Liceo scientifico G. Berto
Expo di Parigi 1900:
tra ottimismo e progresso
Tesina per l’esame di stato di
Gioia Callegaro
Classe 5° Ba
Anno scolastico 2014/2015
Mappa concettuale
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Sommario
Expo di Parigi 1900:.........................................................................................................................................3
tra ottimismo e progresso..................................................................................................................................3
Introduzione..................................................................................................................................................3
The Great Exhibition........................................................................................................................................5
London 1851.....................................................................................................................................................5
Esposizione Universale.....................................................................................................................................7
Parigi 1900.......................................................................................................................................................7
Parigi 1900-Milano 2015................................................................................................................................10
cos’è cambiato................................................................................................................................................10
Luci e ombre della..........................................................................................................................................13
Belle Époque..................................................................................................................................................13
L’altra faccia della Belle Époque................................................................................................................14
Il positivismo:.................................................................................................................................................16
il culto della scienza e la sociologia di Comte................................................................................................16
Auguste Comte...........................................................................................................................................17
Bibliografia.....................................................................................................................................................19
Sitografia........................................................................................................................................................19
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Expo di Parigi 1900: tra ottimismo e progresso
Introduzione
Da sempre le esposizioni universali sono state occasioni per celebrare la grandezza del Paese ospitante e per mostrare innovazioni tecnologiche, ma anche culturali, simbolo di una società in continuo sviluppo. In occasione dell’evento mondiale che quest’anno interesserà il nostro Paese, ho scelto di approfondire il tema delle esposizioni universali attraverso una breve introduzione riguardante la “Great Exhibition” di Londra, la quale si mostrò come pioniera di una tradizione che continua da più di 150 anni. Da Londra fino a Parigi nel 1900 appare chiaro come questi eventi non riflettano solamente una volontà auto celebrativa delle nazioni, ma anche l’intera società ed epoca nella quale sono inseriti. La corrente filosofica del Positivismo fa da sfondo ad entrambe queste importantissime esposizioni; nella prima, durante l’età Vittoriana, si è ancora agli albori di questo pensiero, nonostante questo si presenta già chiaramente la fiducia nel progresso e nelle scienze, per le quali furono allestiti interi padiglioni ricchi di invenzioni avveniristiche per quel tempo, e si osserva inoltre una prima volontà di comunicazione fra popoli di diverse culture.
È proprio appena un decennio prima della Great Exhibition che colui che è ritenuto l’esponente di maggior rilievo del positivismo, Auguste Comte, pubblica Corso di Filosofia Positiva, opera che dà il nome all’intero movimento e al cui interno Comte esprime le sue teorie sull’importanza delle scienze positive e sulla volontà di applicare il metodo positivo anche alla sociologia, presentando così un metodo scientifico che raggiunge ogni dimensione della nostra vita e che si pone come maggiore obiettivo il progresso attraverso il culto della scienza.
Differente dalla prima edizione è invece l’esposizione a Parigi, la quale si presenta totalmente inserita non solo negli ideali positivisti ma anche in quell’epoca di pace ricordata da tutti come la Belle Époque. Fu certamente una delle più magnifiche esposizioni di tutta la storia con un’affluenza di visitatori veramente enorme, lo sfarzo delle costruzioni in piena Art Nouveau e l’utilizzo dell’energia elettrica resero Parigi bella come mai prima e lasciarono incantate milioni di persone. Mappa Esposizione Universale 1900
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La mia scelta è ricaduta su questo periodo, e su questa città che da sempre mi affascina, poiché, a mio avviso, essi esprimono al meglio l’ottimismo che ha caratterizzato questo inizio secolo ricco di aspettative, celebrato nella capitale europea della cultura distintasi per il fermento artistico, letterario e scientifico.
Oltretutto, sulla base del contesto socio-culturale del tempo, ho ritenuto opportuno confrontare, anche attraverso la struttura architettonica, i padiglioni espositivi delle grandi potenze del 1900 con quelli delle nazioni che oggi si presentano all’Expo di Milano 2015.
Risulta, infatti, evidente come siano cambiate nel corso di 115 anni le relazioni fra i vari Paesi, ma soprattutto come è cambiata la concezione stessa di esposizione, la quale si è evoluta ed ha acquisito connotati sostanzialmente differenti rispetto alle prime edizioni. Dalla pura affermazione dell’identità nazionale si è passati alla ricerca corale di soluzioni riguardanti problemi di interesse mondiale, proprio l’obiettivo che si prefigge quest’anno l’Expo con il suo tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Ciò che mi ha colpito di più e che ho intenzione di trasmettere negli argomenti che di seguito tratterò, è la differenza fra l’apparenza gioiosa e sfavillante che caratterizzava la Belle Époque, che verrà celebrata in grande stile durante l’esposizione universale, e la realtà contraddittoria sotto la sua superficie, la quale poneva già le basi per il primo conflitto di portata mondiale. Importante è evidenziare l’evoluzione di tutte le nazioni presenti ad entrambi gli expo, attraverso le quali si può comprendere il radicale stravolgimento, sia sociale che culturale, che l’Europa ha subito durante il XX secolo, teatro non solo di due guerre mondiali ma anche di sostanziali rivoluzioni nel campo scientifico. I frenetici sviluppi caratteristici di questo secolo sono proprio alla base di quella nostalgia che, a posteriori, ha dato il nome a quell’epoca in apparenza così distante dalle catastrofi che erano invece imminenti, creando così il mito della Belle Époque.
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The Great Exhibition
London 1851
Between the 1830 and 1860 England experienced a period of development, which is called Victorian Age, an age of increasing information and knowledge where there was a pervasive optimistic belief in progress.
The name cames from the queen Victoria whose accession, in 1837, gave the monarchy a new image of duty.
In this era a new network of railways was built in England, which not only ditributed goods, but also transported people and united the nation; steamships expanded this network to all the parts of the British Empire through the trades of raw material and taking civil servants and immigrants to new lives. All these innovations increased the British national pride which was celebrated in the Great Exhibition, the first universal expo, in 1851. It proudly demonstrated the power of England and took place in the Crystal Palace, an enormous structure of iron and glass. The exhibition lasted five months, from May to October, and the idea was originated by the inventor and artist Henry Cole and designed by Joseph Paxton, but the success of this great event was due to Prince Albert, Queen Victoria’s husband. Infact he recognized that this huge trade would show how England was at the forefront of technology by displaying its latest inventions developed during the Industrial Revolution, from massive steam engines to the latest cameras. Other nations were invited to participate, and the official name of the exhibition was The Great Exhibition of the Works of Industry of All Nations. The concept of the exhibition was extremely new and modern, and nothing like the Crystal Palace had ever been built. The beautiful area located in Hyde Park and the great innovations presented brought to London over than 6 million of visitors including many from abroad, the Queen was one of them and she frequently visited the exhibition. Inside the Palace people could see all kind of novelties of the time included industrial inventions, medical artefacts, labour-saving devices and arts, such as photography; furthermore the famous scientist Jean Bernard Léon Foucault built a pendulum which was suspended from the roof to demonstrate the rotation of the Earth.
The most amazing sights in the Palace were the huge galleries dedicated to new technology, all the spectators remained enchanted by these miraculous machines which were moving before their eyes, in the second-floor they could see philosophical, musical, and surgical instruments therefore items ranging from pipe organs to microscopes.
The main gallery of the Crystal Palace
The opening ceremony was magnificent and very elaborate and it took place on May 1, Queen Victoria and Prince Albert rode in a procession from Buckingham Palace to the Crystal Palace in order to personally open the Great Exhibition. Then, when the royal family and all the visitors were in the Palace, Prince Albert made a formal speech about the purpose of the event and Queen Victoria declared the Great Exhibition officially open.
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Half of the exhibits were from other nations in order to give a realistic International flavour. Artifacts and items of interest from around the world were displayed, including enormous sculptures from India and even one of the world’s most famous diamond which attracted hundreds of people every day. There were also many ordinary items like household items, farm implements, and food products which also came from America, but the most famous attraction from this far-away Country was the McCormick’s reaper, a remarkable new machine that everyone wanted to see.
Besides showcasing British technology, Prince Albert also wanted the Great Exhibition to be a gathering of many nations. As a consequence he invited other European royals, but, to his great dissapointment, nearly all of them rejected his invitation. This was because European nobilty worried about by revolutionary movements in their countries, espressed fear of getting away with a journey to London, furthermore there was also general opposition of an event open to people of all social classes.
If on the one hand the nobility snubbed the Universal Exhibition on the other there was a large participation by ordinary citizens, who were favored by the reduction in the ticket price during the summer months, in fact a day at the Crystal Palace was very affordable for everyone.
External view of the Crystal Palace
When the exhibitiom was over the building had to be dismantled. This was a very difficult operation because of its huge size, considerino also the fact that it enclosed many huge trees of the park. Despite this difficulty the Crystal Palace was taken down in a short time and was transferred and re-erected at Sydenham in South London, where it was enlarged and trasformed into a permanent attraction; it remained in use until it burned down in 1936.
The Great Exhibition left several legacies, in fact it gave the name to the area where it was housed, and also, more importantly, has started a wonderful tradition of universal exhibitions that have amazed with their modernity and wonders million of people in the world and still continue to do so nowadays.
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Esposizione Universale
Parigi 1900
Introduzione Expo di Parigi 1900, tesina
Da sempre le esposizioni universali sono state occasioni per celebrare la grandezza del Paese ospitante e per mostrare innovazioni tecnologiche, ma anche culturali, simbolo di una società in continuo sviluppo. In occasione dell’evento mondiale che quest’anno interesserà il nostro Paese, ho scelto di approfondire il tema delle esposizioni universali attraverso una breve introduzione riguardante la “Great Exhibition” di Londra, la quale si mostrò come pioniera di una tradizione che continua da più di 150 anni. Da Londra fino a Parigi nel 1900 appare chiaro come questi eventi non riflettano solamente una volontà autocelebrativa delle nazioni, ma anche l’intera società ed epoca nella quale sono inseriti. La corrente filosofica del Positivismo fa da sfondo ad entrambe queste importantissime esposizioni; nella prima, durante l’età Vittoriana, si è ancora agli albori di questo pensiero, nonostante questo si presenta già chiaramente la fiducia nel progresso e nelle scienze, per le quali furono allestiti interi padiglioni ricchi di invenzioni avveniristiche per quel tempo, e si osserva inoltre una prima volontà di comunicazione fra popoli di diverse culture.
È proprio appena un decennio prima della Great Exhibition che colui che è ritenuto l’esponente di maggior rilievo del positivismo, Auguste Comte, pubblica Corso di Filosofia Positiva, opera che dà il nome all’intero movimento e al cui interno Comte esprime le sue teorie sull’importanza delle scienze positive e sulla volontà di applicare il metodo positivo anche alla sociologia, presentando così un metodo scientifico che raggiunge ogni dimensione della nostra vita e che si pone come maggiore obiettivo il progresso attraverso il culto della scienza.
Differente dalla prima edizione è invece l’esposizione a Parigi, la quale si presenta totalmente inserita non solo negli ideali positivisti ma anche in quell’epoca di pace ricordata da tutti come la Belle Époque. Fu certamente una delle più magnifiche esposizioni di tutta la storia con un’affluenza di visitatori veramente enorme, lo sfarzo delle costruzioni in piena Art Nouveau e l’utilizzo dell’energia elettrica resero Parigi bella come mai prima e lasciarono incantate milioni di persone. La mia scelta per la tesina è ricaduta su questo periodo, e su questa città che da sempre mi affascina, poiché, a mio avviso, essi esprimono al meglio l’ottimismo che ha caratterizzato questo inizio secolo ricco di aspettative, celebrato nella capitale europea della cultura distintasi per il fermento artistico, letterario e scientifico.
Oltretutto, sulla base del contesto socio-culturale del tempo, ho ritenuto opportuno confrontare, anche attraverso la struttura architettonica, i padiglioni espositivi delle grandi potenze del 1900 con quelli delle nazioni che oggi si presentano all’Expo di Milano 2015.
Risulta, infatti, evidente come siano cambiate nel corso di 115 anni le relazioni fra i vari Paesi, ma soprattutto come è cambiata la concezione stessa di esposizione, la quale si è evoluta ed ha acquisito connotati sostanzialmente differenti rispetto alle prime edizioni. Dalla pura affermazione dell’identità nazionale si è passati alla ricerca corale di soluzioni riguardanti problemi di interesse mondiale, proprio l’obiettivo che si prefigge quest’anno l’Expo con il suo tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
Ciò che mi ha colpito di più e che ho intenzione di trasmettere negli argomenti che di seguito tratterò, è la differenza fra l’apparenza gioiosa e sfavillante che caratterizzava la Belle Époque, che verrà celebrata in grande stile durante l’esposizione universale, e la realtà contraddittoria sotto la sua superficie, la quale poneva già le basi per il primo conflitto di portata mondiale. Importante è evidenziare l’evoluzione di tutte le nazioni presenti ad entrambi gli expo, attraverso le quali si può comprendere il radicale stravolgimento, sia sociale che culturale, che l’Europa ha subito durante il XX secolo, teatro non solo di due guerre mondiali ma anche di sostanziali rivoluzioni nel campo scientifico. I frenetici sviluppi caratteristici di questo secolo sono proprio alla base di quella nostalgia che, a posteriori, ha dato il nome a quell’epoca in apparenza così distante dalle catastrofi che erano invece imminenti, creando così il mito della Belle Époque. La tesina permette collegamenti con le varie materie scolastiche.
Collegamenti
- Inglese - The Great Exhibition.
- Storia - La Belle Époque.
- Filosofia - Il positivismo e Auguste Comte.