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2° Guerra mondiale
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Introduzione
L’uomo, un essere creato da Dio, capace di creare, capace di bontà, capace di altruismo, ma l’uomo per sua natura non è così!
L’uomo è avido, bramoso di fama e di potere, di supremazia e ciò lo ha sempre portato a combattersi l’un l’altro, distruggendosi, uccidendosi a vicenda.
Qualcuno disse: “Per l’uomo non c’è altro inferno che la stupidità e la malvagità dei suoi simili”.
Forse aveva ragione!
2° Guerra mondiale
Patti prima della guerra
L’Italia sotto la dittatura di Mussolini invase l’Etiopia nel 1935, unico paese indipendente dell’Africa e membro della società delle nazioni. In questo contesto gli italiani persero la figura di gentiluomini usando armi chimiche.
L’Italia per questa invasione ricevette dalla società delle nazioni una sanzione. Proprio a causa di questa sanzione nasce del risentimento verso l’Inghilterra che trova appoggio dalla Germania e così nacque l’Asse Roma-Berlino, il quale consisteva nella partecipazione di ambedue le nazioni alla guerra civile spagnola e al patto anticomitern.
Nel 1938 l’Asse muta nel Patto d’acciaio, esso consisteva in un reciproco aiuto politico, finanziario e militare. Il 23 agosto 1939 fu firmato da Hitler e Stalin il patto Molotov-Ribbentrop, ovvero un patto di non aggressione con una clausola segreta: la spartizione della Polonia.
Inizio della guerra
Se il primo conflitto mondiale fu occasionato da un attentato dagli sviluppi imprevedibili, il secondo era nell’aria. Il 1° settembre 1939 la Germania, forte del patto Molotov-Ribbentrop, ordinò al suo esercito di invadere la Polonia contando sulla strategia militare della Luftwaffe, ovvero panzer abbinati alla forza aerea (proprio per questa strategia diverrà una guerra totale perché verranno colpiti anche i civili nelle città e soprattutto le fabbriche), stessa cosa fa l’Unione Sovietica ed infatti, come previsto dal patto, la Polonia verrà spartita tra le due nazioni.
Il 3 settembre 1939 Francia ed Inghilterra dichiarano guerra alla Germania ma non all’Unione Sovietica per non causarsi troppi nemici.
Il 30 novembre 1939 l’URSS attaccò la Finlandia perché si era rifiutata di arretrare i confini per una migliore protezione di Leningrado.
Inizio della guerra: parte 2
Il 9 aprile 1940 la Germania invase la Danimarca e la Norvegia per assicurarsi importanti porti per la sua flotta, instaurando un governo fantoccio con a capo Quisling.
Il 10 maggio 1940 i tedeschi attraversarono la foresta delle Ardenne, ritenuta impraticabile dai francesi per i panzer tedeschi, ma non fu così. Approfittando di questo errore i tedeschi invasero velocemente l’Olanda ed il Belgio.
Così facendo avevano aggirato la Linea Maginot, costruita dai francesi pensando che anche questo conflitto, come il primo, fosse una guerra di trincea.
Il 14 giugno 1940 Parigi cadde sotto la forza tedesca ed il 16 giugno 1940 Pétain firmò un armistizio con i tedeschi, il quale prevedeva che la parte settentrionale della nazione fosse annessa alla Germania, mentre nella parte meridionale venne instaurato un governo collaborazionista con a capo proprio Pétain e capitale Vichy.
L’Italia entra in guerra
L’Italia, fino a quel momento dichiaratasi imparziale, entrò in guerra il 10 giugno 1940 sotto il comando di Mussolini, il quale, vedendo l’avanzata veloce dell’esercito tedesco, credette che si stesse per compiere una guerra lampo e non voleva perdere i benefici dei vincitori.
Così facendo attaccò la Francia già agli estremi della resistenza, ma nonostante ciò non riuscì a vincere sia a causa degli armamenti italiani, sia per la poca esperienza. Inoltre venne sconfitta sia in Africa che nel Mar Mediterraneo dagli Inglesi.
Perciò il sogno di Mussolini di una guerra parallela si infrange. Ma egli non mollò e, per dimostrare di essere all’altezza, attaccò la Grecia, ma anche lì rischiò di essere sconfitto se la Germania non fosse intervenuta.
Nel vivo dell’azione
Sconfitta la Francia, la Germania volle invadere l’Inghilterra e ci provò con il Piano Leone Marino, che prevedeva l’invasione dell’isola da parte del canale della Manica.
Prima però bisognava diminuire le difese nemiche e fu così che bombardarono con attacchi aerei le città inglesi per tre mesi, ma l’esito non fu quello previsto perché l’Inghilterra aveva il radar che permise di sapere in anticipo gli attacchi avversari.
Il 22 giugno 1941 scattò l’operazione Barbarossa, il piano per invadere la Russia. Stalin non era preparato all’aggressione e, a causa della privazione dei suoi grandi generali con le grandi purghe, non aveva un’organizzazione militare; così l’esercito tedesco ebbe gran facilità nell’avanzata.
Hitler conobbe così, come Napoleone allora, il generale d’inverno, che lo costrinse a fermarsi.
La svolta
Nel frattempo, in Estremo Oriente, il Giappone stava espandendo il proprio territorio; per questo motivo l’Inghilterra e gli Stati Uniti decretarono il blocco delle esportazioni verso Tokyo.
Così il 7 dicembre 1941 i giapponesi attaccarono la base navale di Pearl Harbor, tirando in guerra definitivamente gli USA, che dichiararono guerra ai membri del patto tripartito.
Sebbene i membri del patto tripartito si trovassero in situazione di massima espansione, dal 1942 ci fu un’inversione di tendenza a favore delle forze alleate, che riuscirono a far ritirare i loro nemici dall’Africa settentrionale, dal Pacifico e dal Mar dei Coralli.
Nel gennaio del 1943 ci fu la conferenza di Casablanca, dove si decise di sbarcare in Italia, componente più debole delle forze dell’Asse.
Controffensiva in Italia
Il 9 e 10 luglio del 1943 gli alleati sbarcarono in Sicilia e in poche settimane si impadronirono dell’isola, trovando una strenua resistenza.
Nel frattempo fu convocato il 24 luglio del 1943 il Gran Consiglio del Fascismo, dove Mussolini fu messo in minoranza dall’ordine del giorno emesso da Dino Grandi e, quando il Duce andò a riportare al re ciò che si era detto nel consiglio, fu fatto arrestare (25 luglio 1943).
Il comando fu affidato al generale Badoglio che l’8 settembre 1943 firmò l’armistizio con gli alleati. Questo armistizio fu trasmesso radiofonicamente e non fu molto chiaro perché non diceva come muoversi alle truppe italiane nei confronti dei tedeschi.
Così tutte le truppe italiane che si trovavano in paesi esteri insieme ai tedeschi furono da questi ultimi massacrate o deportate nei campi di concentramento.
Il 12 settembre del 1943 Mussolini fu liberato dai tedeschi e fondò la Repubblica di Salò con l’intento di raggruppare tutti i fascisti per combattere il movimento partigiano che stava sorgendo.
Controffensiva mondiale
Nell’Unione Sovietica i tedeschi furono fatti ritirare grazie all’Armata Rossa supportata dalle forze civili; nelle monarchie del Nord nacque il sentimento di patriottismo.
In Francia la controffensiva si organizzò con la conferenza di Teheran; si organizzò lo sbarco in Normandia, che si applicò il 6 giugno del 1944.
Mentre nel febbraio del 1945 ci fu la conferenza di Jalta, dove si stabilì la spartizione della Germania dopo che fu sconfitta.
Nel frattempo la Germania fu circondata dagli Alleati, ma Hitler non volle arrendersi e tentò un’ultima resistenza. Mentre l’esercito tedesco veniva sconfitto, lui si rifugiò nel bunker che aveva fatto costruire tempo prima e si fece sparare dal suo generale per non finire come Mussolini.
Fine della guerra
Nel frattempo, in Oriente, il Giappone era da tempo sulla difensiva rispetto agli Americani.
I giapponesi usavano tattiche che all’inizio sorpresero gli americani, come i kamikaze, ma poi l’industria bellica americana, con la collaborazione di Einstein, sviluppò la bomba atomica.
Questa nuova e letale arma fu scagliata il 6 agosto su Hiroshima ed il 9 su Nagasaki.
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