Estratto del documento

La guerra sotto le lenti degli artisti

“È il mio cuore

il paese più straziato”

Giuseppe Ungaretti

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Introduzione

La guerra, nonostante la grande varietà di eventi che ha caratterizzato il Novecento, è stata senz’altro l’assoluta protagonista, sia in campo storico, che in campo artistico, dello scorso secolo.

Per “guerra” s’intende un conflitto tra due o più Stati nemici, regolato da un meccanismo di alleanze create in base agli interessi dei membri di ciascuna coalizione. Il Novecento, dunque, è stato definito per antonomasia “il secolo delle guerre”.

Gli eventi che l’hanno caratterizzato, ed in particolare le due Guerre mondiali, hanno lasciato conseguenze incalcolabili, che hanno influenze ancora oggi in campo economico e politico. I danni causati dai conflitti si ritorcono inevitabilmente contro non solo gli stati perdenti, ma anche i vincitori: una guerra costa, inevitabilmente, la perdita di vite umane e gravi danni a livello economico.

Tuttavia, l’aspetto che mi ha maggiormente interessato non è quanto la Seconda guerra mondiale abbia seminato morte e distruzione negli Stati che l’hanno combattuta, ma quanto essa abbia influenzato, artisticamente e moralmente, il pensiero degli artisti del tempo.

Gli artisti sono spesso definiti persone che posseggono un’elevata sensibilità, e che dunque sono capaci di rendersi conto della realtà del proprio tempo meglio di altri uomini: nelle opere di molti artisti, infatti, emergono i pensieri, le considerazioni e tutto ciò che è ispirato ai tragici avvenimenti di quel periodo, vissuti da molti artisti in prima persona.

Le loro opere costituiscono, infatti, un patrimonio non solo artistico, ma anche e soprattutto storico, poiché da esse emergono vere e proprie testimonianze di quelli che sono stati gli avvenimenti che hanno caratterizzato il Secondo conflitto mondiale.

La reazione dell’artista determina il suo pensiero, ed è interessante notare come tali reazioni costituiscano concezioni profondamente differenti, di uno stesso tema: la guerra.

La guerra, dunque, non è intesa più come semplicemente un evento storico, allo scopo di tutelare gli interessi economici, politici o sociali di un determinato Stato, ma come una vera e propria “prova di coraggio” dagli artisti, alcuni dei quali si sono trovati direttamente coinvolti nel corso delle battaglie.

La sofferenza dei poeti, dei narratori, dei pittori di questo tempo testimonia come dalle più atroci e cruciali esperienze nascano poi le liriche più belle e significative, che dunque sono una crasi di sentimenti ed emozioni come di realtà, e testimoniano la piccolezza dell’uomo di fronte a eventi, da lui stesso creati.

Questo approccio, decisivo e cruciale, è ciò di cui io parlerò oggi, esponendo non solo i fatti oggettivi della guerra come evento storico ma soprattutto come causa di condizionamento della sfera emotiva ed artistico-espressiva degli artisti.

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Indice

Introduzione.

1. Storia: La Seconda guerra mondiale.

Discorso sulla realtà oggettiva del Secondo conflitto mondiale e sulle caratteristiche degli eventi che l’hanno caratterizzato.

Musica: “Bolero” – M. Ravel.

Esecuzione al flauto e caratteristiche dell’opera che appare in molte testimonianze di prigionieri nei campi di concentramento nazisti.

3. Ed. Fisica: Il doping.

Discorso su uno dei più brutali vizi dell’uomo contemporaneo in campo prettamente sportivo. L’anfetamina fu la prima forma dopante ad essere sintetizzata, e quindi messa alla portata di tutti, proprio durante la Seconda guerra mondiale.

4. Geografia: Gli Stati Uniti.

Ambiente, popolazione, economia e città dello stato più influente al mondo, oggi come nella Seconda guerra mondiale.

5. English: The battle of Ortona and the Maiella brigade.

Two of the most important examples of the heroic resistance in Abruzzo during the Second world war.

6. Tecnologia: La fissione nucleare.

Spiegazione del principio di fissione nucleare, sulla cui esplosione è fondata la bomba atomica con introduzione sull’energia nucleare.

Scienze: L’atomo, l’elettrizzazione dei corpi e la prima legge di Ohm.

Discorso sull’atomo in generale, sulla elettrizzazione, scoperta durante la Seconda guerra mondiale, e i suoi metodi e sui circuiti elettrici, con riferimenti alla legge di Ohm.

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8. Letteratura italiana: Ungaretti ed il suo pensiero.

L’artista ermetico che più ha esternato, attraverso le proprie liriche, la sua concezione della guerra ed il dramma vissuto in prima persona. Vita, opere, e riferimenti alla corrente dell’Ermetismo.

9. Arte: Picasso e il suo linguaggio.

La visione di Picasso della guerra, nell’ambito del Cubismo, attraverso l’opera “Guernica”: riproduzione figurativa e spiegazione.

10. Français : Picasso et le Cubisme.

Description du mouvement artistique du Cubisme avec des références à ses exposants, surtout à Picasso et à sa œuvre « Guernica ».

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Storia

La Seconda guerra mondiale

Per capire bene lo svolgimento della Seconda guerra mondiale è necessario partire da prima dello scoppio, esaminando qual era la situazione e la condizione dei singoli stati prima del conflitto.

1. Francia e Gran Bretagna negli anni Trenta

Nell’Europa aggredita dalle dittature, la Francia e la Gran Bretagna erano le sole potenze che avevano mantenuto le loro Costituzioni democratiche. A loro spettava quindi il compito di difendere i valori della democrazia; perciò offrirono un rifugio ai perseguitati politici e a quanti rifiutarono di vivere sotto i regimi che sopprimevano la libertà.

Per tutti gli anni Trenta, tuttavia, nel clima di angoscia creato dalla crisi economica, anche in questi Paesi liberi le Destre antiparlamentari sferrarono violenti attacchi contro le istituzioni democratiche. Queste erano accusate di essere troppo tolleranti nei confronti di comunisti e di non riuscire a combattere la povertà.

La Francia

In Francia gli effetti della crisi economica mondiale si sommarono a una forte instabilità politica che tra il 1928 e il 1936 diede luogo a ben 17 crisi di governo.

Questa situazione rafforzò a tal punto i Movimenti di estrema Destra da spingerli a tentare un colpo di Stato nel 1934. Ma, a differenza di quanto era avvenuto in Italia, il governo fermò la loro “marcia sul Parlamento” facendo intervenire l’esercito.

Il rischio corso fu tale da indurre le forze della Sinistra ad allearsi in un Fronte popolare che nel 1936 vinse le elezioni. Nacque così il primo governo socialista della Francia, presieduto da Léon Blum.

Egli varò importanti riforme e per fronteggiare il disastro, prese provvedimenti simili a quelli sperimentati da Roosevelt in America con il New Deal.

Tuttavia queste misure si rivelarono inefficaci e nel 1938 Blum dovette lasciare il posto a un nuovo governo democratico e conservatore.

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La Gran Bretagna

In Gran Bretagna la recessione ebbe conseguenze economiche assai più gravi che in Francia, ma fu di più breve durata perché l’economia britannica era meno dipendente dai prestiti e dagli investimenti americani.

Nel 1929, al momento del crollo della Borsa, erano al governo i laburisti, ma i loro provvedimenti anticrisi furono talmente impopolari che nelle elezioni del 1931 furono sconfitti clamorosamente.

Si formò allora un governo di unità nazionale guidato dai conservatori, che con Neville Chamberlain superò l’emergenza economica abbandonando il liberismo classico e seguendo le orme del New Deal.

Intanto, nel 1928, era stato introdotto in Gran Bretagna il suffragio universale maschile e femminile.

Lo Stato libero d’Irlanda e l’Ulster

Il 6 dicembre 1921 nacque lo Stato d’Irlanda, organizzato come i dominions dell’Impero britannico e formato da 26 contee cattoliche con capitale Dublino.

Il nuovo Stato non comprendeva l’Ulster, cioè le 6 contee a maggioranza protestante dell’Irlanda del Nord, con capitale Belfast, che avevano scelto di continuare a far parte dell’Impero britannico.

2. La guerra di Spagna e la dittatura di Franco

La Repubblica spagnola

Negli anni Venti, anche la monarchia spagnola era caduta in mano a un dittatore: Primo de Rivera, che governò fino a quando non morì nel 1930.

Le elezioni del 1931 sancirono la nascita della Repubblica. Il re fu costretto ad abbandonare il Paese, ma senza abdicare ed entrò in vigore una nuova Costituzione democratica.

Il governo repubblicano si proponeva di far uscire la Spagna dall’arretratezza economica e sociale nella quale l’avevano tenuta i latifondisti e la grande borghesia industriale: concesse la giornata lavorativa di otto ore, tolse alla Chiesa il monopolio dell’istruzione e introdusse altre riforme che nella maggior parte dei Paesi europei erano già state attuate da molto tempo.

Questi provvedimenti furono sufficienti a scatenare la reazione delle forze conservatrici. Esse accusarono il governo di preparare una rivoluzione comunista e di coprire gli ingiustificabili atti di violenza anticattolica che si erano registrati qua e là per colpa di gruppi anarchici.

Usando questi pretesti, nel 1933 la Destra spagnola prese le armi e organizzò un Movimento paramilitare fascista d’ispirazione denominato Falange.

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La guerra civile

Quando, nel 1936 le elezioni in Spagna furono vinte da socialisti, comunisti, anarchici e repubblicani coalizzati nel Fronte popolare, le forze conservatrici risposero con un colpo di Stato militare preparato da Francisco Franco, il generale che comandava la guarnigione spagnola in Marocco.

A capo della Falange, Franco sbarcò in Spagna e cominciò ad avanzare verso Madrid.

In aiuto di Franco, Mussolini inviò 50.000 volontari inquadrati da ufficiali dell’esercito regolare italiano; Hitler, dal canto suo, scatenava la sua potente aviazione, la Luftwaffe, e sperimentava per la prima volta la tecnica del “bombardamento a tappeto” radendo al suolo Guernica, che divenne così la città-martire e simbolo stesso della guerra civile.

Gli Stati democratici preferirono invece rimanere neutrali. In aiuto della Repubblica democraticamente eletta giunsero però migliaia di volontari antifascisti che furono inquadrati nelle cosiddette Brigate internazionali.

Dopo 3 anni di guerra, condotta da entrambe le parti in modo particolarmente feroce e sanguinoso, nel 1939 Madrid e le altre più grandi città spagnole caddero nelle mani di Franco, che si proclamò caudillo, “duce”.

Un’altra vittoria del Fascismo

Finita la guerra mentre 300.000 repubblicani prendevano la via dell’esilio, Franco ne condannava centinaia di migliaia alla galera o alla morte.

Con questi metodi il caudillo consolidò una dittatura che si appoggiava sull’esercito, la chiesa cattolica e i grandi proprietari terrieri e che sarebbe finita solo con la sua morte, nel 1975.

La guerra di Spagna non segnò soltanto la fine di un regime democratico e una nuova vittoria del fascismo, ma costituì una prova generale per l’alleanza militare italo-tedesca che era stata concordata nel 1936 con la creazione dell’Asse Roma-Berlino.

Inoltre, sancì il completo fallimento della Società delle Nazioni, che non era riuscita a garantire la “Pace definitiva” sognata da Wilson: l’Europa ormai si avviava inesorabilmente verso una nuova guerra.

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3. Verso la Seconda guerra mondiale

Nella seconda metà degli anni Trenta, mentre infuriava la guerra di Spagna, l’atmosfera di pace e distensione che si era stabilita tra le nazioni dopo la Grande guerra era ormai solo un ricordo.

Il Giappone militarista invade la Cina

In Giappone, nel 1931 le forze nazionaliste guidate dai militari avevano preso il sopravvento sui liberali e avviato una politica di riarmo e di espansione imperialista, che culminò nel 1937 con l’invasione giapponese della Cina.

I Giapponesi impiegarono due anni per piegare l’accanita resistenza dei Cinesi i quali, interrompendo la guerra civile che si combatteva da anni tra i nazionalisti di Chiang Kai-shek e i comunisti di Mao Zedong, fecero fronte unito contro gli invasori.

Hitler mette in pratica il pangermanesimo

Anche in Europa le dittature e i governi autoritari si moltiplicavano. Le potenze democratiche europee si mostrarono deboli di fronte al dilagare del nazifascismo e del militarismo: in particolare, esse sottovalutarono la gravità del pericolo che la Germania nazista rappresentava.

Hitler si sentì tacitamente autorizzato a realizzare il suo primo progetto che s’ispirava alla teoria dello “spazio vitale”: riunificare nel Terzo Reich tutti i tedeschi che vivevano in altre nazioni europee.

Le operazioni militari che in un solo anno gli permisero di costruire la “Grande Germania” sono:

Anno Operazione militare Reazione delle democrazie
marzo 1938 annessione dell’Austria alla Germania (Anschluss) nessuna
settembre 1938 annessione dei Sudeti (Cecoslovacchia) Conferenza di Monaco e assenso di Francia e Gran Bretagna
marzo 1939 occupazione della Boemia e della Moravia (Cecoslovacchia) nessuna
marzo 1939 occupazione del Corridoio di Danzica (Polonia) e preparazione all’invasione della Polonia Francia e Gran Bretagna s’impegnano ad entrare in guerra

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L’ultimatum di Francia e Gran Bretagna

Di fronte ai preparativi d’invasione della Polonia, Francia e Gran Bretagna abbandonarono finalmente la loro politica conciliante e lanciarono un ultimatum alla Germania minacciando di intervenire in difesa della Polonia.

Contemporaneamente tentarono un accordo anglo-franco-sovietico contro l’espansionismo tedesco. Ma le reciproche diffidenze impedirono qualunque intesa e Stalin cambiò bruscamente politica.

Il patto Molotov-Ribbentrop

Nel 1939, infatti, il capo dell’URSS stipulò proprio con il nemico mortale del comunismo e delle popolazioni slave un “Patto di non aggressione”.

Esso è noto come Patto Molotov-Ribbentrop, dai nomi dei ministri russo e tedesco che lo firmarono. Il Patto tra l’altro conteneva una clausola segreta in base alla quale, dopo l’invasione tedesca della Polonia occidentale, i Russi avrebbero potuto occupare la Polonia orientale.

Quest’accordo, che è servito a ritardare lo scontro tra i due regimi contrapposti, era di una spregiudicatezza inaccettabile. Esso indignò perciò i Paesi democratici e gettò nella costernazione i comunisti di tutto il mondo.

Solo in nome della loro fede nello stalinismo essi riuscirono a superare l’orrore di un’alleanza tanto cinica.

L’Italia invade l’Albania e si allea con la Germania

Intanto, anche Mussolini aveva continuato la sua politica di aggressione invadendo l’Albania, come primo passo per una futura espansione dell’Italia nei Balcani.

Inoltre, sempre nel 1939 egli aveva concluso con il führer il “Patto d’acciaio”, cioè un’alleanza militare che rinsaldava i legami stabiliti nel 1936 con l’Asse Roma-Berlino e obbligava ciascuna delle due potenze a soccorrere l’altra qualora, per un qualsiasi motivo, fosse entrata in guerra.

In questo modo l’Italia, che in realtà non aveva forze sufficienti a sostenere un nuovo conflitto, rimase incatenata alla volontà e alle decisioni di Hitler.

Nell’estate del 1939 nessuno nutriva più dubbi sulle reali intenzioni della Germania; ormai, quando non c’era più nulla da fare per evitarlo, era chiaro a tutti che, dopo solo 25 anni dalla Prima, si stava spalancando il baratro di una Seconda guerra mondiale.

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4. La “guerra lampo”

All’alba del 1° settembre 1939, senza alcun preavviso, l’esercito tedesco invase la Polonia; due giorni dopo Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania. Questo fu l’atto che diede inizio alla Seconda guerra mondiale.

La “guerra lampo”

Nella prima fase della guerra e fino all’estate del 1942, Hitler sembrò avere la vittoria in pugno grazie ai trionfi conseguiti con la “guerra lampo”, la tradizionale strategia militare della Germania.

Ma per evitare gli errori compiuti nella Prima guerra mondiale, che aveva avuto come protagonista la fanteria, lo Stato maggiore tedesco prevedeva di utilizzare contemporaneamente l’aviazione e le forze corazzate, carri armati, autoblindo, ecc.

La fanteria questa volta doveva solo rastrellare i nemici sconfitti e consolidare l’occupazione del territorio.

Con questa strategia, in meno di un mese le truppe tedesche piegarono il valoroso ma antiquato esercito polacco e occuparono l’intera Polonia occidentale.

La conquista della Francia

La Francia era arroccata a difesa della linea Maginot, una poderosa fortificazione che era stata costruita dopo la Grande guerra lungo tutto il confine con la Germania.

Ma il 10 maggio 1940 Hitler la aggirò violando brutalmente, come nel 1914, la neutralità di Belgio, dell’Olanda e del Lussemburgo, che vennero invasi in soli 5 giorni.

Con questo espediente, le truppe tedesche travolsero l’esercito francese e, il 14 giugno 1940, sfilarono trionfalmente lungo i viali di Parigi.

Il 22 dello stesso mese il governo di Destra presieduto dall’ottantaquattrenne maresciallo Pétain firmò l’armistizio.

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Sintesi
  • Italiano: Giuseppe Ungaretti;
  • Storia: Seconda Guerra Mondiale;
  • Geografia: Stati Uniti;
  • Inglese: Second World War in Abruzzo;
  • Francese: Le Cubisme et Picasso;
  • Arte: Cubismo;
  • Tecnologia: Fissione nucleare;
  • Scienze: L'atomo, l'elettrizzazione e la legge di Ohm;
  • Musica: M. Ravel;
  • Ed. Fisica: Il doping nello sport.
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