Estratto del documento

Tesina Simon Tatiana

Candidata:

Indirizzo: Liceo delle Scienze Umane

Classe: 5bs

Emigrare non è facile

Angelo Tommasi Gli emigrati 1

Istituto di Istruzione Superiore ‘V. Bachelet’- Abbiategrasso Anno scolastico 2014-2015

Indice

  • 1. L’emigrazione- fenomeno presente da sempre: preistoria e animali migratori
  • 2. La rivoluzione industriale l’inizio di un grande flusso migratorio
  • 3. Italiani- all’estero
  • 4. Ungaretti
  • 5. Arendt 2

Introduzione

Emigrare- un nuovo modo di guardare la vita. Questa semplice frase contiene il cuore dell’argomento che ho scelto per la tesina. Emigrare è qualcosa di nuovo, di estraneo rispetto a quello che hai già: la casa, la famiglia, la patria.

Emigrare vuol dire cambiare lo sguardo sulla vita iniziando da capo in un luogo estraneo e lontano dalle proprie origini, dove niente è più lo stesso, dove c’è un altro modo di vedere le cose, dove non hai ancora nessun riferimento, dove il cuore non si sente a casa, dove si parla un’altra lingua, dove ci sono altre facce, dove nessuno ti conosce, là dove tutto è diverso.

‘‘Questo luogo non è più un luogo, questo paesaggio non è più un paesaggio. Non c’è più un filo d’erba, non una spiaggia, un arbusto, una siepe di fichi d’India.’’

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Tutto è mutato e niente è più come prima.

Emigrare non significa solo prendere e andare alla ricerca di fortuna, ma vuol dire abbandonare tutto per necessità o per scelta e sperare di trovare una vita migliore.

Là dove sei nato c’è tutta la tua vita, ma ormai è una vita che appartiene al passato, che non ha più futuro e allora decidi di andare altrove.

E così si parte verso l’ignoto anche se sai il nome della città o almeno del paese dove vai, ma non sai nulla sull’anima di quel luogo, non sai se sarai ben accetto, non sai se ti integrerai e hai paura di perdere la tua identità, di perdere quello che eri fino a prima di uscire di casa ed incamminarsi verso una nuova vita senza guardare indietro.

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L’emigrazione- fenomeno presente da sempre: preistoria e animali migratori

1. Preistoria e animali migratori

«Il fenomeno delle migrazioni è antico quanto l'uomo... sin dalle epoche preistoriche le migrazioni sono state all'origine del popolamento dei continenti».

Nora Federici, Enciclopedia delle scienze sociali

Le migrazioni nel mondo antico

Il fenomeno emigrazione non è un fatto recente, ma ‘è antico quanto l’uomo’ ed è alla base della vita sul pianeta Terra.

Quando parliamo di preistoria parliamo di ominidi che si sono dovuti spostare per cercare condizioni adatte alla propria sopravvivenza, andando incontro alla propria evoluzione.

L’ominazione è il processo di evoluzione della specie umana e la sua progressiva diffusione sulla Terra, a partire dalla sua comparsa in Africa centro-orientale circa 2 mln di anni fa.

Questo processo è la prima testimonianza di emigrazione della storia dell’umanità e l’inizio di una lunga serie di flussi migratori che si sono verificati durante il percorso storico dell’uomo.

Questa prima manifestazione dell’emigrazione ha visto gli uomini primitivi spostarsi dalla zona della Great Rift Valley dell’Africa, per andare a popolare gradualmente i continenti come l’Europa, l’Asia e le Americhe.

Parliamo di un processo lento che si è svolto per circa 2 mln di anni fino a quando l’Homo Sapiens è arrivato nel continente americano.

La cartina sottostante mostra i punti fondamentali e le direzioni di queste emigrazioni preistoriche.

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Tuttavia non ci sono testimonianze scritte né dati certi che possano confermare questi spostamenti, ma sono state formulate ipotesi solamente in seguito alle ricostruzioni effettuate in base ai reperti archeologici, come ad esempio lo spostamento dall’Asia all’America del Nord che è stato possibile molto probabilmente grazie ai ghiacciai formati durante l’epoca delle grandi glaciazioni sull’attuale territorio corrispondente allo Stretto di Bering.

L’uomo quindi prima ancora di essere l’uomo che conosciamo oggi Homo sapiens sapiens è diventato un migratore, seguendo l’istinto e il bisogno di vivere.

Il nomadismo ha caratterizzato gli uomini primitivi fino ad arrivare al Neolitico epoca di inizio dell’agricoltura: i vari esemplari di homo vivendo di caccia e di raccolta si trovavano costretti a seguire i branchi di animali e a cercare terreni ricchi di prodotti vegetali per riuscire a sopravvivere.

Così inizia il nomadismo per necessità che segnerà la vita dei popoli antichi e di quelli a seguire.

La popolazione europea ha la sua origine in quella indoeuropea, gruppo di popoli caratterizzati dalla stessa radice linguistica che si era collocata nei territori dell’Europa occidentale e quelli tra Iran e India.

Questi popoli iniziano il loro spostamento intorno al 4000 a.C. dando inizio a quella grande emigrazione che ha dato nascita ai popoli dell’Europa occidentale e parte dell’Asia.

Anche qui mancano documenti scritti, ma esistono ancora oggi testimonianze come le somiglianze linguistiche tra le lingue madre parlate da popoli diversi come ad esempio la parola:

in meter, mater mata,

in greco in latino, in sanscrito in slavo antico

mati, mutter/ mother, madar.

in germanico in iranico

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Queste ondate migratorie hanno comportato il mescolarsi di stili di vita diversi, di tecniche di agricoltura, di materiali come il ferro e certamente di culture diverse.

I popoli migratori che erano spesso conquistatori hanno portato con sé le proprie tradizioni e costumi, mischiandoli a quelli dei nuovi territori: in questo modo si sono originate le varie etnie europee.

La cartina sottostante raffigura gli spostamenti dei vari popoli indoeuropei sul continente europeo.

I flussi migratori degli animali

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Sintesi

Introduzione: emigrare non è facile, tesina

Emigrare – un nuovo modo di guardare la vita. Questa semplice frase contiene il cuore dell’argomento che ho scelto per la tesina. Emigrare è qualcosa di nuovo, di estraneo rispetto a quello che hai già: la casa, la famiglia, la patria. Emigrare vuol dire cambiare lo sguardo sulla vita iniziando da capo in un luogo estraneo e lontano dalle proprie origini, dove niente è più lo stesso, dove c’è un altro modo di vedere le cose, dove non hai ancora nessun riferimento, dove il cuore non si sente a casa, dove si parla un’altra lingua, dove ci sono altre facce, dove nessuno ti conosce, là dove tutto è diverso. «Questo luogo non è più un luogo, questo paesaggio non è più un paesaggio. Non c’è più un filo d’erba, non una spiaggia, un arbusto, una siepe di fichi d’India.»</p>

Tutto è mutato e niente è più come prima. Emigrare non significa solo prendere e andare alla ricerca di fortuna, ma vuol dire abbandonare tutto per necessità o per scelta e sperare di trovare una vita migliore. Là dove sei nato c’è tutta la tua vita, ma ormai è una vita che appartiene al passato, che non ha più futuro e allora decidi di andare altrove. E così si parte verso l’ignoto anche se sai il nome della città o almeno del paese dove vai, ma non sai nulla sull’anima di quel luogo, non sai se sarai ben accetto, non sai se ti integrerai e hai paura di perdere la tua identità, di perdere quello che eri fino a prima di uscire di casa ed incamminarsi verso una nuova vita senza guardare indietro. La tesina permette anche dei collegamenti alle varie materie scolastiche.</p>

Collegamenti

Emigrare non è facile, tesina

Antropologia – Evoluzione preistorica dell'uomo

Storia – Emigrazione italiana, rivoluzione industriale

Italiano – Ungaretti

Filosofia – Hannah Arendt

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