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Indice
Introduzione
……pag. 3
Italiano
Il concetto di
Avanguardia……..pag. 4
Le avanguardie storiche del primo ’900……....
……...pag. 4
Il futurismo………………………………..
…...pag. 5
Filippo Tommaso Marinetti Il Manifesto del
futurismo..pag. 6
Filippo Tommaso Marinetti Il Manifesto Tecnico
della Letteratura futurista…………………………………….
……..pag. 7
Storia dell’arte
Le caratteristiche dell’arte futurista…………………….
…pag. 9
Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità
nello
spazio………………………………….pag.
11
L’architettura futurista………………………………………
pag. 12
La città
futurista……………………………………...pag. 14
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Spagnolo
Pedro Salinas y el futurismo, Far
West...........................pag. 15
Bibliografia
………………………………....pag.
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Introduzione
Gli argomenti che mi hanno affascinato nei programmi dell’ultimo anno di scuola sono stati tantissimi, ma ho scelto di parlare di un’avanguardia, il futurismo. Le avanguardie storiche, del primo ’900 e in particolare il futurismo, le abbiamo trattate sotto diversi aspetti in materie diverse, italiano, storia dell’arte, spagnolo.
Il fatto che mi ha convinto ad affrontare questo argomento è che tra tutti i movimenti e le correnti artistiche quest’avanguardia è quello che si è staccato più dal passato. Certo anche le altre avanguardie rappresentano una rottura totale con i secoli precedenti, ma il futurismo secondo me è quello che oltre alla rottura col passato, rappresenta al meglio il salto verso il futuro, il guardare avanti.
In italiano ho deciso di parlare di due dei tanti manifesti del futurismo di Filippo Tommaso Marinetti. Il primo, il “Manifesto del Futurismo” perché è quello che ha dato vita a questa avanguardia e il secondo il “Manifesto Tecnico della Letteratura Futurista” perché detta le regole che seguiranno i letterati futuristi nelle loro opere.
In storia dell’arte ho deciso, dopo una spiegazione generale, di parlare di “Forme uniche della continuità nello spazio”, la statua simbolo del futurismo di Umberto Boccioni. Poi ho scelto di approfondire un argomento che in classe abbiamo solo citato, l’architettura futurista.
Per quanto riguarda spagnolo ho voluto parlare di Pedro Salinas, un poeta spagnolo contemporaneo al futurismo che ne ha subito l’influenza.
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Il concetto di avanguardia
“Avanguardia” è nel linguaggio militare, un reparto che precede il grosso dell’esercito, per proteggerlo da attacchi di sorpresa. Nell’Ottocento la parola acquistò anche un significato politico, designando quei gruppi estremisti che predicavano la lotta per liberare gli oppressi. Il termine “avanguardie” fu poi esteso (1864) dal poeta Charles Baudelaire, con senso ironico, agli artisti più rivoluzionari del suo tempo.
Agli inizi del Novecento il termine indica scrittori e artisti assai polemici verso tradizione, regole, forme e contenuti abituali delle opere d’arte. Si battevano per un linguaggio più istintivo e diretto, rigettando l’idea borghese dell’opera d’arte come prodotto da vendere e consumare. Si disinteressavano del “bello” e del “buono”, anzi, cercavano di provocare disgusto e scandalo. Il desiderio di un’assoluta originalità espressiva portò le avanguardie a un’idea di arte “totale”, capace di fondere tutti i generi e tutti gli stili. Il suo scopo non era più dire qualcosa di comprensibile, ma sperimentare un modo diverso di vivere e creare.
Le avanguardie storiche del primo Novecento
Le avanguardie del primo Novecento, le cosiddette avanguardie storiche, sorgono nell’ambito del decadentismo, come gruppi di contestazione ancor più radicale, rispetto alle novità di simbolismo ed estetismo, dell’arte e della cultura tradizionali.
In alcuni casi l’elaborazione delle singole avanguardie interessa tutte le arti, pittura, letteratura, musica, teatro: è il caso di Futurismo, Surrealismo, Espressionismo. Alla loro base c’è infatti una visione complessiva, una filosofia del mondo, che dà vita poi a modi e linguaggi diversi di sperimentazione.
Altri movimenti d’avanguardia si sono limitati invece ad un solo ambito: il Fauvismo e il Cubismo riguardano per esempio la sola pittura, l’Acmeismo russo la poesia; la Scuola Dodecafonica, dei compositori Schönberg e Webern, la sola musica.
Comune a tutte queste avanguardie è il lavoro collettivo, per gruppi, spesso in senso omogeneo; ciò implica il focalizzarsi di uomini e tendenze in alcuni centri, Parigi, Vienna, Zurigo, Monaco, San Pietroburgo, Berlino, Milano, le capitali europee dell’avanguardia. Alle origini di ogni movimento c’è di solito un piccolo gruppo o anche un solo intellettuale che promuove un manifesto, in cui viene delineato il programma attorno al quale si coagulano altri artisti.
Ogni avanguardia, inoltre, gestisce una o più riviste, su cui viene approfondito il programma teorico e sono pubblicate alcune opere esemplari.
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Si verifica però anche il caso di alcuni grandi autori, come Joyce o Kafka, che rimangono isolati, non collegati a un gruppo esistente, tuttavia le loro proposte risultano così nuove e importanti da potersi senz’altro definire scrittori d’avanguardia.
Il futurismo
Il futurismo fu l’unico movimento d’avanguardia nato in Italia a ottenere diffusione internazionale. Al futurismo si collegano inoltre altre avanguardie artistiche, come il vorticismo inglese e i movimenti, sviluppatisi in Russia, del Raggismo, del Suprematismo e del Costruttivismo.
Il futurismo nacque nel 1909 con il manifesto di Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) pubblicato sul quotidiano parigino Le Figaro; a quel primo manifesto fecero seguito molti altri manifesti, scritti per lo più da Marinetti anche se firmati da altri intellettuali, che coprirono il ventaglio di quasi tutte le arti. Marinetti fu soprattutto un validissimo organizzatore culturale, capace di aggregare e motivare gruppi di intellettuali in tutta Europa, mediante lettere ai giornali, provocatorie serate e conferenze.
La poetica futurista si basava sull’accettazione entusiastica del futuro e del nuovo, i temi della modernità trovarono incarnazione nell’automobile, nell’aeroplano, nella velocità, nell’elettricità, nelle fabbriche. Le opere futuriste utilizzavano i canoni di dinamicità, simultaneità, disordine formale e celebravano temi di lotta e aggressione. Gli slogan più conosciuti sono “l’immaginazione senza fili”, la fantasia libera cioè di associare qualsiasi contenuto, e le “parole in libertà”, al di fuori di ogni schema, così da esprimere gli istinti nella maniera più diretta.
Gli esiti migliori il futurismo italiano li diede nell’ambito della pittura, grazie all’apporto di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà. In letteratura, accanto alle opere di Marinetti e di altri poeti futuristi, va ricordato l’apporto della rivista “Lacerba” che Giovanni Papini e Ardengo Soffici aprirono nel 1913 ai futuristi milanesi. Al futurismo si collega inoltre la carriera giovanile di scrittori come Corrado Govoni e Aldo Palazzeschi.
In generale il futurismo non produsse capolavori, ma molte idee che stanno alla base di tutte le sperimentazioni dell’arte novecentesca.
Il Manifesto del Futurismo
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- 1. Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
- 2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
- 3. La letteratura esaltò, fino ad oggi, l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
- 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo... un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
- 5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
- 6. Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
Italiano
Manifesto del Futurismo e Manifesto tecnico della letteratura futurista di Filippo Tommaso Marinetti
Arte
Arte futurista, Manifesto dell'architettura futurista, la città futurista
Spagnolo
Pedro Salinas, "Far West"