Estratto del documento

La Grande Miseria

Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine

Di Timothy Dissegna

V SU Liceo Scienze Umane Educandato Statale Collegio Uccellis - Udine

A.S. 2014/15

La Grande Miseria. Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine 1

Indice

  • Perché ho scelto questo argomento pg. 3
  • Pier Paolo Pasolini: vita e opere pg. 4; Da “Romàns” a “Ragazzi di vita” pg. 6
  • La devianza sociale pg. 9; La pedagogia in Pasolini tra don Milani, Freire e Illich pg. 10
  • Bibliografia/ Sitografia/ Immagini pg. 15

La Grande Miseria. Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine 2

Perché ho scelto questo tema

Tutto è iniziato con una domanda banale: perché nelle scuole della nostra regione non vengono insegnati gli autori nati in Friuli? Il mio pensiero era andato a Pietro Zorutti e Caterina Percoto, personaggi che furono importantissimi a livello locale e non solo nei secoli scorsi, fino a toccare il Pier Paolo Pasolini che visse in questa regione e a cui egli fu molto legato, nei temi e nel dialetto.

Ciò che mi attraeva maggiormente di quest’ultimo, insieme alla Percoto, era la sua descrizione di un’umanità di periferia, immersa in un alone impenetrabile di povertà e degrado che strideva, se comparata con i salotti “perbene” delle grandi città. Gli stessi che riempiono la pellicola “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, a cui peraltro il titolo di questa tesina si rifà, modellandolo su una società che rivedeva la luce dopo un ventennio di dittatura fascista: “La grande miseria”.

Ecco quindi un tema che mi dà la possibilità di raccontare l’ambiente rurale di questa regione nel dopoguerra, collegato dalla stessa “penna” alle borgate romane, dove l’umanità si scontra a pugni chiusi con la realtà degradante del quotidiano. Questo mutamento coinvolge inevitabilmente le scienze umane, che con il boom economico si trovarono a studiare una società scossa da un cambiamento sempre più veloce, fino a sfociare in vere e proprie devianze sociali.

Una nuova società richiede però nuove pedagogie, e queste emergono sempre di più dagli stessi nuclei periferici a cui tendono la mano, consapevoli che l’istituzione scolastica dell’epoca crea solo disuguaglianze, barricandosi dietro ai merletti di una cultura autoreferenziale e accessibile solo alla classe dominante. Degli ultimi, dei “ragazzi di vita” a questa non interessa niente, li caccia bocciandoli e facendoli sentire inferiori. Ma per Pasolini sono loro, invece, i più “puri”, i custodi inconsapevoli di un’arcaicità e fratellanza l’un con l’altro che la campagna contadina, da cui l’autore proviene, sta lentamente perdendo. Ed è a loro, quindi, che il poeta corsaro si interessa nel proprio studio antropologico, partendo già dai giovani di quel Friuli materno che lo ha cacciato con vergogna, finendo nelle più remote borgate di una Roma distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale da poco terminata.

L’anniversario dei 40 anni dalla morte di Pasolini, ancora oggi macchiata di dietrologismi che rendono ancora più misteriosa la figura di questo artista, non ha fatto altro che aumentare il mio interesse per lui e al suo modo di raccontare la realtà, finendo per essere il filo conduttore dei temi trattati in queste pagine.

La Grande Miseria. Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine 3

Pier Paolo Pasolini: vita e opere

Pier Paolo Pasolini nasce a Bologna il 5 marzo 1922. Suo padre proviene da Ravenna ed è un ufficiale dell’esercito, mentre la madre è friulana di Casarsa della Delizia ed è maestra elementare. A causa dei continui spostamenti del padre per lavoro, Pasolini segue la sua famiglia in numerose città e paesi del Nord Italia durante la propria infanzia, arrivando così nella terra natale della madre nel 1928, durante l’arresto del padre in caserma per debiti di gioco. L’anno dopo si trasferisce a Sacile e vi ritorna ad abitare anche nel 1931, dopo un breve soggiorno a Idria, e qui il giovane Pasolini prende il treno per Conegliano Veneto quotidianamente, per raggiungere il Ginnasio.

Passa poco tempo e la famiglia Pasolini cambia di nuovo casa: prima Cremona, poi Scandiano, in Emilia Romagna, da dove raggiunge Bologna per terminare gli studi classici al Liceo Galvani.

Durante gli anni dell’adolescenza, il futuro poeta corsaro matura la propria passione per la letteratura, soprattutto per la poesia, in cui lega i propri versi ai vari dialetti (emiliano, veneto, friulano) con cui si imbatte durante i suoi molteplici trasferimenti. Centrale, in questo periodo, è il legame con la terra materna, in cui torna ogni estate e ne assimila le diverse inclinazioni linguistiche.

Intanto, la Seconda Guerra Mondiale si intreccia con la vita di Pasolini: chiamato alle armi poco prima dell’8 settembre 1943, all’annuncio dell’armistizio il futuro scrittore fugge a Casarsa con la madre Susanna e il fratello Guidalberto. Il paesino friulano è ritenuto più sicuro di Bologna, ma il suo snodo ferroviario, che collega Udine con Venezia, ne fa un punto strategico da bombardare, come testimonia Nico Naldini nel suo libro Breve vita di Pasolini.

Qui, con l’aiuto della madre, dà vita a una piccola scuola per i ragazzi che, a causa del conflitto, non possono continuare gli studi: questa esperienza segnerà il suo imminente futuro, quello di maestro elementare, che lo porterà ad insegnare a Versuta, paesino dove nel ’44 scappa con la genitrice e che lo stesso Pasolini definisce “un villaggio perduto / tra rogge e viti” in La religione del mio tempo del 1961, fino a Valvasone, nella Destra Tagliamento.

A segnare per sempre la vita di Pasolini è anche la decisione del fratello di unirsi ai partigiani della Brigata Osoppo (composta da antifascisti non appartenenti all’ala comunista): il giovane non tornerà più, ucciso il 12 febbraio 1945 a Porzûs da un gruppo di combattenti della Brigata Garibaldi, formata da comunisti, il cui direttivo poco tempo prima aveva ordinato alla Osoppo di unirsi a lei. È uno dei capitoli più neri della Resistenza, che però la famiglia Pasolini apprenderà in modo confuso e la verità verrà svelata solo anni dopo. Ciò nonostante, Pier Paolo aderisce al Partito Comunista Italiano e ne diviene uno degli esponenti di spicco in regione, fino al 1950, anno della fuga dal Friuli verso Roma.

1 La sua tesi di laurea sarà su Giovanni Pascoli

La Grande Miseria. Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine 4

A provocare ciò è lo scandalo che scoppia in seguito alla notizia dell’omosessualità dello scrittore, amplificato e condannato dalla stampa locale, soprattutto quella di sinistra. Con Susanna, quindi, giunge nella Capitale dove, per mantenersi, fa il correttore di bozze e continua ad insegnare in una scuola media parificata di Ciampino. Qui studia lo stile di vita delle borgate romane, vivendole sulla propria pelle, ne apprende il linguaggio e riversa quanto appreso in due libri fondamentali per la sua carriera: Ragazzi di vita, esordio narrativo del 1955, e Una vita violenta, del 1959, entrambi ambientati nelle periferie povere e degradate della Roma del dopoguerra, senza una trama ben definita e incentrati unicamente sui ragazzi, protagonisti di quelle zone.

Nonostante il trattamento che gli ha riservato in Friuli, Pasolini non abbandona la tessera del PCI e continua nel suo impegno politico, attraverso le proprie opere letterarie. A queste si aggiungono anche quelle cinematografiche, a partire dal 1961, anno in cui esce Accattone, tratto dai romanzi precedentemente citati e riguardante sempre la periferia romana. Nel ’62 è il turno di Mamma Roma, pellicola con protagonista l’attrice Anna Magnani e ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Il ruolo di regista e sceneggiatore porta Pasolini a lavorare su oltre una ventina di film, collaborando con personaggi come Federico Fellini e Maria Callas, oltre a spaziare anche nel teatro (Turcs tal Friul, I fanciulli e gli elfi, ecc...).

La fame di avventure e di scoprire culture nuove porta Pasolini in giro per il mondo: dall’Africa dove ci va con l’amico Moravia, al Medio Oriente, dove gira il film I fior delle mille e una notte nel ’73. I tempi magri dell’arrivo a Roma sono ormai un lontano ricordo, la fama di questo artista è grandissima, amplificata dalla sua collaborazione con giornali importanti come il “Corriere della Sera”, dove, tra le altre, tiene le rubriche della posta dei lettori.

Negli anni ’70, oltre ad attirare l’attenzione del pubblico per le sue opere che destano grande scandalo (tra cui Il Decameron, denunciato per pornografia), Pasolini trova anche la morte: viene assassinato, il 2 novembre 1975, presso l’idroscalo di Ostia per mano di Pino Pelosi, all’epoca diciassettenne, uno dei tanti “ragazzi di vita” avvicinato dallo stesso scrittore per avere un rapporto sessuale. Per lungo tempo, sull’omicidio sono circolate voci di un complotto da parte di estremisti di destra, ma il biografo-cugino di Pasolini, Nico Naldini, non ha dato mai peso a questa teoria. Per lui è veritiera, invece, la versione di Pelosi: in seguito a una lite, il ragazzo aveva picchiato il compagno con un bastone, per poi investirlo ripetutamente con l’auto dello scrittore, fino a sfondargli la cassa toracica. Una fine orribile, peggiore di qualsiasi scena mai descritta da Pasolini in uno dei suoi romanzi.

2 Il libro sarà denunciato dalla Presidenza del Consiglio, allora presieduta dal democristiano Antonio Segni, di pornografia

La Grande Miseria. Il passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine 5

Da “Romàns” a “Ragazzi di vita”

La raccolta di racconti Romàns di Pier Paolo Pasolini, scritta probabilmente tra il 1948 e il 1949, inizia con un prete in crisi con la propria anima, che arriva in un paesino del Friuli rurale e contadino, come prima esperienza di sacerdozio. A dare il nome al libro è il testo principale e più lungo, Romàns appunto, incentrato sull’arrivo e la vita di un giovane curato nei luoghi materni dell’autore. L’opera, curata dall’amico e cugino di Pasolini, Nico Naldini, contiene i temi più importanti per gli anni friulani di Pasolini e che saranno centrali anche in futuro. In particolare l’ambientazione: il treno che apre il racconto procede spedito nella pianura friulana, dopo aver lasciato il Veneto, luogo natio del protagonista, Don Paolo.

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 15
Grande Miseria, tesina Pag. 1 Grande Miseria, tesina Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Grande Miseria, tesina Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Grande Miseria, tesina Pag. 11
1 su 15
Sintesi

Introduzione La Grande Miseria, tesina

Tesina sul passaggio dalla società rurale alle borgate cittadine. Pier Paolo Pasolini riuscì a raccontare con estremo realismo il contesto sociale che si creò nel secondo dopoguerra, passando dalla campagna contadina del Friuli alle periferie di Roma.

Collegamenti

  • Italiano - Pasolini: il romanzo "Ragazzi di vita" e il racconto "Romàns"
  • Scienze umane - Sociologia: la devianza sociale; Pedagogia: le pedagogie di strada (don Milani, Freire e Illich)
  • Storia - Il secondo dopoguerra
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi