L’illusione
Nel corso di quest’anno scolastico, abbiamo affrontato più volte il tema dell’illusione, trattato sia in letteratura da autori come Leopardi, Pirandello e Svevo, che in filosofia da Schopenhauer.
Ho scelto di incentrare la mia tesina su questo argomento soprattutto dopo aver studiato le riflessioni di Schopenhauer sull’illusione e i romanzi di Svevo il cui protagonista è spesso l’inetto, ossia l’illuso.
Capita spesso che gli uomini, nel corso della loro vita, si illudano, perché la vita è piena di illusioni: l’illusione dell’amore, l’illusione di poter comprendere la realtà attraverso la conoscenza, l’illusione di potersi realizzare nella vita, persino l’illusione ottica.
Questo aspetto della vita, però, ha influenzato non solo scrittori e filosofi, ma anche pittori. È così che è nato il Surrealismo: un movimento che ha permesso agli artisti di dare sfogo alla loro creatività, di mischiare la realtà al sogno, portando gli uomini a interrogarsi sul significato più profondo dell’opera, e a capire che un quadro può essere interpretato in più modi di quanti ne immaginassero.
Uno dei più grandi esponenti del Surrealismo è senza dubbio Magritte, che ha saputo lasciarci a bocca aperta giocando con l’uso della parola e con l’illusione ottica.
È impossibile restare indifferenti a quelle immagini che confondono l’uomo, creando l’illusione della profondità e del movimento attraverso l’uso dei colori, della prospettiva e delle immagini geometriche.
Queste immagini mi hanno sempre affascinato, e ho colto l’occasione per parlarne nella mia tesina.
Per concludere, ho scelto questo argomento perché credo che tutti, almeno una volta nella vita, si siano illusi, me compresa.
Italo Svevo
Una vita
Una vita è il primo romanzo di Italo Svevo, composto tra il 1887 ed il 1889 e pubblicato nel 1892, a spese dell’autore.
Inizialmente non ebbe alcun successo. Il titolo originale era Un inetto, ma era stato rifiutato dall’editore, quindi Svevo lo aveva cambiato in quello attuale, ispirandosi al romanzo Une vie di Guy de Maupassant.
Una vita presenta i tratti tipici del romanzo naturalista francese, in quanto descrive in modo preciso e dettagliato i personaggi e gli ambienti in cui si svolgono le vicende.
Trama
Il protagonista della storia è Alfonso Nitti, trasferitosi da poco a Trieste, dove trova lavoro da impiegato presso la banca Maller.
Un giorno viene invitato a casa del banchiere, dove si riunisce un salotto letterario. Qui, Alfonso cerca di emergere socialmente, mostrando le sue ambizioni letterarie.
In questa occasione conosce la figlia di Maller, Annetta, corteggiata anche dagli altri frequentatori del salotto. Tra i due nasce una relazione amorosa.
Si tratta di un rapporto tra una donna capricciosa e leggera e un uomo desideroso di riconoscimento sociale e artistico. Inoltre Alfonso conosce anche Macario, avvocato di successo.
Proprio quando è sul punto di sposare Annetta, Alfonso ritorna nel suo paese, per assistere la madre malata, che muore poco dopo.
Il ritorno di Alfonso a Trieste non corrisponde al recupero della situazione precedente: Annetta si è sposata con Macario, al protagonista viene affidata una mansione meno importante in un altro ufficio e i suoi tentativi di riottenere il favore della famiglia Maller ottengono l’effetto opposto.
Alfonso, ormai, si sente odiato e perseguitato dai Maller, che pensano che questo voglia ricattarli.
Il protagonista chiede ad Annetta di poterla incontrare per chiarire la situazione, ma all’appuntamento si presenta il fratello, che lo sfida a duello.
Alfonso, credendo che Annetta desideri la sua morte, si suicida.
L’inetto
Una vita,
In Svevo presenta per la prima volta la figura centrale dei suoi romanzi: l’inetto, ovvero l’uomo inadatto alla vita e alla società, lo sconfitto.
Egli non ha valori in cui credere, non ha scopi, non ha un ruolo nella società in cui riconoscersi, quindi non riesce a dare un senso alla propria vita. L’inetto quindi si contrappone all’esteta.
L’inettitudine caratterizza tutti coloro che fanno parte della società borghese, ma si distinguono da essa perché non ne condividono i valori come il culto del denaro e del successo personale.
L’impossibilità di adattarsi alla società diventa una vera impotenza psicologica, perché l’inetto non riesce ad identificarsi con la figura vincente tipica della borghesia, e si auto-esclude, rifugiandosi in mondi fittizi, grazie alla letteratura, e vedendo in ogni altro uomo un antagonista, in grado di uscire sempre vincente da ogni situazione, ma anche dei punti di riferimento a cui appoggiarsi e cercare, invano, di uscire dalla propria inettitudine.
Alfonso Nitti è appunto un inetto, che maschera i propri sentimenti più veri fingendo di averne altri e non è capace di vivere un’esistenza “costruttiva”, ispirata da valori, convinzioni, ideali positivi.
Alfonso è avvilito per la sua frustrante vita di impiegato.
Però il suo riscatto non avviene tramite la concretezza del lavoro, ma attraverso l’evasione fantastica.
Cioè Alfonso si consola e si esalta col pensiero di essere superiore agli altri, intellettualmente e culturalmente. Egli vive, perciò, più delle sue fantasie che della realtà.
Il protagonista si presenta per la prima volta in una lettera alla madre dove appare con chiarezza come la
Introduzione illusione - Tesina
Nel corso di quest'anno scolastico, abbiamo affrontato più volte il tema dell'illusione, trattato sia in letteratura da autori come Leopardi, Pirandello e Svevo, che in filosofia da Schopenhauer.
Ho scelto di incentrare la mia tesina di maturità su questo argomento soprattutto dopo aver studiato le riflessioni di Schopenhauer sull'illusione e i romanzi di Svevo il cui protagonista è spesso l'inetto, ossia l'illuso.
Capita spesso che gli uomini, nel corso della loro vita, si illudano, perché la vita è piena di illusioni: l'illusione dell'amore, l'illusione di poter comprendere la realtà attraverso la conoscenza, l'illusione di potersi realizzare nella vita, persino l'illusione ottica.
Questo aspetto della vita, però, ha influenzato non solo scrittori e filosofi, ma anche pittori. È così che è nato il Surrealismo: un movimento che ha permesso agli artisti di dare sfogo alla loro creatività, di mischiare la realtà al sogno, portando gli uomini a interrogarsi sul significato più profondo dell'opera, e a capire che un quadro può essere interpretato in più modi di quanti ne immaginassero.
Uno dei più grandi esponenti del Surrealismo è senza dubbio Magritte, che ha saputo lasciarci a bocca aperta giocando con l'uso della parola e con l'illusione ottica.
È impossibile restare indifferenti a quelle immagini che confondono l'uomo, creando l'illusione della profondità e del movimento attraverso l'uso dei colori, della prospettiva e delle immagini geometriche. Queste immagini mi hanno sempre affascinato, e ho colto l'occasione per parlarne nella mia tesina.
Per concludere, ho scelto questo argomento per la mia tesina, perché credo che tutti, almeno una volta nella vita, si siano illusi, me compresa.
Collegamenti
Illusione - Tesina
- Italiano - L'inetto di Svevo.
- Filosofia - L'illusione per Schopenhauer.
- Storia dell'arte - Magritte.
- Scienze - L'illusione ottica.