L’arte di insultare
Che cos’è l’insulto? Perché ne facciamo largo uso oggigiorno? Quando l’uomo ha iniziato ad insultare?
È innegabile che l’insulto sia una componente molto presente nella nostra vita.
Insultiamo o veniamo insultati tutti i giorni, in ogni occasione. C’è l’automobilista che ci ha tagliato la strada, il pedone lento ad attraversare, la signora che non rispetta la fila al supermercato; scagliamo anatemi contro il primo che ci fa “saltare i nervi”.
Tutto questo perché noi siamo circondati dall’insulto. Accendiamo la TV e la prima cosa che vediamo sono i politici che si ingiuriano a vicenda – a quanto pare sono tutti figli della stessa madre – cambiamo canale e ci sono i concorrenti dei reality che si insultano senza un apparente motivo – se non quello dei famosi 15 minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol.
Personalmente ho collezionato tanti di quegli insulti da poterci scrivere un libro.
Già: un libro. Tutto nasce da un libro. Non so cosa mi abbia spinto quel giorno a comprare “L’Arte di Insultare” di Schopenhauer. Stavo facendo un giro in libreria alla ricerca di qualche titolo accattivante, ed ecco che un piccolo libricino arancione mi si presenta dinanzi agli occhi, come illuminato da una luce divina. Pensavo ad un manuale che desse delle dritte su come offendere, come se non ne fossimo già abbastanza capaci. Leggo l’autore: Schopenhauer.
Inizio a vederlo sotto una luce diversa. Non è più il filosofo pessimista, quello della “rosa senza spine e delle spine senza rosa”, quello che guardava la vita come un pendolo tra il dolore e la noia. No. Lo immagino più diretto e infatti leggo che aveva una personalità sanguigna.
Schopenhauer afferma nel libro “L’Arte di ottenere ragione” che “Quando ci si accorge che l’avversario è superiore e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona”. L’insultare, quindi, sarà l’inevitabile approdo di buona parte delle nostre discussioni. Il filosofo tuttavia non vede di buon occhio questo esito. Per lui la cosa migliore è cercare di evitare in ogni modo di essere trascinati fino a quel punto e lui stesso fornisce alcuni suggerimenti: far finta di nulla e ignorare gli insulti dell’avversario o evitare di mettersi a discutere con il primo venuto e scegliere con avvedutezza gli interlocutori con i quali impegnarsi in una discussione.
Per essere efficace e raggiungere il suo scopo anche l’insultare richiede di essere imparato e magari esercitato: ecco allora che l’arte di insultare ci viene insegnata dal filosofo un po’ come nelle antiche scuole si insegnava l’etica:
docens, utens,
non nel modo cioè mediante una teoria astratta, bensì nel modo ossia con l’esempio e la pratica. Pur non redigendo una vera e propria arte di insultare, nei suoi scritti Schopenhauer non disdegna di lanciare con mordace sarcasmo invettive, insolenze e improperi agli indirizzi più diversi.
Inventor
Collegamenti percorso insulto e ironia - tesina
- Filosofia - Schopenhauer e "L'Arte di insultare".
- Letteratura greca - Archiloco e l'invettiva.
- Letteratura latina - Giovenale e l'invettiva indignata.
- Letteratura italiana - Carducci: "Giambi ed Epodi".
- Letteratura inglese - Oscar Wilde e l'insulto elegante.
- Storia - Andreotti e l'ironia pungente.
- Arte - Marcel Duchamp e l'arte provocatoria dei Ready-Made.