lui è tutte le cose che il pensiero è l’essere.
Presa di coscienza di sé come perno di ogni cosa è l’inizio del movimento che porterà il pensiero a essere consapevole di tutte le cose.
Coscienza dell’umanità nella storia. Trova se stessa nella realtà.
È il momento della ragione osservativa, centratura del soggetto su tutto.
I limiti della ragione osservativa, la scienza moderna ha incontrato un ostacolo, un oggetto di cui non è ancora riuscita a trovare il perché cioè il vivente.
La scienza col vivente non ci arriva.
Il secondo limite: stava osservando le derive materialiste della biologia e della fisiologia.
I fisiologi stavano osservando che tutti i processi del vivente sono processi che hanno una base materiale quindi anche il pensiero.
Non è dalla scienza che verrà la sintesi del soggetto nella realtà.
Ma per Hegel è il pensiero che crea la materia quindi non può essere movimento di essa.
Non è nella scienza che riesce a centrare su di sé tutto.
Vuole prodursi o farsi secondo le sue capacità. Facendo la realtà si comprende.
La realtà sono io, è il termine di una scoperta. Pone al centro l’uomo.
Libertà, coscienza infelice e cristianesimo
Il senso viene da me, dominio e dipendenza. Questa dialettica si muove e si sviluppa. Io sono un soggetto che entra nel mondo trasformandolo. Scoprendo che si è soggetti capaci di cambiare il mondo si capisce di essere soggetti liberi. La coscienza che scopre sé la sua libertà. Una libertà astratta, scopro qualcosa che posso fare, è la scoperta di una libertà che deve diventare vera, cioè la libertà che fa i conti con la realtà.
La libertà astratta e la realtà
Libertà astratta: convinta di poter trasformare il mondo senza farci i conti. Atteggiamento stoico, cioè felice indipendentemente dalle circostanze, ed è l’aggettivo che usa per la libertà astratta. Ciò mette in dubbio la realtà stessa. Il primo passo di autocoscienza è la libertà e la prima libertà è astratta, cioè non è vero perché la vera libertà è quella che si rapporta con la realtà. Da questa libertà astratta esce facendo esperienza che la realtà c’è, pone dei limiti a questa mia libertà, la realtà vince. Quando mi scontro con la realtà esco dalla libertà astratta.
La coscienza infelice
Questa situazione la chiama coscienza infelice, cioè desiderio di una libertà capace di fare i conti positivamente con la realtà. Libertà astratta genera infelicità perché mi rendo conto che non faccio quello che voglio, ma anche il positivo di essere liberi abbracciando la realtà. Coscienza infelice non solo in una persona, ma nella storia, ricorrendo a esempi religiosi.
Il cristianesimo e la libertà
La religione è il tentativo di entrare in relazione con Dio. Il cristiano cerca di conciliarsi con Dio. Il cristianesimo mette in mostra il tentativo della libertà umana di unirsi positivamente alla realtà. Il cristianesimo è una tappa di cammino di conoscenza di sé dello spirito. Il cristianesimo libertà che cerca pace in un rapporto pieno con la realtà, cioè Dio. Non riesce a fare questo il cristianesimo. Per Hegel il sepolcro vuoto, il Cristo risorto è il segno che Dio resta distante, Cristo tornato al padre, la libertà dell’uomo dovrà vagare e la sua sintesi non la porta il cristianesimo.