Gloria Bozzoli
Classe 5^AFM
Globalizzazione e distribuzione del reddito
Opinioni, dati e fatti a confronto
Poverty is not an accident
like slavery and apartheid,
it is man-made and can be
removed by actions of human
beings.
Nelson Mandela
Globalizzazione e distribuzione del reddito
Opinioni, dati e fatti a confronto
Introduzione
Cosa intendiamo per globalizzazione?
La globalizzazione influisce sulla distribuzione del reddito?
Capitolo 1: Opinioni a confronto
Aspetti positivi della globalizzazione
- Produttività
- Aiuti internazionali
- ONG e istruzione
- Il sapere condiviso
- Prodotti accessibili a tutti
Aspetti critici della globalizzazione
- I paesi ricchi colonizzano quelli poveri;
- Sfruttamento mano d'opera e risorse nei paesi svantaggiati;
- Emigrazione di lavoratori senza qualifiche dai paesi poveri ai ricchi: tensioni sociali;
- Traffici illeciti;
- Brain drain;
- Organismi internazionali collusi con i governi corrotti dei paesi poveri e al servizio delle multinazionali;
- Effetto serra e offese all'ambiente.
Capitolo 2: Dati statistici a confronto
La globalizzazione ha aumentato i redditi? Ha migliorato la sua distribuzione?
- I numeri dei fautori della globalizzazione
- I numeri dei critici della globalizzazione deregolamentata
Capitolo 3: La realtà di due paesi
- Cina come esempio di paese arricchitosi a seguito della globalizzazione – come si sta arricchendo?
- Bangladesh come esempio negativo della globalizzazione, della distribuzione del reddito e analisi della tragedia della fabbrica del Rana Plaza in Bangladesh.
Conclusioni: Linee guida per una globalizzazione responsabile e riflessioni
- La globalizzazione non si può fermare;
- La globalizzazione “deve” diventare più responsabile, gli strumenti ci sono e ne siamo tutti coinvolti: istituzioni, governi, aziende, singoli consumatori;
- L'avidità di ricchezza è inesauribile e porta tragedie inimmaginabili nell'indifferenza generale;
- L'apparenza inganna: chi vive in un mondo globalizzato deve saper guardare dietro la facciata delle istituzioni e delle “belle” parole se non vuole esserne travolto.
Introduzione
Viviamo in una realtà ormai globale che vede coinvolti tutti i paesi del mondo e non sempre sotto una luce positiva. Ma ciò a cosa si deve? Per tentare di dare una risposta, per descrivere il nostro pianeta, il sociologo canadese Marshall Mac Luhan nel 1964 coniò il termine “villaggio globale”: un mondo le cui dimensioni si sono ridotte grazie allo sviluppo della tecnologia, delle telecomunicazioni e all’aumentata capacità degli uomini di spostarsi (viaggi, migrazioni, turismo). Tale intensificazione delle interazioni tra paesi del mondo prende il nome di globalizzazione.
Ma essa riguarda davvero tutti? Con quali conseguenze? A cosa è dovuta? È governata da qualcuno?
Spesso ci troviamo coinvolti in situazioni all’interno delle quali vengono prese decisioni che fatichiamo a comprendere: scelte politiche, regolamenti commerciali internazionali, modificazione degli stili di vita, delle politiche aziendali. Queste sono solo alcune delle sfere di influenza coinvolte nel processo di globalizzazione. Alcuni individuano proprio fra le conseguenze di questo fenomeno una delle cause della crisi economica che stanno attraversando da più di un decennio le economie avanzate.
Da qui il motivo che mi ha spinto a trattare questo tema; la speranza di poter sollecitare una riflessione sul fenomeno, riportando opinioni, dati e fatti favorevoli e contrari, indagando su possibili soluzioni relativamente ad uno dei più evidenti problemi della globalizzazione: la distribuzione della ricchezza.
Cosa intendiamo per globalizzazione
“Globalization” è ormai la parola del secolo. Per capirne il significato basta partire dalla nostra realtà di piccoli consumatori. Pensiamo ad un qualsiasi oggetto che possediamo: un paio di scarpe da ginnastica, un telefono, un giocattolo, un computer, una macchina ecc.. Come ormai sappiamo tutti, esso potrebbe essere stato tranquillamente progettato in un paese, fabbricato in un altro e venduto in un altro ancora per conto di un’impresa i cui capitali sono sparsi in tutto il mondo.
La globalizzazione può essere definita come la realizzazione di:
- Una crescente interdipendenza dei paesi gli uni dagli altri in ambito economico, culturale, demografico e ambientale;
- Un mercato di dimensioni planetarie, con una tendenza alla riduzione delle barriere protezionistiche, dei vincoli e delle regole tradizionali di protezione sociale, proprie delle economie europee del secondo dopoguerra;
- Un’integrazione o unione di mercati di beni, servizi e di fattori produttivi, nel commercio mondiale.
La globalizzazione influisce sulla distribuzione del reddito?
Le principali conseguenze che derivano dalla globalizzazione e che costituiscono le necessarie premesse possono così essere sintetizzate:
- Maggior apertura al commercio internazionale
- Liberalizzazione dei mercati (con particolare riferimento a quello finanziario)
- Progressiva riduzione del ruolo dello Stato e sviluppo delle privatizzazioni
- Politiche monetarie, fiscali e di cambio improntate alla stabilità
- Coordinamento accentrato in istituzioni internazionali o sovranazionali
Chiaramente tali processi di integrazione hanno ricadute anche su: clima, ambiente, accesso alle risorse e quindi sul reddito e la sua distribuzione.
Le opinioni riguardanti gli effetti esercitati dalla globalizzazione sulla distribuzione del reddito non hanno raggiunto una conclusione univoca, né dal punto di vista teorico, né dal punto di vista empirico: il dibattito resta pertanto aperto.
Il fenomeno della globalizzazione è infatti un fenomeno complesso i cui effetti si manifestano tanto nel breve quanto nel lungo periodo, coinvolgendo una pluralità di soggetti (paesi in via di sviluppo, paesi industrializzati, imprenditori e dipendenti, disoccupati e occupati, istituzioni pubbliche e private) dagli interessi spesso contrapposti.
Lo scontro tra sostenitori del “libero mercato” da un lato, e sostenitori della “giustizia distributiva” dall'altro, diventa quindi inevitabile.
Capitolo 1: Opinioni a confronto
Aspetti positivi della globalizzazione
In proposito, il discorso di Nicholas Stern, Vice Presidente della Banca Mondiale, riassume adeguatamente le posizioni di coloro che ritengono che la globalizzazione possa sempre di più diventare uno strumento di lotta alla povertà e alle ingiustizie sociali.
“The growing integration of economies and societies around the world—is a complex process that affects many aspects of our lives. The terrorist attacks on the United States on September 11 were one aspect of globalization. Rapid growth and poverty reduction in China, India, and other countries that were poor 20 years ago is another. The development of the internet and easier communication and transportation around the world is a third. The spread of AIDS is part of globalization, as is the accelerated development of life-extending technologies (…) First, poor countries with around 3 billion people have broken into the global market for manufactures and services. Whereas 20 years ago most exports from developing countries were of primary commodities, now manufactures and services predominate. This successful integration has generally supported poverty reduction. Examples can be found among Chinese provinces, Indian states, and the countries of Bangladesh and Vietnam. The ‘new globalizers’ have experienced large-scale poverty reduction: during the 1990s the number of their people who were poor declined by 120 million. (…)The focus of our research is the impact of economic integration on developing countries and especially on the poor people living in these countries. About one-fifth of the world’s population lives on less than $1 per day, and that is unacceptable in a world of such plenty.”
Traduzione:
“La globalizzazione è un processo complesso che riguarda diversi aspetti della nostra vita. L'attacco terrorista agli Stati Uniti dell'11 Settembre è un aspetto della globalizzazione. La rapida crescita economica e la riduzione della povertà in Cina, in India e in altri paesi che solo fino a 20 anni fa erano poveri ne rappresentano un altro aspetto. Un terzo aspetto è costituito dallo sviluppo di Internet, delle comunicazioni e dei trasporti nel mondo. Il diffondersi dell'AIDS fa parte della globalizzazione così come lo è lo sviluppo accelerato di sofisticate tecnologie mediche che consentono di prolungare la vita (...) esiste un gruppo di paesi poveri (3 miliardi di abitanti) che sono già entrati nel mercato globale dei prodotti e dei servizi, mentre 20 anni fa la maggior parte delle esportazioni dai paesi in via di sviluppo erano costituite da materie prime. In questi nuovi paesi globalizzati, durante gli anni '90, il numero dei poveri è diminuito di 120 milioni di persone(...) L'integrazione economica globale ha contribuito alla riduzione della povertà, ma l'economia globale potrebbe essere molto più inclusiva: non si può continuare ad escludere dalla crescita economica il gruppo dei paesi più poveri... circa un quinto della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno e questo è inaccettabile”
(Nicholas Stern, vicepresidente senior della Banca mondiale: prefazione a Globalizzazione, crescita economica, povertà, in Paul Collier - David Dollar, Globalizzazione, crescita economica, povertà, Rapporto della Banca Mondiale, Il Mulino, Bologna, 2003
Alcuni studi effettuati dalla Banca Mondiale hanno infatti dimostrato le capacità della liberalizzazione nel contribuire all'aumento della produttività. La globalizzazione permette infatti agli imprenditori di avere accesso agli input migliori, così come alle tecnologie più avanzate e di entrare in connessione con un mondo competitivo che promuove l'efficienza e gli investimenti.
Naturalmente affinché ciò avvenga sarà necessario che l'impresa possa trovare nel paese estero le infrastrutture e l'ambiente adatto alla propria attività.
Varie ricerche hanno dimostrato che il lavoro minorile diminuisce con l'aumento del reddito familiare e che un'apertura all'economia globale riduce il lavoro minorile e aumenta i tassi di iscrizione scolastica.
È proprio a partire da questi studi che molte ONG (Amnesty International, Action Aid, Amref) operano attivamente affinché nei paesi in via di sviluppo si instauri un circolo virtuoso tra livello di istruzione, aumento della produttività e aumento dei salari medi.
I s
R P r
t r
e o
u
d d
z i
d u t
o
i t i
n
t v i
e
o t à
Tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, cui il mondo delle ONG ha aderito, si ricorda il dimezzamento della povertà entro il 2015. Si tratta di un patto globale di impegno congiunto tra Paesi ricchi e Paesi poveri, che ha coinvolto 191 Capi di Stato e di Governo, con cui sono stati delineati otto obiettivi alla base del reciproco impegno per la creazione di un mondo più sicuro, più prospero ed equo per tutti da raggiungere entro il 2015.
Sempre riguardo alla diffusione dell’istruzione in paesi con bassi indici di crescita riporto il discorso di Malala Yousafzai, attivista pakistana per il diritto all’istruzione, in occasione del conferimento del Premio Ambasciatore della coscienza 2013 di Amnesty International.
Nel 2009, Malala Yousafzai aveva denunciato l’editto con cui i talebani pakistani avevano chiuso le scuole femminili. Nel 2012 è rimasta gravemente ferita in un attentato da questi ultimi rivendicato.
Grazie Amnesty
“Ringrazio Amnesty International per questo riconoscimento, di cui sono molto onorata.
Voglio approfittarne per ricordare a ognuno che ci sono tanti milioni di bambine e bambini come me, nel mondo, che lottano ogni giorno per il loro diritto ad andare a scuola. Spero che lavorando”insieme un giorno realizzeremo il nostro sogno di un’istruzione per ogni bambino, in ogni angolo del mondo.”
Malala Yousafzai
16 anni
Un discorso a parte merita la libera circolazione del sapere: condividere il proprio know-how dovrebbe contribuire ad aumentare la ricchezza di tutti.
Cito a proposito una frase dell’economista Paul A. Samuelson che riassume questo aspetto positivo:
“Se io so qualcosa che sai anche tu, la tua conoscenza non mi priva della mia” .
Ciascuno di noi oggi può permettersi di comprare uno smartphone, magari open source, prodotto in Cina, che utilizza un sistema operativo con meno di 100 euro; anche nelle periferie più degradate si possono trovare famiglie connesse via Skype con il resto del mondo. Questo sembrerebbe l'effetto benefico della globalizzazione: il benessere alla portata di tutti, o quasi.
La questione però non è così semplice.
Se da una parte, infatti, l'efficienza economica vuole che il sapere sia una risorsa disponibile a tutti; dall'altra parte, se il titolare della proprietà intellettuale non ha alcun diritto, viene naturalmente meno l'incentivo ad investire in ricerca e sviluppo e ciò significherebbe una battuta d'arresto per tutti.
Per tenere conto di queste contrapposte considerazioni, al fine di garantire un livello minimo ed omogeneo di protezione, il WTO ha promosso un accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (TRIPs) volti a favorire gli investimenti in ricerca&sviluppo a beneficio di tutti.
Aspetti critici della globalizzazione
Jeremy Brechter, storico e saggista americano, sottolinea come la globalizzazione non potrà che portare il mondo intero ad un livellamento verso il basso.
“
La globalizzazione ha reso disponibili alcuni prodotti esotici provenienti da ogni parte del mondo, ha ridotto alcuni prezzi e ha aperto nuove abbaglianti opportunità per alcuni. Essa ha enormemente ampliato la ricchezza e il potere di poche centinaia di imprese globali, ma per la maggioranza delle persone in gran parte del mondo l’era della globalizzazione non ha mancato di far sentire i suoi effetti negativi. Queste persone hanno dovuto subire una crescente disoccupazione, la diminuzione dei salari reali, i licenziamenti di massa, i tagli nei servizi pubblici, dei peggioramenti nelle condizioni di lavoro, la scomparsa di piccole unità produttive rurali e di piccole attività economiche, la distruzione accelerata dell’ambiente e la perdita di controllo democratico sui propri governi e sulla società. Se preso singolarmente, ognuno di questi problemi ha cause diverse, tutti sono poi indistintamente aggravati dagli effetti della globalizzazione.
Un’economia globale senza regole costringe lavoratori, comunità e Stati a mettersi in competizione tra loro per attrarre gli investimenti, in modo tale che ciascuno si sforzi di portare il costo del lavoro, le spese sociali e ambientali al di sotto di quelle altrui. Ne consegue un “livellamento verso il basso”, una disastrosa “corsa verso il fondo” nel corso della quale le condizioni generali tendono a scendere verso il livello dei più poveri e dei più disperati. […] L’obiettivo del programma delle imprese globali è il ridimensionamento di tutte le barriere che ostacolano il livellamento verso il basso dei costi ambientali, lavorativi e sociali (…)
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Introduzione Globalizzazione, tesina
La tesina si propone di sollecitare una riflessione sul fenomeno della globalizzazione, riportando opinioni, dati e fatti favorevoli e contrari, indagando su possibili soluzioni.
Collegamenti
- Economia Politica: distribuzione del reddito all'interno del sistema economico e teorie di alcuni economisti a riguardo
- Inglese: The Globalization
- Diritto: uguaglianza sostanziale