Estratto del documento

Liceo scientifico

Anno scolastico: 2014-2015

“Edoardo Amaldi” di Orbassano

Candidato: Francesco Donato

Tesina per l’esame di Stato

Titolo

L’importanza storica della fotografia e il fotogiornalismo.

Obbiettivi

  • Determinare i rapporti tra la fotografia, subito dopo la sua invenzione, e la pittura nel XVIII secolo.
  • Raccontare attraverso la fotografia ed il fotogiornalismo la Grande Guerra in Italia.
  • Individuare l’importanza del fotogiornalismo.
  • Mettere a fuoco i componenti dei una macchina fotografica ed il suo funzionamento.
  • Approfondire una passione.

Metodo

  • Studio teorico dei rapporti tra la nascita della fotografia e la pittura nel XVIII secolo, approfondendo la passione per la fotografia di Degas.
  • Studio teorico del fotogiornalismo.
  • Progetti pratici di fotogiornalismo personali.
  • Visita di mostre fotografiche e partecipazione ad eventi riguardanti la Grande Guerra come la mostra Al fronte. Cineoperatori e fotografi raccontano la Grande Guerra proposta dal Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana di Torino, a cura di Roberta Basano e Sarah Pesenti Campagnoni, con 160 fotografie inedite, scattate da Luis Bogino al seguito del Regio Esercito Italiano e dai soldati fotoamatori dislocati sui territori di guerra.
  • Studio teorico e pratico della fotografia e della sua storia.
  • Studio teorico e pratico della macchina fotografica, la sua composizione ed il suo funzionamento.

Materie coinvolte

  • Storia dell’Arte, Storia, Inglese, Fisica

Indice

Progetto 2

Introduzione - Perché la fotografia e il fotogiornalismo? 3

L’invenzione del XVIII secolo 4

I rapporti con la pittura 5

La risposta artistica all’invenzione 5

Edgar Degas 5

L’Assenzio 6

Il fotogiornalismo 7

La I Guerra Mondiale: 7

Il servizio Fotografico e Cinematografico del regio Esercito Italiano 7

La memoria visiva della Grande Guerra 7

Il fronte geografico e i panorami di guerra 8

Momenti di vita quotidiana al fronte 8

La trincea 8

Tecnologia della Grande Guerra 9

D’Annunzio 9

La Guerra Bianca sulle cime italiane 9

Feriti e prigionieri al fronte e nelle retrovie 10

Vittime di guerra: corpi e luoghi devastati 10

Corpi mutilati e menti devastate 10

“Importance of photojournalists around the world.” 11

La fotocamera 12

Le lenti 12

La diffrazione 14

Bibliografia e ringraziamenti 15

~ 1 ~

Progetto

Introduzione

L’invenzione del

Presentazione XVIII secolo

La risposta arte

Artistica

All’invenzione

I rapporti con la della fotografia

Pittura Edgar Degas -

“L’Assenzio” Storia &

La prima guerra

Mondiale Inglese

Il Importance of

Fotogiornalismo Photojournalists

Around the world.

Composizione di

Una macchina Fisica

Fotografica

La fotocamera Le lenti & la

Diffrazione ~ 2 ~

Perché la fotografia e il fotogiornalismo?

La fotografia mi ha sempre affascinato: ricordo quando da piccolo visitavo dei luoghi con la mia famiglia e chiedevo sempre a mio padre di lasciarmi fotografare. Naturalmente lui lo faceva raramente e anche io, sinceramente, sarei stato titubante a lasciare un’oggetto di così tanto valore come una macchina fotografica ad un bambino.

Eppure non era una macchina fotografica di tantissimo valore: era una “semplice” compatta digitale che stava diventando comune ai tempi ma non lo era ancora. Potrebbe essere questo il motivo per cui solo sporadicamente ero in possesso della macchina fotografica della famiglia.

Prima ancora ricordo le fotocamere a rullino. Allora era ancora più difficile avvicinarsi alla macchina fotografica perché non si potevano eliminare le foto e i miei genitori non rischiavano di sprecare spazio su un rullino per farmi giocare con una fotocamera a 3/4 anni.

Mi avevano sempre attratto i rullini: erano racchiusi da quelle scatoline cilindriche nere col tappo grigio che ogni tanto ancora ritrovo in qualche vecchio cassetto. Potevo stare così poco tempo con una macchina fotografica in mano che il mio desiderio di usare quel “magico” oggetto cresceva sempre di più.

A 13 anni iniziai a viaggiare da solo, ma mi sentivo incompleto perché non riuscivo a immagazzinare tutte le belle cose visitate nella mia mente. L’anno dopo raccolsi tutti i soldi che ricevetti per il mio compleanno e per Natale da familiari e amici e li misi in mano a mio zio.

Gli chiesi una macchina fotografica “seria”, volevo la mia prima reflex. Lui mi guardò e disse che con quei pochi soldi sarei riuscito solo a prenderne una di seconda mano e non di una marca strepitosa. Mi accontentavo perché volevo la mia prima macchina fotografica personale.

Un mese dopo venne a casa mia a consegnarmi il pacco. Una grande delusione, riuscivo a fare delle fotografie più decenti con il mio telefonino: qualità indecente, risoluzione bassissima, per non parlare dei problemi di messa a fuoco e di esposizione.

Me la feci lo stesso andare bene per un paio di anni, anche perché non potevo permettermi di comprarne un’altra. Continuai a seguire la mia passione visitando mostre fotografiche e seguendo riviste di fotografia finché nell’inverno tra il 2012 e il 2013 decisi di partire per gli Stati Uniti d’America, vivere un anno con una famiglia americana e seguire la quarta liceo in una High School.

Scegliendo i corsi che avrei seguito durante l’anno scolastico vidi il corso di Fotogiornalismo. Dovevo frequentarlo! Avevo già racimolato abbastanza soldi e l’estate del 2013 mi comprai finalmente una Nikon D3100 con la quale mi trovo benissimo.

Iniziai a svegliarmi prima per fotografare l’alba, a visitare luoghi nuovi per scattare foto particolari. Negli USA ho avuto poi la possibilità di sviluppare la mia passione e di imparare molto sul fotogiornalismo e la fotografia accrescendo così in me conoscenze e voglia di documentare ciò che mi circonda. E oggi vorrei condividere un po’ della mia passione con voi.

~ 3 ~

L’invenzione del XVIII secolo

Gli artisti di tutti i tempi avevano perseguito il sogno di realizzare una forma di restituzione prospettica automatica, e a ben vedere la fotografia non è altro che essa. Le prime ricerche iniziarono sul finire del XVIII secolo, con la messa a punto delle prime camere ottiche.

Una cassettina di legno di dimensioni non superiori a quelle di una scatola da scarpe risultava il modello più semplice di camera ottica, era frontalmente dotata di un obbiettivo (sistema mobile di lenti) che una volta puntato sul soggetto, lo rifletteva su uno specchio inclinato di 45° gradi, che a sua volta riproiettava il soggetto capovolto su un vetro smerigliato.

Ponendo un foglio di carta sottile sul vetro e coprendosi con un panno nero per attenuare il riverbero della luce esterna era possibile ricalcare per trasparenza l’immagine prospettica del soggetto prescelto, ricavandone una rappresentazione di grandissima precisione.

Il principale limite della camera ottica rimaneva la necessità dell’intervento manuale. Il progresso della chimica permette lo sviluppo di studi sulla sensibilità alla luce di determinati materiali in grado di registrare qualsiasi variazione di luminosità se opportunamente esposti.

Ogni immagine proiettata non è altro che un fascio di luce e sostituendo al vetro una lastra spalmata con sostanze sensibili alla luce, si poteva ottenere l’impronta dell’immagine proiettata dall’obbiettivo. Nasce così la fotografia.

La vera e propria prima ripresa fotografica venne realizzata nel 1827 dal chimico e fisico francese Joseph Nicéphore Niépce, il quale mise a punto una camera ottica che al posto del vetro smerigliato aveva una lastra di peltro.

Il peltro è una lega di metallo d’aspetto simile all’argento, costituito da stagno misto a piombo e antimonio o a zinco e mercurio e da una bassa percentuale di argento. La lega è resa sensibile alla luce grazia a un particolare composto chimico (emulsione) a base di bitume di cui era cosparsa.

La fotografia, nota come Veduta dalla finestra a Le Gras, rappresenta il panorama visibile dal laboratorio dello stesso chimico e la sua esposizione richiese ben otto ore.

La qualità dell’immagine, ovviamente in bianco e nero e ristampata nel 1952, è molto bassa come la nitidezza dei contorni e la precisione della messa a fuoco ma si tratta del primo esempio di ripresa senza alcun intervento umano.

~ 4 ~

I rapporti con la pittura

La risposta artistica

L’intero panorama artistico del XIX secolo entrò in crisi a causa della clamorosa invenzione e soprattutto del suo rapidissimo sviluppo.

Grazie ai risultati impeccabili, anche se ancora in bianco e nero, a prezzi contenuti e in tempi molto brevi molti ritrattisti e paesaggisti vengono subito messi fuori gioco dalla nuova macchina.

Tuttavia gli artisti più attenti e sensibili colsero immediatamente la eccezionalità dell’invenzione ed iniziarono subito a servirsene in aiuto ed in accordo con la propria pittura.

Nel terzo venticinquennio del secolo pittura e fotografia si erano ormai ritagliate i rispettivi e ben individuati spazi di azione.

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Sintesi

Introduzione: importanza storica della fotografia, tesina

Tesina sull'importanza storica della fotografia e il fotogiornalismo.

Collegamenti

  • Arte: i rapporti fotografia - pittura
  • Degas "L'assenzio"
  • Italiano: D'Annunzio
  • Storia: Prima guerra mondiale
  • Fisica: le lenti
  • La diffrazione
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