Estratto del documento

Vladimir Nabokov

Tesina di Isceri Natalina

Classe 5° APX

Istituto “M.M. Canedi”

Medicina (BO)

Indice

  • Premessa
  • Mappa concettuale
  • Storia
  • I bambini durante l’Olocausto
  • Italiano
  • Giovanni Pascoli - biografia
  • La teoria del fanciullino
  • Il poeta fanciullo
  • Il simbolismo pascoliano
  • Economia aziendale
  • Le multinazionali (LEGO)
  • Il bilancio d’esercizio
  • Inglese
  • Charles Dickens
  • Educazione fisica
  • L’importanza dello sport nei bambini
  • Bibliografia e sitografia

Premessa

L’argomento centrale della mia tesina consiste nell’analizzare il tema dell’infanzia. Mi ha sempre entusiasmato vedere lo sguardo dei bambini sempre allegro e stupito dinnanzi alle piccole e grandi scoperte.

I bambini hanno una sensibilità molto sviluppata al punto che sanno trovare il modo più semplice per affrontare la realtà.

L’infanzia è sempre stata considerata un mondo di innocenza, bellezza e autenticità dell’essere e il bambino è simbolo dell’essere indifeso, bisognoso di protezione.

Il bambino rappresenta il nucleo umano della formazione della personalità, fondamento per l’esistenza futura.

L’infanzia e l’adolescenza sono, appunto, passaggi obbligati per la vita di tutti noi. L’infanzia è per molti il periodo dell’allegria e della spensieratezza, il periodo dei pomeriggi passati a giocare con le bambole o giocando a calcio nelle piazzette vicino casa, il periodo in cui si crede ancora che le favole esistano e che Babbo Natale ti porterà il regalo perché hai fatto il bravo bambino. Poi si cresce e iniziano i primi cambiamenti fisici, i complessi e i problemi che non tutti siamo abbastanza forti da affrontare a testa alta.

Arriva la fase della nostra vita più ricca di cambiamenti e allo stesso tempo più difficile da affrontare, la fase in cui iniziamo a fare le prime esperienze “da grandi”, la fase in cui non vogliamo più stare sotto l’ala protettiva dei nostri genitori sebbene siamo consapevoli di non essere ancora in grado di farcela da soli, la fase delle delusioni e dell’accrescimento della forza di ognuno di noi. Adesso noi stiamo vivendo l’ultimo periodo dell’adolescenza in cui, sebbene felici di aver compiuto esperienze fondamentali alla nostra crescita, non vediamo l’ora di diventare adulti ma allo stesso tempo vorremmo tornare indietro a quella età in cui tutto sembrava più facile, in cui i pianti erano dovuti solo alle ginocchia sbucciate e dove tutti i sentimenti erano sinceri.

Mappa concettuale

Storia

I bambini durante l’Olocausto

Inglese e italiano

Charles Dickens

Giovanni Pascoli

“Il fanciullino”

Economia aziendale

Le multinazionali (LEGO) e il bilancio d’esercizio

Educazione fisica

L’importanza dello sport nei bambini

Storia: i bambini durante l’Olocausto

I bambini furono tra i più esposti alle violenze dell’Olocausto.

I Nazisti sostenevano che l’uccisione dei figli di persone ritenute “pericolose” fosse giustificata dalla loro ideologia, sia quella basata sulla “lotta di razza”, sia quella che considerava l’eliminazione dei nemici una misura preventiva per la sicurezza.

In tutto, si calcola che almeno un milione e mezzo di bambini e ragazzi sia stato ucciso dai Nazisti e dai loro fiancheggiatori; di queste giovani vittime, più di un milione erano Ebrei, mentre le altre decine di migliaia erano Zingari, Polacchi e Sovietici che vivevano nelle zone occupate dalla Germania, nonché bambini tedeschi con handicap fisici e/o mentali provenienti dagli Istituti di cura. Le possibilità di sopravvivenza degli adolescenti compresi tra i 13 e i 18 anni, sia Ebrei che non-Ebrei, erano invece maggiori, in quanto potevano essere utilizzati nel lavoro forzato.

Il destino dei bambini, Ebrei e non-Ebrei, poteva seguire diverse vie:

  • I bambini venivano uccisi immediatamente, al loro arrivo nei campi di sterminio;
  • Potevano venir uccisi subito dopo la nascita, o mentre si trovavano ancora negli Istituti che li ospitavano;
  • I bambini nati nei ghetti e nei campi potevano sopravvivere quando gli altri prigionieri li nascondevano;
  • I bambini maggiori di 12 anni venivano destinati al lavoro forzato o erano usati per esperimenti medici;
  • Infine, vi furono i bambini uccisi durante le operazioni di rappresaglia o quelle contro i gruppi partigiani.

Nei ghetti, i bambini ebrei morivano a causa della denutrizione e dell’esposizione alle intemperie, in quanto mancavano sia il vestiario che abitazioni adeguate. Le autorità tedesche rimanevano indifferenti di fronte a queste morti in massa perché consideravano la maggior parte dei ragazzini che viveva nei ghetti come “inutili bocche da sfamare”. Siccome i bambini erano troppo piccoli per potere essere utilizzati nel lavoro forzato, le autorità tedesche in genere li selezionavano per primi - insieme agli anziani, ai malati e ai disabili - per essere deportati nei centri di sterminio, o per le fucilazioni di massa che riempivano poi le fosse comuni.

Allo stesso modo, al loro arrivo ad Auschwitz-Birkenau e agli altri centri di sterminio, le autorità dei campi destinavano la maggior parte dei più piccoli direttamente alle camere a gas. Le SS e le forze di polizia in Polonia e nell’Unione Sovietica occupata fucilarono migliaia di bambini, dopo averli allineati lungo il bordo delle fosse comuni scavate appositamente. A volte, la selezione dei più giovani per riempire i trasporti verso i centri di sterminio, o per fornire le prime vittime alle operazioni di assassinio di massa, furono il risultato di penose e controverse decisioni prese dai presidenti dei Consigli Ebraici. Tra queste, la decisione del Consiglio Ebraico di Lodz, nel settembre del 1942, di deportare i bambini al centro di sterminio di Chelmo rappresenta un esempio delle scelte tragiche operate dagli adulti quando costretti ad accontentare le richieste dei Tedeschi. Invece, Janusz Korczak, direttore di un orfanotrofio nel ghetto di Varsavia, si rifiutò di abbandonare i piccoli a lui affidati, quando questi vennero selezionati per la deportazione, e li accompagnò sul convoglio che li condusse a Treblinka, e poi fin dentro la camera a gas, condividendo così il loro destino.

Anche i bambini non-Ebrei dei gruppi presi di mira dai Nazisti non vennero risparmiati, come ad esempio i bambini Rom (Zingari) uccisi nel campo di concentramento di Auschwitz; o i bambini - tra i 5.000 e i 7.000 - eliminati nell’ambito del programma “Eutanasia”; o, ancora, quelli assassinati durante le operazioni di rappresaglia, come per esempio la maggior parte dei bambini di Lidice; e, infine, i bambini che vivevano nella zona occupata dell’Unione Sovietica e che vennero uccisi insieme ai loro genitori. Le autorità tedesche incarcerarono anche un certo numero di bambini nei campi di concentramento e nei campi di transito. Medici delle SS e ricercatori usarono i più giovani, in particolare i gemelli, per esperimenti medici nei campi di concentramento, esperimenti che spesso ne causarono la morte. Le autorità dei campi, poi, usarono gli adolescenti, in particolare quelli Ebrei, per il lavoro forzato; molti di loro morirono a causa delle condizioni in cui tali lavori venivano svolti. Le autorità tedesche confinarono anche altri bambini nei campi di transito, costringendoli a vivere in condizioni spaventose.

Nella loro folle ricerca di “sangue puro ariano”, gli esperti della razza delle SS ordinarono che centinaia di bambini, nella Polonia e nell’Unione Sovietica occupate, venissero rapiti e trasferiti in Germania per essere adottati da famiglie considerate “adeguate” dal punto di vista razziale.

Nonostante la loro estrema vulnerabilità, molti bambini trovarono il modo di sopravvivere all’Olocausto: ad esempio, alcuni di loro contrabbandarono il cibo all’interno dei ghetti, dopo aver portato fuori di nascosto beni personali da poter scambiare. Altri, appartenenti ai movimenti giovanili, parteciparono alle attività della Resistenza clandestina. Molti altri ancora riuscirono a fuggire con i propri genitori, o con dei parenti - e alcune volte anche da soli - e a rifugiarsi nei campi per famiglie creati dai partigiani ebrei.

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Sintesi

Introduzione Infanzia - Tesina

Questa tesina di maturità descrive il tema dell'infanzia. La tesina abbraccia le seguenti materie scolastiche: in Storia la condizione dei bambini durante l'Olocausto, in Italiano Giovanni Pascoli e "Il Fanciullino", in Economia aziendale la LEGO e il bilancio d'esercizio, in Inglese Charles Dickens e in Educazione fisica l'importanza dello sport nei bambini.

Collegamenti

Infanzia - Tesina

Storia - La condizione dei bambini durante l'Olocausto. Italiano - Giovanni Pascoli e "Il Fanciullino". Economia aziendale - La LEGO e il bilancio d'esercizio. Inglese - Charles Dickens. Educazione fisica - L'importanza dello sport nei bambini.
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