La guerra fredda
In generale
Per guerra fredda si intende quel periodo storico che va dalla fine della Seconda guerra mondiale (1945) alla caduta dell'Unione Sovietica (1991), caratterizzato dalla contrapposizione di due blocchi: da una parte gli Stati Uniti e gli alleati della NATO e dall'altra l'Unione Sovietica e gli alleati del Patto di Varsavia.
Fu un periodo caratterizzato da tensioni che fortunatamente non sfociarono mai in un vero e proprio conflitto. Queste tensioni si svilupparono in vari campi: militare, spaziale, tecnologico, ideologico, psicologico, sportivo, contribuendo almeno in parte allo sviluppo ed evoluzione della società stessa con l'avvento della terza rivoluzione industriale.
Le fasi che caratterizzarono la Guerra Fredda sono sostanzialmente tre:
- Anni cinquanta e sessanta (tentativo di invasione e Crisi di Cuba);
- Anni settanta (distensione);
- Metà degli anni ottanta (Presidenza Reagan e riarmo di Stati Uniti e alleati).
La fine della Guerra fredda viene identificata con il crollo del comunismo e dell'Unione Sovietica nel 1991.
La Crisi missilistica di Cuba
La crisi avvenne sull'isola di Cuba e durò per tredici giorni, dal 15 al 28 ottobre del 1962. È doveroso precisare che Cuba era governata da un governo di ispirazione comunista guidato dal rivoluzionario Fidel Castro.
Nell'ottobre 1962 voli di ricognizione compiuti dagli U-2 americani rilevarono la presenza di installazioni missilistiche sovietiche sull'isola di Cuba. Le basi non erano ancora attive, ma le testate nucleari che sarebbero state installate avrebbero potuto colpire le principali città della costa orientale degli Stati Uniti.
Il 16 ottobre Kennedy convocò un Comitato per la Sicurezza Nazionale nel quale si discussero quattro possibilità per la soluzione della situazione:
- Bombardamento immediato delle posizioni;
- Appello alle Nazioni Unite per fermare le installazioni;
- Blocco navale;
- Invasione di Cuba.
Le prime due opzioni vennero immediatamente scartate e infine fu scelto il blocco navale. Nonostante la decisione, alcuni “falchi” pensavano si dovesse procedere con l'invasione. Infatti, erano già pronti 40.000 soldati in Florida per l'attacco malgrado fosse dubbia la riuscita dell'operazione.
Il 22 ottobre Kennedy fece un discorso alla nazione in cui annunciò l'imposizione di una quarantena a 800 miglia dall'isola di Cuba per impedire l'arrivo di altre armi via mare. Se il blocco fosse stato forzato da parte delle navi mercantili sovietiche sarebbe iniziata la guerra.
In seguito all'annuncio pubblico di Kennedy la gente si agitò e si cominciarono a fare esercitazioni in caso di apocalisse nucleare. L'installazione venne definitivamente provata in una sessione d'emergenza dell'ONU.
Il 26 ottobre i sovietici offrirono di ritirare i missili in cambio della garanzia che gli Stati Uniti non avrebbero invaso Cuba o appoggiato un'invasione alla stessa. Una seconda proposta consisteva nel ritiro delle testate atomiche americane site in Turchia e in Italia.
La crisi raggiunse l'apice il 27 ottobre, quando un U-2 statunitense venne abbattuto su Cuba per iniziativa di un ufficiale locale e un altro venne quasi intercettato mentre volava sulla Russia.
Il capo del SAC, il Comando Aereo Strategico, senza l'autorizzazione della Casa Bianca, mise le sue unità in stato di allerta DEFCON 2. Il termine DEFCON è la descrizione dello stato d'allarme delle forze armate statunitensi.
Allo stesso tempo, i mercantili sovietici si stavano avvicinando alla zona di quarantena; quarant'anni dopo si apprese che, su un sottomarino sovietico della loro scorta militare, si valutò la possibilità di lanciare un missile con testata nucleare.
Kennedy accettò la rimozione dei missili nucleari Jupiter in Italia e in Turchia. Di conseguenza le navi sovietiche tornarono indietro e il 28 ottobre Chruščëv annunciò di aver ordinato la rimozione dei missili sovietici da Cuba. Soddisfatto, il presidente ordinò la fine della quarantena il 20 novembre.
1 Collegamento con Inglese: NATO
Il ruolo del Vaticano nella crisi
Spesso quando si parla della crisi di Cuba ci si dimentica o si sottovaluta il ruolo avuto dal Vaticano nella risoluzione pacifica di questo attrito. Papa Giovanni XXIII il 25 ottobre 1962 pronunciò il Radiomessaggio per l'intesa e la concordia tra i popoli.
In questo discorso il papa invitava le due potenze ad agire nell'interesse comune della pace e non della guerra, invitava alla fratellanza e alla coesione per poter raggiungere l'interesse comune. Invitava a continuare le trattative e di non arrivare a conclusioni affrettate; invitava a pensare alle nuove generazioni e alle ripercussioni che potrebbe avere una guerra nucleare.
Sorprendentemente, tutti gli Stati cattolici non risposero ufficialmente all'invito del Papa, mentre l'ateo Kruscev non ebbe il più piccolo momento di esitazione per ringraziare il papa e per sottolineare il suo ruolo primario per la risoluzione di questa crisi che aveva portato il mondo sull'orlo dell'abisso.
Telefono rosso
Un simbolo molto famoso della Guerra fredda è il cosiddetto “Telefono rosso”. In realtà esso non è mai stato un telefono. In origine era una specie di telescrivente, oggi è qualcosa simile ad una e-mail.
La scelta di un mezzo di comunicazione scritto piuttosto che verbale non è casuale. Un telefono vero avrebbe consentito una comunicazione immediata ma avrebbe potuto portare ad equivoci e incomprensioni. Un sistema di comunicazione scritta, invece, avrebbe permesso di inviare comunicazioni più accorte e pensate.
L'idea di creare una linea di comunicazione tra Washington e Mosca nacque in seguito appunto alla Crisi di Cuba. Era stato stabilito che i messaggi sarebbero stati scritti nella lingua dei due paesi che li inviavano e che sarebbero stati tradotti all’arrivo, ma c’era comunque bisogno di telescriventi con i giusti caratteri per poter stampare i messaggi.
Dopo l'invio del primo testo di prova il 30 agosto 1963, il Telefono Rosso non fu usato molto spesso, per fortuna. Venne usato nel 1967 e nel 1973 per le due guerre arabo-israeliane per comunicare i movimenti delle flotte russe e americane.
Da allora quasi ogni guerra ha avuto le sue comunicazioni tramite Telefono Rosso. Sorprendentemente il Telefono Rosso non fu usato in una delle volte in cui ce ne sarebbe stato davvero bisogno: durante l'operazione Able Archer del 1983.
Dal 2008 il vecchio sistema è stato sostituito da una rete di computer che controlla i terminali della Casa Bianca e del Cremlino. Il sistema è dotato di una chat, utilizzata per coordinare le comunicazioni, avvertendo per esempio che a una certa ora arriverà un messaggio, e di un sistema di mail, che serve a consegnare i messaggi effettivi.
La distensione
Dopo la crisi di Cuba i rapporti tra USA e URSS cominciarono a migliorare e a diventare meno tesi. Durante la seconda metà degli anni Sessanta gli Stati Uniti cominciarono a riconoscere l'Unione Sovietica come un soggetto eguale a loro.
In particolare gli americani furono costretti a riconoscere a poco a poco l'eguaglianza sul piano degli armamenti, mentre lo stesso non si può dire certamente del piano economico e finanziario. La situazione economica dell'Unione Sovietica di quegli anni non era minimamente equiparabile a quella statunitense.
Esempio della distensione fu la firma nel 1968 del Trattato di non proliferazione degli armamenti nucleari che prevedeva che le due potenze non avrebbero venduto armi nucleari ai paesi che non le possedevano.
Potrebbe dirsi che il periodo compreso tra il 1969 e il 1974 fu una vera svolta per la diplomazia statunitense in quanto venne data una spinta risoluta verso il dialogo bipolare, anche in virtù del fatto che apparentemente l’adozione di una tale politica avrebbe contribuito a far emergere motivi di collaborazione e di interscambio.
Il processo della distensione si svolse su diversi piani. Il più importante riguardò i rapporti tra Urss e USA in materia nucleare. In una dichiarazione si affermava che nell’età nucleare i rapporti tra le superpotenze potevano seguire solamente la regola della “coesistenza pacifica”. A tal fine, le due parti si impegnavano a consultarsi onde evitare una guerra nucleare.
Come prova del nuovo clima politico di distensione occorre ricordare che in quel periodo ci furono numerosi incontri tra i leader sovietici e americani. Il 22 maggio 1972 Nixon fu il primo Presidente americano a recarsi in visita nella capitale sovietica.
In seguito alla visita di Nixon a Mosca i leader si incontrarono in pochi mesi altre tre volte a conferma del clima di disgelo. Si fecero numerosi accordi sul tema del nucleare. Uno dei più famosi fu il SALT (Strategic Arms Limitation Talks, cioè accordo sulle armi strategiche).
Nella prima parte si regolamentavano le forze nucleari delle due potenze, mentre nella seconda venne affrontata la questione dei sistemi antimissile (ABM) e si stabiliva che le due superpotenze avrebbero potuto costruire due sistemi ABM ciascuna.
Oltre al SALT un altro importante passo fu la CSCE (la Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa) che trattava il tema della cooperazione tra le due potenze in vari ambiti, come quello tecnologico, scientifico e ambientale.
Tutto questo lavoro fu però annullato durante la presidenza Reagan, come dimostra il caso dell'operazione Able Archer della Nato.
L'operazione Able Archer
In un'altra occasione dopo la Crisi di Cuba di cui ho parlato precedentemente il mondo ha rischiato lo scoppio di una guerra nucleare. E per di più per una semplice esercitazione.
La natura molto realistica dell'esercitazione, unita al deteriorarsi della Guerra Fredda e all'arrivo nella Germania dell'Ovest di testate nucleari che potevano colpire i bunker sovietici in 8 minuti, fecero pensare al Governo di Mosca che tutto ciò era un attacco all'Unione Sovietica.
Furono testati in particolare i dispositivi di comunicazione, la preparazione dei tecnici nelle basi militari e vennero coinvolti persino dei leader nazionali. Per questo i russi pensavano che l'esercitazione fosse in realtà il mascheramento di un vero attacco nucleare.
Lo scopo dell'esercitazione NATO era quello di prepararsi all'eventualità che una guerra convenzionale con l'Urss si trasformasse in una guerra nucleare. Ma cerchiamo di analizzare gli eventi antecedenti questa esercitazione.
L'invasione sovietica dell'Afghanistan del 1979 e l'elezione alla presidenza degli Stati Uniti di Reagan segnarono l'inizio di un nuovo periodo di tensioni tra le due potenze.
Uno dei primi atti dell’amministrazione Reagan fu intraprendere una serie di operazioni ed esercitazioni che rappresentavano delle vere e proprie provocazioni per l’Unione Sovietica. Stormi di bombardieri, per esempio, volavano dritti verso il territorio sovietico come se avessero intenzione di attaccare: poi, poco prima di entrare nello spazio aereo sovietico, invertivano la rotta.
Queste operazioni servivano a testare l’efficacia dei radar russi, le loro procedure di difesa e le loro tattiche. Altre operazioni vennero compiute nel mare Artico, nel Baltico e nel Mar Nero. In tutti questi casi le difese russe venivano provocate fin quasi alla reazione armata per studiarne l’efficacia.
Ma queste operazioni finivano anche per logorare i nervi dei leader sovietici. Nel marzo del 1983 terminò lo spiegamento in Europa Occidentale dei missili nucleari Pershing II: era uno degli elementi principali del programma di riarmo voluto da Reagan, denominato “Guerre Stellari”.
Questi missili erano quelli installati in Germania Occidentale di cui parlavo prima. In seguito a queste provocazioni l'Unione Sovietica iniziò l'operazione RYAN che consisteva in una rete di spionaggio per trovare le prove dell'attacco nucleare da parte degli Stati Uniti.
In realtà questa operazione non produsse alcun frutto ma contribuì a tenere i leader sovietici sul “Chi va là”. Due mesi prima dell'operazione Able Archer un aereo passeggeri della Korean Air Lines finito per sbaglio nello spazio aereo sovietico fu abbattuto.
Morirono 269 persone, tra cui un parlamentare statunitense. Questo evento dimostrò il nervosismo dei russi. Nella notte del 26 settembre il sistema satellitare di preallarme russo individuò il lancio di un missile intercontinentale dagli Stati Uniti.
Stanislav Petrov, che era al comando del sistema di allarme, liquidò il lancio come un errore del sistema e fece lo stesso quando poco dopo il sistema rilevò altri 4 lanci. Il sistema era in effetti difettoso, cosa che causò ulteriore nervosismo nei vertici sovietici nelle settimane successive.
La notte del 2 novembre l'esercitazione iniziò. Il numero di comunicazioni criptate e l’allerta nelle basi militari e missilistiche crebbe lentamente nel corso degli 8 giorni successivi.
A un certo punto anche Margaret Thatcher, all’epoca primo ministro del Regno Unito, ed Helmut Kohl, cancelliere della Germania Ovest, vennero coinvolti.
Diversi agenti e analisti russi capirono fin da subito che si trattava di un'esercitazione, ma i loro rapporti non tranquillizzarono i leader sovietici.
Quando l’8 novembre il livello di allarme americano venne alzato da DEFCON 5 a DEFCON 1, il livello massimo, il timore in Unione Sovietica divenne generale e la CIA cominciò a capire che qualcosa stava andando storto.
Vennero individuati movimenti nelle basi missilistiche russe, mentre i satelliti rilevarono che aerei con capacità nucleari venivano preparati al lancio nelle basi in Polonia e Cecoslovacchia. Quando l’esercitazione giunse bruscamente al termine, l’11 novembre, finirono anche i timori russi.
La dissoluzione dell'Unione Sovietica
La dissoluzione dell'Unione Sovietica fu il processo di disintegrazione che coinvolse il sistema politico, economico e la struttura sociale sovietica, compreso tra il 19 gennaio 1990 e il 31 dicembre 1991, portando alla scomparsa dell'Unione Sovietica, all'indipendenza delle repubbliche sovietiche e alla restaurazione dell'indipendenza negli Stati baltici, avvenuta il 26 dicembre dello stesso anno, dando così nascita ai cosiddetti Stati post-sovietici.
Nel 1988 Gorbaciov cominciò a perdere due regioni dell'Unione: gli Stati Baltici e il Caucaso. Gorbaciov stava da anni lottando contro l'ala più conservatrice del suo partito per liberalizzare l'economia e il sistema politico sovietico.
Anche se incontrò resistenza, iniziò a far approvare delle riforme costituzionali per far separare il partito. Riuscì nel suo intento e fissò le elezioni per il marzo del 1989. Il 29 novembre 1988 l'Unione Sovietica cessò di interferire in tutte le stazioni radio straniere, consentendo ai cittadini sovietici per la prima volta di avere accesso a fonti di informazioni libere che sfuggivano al controllo comunista.
Nel febbraio 1990, il Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica accettò di rinunciare al suo stato di partito unico. Nel corso delle settimane successive, le 15 repubbliche dell'URSS tennero le loro prime libere elezioni.
Durante le libere elezioni del 1990 l'Unione sovietica perse sei repubbliche: gli Stati Baltici, l'Armenia, la Georgia e la Moldavia. Le altre nove repubbliche socialiste accettarono in un referendum nel marzo 1991, il mantenimento dell'Unione Sovietica ma in una forma riformata.
Il 12 giugno 1991 Eltsin vinse con il 57% dei voti le elezioni presidenziali per il posto di presidente della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, sconfiggendo Gorbaciov.
Di fronte al crescente desiderio di autonomia, si tentò di trasformare l'Unione Sovietica in uno stato meno centralizzato. Il 1º luglio fu dichiarato sciolto il Patto di Varsavia, sciogliendo così i vincoli dei paesi esteri fino ad allora satelliti.
Il 20 agosto 1991 la Russia era pronta a firmare il Nuovo Trattato d'Unione, che contemplava la conversione dell'Unione Sovietica in una federazione di repubbliche indipendenti con un comune presidente.
Alcuni componenti del governo sovietico organizzarono un colpo di stato che però collassò su se stesso, soprattutto perché incontrò una forte resistenza civile. Gorbaciov tornò presidente dell'Unione Sovietica, ma ormai nessuno rispettava più i suoi comandi.
I tre presidenti delle repubbliche slave si incontrarono nel dicembre del 1991 per sancire la fine dell'Unione Sovietica. Il 25 dicembre 1991 Gorbaciov si dimise da presidente dell'Unione Sovietica e abolì la carica. Tutti i poteri passarono al presidente della Federazione Russa Eltsin.
Italo Calvino
Vita di Calvino
Italo Calvino nasce il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas, un villaggio vicino a L'Avana (Cuba), dove il padre dirige una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d'agraria. Dal padre agronomo e dalla madre botanica riceve un'educazione rigorosamente laica.
Nel 1925 la famiglia Calvino ritorna in Italia, e si stabilisce a San Remo, nella Villa Meridiana che ospita la direzione della Stazione Sperimentale di Floricoltura, dove Calvino vive «fino a vent'anni in un giardino pieno di piante rare ed esotiche».
Compiuti gli studi liceali, Italo Calvino viene avviato dai genitori agli studi di Agraria, che non porta a compimento. Per quanto, infatti, tenti di seguire la tradizione scientifica familiare, ha già «la testa alla letteratura».
Inoltre, a interrompere gli studi si intromette la guerra.
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Introduzione Guerra Fredda, tesina
La seguente tesina di terza media prende in considerazione il periodo inerente la guerra fredda. I collegamenti presenti in questa tesina sono i seguenti:
- Storia - La Guerra Fredda
- Italiano - Italo Calvino e Marcovaldo
- Tecnologia - L'energia nucleare
- Inglese - NATO
- Geografia - Gli Stati Uniti
- Musica - Bob Dylan e le canzoni di protesta
- Scienze - La Luna
- Ed. Fisica - Il basket
- Arte - Jackson Pollock e la Pittura d'azione