Tesi: le innovazioni
Tesi: LE INNOVAZIONI
Istituto di istruzione superiore
“L. Einaudi” - Magenta
Con sede associata IPIA
“V. Mainardi” odontotecnico - Corbetta
Anno scolastico 2007/2008
Chiara Fiorini 5^A odontotecnico
Tesi: LE INNOVAZIONI
Introduzione
Il periodo storico in cui viviamo è caratterizzato da numerosi e rapidi cambiamenti in campo politico e istituzionale, in economia, in campo scientifico e nei diversi settori della cultura e della vita sociale.
Facendo un salto nel passato si può definire la seconda metà dell’800 “età dello sviluppo”, data dall’unione della società tra scienza e tecnica.
Si ebbero delle innovazioni in tutti i settori: per esempio l’automobile che permise spostamenti più rapidi, il telegrafo permise la trasmissione di segnali elettrici da un capo all’altro del conduttore, o il radar, un complesso sistema elettronico di generazione, trasmissione e ricezione di dati, inviando onde elettromagnetiche in uno spazio e attraverso la loro riflessione, individuava oggetti in movimento con le loro caratteristiche anche in caso di scarsa visibilità, per quanto riguarda il settore elettrico e meccanico; le apparecchiature ortodontiche, per la correzione delle malocclusioni e malposizioni dentali, nel settore medico; per quanto riguarda la letteratura si ebbero numerosi movimenti culturali che vennero rappresentati dalla letteratura d’Avanguardia; si vide un netto cambiamento per la figura del banchiere, a causa della grande richiesta di capitali, venne sostituita da una figura molto più imponente come la banca; anche in quello chimico vi furono dei cambiamenti, come la scoperta del DNA, all’interno del quale è trascritto il codice genetico di ogni essere vivente.
Col passar degli anni e con numerosi studi si poterono ottenere ormoni, proteine e anticorpi monoclonali tramite la tecnica del DNA ricombinante.
Tesi: LE INNOVAZIONI
Tesi: LE INNOVAZIONI STORIA:
Tesi: le innovazioni storia: la seconda rivoluzione industriale
La seconda rivoluzione industriale fu la naturale conseguenza di una “grande depressione” causata da una grave crisi di sovrapproduzione e da una diminuzione della domanda, con conseguente ribasso dei prezzi e dei margini di profitto.
Questa grande depressione riguardava soprattutto il settore agricolo e industriale.
Grazie allo sviluppo dei trasporti, i mercati mondiali furono inondati da cereali, provenienti dagli Stati Uniti, Canada, Argentina e Australia.
A causa dei prezzi nettamente inferiori dei cereali importati, l’agricoltura europea dovette effettuare anch’essa un ribasso dei prezzi.
I produttori europei reagirono, davanti a queste difficoltà, chiedendo e ottenendo dai governi l’adozione di “politiche protezionistiche” ed effettuando nuovi investimenti per innalzare la produttività delle aziende agricole.
L’agricoltura mondiale subì un radicale processo di ristrutturazione: alcuni paesi (Gran Bretagna e Germania) si specializzarono nella produzione di beni industriali e, con l’importazione, soddisfano il proprio fabbisogno di prodotti agricoli; altri paesi passarono a produzioni pregiate, redditizie e a basso costo, abbandonando le colture tradizionali (Europa settentrionale: latticini); in area centroeuropea si organizzò l’agricoltura secondo criteri di concentrazione e modernizzazione per far fronte alla concorrenza americana.
In tutta l’Europa occidentale, il peso politico, economico e sociale della piccola proprietà contadina viene meno.
Essa è sostituita da grandi aziende agrarie di tipo capitalistico, innescando il conflitto tra capitalismo agrario e bracciante.
Le aree europee meridionali e orientali, dominate dal latifondo, l’industrializzazione insufficiente non poté assorbire la disoccupazione contadina.
Ciò diede inizio al fenomeno dell’immigrazione massiccia in altri paesi europei ed extraeuropei.
Il principale fattore di riorganizzazione dell’economia fu la razionalizzazione della produzione.
Il lavoro in fabbrica venne impostato su “basi scientifiche” per abbreviare tempi e costi ed aumentare la produzione.
L’aumento della produttività industriale fu in primo luogo determinato dal concentrarsi in un breve arco temporale d’innovazioni e scoperte tecnologiche fondamentali per l’economia.
Si andavano sviluppando nuovi processi di lavorazione come i metodi di raffinazione, lavorazione, montaggio di materie prime e dei prodotti che riducevano costi e tempi; scoperte che diedero vita a nuove attività produttive come la scoperta della celluloide, fibre tessili e artificiali, coloranti sintetici, dinamite, o la possibilità di utilizzare il petrolio.
Tesi: LE INNOVAZIONI
Tutto ciò consentì lo sviluppo dell’industria chimica e petrolchimica.
S’iniziò ad usar nuove fonti d’energia e nuovi strumenti per l’utilizzazione dell’energia: il petrolio, l’elettricità, il motore a scoppio a quattro tempi, motori elettromagnetici.
La seconda rivoluzione industriale rafforzò il carattere capitalistico della società, che prese una piega fortemente tecnologica e scientifica, e si può dire che essa fu definita l’età dell’elettricità, dell’acciaio e della chimica, ed età durante la quale ci fu uno stretto connubio della società tra scienza e tecnica.
Alcune delle invenzioni che caratterizzarono questo periodo furono molte.
Tra le quali si ricorda il motore a scoppio, grazie alla produzione dell’acciaio (Bersanti–Matteucci); la radio (Marconi); il radar (complesso sistema elettronico di generazione, trasmissione e ricezione di dati, inviando onde elettromagnetiche in uno spazio e attraverso la loro riflessione, individuava oggetti in movimento con le loro caratteristiche anche in caso di scarsa visibilità); il telegrafo (che permise la trasmissione di segnali elettrici da un capo all’altro del conduttore, come il codice Morse) e la pila (Alessandro Volta).
Tesi: LE INNOVAZIONI STORIA: LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Nel 1859 i Savoia e la Francia sconfissero l’Austria, ottenendo la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana.
L’anno seguente, con lo sbarco dei Mille guidato da Garibaldi, l’Italia vedrà l’annessione del Regno delle due Sicilie, a seguito dell’intervento dell’esercito sabaudo, sceso per impedire che i Mille arrivassero a Roma, l’annessione delle Marche e dell’Umbria.
Il sistema politico italiano nasce il 17 marzo 1861, con la prima seduta del parlamento italiano.
Nel 1866, con la guerra austro-prussiana, vennero annessi il Veneto e il Friuli, in cambio della neutralità italiana.
L’Italia nel 1870 attraverso la guerra franco-prussiana, tenendo impegnati i francesi, non permetterà loro di intervenire in appoggio al papato, lasciando quindi il via libera alla conquista di Roma.
Tesi: LE INNOVAZIONI
L’Italia, come è noto, ebbe un decollo industriale tardivo, verso la fine dell’Ottocento.
I motivi del ritardo furono molteplici, tra i quali si ricorda l’organizzazione bancaria del paese, inadeguata e mal gestita.
Infatti solo nel 1894 venne finalmente creata la Banca d’Italia e, in seguito, vennero fondate le banche, che si dedicarono al finanziamento industriale.
La costruzione di ferrovie e di strade era a buon punto, e la mancanza di carbone venne armonizzata dall’elettricità, che ebbe un grande successo in Italia.
Tesi: LE INNOVAZIONI STORIA: LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
L’utilizzo di una nuova fonte d’energia, come l’elettricità, iniziò nell’1884 con l’inaugurazione a Milano del primo impianto elettrico europeo.
Molte furono le imprese automobilistiche che vennero fondate: la Fiat nel 1899, l’Alfa nel 1907, la Lancia nel 1910, oltre che a moto, biciclette, navi in ferro, locomotive, macchinari vari, poi aerei; si costituì di tutto nel campo della meccanica, mentre si rimase indietro nel settore chimico, dove il decollo italiano avvenne nel secondo decennio del Novecento.
Se, quindi, non possiamo dire che l’Italia sia rimasta tagliata fuori dagli sviluppi internazionali della seconda rivoluzione industriale, va però segnalato che non tutto il paese venne coinvolto da questo processo, ma solo il triangolo industriale (Torino, Milano, Genova).
Si sarebbe dovuto aspettare il secondo dopoguerra, perché il nord-est-centro del paese si industrializzasse, ed il sud iniziasse il suo volto esclusivamente agricolo.
Inoltre, la dimensione delle imprese italiane, anche nei settori più di punta, rimase sempre troppo piccola per poter reggere bene la competizione internazionale.
Le rivoluzioni industriali si svilupparono nei paesi culturalmente e istituzionalmente più avanzati, cioè dove le istituzioni sia politiche che economiche potessero permettere la libera iniziativa in un contesto di certezze del diritto commerciale, in grado di offrire un sistema monetario relativamente solido, un sistema finanziario capace di raccogliere ingenti capitali, una pratica contabile ordinata ed efficiente diffusione dell’alfabetizzazione, dell’informazione e della cultura superiore.
Non è certo un caso legato all’ambiente naturale o alla disponibilità di risorse che la prima rivoluzione industriale sia avvenuta in Gran Bretagna: era questo il paese culturalmente ed istituzionalmente più avanzato dell’epoca; il fatto poi che la Gran Bretagna disponesse di miniere di carbone, o di colonie che fornivano altre materie prime è stato ormai riconosciuto un fattore di aiuto, ma non certo la causa principale del suo decollo industriale.
Se la prima rivoluzione industriale si basava sulla macchina a vapore, che mutò drasticamente l’approvvigionamento di energia in qualunque processo produttivo, sulla lavorazione del ferro all’alto forno e sulla meccanizzazione di molti processi produttivi prima effettuati a mano, in particolare nelle industrie tessili e alimentari; la seconda rivoluzione industriale si basò invece
Tesi: le innovazioni storia: la seconda rivoluzione industriale
sull’elettricità, il motore a scoppio, acciaio e la chimica organica.
Ebbene, le invenzioni della prima rivoluzione industriale richiedevano scarse elaborazioni teoriche e potevano essere realizzate anche da uomini pratici, come da uomini potevano essere utilizzate: un’istruzione elementare era sufficiente.
Ma la chimica, l’elettricità, l’acciaio e la meccanica del motore a scoppio erano i più complicati, più legati a conoscenze e a nuove scoperte scientifiche, e richiedevano quindi un’istruzione medio-superiore per l’invenzione e almeno un’istruzione media per la loro utilizzazione.
Fu così che i paesi che seppero istituire un sistema di istruzione medio-superiore più valido e generalizzato, fecero meglio degli altri, come la Germania e gli Stati Uniti.
Fu così che la Gran Bretagna, attaccata ai suoi splendori, non seppe tener testa a questi nuovi sviluppi, non adeguò il suo sistema educativo e iniziò così il suo declino da paese leader.
Ma la seconda rivoluzione industriale rivelò anche differenze rispetto alla prima.
Nella seconda fase ci furono un numero maggiore di innovazioni di prodotto rispetto alla prima.
Proprio la macchina a vapore è un’innovazione di prodotto: si tratta di qualcosa che prima non esisteva affatto, ma la meccanizzazione dei processi produttivi era soprattutto fatta di innovazioni di processo, cioè ciò che prima veniva fatto a mano, ora veniva eseguito dalle macchine, ma il prodotto finale non variava di molto.
La seconda rivoluzione industriale vide invece spettacolari novità di prodotto: dal telefono all’aspirina, dall’aereo all’alluminio, dal cinematografo alle fibre tessili artificiali.
Si avviarono giganteschi investimenti per il trasporto dell’elettricità e della telefonia, la costruzione di strade per le automobili, ma soprattutto ci si rese conto che molti di quei nuovi prodotti possono essere resi disponibili ai consumatori a prezzi assai contenuti tramite l’organizzazione della produttività su larga scala di impianti di enormi dimensioni.
Tesi: LE INNOVAZIONI LETTERATURA:
Tesi: le innovazioni letteratura: le avanguardie
La letteratura d’avanguardia è rappresentata da numerosi movimenti culturali sorti in Europa a seguito della dissoluzione del simbolismo e dopo il fallimento dei tentativi naturalistici e realistici, intesi come denuncia dell’oppressione instaurata dalla società capitalistica e borghese.
I movimenti letterari, o i singoli scrittori che operarono nei periodi precedenti, non si possono considerare d’Avanguardia sia perché gli intenti che essi si prefissero furono esclusivamente di ordine letterario o intellettuale, sia perché la definizione d’avanguardia è propria della seconda metà del secolo scorso come fenomeno politico e per i primi venticinque anni del nostro secolo, come fenomeno artistico-letterario.
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