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Impresa agricola

Le attività svolte dalle imprese possono essere di vario genere. In economia si usano individuare tre settori di attività economiche:

  • Settore primario (attività agricole, zootecniche, forestali ecc.);
  • Settore secondario (attività di produzione);
  • Settore terziario (attività commerciali e di produzione di servizi).

Questa distinzione non ha tuttavia alcuna rilevanza giuridica.

Il legislatore ha, infatti, distinto le imprese in relazione all’attività svolta in due grandi tipi, riconoscendo a ciascuno di essi un trattamento giuridico differenziato: le imprese agricole e le imprese commerciali.

L'indicazione delle attività qualificate rispettivamente come agricole e come commerciali è contenuta in due diversi articoli del codice civile che definiscono la figura dell'imprenditore agricolo (art. 2135 c.c.) e dell'imprenditore commerciale (art. 2195 c.c.).

La nozione di imprenditore agricolo quale delineata dall’art. 2135 c.c. è stata profondamente modificata dal d.lgs. 28/5/2001 n. 228.

Recita il nuovo art. 2135 c.c.:

È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame ed attività ad esse collegate.

Per coltivazione del fondo, per silvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci, salmastre o marine.

Si intendono comunque connesse le attività esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti esclusivamente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero la ricezione e ospitalità come definite dalla legge».

Le attività agricole sono pertanto distinte in attività agricole principali e in attività connesse alle principali.

Le attività agricole principali

Le attività agricole principali sono:

  • La coltivazione del fondo, cioè l’utilizzazione economica del fondo agricolo;
  • La silvicoltura, cioè la coltivazione del bosco, della foresta diretta alla produzione di legname;
  • L'allevamento di animali, da carne, da lavoro, da lana, da latte, per lo sport ecc.

Va segnalata un’importante novità rispetto al passato. Il legislatore, ponendo fine al vecchio orientamento interpretativo che legava l'attività agricola allo sfruttamento della terra e delle sue risorse, ha sancito il prevalere del principio del rispetto del ciclo biologico, rendendo superfluo ogni legame con il terreno e facendo rientrare nella nozione di impresa agricola attività prima lasciate fuori, come gli allevamenti industriali, le coltivazioni in acqua, l’avicoltura ecc. Ciò che conta per qualificare l’attività come agricola è che sia diretta alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso.

Così, ad esempio, sono ora da reputarsi agricole attività che non lo erano secondo la vecchia definizione, quali, ad esempio, l’allevamento di animali alimentati con mangimi chimici anziché con i prodotti del fondo, l'allevamento di cavalli da corsa, e la pescicoltura in acqua dolce o in mare.

Le attività agricole connesse

Le attività agricole connesse sono quelle collegate e accessorie alle principali. Si tratta di attività che normalmente rientrerebbero tra quelle commerciali, ma che vengono equiparate a quelle agricole in quanto ad esse collegate.

L'art. 2135 c.c. indica come connesse una serie di attività, quali quelle esercitate dallo stesso imprenditore agricolo e dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti agricoli, nonché le attività svolte da imprese di contoterzismo che, grazie alla dotazione di particolari macchinari, forniscono all'imprenditore agricolo servizi di varia natura (ad esempio, trebbiatura del grano, aratura profonda del terreno, lavorazioni speciali ecc.). Rientra espressamente tra le attività connesse anche l’attività di agriturismo.

L’impresa agricola può essere esercitata in forma individuale o sotto forma societaria (soprattutto di società semplice) dal proprietario della terra o da un conduttore sul fondo altrui (affittuario, usufruttuario, enfiteuta, mezzadro).

Sono considerati imprenditori agricoli le cooperative di imprenditori agricoli e i loro consorzi purché utilizzino per lo svolgimento delle attività agricole prevalentemente prodotti dei soci, ovvero forniscano prevalentemente ai soci beni e servizi diretti alla cura e allo sviluppo del ciclo biologico (art. 1, c. 2 d.lgs. 228/2001).

I recinti elettrificati

Storia

Il recinto elettrico nacque nel 1800 come arma di difesa.

Successivamente all'inizio del 1930, negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, il recinto elettrificato inizia ad essere utilizzato nella gestione del bestiame.

Un'applicazione iniziale del recinto elettrico è stata sviluppata nel 1936-1937 da William “Bill” Gallagher, inventore della Nuova Zelanda. Egli utilizzò una bobina di accensione dell'automobile e un set di magneti, per evitare che il suo cavallo graffiasse la sua automobile. Successivamente Gallagher ha fondato una società per migliorarne e commercializzarne la progettazione.

Nel 1962, un altro inventore della Nuova Zelanda, Doug Phillips, ha inventato il recinto elettrico basato sulla carica del condensatore. Con questo tipo di elettrificatore sono aumentati i possibili utilizzi e diminuiti i costi delle recinzioni. Phillips brevetta il recinto elettrico e dal 1964 furono sostituiti gli isolatori di ceramica con quelli di plastica.

Nel 1969 Robert B. Cox, un agricoltore della contea di Adams, ha inventato i paletti/sostegni per il recinto elettrico, brevettati negli Stati Uniti nel 1970. Questo sostegno ha migliorato i recinti elettrici rendendo il filo abbastanza alto e i paletti abbastanza distanti per poter falciare le erbacce che gli crescono sotto. Andando avanti col tempo i recinti elettrici migliorano sia tecnologicamente che per l'aumento di accessori comodi.

Uso generale

Il recinto elettrico è ora molto utilizzato per la gestione degli animali da allevamento, infatti permette di controllarli e impedirgli la fuga ed inoltre tiene lontani gli animali selvatici e i predatori come lupi, orsi ecc.

Funzionamento generale

La recinzione elettrificata è una barriera psicologica che induce l'animale ad evitarne il contatto provocandogli una fastidiosa, ma assolutamente non pericolosa, scossa nel momento in cui ne viene a contatto.

Dal punto di vista elettrico, questa recinzione è semplicemente un circuito elettrico che si chiude nel momento in cui l'animale tocca il filo conduttore.

L'elettrificatore emette un impulso elettrico della durata di una frazione di secondo (cento milionesimi di secondo). Se il cavo è libero l'impulso si esaurisce sulla recinzione (per via delle perdite, delle resistenze ecc.); se invece l'animale tocca il cavo conduttore, la corrente sul conduttore attraversa l'animale e ritorna all'elettrificatore attraverso i picchetti di messa a terra conficcati nel terreno.

Nel momento in cui l'animale viene attraversato dalla corrente, subisce una scossa che gli causa dolore/fastidio.

In breve, l'elettrificatore genera un impulso elettrico che attraversa il conduttore. Se l'animale tocca il conduttore, e contemporaneamente il terreno, si chiude il circuito e l'animale viene attraversato dalla corrente che torna all'elettrificatore attraverso il terreno e i picchetti di terra infilati in esso.

In pratica, la tensione crea un canale tra i cavi ed il corpo dell'animale (maggiori sono le dispersioni sul circuito e maggiore dovrebbe essere la tensione).

Questo canale può essere attraversato dalla corrente e quindi permette il passaggio dell'impulso elettrico sul circuito e ciò che ne viene a contatto (se conducibile).

Creato l'impulso, questo si muove all'interno del conduttore.

Se l'animale viene a contatto con questo conduttore la corrente passa dal conduttore all'animale, al terreno e arriva al picchetto di terra tornando all'elettrificatore.

La pericolosità della corrente nel corpo umano

Nel caso più frequente di corrente alternata con frequenza di 50 Hz, si è potuto stabilire che per la maggior parte delle persone risulta che:

  1. I valori di corrente che vanno da 0 mA a 0,5 mA non vengono neanche percepiti e non provocano alcun effetto qualunque sia la loro durata. Il valore di 0,5 mA è considerato la soglia di percezione.
  2. Per valori che vanno da 0,5 mA a 10 mA la corrente viene percepita ma non provoca effetti dannosi qualunque sia la durata, e la persona è sempre in grado di staccarsi dal contatto. Il valore di 10 mA è considerato la soglia di pericolosità.
  3. Per valori di corrente da 10 mA a 200 mA il contatto può essere dannoso oppure no secondo la durata. Il tempo di sopportabilità della corrente diminuisce all’aumentare dell’intensità di corrente.
  4. Per valori di corrente maggiori di 200 mA il contatto provoca sempre effetti dannosi qualunque sia la durata.

Tutti questi risultati si possono riassumere con questo grafico, che rappresenta il tempo di sopportabilità in funzione della corrente che passa nel corpo umano.

La zona 1 e la zona 2 non sono pericolose.

Nella zona pericolosa 3 si verificano fenomeni patologici meno gravi: tetanizzazione dei muscoli, difficoltà di respirazione, leggere ustioni, leggeri disturbi cardiaci.

Nella zona pericolosa 4 si innesca la fibrillazione ventricolare, con una probabilità tanto maggiore quanto più ci si allontana dalla curva c1. La curva c2 si riferisce al 5% delle persone e la curva c3 al 50% delle persone. In seguito alla fibrillazione si verificano effetti patologici gravi: arresto della respirazione, gravi ustioni, arresto cardiaco, arresto della circolazione.

La corrente nel recinto elettrificato

Non essendo disponibile alcun valore della corrente riguardante il recinto elettrificato, ma sapendo che questa corrente ha un valore al cui tatto provoca fastidio ma non danni fisici e che gli impulsi elettrici durano pochi millesimi di secondo, è possibile ipotizzare che la corrente presente nel circuito elettrificato a circuito chiuso possa essere di un valore compreso tra i 0,5 e i 200 mA, infatti si ricorda che:

  • Per valori che vanno da 0,5 mA a 10 mA la corrente viene percepita ma non provoca effetti dannosi qualunque sia la durata, e la persona è sempre in grado di staccarsi dal contatto. Il valore di 10 mA è considerato la soglia di pericolosità.
  • Per valori di corrente da 10 mA a 200 mA il contatto può essere dannoso oppure no secondo la durata. Il tempo di sopportabilità della corrente diminuisce all’aumentare dell’intensità di corrente.

Inoltre la disponibilità del valore dell'energia erogata da parte dei “dati di targa” dell'elettrificatore permette di avere un calcolo approssimativo per la verifica di ciò detto in precedenza e avere una maggior precisione, infatti:

1 Joule = 1 Watt * 1 secondo

&

1 Watt = 1 Joule

1 secondo

quindi:

Prendendo per esempio un valore per l'energia erogata istantaneo di

Ee = 12000 mJ (12 J)

e un valore di tensione erogata dall'elettrificatore di

V = 10000 V

posso dire che:

1 J = 1 W s => 12 J = 12 W s

corrente = Potenza = P = 12 W s = 0,0012 A s = 1,2 mA s

Tensione V 10000 V

oppure, ipotizzando che l'energia data sia al secondo:

12 J/s = 12 W

corrente = Potenza = P = 12 W = 0,0012 A = 1,2 mA

Tensione V 10000 V

Elettrificatore

L'elettrificatore (generatore di corrente) è fondamentalmente un generatore di impulsi elettrici alimentato dalla rete elettrica o da batterie da 9 o 12 volt che crea degli impulsi costituiti da un'altissimo voltaggio e una bassissima corrente.

La scelta dell'elettrificatore varia a seconda dei casi, in generale:

  • Gli elettrificatori alimentati da rete 230 V (quando è disponibile) sono la scelta migliore poiché questi apparecchi non richiedono nessuna manutenzione (cambio della pila o ricarica dell'accumulatore), hanno prezzi minori e l'energia immagazzinata nell'impulso dell'apparecchio su rete è più potente.
  • Gli elettrificatori su accumulatore a 12 V sono consigliati quando si ha bisogno di alte potenze e non si dispone della rete a 220 V.
  • Gli elettrificatori a rete e a batteria offrono i vantaggi degli apparecchi a 230 V e quelli della batteria tampone che entra in funzione in caso di black out. Indispensabili per garantire il massimo controllo degli animali, soprattutto in zone dove la rete elettrica non è affidabile.
  • Gli elettrificatori portatili a pila 9 V sono consigliati su recinzioni corte, applicazioni mobili o nel caso di spostamenti frequenti della recinzione dato che sono più comodi e facili da utilizzare, con la pecca però che le batterie sono usa e getta.
  • Gli elettrificatori portatili ad energia solare sono la soluzione in aree remote dove non esiste la rete elettrica. Il pannello solare, trasformando la luce in elettricità, carica le batterie che alimentano l'elettrificatore. Il recinto se ben dimensionato, può funzionare sia di giorno che di notte anche nei periodi in cui la luce solare è meno intensa.

Caratteristiche principali dell'elettrificatore

  • Alimentazione (9 V, 12 V, 220 V, solare): gli elettrificatori possono essere alimentati da pile non ricaricabili a 9 V, da batterie ricaricabili a 12 V o dalla rete elettrica a 220 V. Gli elettrificatori alimentati a 12 V possono essere collegati a pannelli solari che ricaricano la batteria. Esistono in commercio elettrificatori che possono essere alimentati, tramite appositi adattatori, sia da batterie che dalla rete elettrica.
  • Energia caricata (Joule): è il valore che, solitamente, viene utilizzato per identificare la potenza in quanto è l'unico dato certo e che non cambia in base alle condizioni della recinzione.

Infatti l'energia caricata è indipendente dalla qualità della recinzione. Indicazioni come il voltaggio, la corrente, l'energia scaricata invece possono cambiare col variare delle condizioni della recinzione. In una recinzione per pecore, ad esempio, dove il primo filo è posto a 15 cm dal terreno, molta più erba toccherà la recinzione che in una per bovini o cavalli dove il primo filo è posto a 50-60 cm dal terreno. Inoltre fili conduttori con alta resistenza elettrica e folta vegetazione possono ridurre l'energia disponibile anche dell'80%.

L'energia caricata può essere più realisticamente paragonata alla cilindrata di un motore e corrisponde al dolore/fastidio percepito dall'animale (più è alta e maggiore è il fastidio per l'animale).

L'energia necessaria al contenimento degli animali nella recinzione è di almeno 100 mJ nel caso di animali domestici, e di almeno 300 mJ nel caso di animali selvatici o a folto pelo o lana.

Gli elettrificatori in commercio vanno solitamente da un minimo di circa 200 mJ a valori intorno alle decine di migliaia di mJ (es. 15000 mJ).

Il Joule (J) è l'unità di misura dell'energia, del lavoro e del calore nel Sistema Internazionale. 1 Joule corrisponde a 1 kg·m2/s2 = 1 N·m = 1 W·s.

Energia erogata a 500 Ohm (Joule): l'energia effettivamente erogata dall'elettrificatore cambia in base alle condizioni della recinzione. Per poter comparare le prestazioni di elettrificatori diversi si utilizza, per convenzione, l'energia erogata su un circuito con impedenza di 500 Ohm.

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Sintesi
Introduzione Elettricità e Agricoltura - Tesina
Questa tesina di maturità descrive l'elettricità e l'agricoltura. Gli argomenti che vengono trattati nella tesina sono i seguenti: in Impianti elettrici i sistemi di terra, la recinzione elettrificata, in TDP il fotovoltaico, in Diritto ed economia l'impresa agricola, in Italiano Pirandello, in Storia il New Deal, in Inglese Taylorism..
Collegamenti
Elettricità e Agricoltura - Tesina
Impianti elettrici - I sistemi di terra; la recinzione elettrificata. TDP - Il fotovoltaico. Diritto ed economia - L'impresa agricola. Italiano - Pirandello. Storia - Il New Deal. Inglese - Taylorism.
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