La famiglia: “una questione di scelte”
Il tema della famiglia, intesa come gruppo di cittadini attivi e passivi conviventi, viene sempre un po’ bistrattato e messo da parte rispetto ad altri temi e spesso non ci si rende conto di come invece essa rappresenti il pilastro della società italiana e di come riesca ad influenzare le scelte degli operatori micro e macroeconomici, e quindi non solo le scelte del singolo cittadino, ma anche delle imprese, delle banche e soprattutto della Nazione, oltre che le tendenze artistico letterarie, ed infine si configura come un valido oggetto di studio al fine di analizzare i cambiamenti avvenuti nella Storia e nella società.
Essa si presta, quindi, ad essere analizzata da tutte quelle discipline che possono essere studiate da diverse angolazioni.
Prima di andare ad analizzare nel dettaglio questo ruolo multidisciplinare della famiglia, bisogna premettere che nell’ultimo secolo, e in special modo negli ultimi quarant’anni, abbiamo assistito alla rapida trasformazione del “modello” di famiglia tradizionale: infatti, da una famiglia di tipo patriarcale, fondata rigorosamente sul matrimonio, si è passati alle cosiddette “famiglie di fatto”, costituite, cioè, da persone conviventi non sposate, alle famiglie “allargate”, che sono il risultato di unioni fra persone, separate, divorziate o non sposate, con figli dal precedente matrimonio e/o dalla nuova relazione, che vanno a vivere tutti insieme, e alle famiglie “arcobaleno”, ossia fra soggetti provenienti da Paesi e culture diverse. 1
La famiglia e l’economia
A livello economico, infatti, la famiglia occupa un ruolo di primo piano, poiché rappresenta contemporaneamente consumo, investimento, produzione, lavoro e risparmio, i motori dell’economia.
Consumo, perché le famiglie spendono la maggior parte del loro reddito in beni e servizi prodotti e offerti dalle imprese, che a loro volta possono essere costituite anche in forma familiare, come la maggior parte delle medie e piccole imprese italiane, che rappresentano quindi la produzione; lavoro, sia come risorse umane all’interno delle aziende sia come creazione di posti lavoro, con le imprese; risparmio, perché il reddito non consumato andrà accantonato e investito; infine, è proprio a livello di investimenti che la famiglia rappresenta una variabile fondamentale anche dell’attività bancaria, in quanto rappresenta una forma di raccolta primaria di capitali, da poter utilizzare poi in varie forme tecniche di investimento e uno dei profili principali su cui orientare le scelte strategiche.
1. L’impresa familiare
L’impresa familiare è contemplata dall’art. 230 bis c.c., che per considerarla tale richiede che il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado dell’imprenditore, che prestano attività di lavoro nella stessa, devono farlo in modo continuativo e prevalente.
Il codice civile, quindi, non specifica che il lavoro dei familiari debba prevalere su quello degli estranei alla famiglia né tantomeno che debba trattarsi necessariamente di una piccola impresa.
Salvo il caso in cui il familiare presta la sua attività di lavoro con un contratto convenzionale, l’art. 230 bis gli riconosce il diritto al mantenimento secondo la condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili dell’impresa familiare in proporzione alla quantità e qualità del lavoro svolto.
2. Le operazioni di raccolta fondi: depositi e conti correnti
I depositi di denaro costituiscono la principale operazione di raccolta fondi effettuata dalle banche nell’esercizio della loro attività; rappresenta un’operazione di tipo originario perché praticata direttamente con la clientela. 2
La banca acquista la disponibilità del denaro ricevuto e può utilizzarlo in operazioni d’impiego fondi che sono fruttifere per lei e vantaggiose per il sistema economico ed in cambio dovrà corrispondere al depositante un interesse, a scadenze periodiche prefissate o all’atto della restituzione del capitale.
Esistono diverse categorie di depositanti:
- Quelli che depositano risparmi di modesta entità in previsione di necessità future; rappresentano fondi destinati a rimanere depositati a lungo;
- Quelli che versano i loro risparmi o i propri capitali in attesa di destinarli a forme più redditizie d’investimento; questi depositi sono destinati a rimanere nella disponibilità della banca per un breve periodo;
- Quelli che appoggiano presso la banca il proprio servizio di cassa e quindi questi fondi sono continuamente movimentati da operazioni di versamento e di prelievo.
I depositi bancari possono essere classificati secondo i seguenti criteri.
Secondo le modalità di attuazione del rapporto, si distinguono in:
- Depositi semplici, in cui la somma depositata deve essere ritirata in un’unica soluzione;
- Depositi a risparmio, comprovati da libretti di risparmio, in cui il depositante può effettuare versamenti e prelievi in denaro contante;
- Conti correnti, i quali rappresentano contemporaneamente una forma di raccolta e d’impiego fondi.
Secondo la durata del rapporto, si distinguono in:
- Depositi rimborsabili a vista (depositi liberi);
- Depositi rimborsabili con preavviso, utilizzati di solito per depositare delle somme molto elevate, che possono essere ritirate solo in seguito ad un preavviso;
- Depositi a scadenza fissa.
In rapporto al contratto con il quale sono stipulati, sono denominati:
- Depositi a risparmio libero, rimborsabili a vista;
- Depositi a risparmio vincolato a scadenza fissa e indeterminata;
- Certificati di deposito;
- Pronti contro termine;
- Programmi di risparmio personalizzato, prevedono il versamento mensile di un importo costante al fine di accumulare un certo capitale;
- Conti correnti.
Dal punto di vista giuridico il deposito bancario è un contratto unilaterale, reale, oneroso, perché fa sorgere obbligazioni solo a carico della banca, in quanto si perfeziona all’atto della consegna del denaro depositato e poiché la banca deve corrispondere un interesse. La banca, inoltre, acquista la proprietà della somma di denaro e si assume l’obbligo di restituirla nella stessa specie monetaria, indi non vi è obbligo di custodia, ma di consistenza, restituzione impropria. 3
La terminologia tecnica dei depositi comprende i termini: consistenza, con cui si indica l’importo a credito del depositante in un certo momento; consistenza media, che si riferisce alla somma dei saldi giornalieri divisi per il numero dei giorni del periodo considerato, su cui solitamente le banche accordano i tassi di interesse; movimentazione, che evidenzia il numero e l’entità delle operazioni di versamento e di prelievo eseguite in un certo arco di tempo; giacenza media, indica il periodo medio di permanenza delle somme depositate presso la banca; velocità di circolazione, indica il numero di volte in cui un conto di deposito si rinnova interamente in un certo periodo di tempo, ossia l’inverso della giacenza media.
3. Il deposito a risparmio libero
Il deposito a risparmio libero è comprovato da un libretto di risparmio di cui il cliente ha la disponibilità a vista, ossia può ritirare le somme in qualsiasi momento.
Il libretto di risparmio deve essere presentato alla banca ogni volta che si deve compiere un’operazione; in esso vengono registrate tutte le operazioni effettuate, viene indicato il saldo risultante a credito del cliente, dopo ogni movimento, e l’importo degli interessi netti dopo la capitalizzazione degli interessi.
I libretti di risparmio si distinguono in:
- Libretti nominativi, che sono documenti di legittimazione che identificano il creditore perché sono intestati ad una o più persone che sono le sole a poter effettuare operazioni di prelievo (congiuntamente oppure disgiuntamente);
- Libretti al portatore, che sono titoli di credito letterali e autonomi che, anche se intestati ad un soggetto, circolano con la pura consegna da una persona all’altra; tuttavia, le norme antiriciclaggio impongono che il cedente comunichi alla banca, entro 30 giorni, i dati identificativi del cessionario e la data del trasferimento.
La normativa volta ad impedire il riciclaggio del denaro proveniente da attività criminose e di finanziamento del terrorismo stabilisce che il saldo dei libretti al portatore non può essere pari o superiore a 5000 euro.
Il saldo deve sempre risultare a credito del cliente in quanto non sono assolutamente consentiti prelievi di importo superiore a quello del libretto. 4
In caso di smarrimento, furto o distruzione di un libretto si utilizza la procedura di ammortamento con l’annullamento del vecchio libretto e il rilascio di un duplicato.
4. Il deposito bancario vincolato
I depositi bancari vincolati sono quelli in cui il depositante rinuncia, per un certo periodo di tempo, alla disponibilità delle somme versate o accetta di ottenerne il rimborso solo dopo averlo richiesto con un tempo di anticipo prestabilito.
4.1 I depositi a risparmio vincolato
I depositi a risparmio vincolato si distinguono in base al tipo di vincolo in durata, depositi a scadenza fissa e a scadenza indeterminata, in base alla durata in depositi a breve e a media scadenza, in base al regime di circolazione in depositi vincolati nominativi e al portatore.
Quando i diversi versamenti, effettuati su un unico libretto, presentano vincoli con scadenze diverse, la banca considera ciascuno di essi un’operazione autonoma ed esegue la capitalizzazione degli interessi alle singole scadenze.
Le somme non ritirate alla scadenza del vincolo o entro il periodo di franchigia immediatamente successivo s’intendono tacitamente vincolate per un nuovo periodo di uguale durata. Di norma non sono ammessi prelievi prima della scadenza, ma se il cliente si trova nella necessità di disporre di una somma inferiore o uguale a quella vincolata, la banca può concedergli un finanziamento.
4.2 Certificati di deposito
I certificati di deposito sono titoli di credito al portatore che le banche emettono sia a taglio fisso sia a taglio aperto. Il loro limite è la liquidabilità: le banche non effettuano rimborsi anticipati o riacquisti per quelli a breve, mentre per quelli con scadenza superiore ai diciotto mesi spesso acconsentono al riacquisto.
Il tasso d’interesse sui certificati di deposito è diverso a seconda dell’importo e della scadenza: a scadenze più lunghe corrispondono tassi più elevati e viceversa; il tasso solitamente è fisso, ma per i certificati con scadenze più lunghe può essere indicizzato oppure revisionato periodicamente.
4.3 Pronti contro termine (P/T)
I pronti contro termine consistono in duplici compravendite di segno inverso, una con regolamento “a contante” e l’altra “a termine”. Ogni operazione eseguita da un ente creditizio con un proprio cliente è comprovata da due documenti contrattuali redatti nella medesima giornata: con il primo la banca vende al cliente una certa quantità di titoli (solitamente pubblici e per un alto valore nominale) con regolamento a contante; con il secondo la banca acquista dal cliente una stessa quantità di titoli della stessa specie a un prezzo superiore con regolamento a scadenza.
Attraverso i pronti contro termine la banca ottiene, per l’intera durata dell’operazione, la disponibilità della somma addebitata al cliente ed egli ricava un rendimento superiore a quello che otterrebbe con un c/c o con un deposito libero e, inoltre, può pattuire con la banca la scadenza che desidera.
Il tasso, rispetto all’acquisto diretto di titoli, è di solito inferiore ed essi non si possono disinvestire prima della scadenza vendendo sul mercato secondario, però non si pagano le commissioni bancarie e non si affronta il rischio di ribasso delle quotazioni.
I proventi delle operazioni contro termine sono assoggettati a ritenuta fiscale che colpisce l’eventuale differenza tra il valore capitale della compravendita a termine e di quella a contante.
I pronti contro termine possono essere stipulati:
- Con i clienti, nel qual caso la banca interviene come datrice di fondi, acquistando i titoli a contanti e vendendoli a termine, e perciò l’operazione rappresenta un finanziamento a tasso e scadenza fissi alternativo alle altre forme tecniche di prestito;
- Con le altre banche, nel qual caso il pronti contro termine costituisce uno strumento di rifinanziamento bancario, cioè di un’operazione di tesoreria compiuta sul mercato interbancario dei capitali;
- Con la Banca Centrale Europea o la Banca d’Italia, nel qual caso costituisce, per la banca centrale, uno strumento di politica monetaria con cui regolare la liquidità del mercato, mentre per la banca rappresenta una forma di raccolta o di impiego fondi.
4.4 Le obbligazioni bancarie
Il Testo Unico ha dato la possibilità, a tutte le banche, di raccogliere fondi attraverso l’emissione di obbligazioni. La disciplina dettata dalla Banca d’Italia sulla raccolta in titoli da parte delle banche ha stabilito quanto segue:
- Per obbligazioni si intendono i titoli di credito a medio e lungo termine che presentano le caratteristiche indicate dalla legge; 6
- Per emissioni obbligazionarie con caratteristiche di mercato si intendono le emissioni che hanno i requisiti per poter essere diffuse presso il pubblico (quotazione in mercati regolamentati o importo di almeno 150 milioni di euro);
- Per prestiti subordinati si intendono le passività il cui contratto prevede che, in caso di liquidazione dell’ente emittente, il debito possa essere rimborsato solo dopo che siano stati soddisfatti tutti gli altri creditori.
Le banche ricorrono in genere a obbligazioni abbinate a coperture assicurative o prive di cedola (zero coupon) o col valore di rimborso indicizzato e si riservano la possibilità di estinguere anticipatamente il prestito, se le condizioni del mercato dei capitali presentano una situazione molto diversa da quella esistente al momento dell’emissione.
Esistono poi particolari tipi di obbligazioni, le cover bond, che presentano la caratteristica di essere garantite sia dalla banca emittente che da un portafoglio di crediti o di titoli, molto convenienti per le banche perché dotate di rating altissimi e perciò di tassi di interesse altrettanto bassi.
Il Testo Unico in materia bancaria e creditizia stabilisce che le banche possono emettere obbligazioni senza alcun limite, tranne per le obbligazioni convertibili, che possono essere emesse solo in seguito alla delibera dell’assemblea straordinaria, determinando il rapporto di cambio con le azioni, il periodo e le modalità di conversione; contestualmente deve essere deliberato l’aumento del capitale sociale.
4.5 I conti correnti di corrispondenza
Il conto corrente è il tipo di rapporto bancario più diffuso perché permette di effettuare la maggior parte delle operazioni offerte dalle banche, dai versamenti, ai bonifici, all’acquisto di titoli. La forma tecnica più diffusa di c/c bancario è quella del conto corrente di corrispondenza.
Il conto corrente di corrispondenza è lo strumento tecnico che consente ai clienti di utilizzare la moneta bancaria di tipo cartaceo ed elettronico e serve per regolare, in base alla disciplina giuridica del mandato e applicando procedure standardizzate, una grande varietà di operazioni e di servizi bancari.
I c/c sono detti “di corrispondenza” in quanto tutte le operazioni che vi transitano sono comprovate dal rilascio di lettere e documenti.
La caratteristica dei c/c di corrispondenza è quella di essere contemporaneamente uno strumento di raccolta e di impiego fondi, in quanto la banca consente al correntista di prelevare somme per un importo superiore a quello depositato, con la conseguenza che egli andrà ad utilizzare i fondi della banca, ciò che rappresenta un investimento. 7
Con il contratto di c/c di corrispondenza la banca si impegna a svolgere un servizio di cassa per conto del correntista, curandone gli incassi e i pagamenti: i primi, ossia gli accrediti, sono le operazioni di trasferimento fondi che le banche curano su iniziativa dei soggetti creditori, e possono consistere in versamenti di denaro contante, liquidazioni di stipendi e pensioni, incassi di assegni ed effetti, vendite di titoli, ecc.; i pagamenti (addebiti), invece, sono effettuati su iniziativa dei soggetti debitori e consistono in prelievi, emissioni di assegni, acquisti tramite POS, ecc.
Il cliente può inoltre domiciliare presso la propria banca le fatture ricevute da aziende di servizi, attraverso il rilascio di una lettera di autorizzazione permanente di addebito.
La seconda caratteristica dei c/c di corrispondenza è quella di poter utilizzare a vista le somme disponibili.
Aspetti giuridici dei conti correnti
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Il contratto di c/c di corrispondenza non rientra nella definizione data dall’art. 1823 c.c. poiché il saldo è esigibile in qualsiasi momento, e non soltanto alla scadenza del conto. Il contratto di c/c rientra nella disciplina giuridica del mandato, che è il contratto con cui una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell’altra; il mandatario deve eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia, che nel caso della banca è di tipo professionale.
Giroconti, bonifici e IBAN
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La maggior parte dei regolamenti fra le imprese avviene mediante giroconti e bonifici. Il giroconto è il
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Introduzione famiglia, tesina
La seguente tesina di maturità tratta del tema della famiglia. Il tema della famiglia, intesa come gruppo di cittadini attivi e passivi conviventi, viene sempre un po’ bistrattato e messo da parte rispetto ad altri temi e spesso non ci si rende conto di come invece essa rappresenti il pilastro della società italiana e di come riesca ad influenzare le scelte degli operatori micro e macroeconomici, e quindi non solo le scelte del singolo cittadino, ma anche delle imprese, delle banche e soprattutto della Nazione, oltre che le tendenze artistico letterarie, ed infine si configura come un valido oggetto di studio al fine di analizzare i cambiamenti avvenuti nella Storia e nella società.
Collegamenti
Famiglia, tesina
- Economia Aziendale: Le Imprese familiari, i Depositi e i Conti correnti, e La Disciplina legale della trasparenza bancaria
- Diritto: La famiglia nella Costituzione, I caratteri generali della Costituzione, Il diritto di famiglia italiano e il Governo
- Scienze delle finanze: Il Sistema tributario italiano e l'IRPEF
- Letteratura: Il Decadentismo, Pascoli e il suo "nido familiare"
- Storia: L'evoluzione della famiglia italiana nel Novecento e il Sessantotto
- Inglese: The British family law
- Informatica: I Database e il Modello Entity/Relationship
- Matematica: La Programmazione Lineare e il Metodo Algebrico