Estratto del documento

Andrea Scapellato

5e liceo scientifico “L. Einaudi”

Anno 2013/2014

Gli effetti dei mass media

Come i mass media ed il loro effetto distorsivo hanno influenzato la società dei nostri tempi

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Indice degli argomenti

  1. Introduzione, cenni storici ed opinioni personali.
  2. Speculazione propagandistica: considerazione sui diversi tipi di propaganda:
  • Speculazione artistica sull’uso delle merci di consumo nell’arte: la Pop Art ed uno dei suoi maggiori esponenti, A. Warhol.
  • Speculazione politica di tipo propagandistico in:
  1. Letteratura inglese: G. Orwell, come i personaggi di Animal Farm e 1984 attuano e subiscono la propaganda politica.
  2. Letteratura latina: storia della propaganda imperiale, dall’età augustea all’età degli antonini.
  1. Situazione ucraina e crisi in Crimea:
  • Inizio delle manifestazioni, cause, svolgimento e conclusioni sul ruolo dei mass media nelle conseguenze.
  • Esplicazione del processo sedimentario e formazione delle rocce combustibili.
  1. Crisi dei valori e gli effetti mediatici sulla concezione della vita:
  • Speculazione filosofica:

Visione dei mass media di K. Popper tratta da “Cattiva maestra televisione”.

Crisi dell’individuo e della società durante la globalizzazione, teorie del sociologo Z. Bauman a tal proposito.

  • Trattazione generale dell’opera di E. Montale, Satura, e la conseguente visione demistificatrice dei mass media.
  1. Conclusioni.

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Introduzione

La tematica che ho scelto per terminare il percorso intrapreso cinque anni fa in questo liceo, mette in mostra la mia continua ricerca di notizie oggettive. In questi anni, oltre il semplice orario scolastico, ho iniziato a creare una certa autonomia di pensiero davanti ad una notizia letta su un giornale o magari trasmessa in televisione, più in generale diffusa dai mass media, operando una vera e propria ricerca di tutti quegli elementi dissonanti rispetto la realtà.

Il risultato più che evidente è stato quello di trovare una continua distorsione delle notizie in favore di un pensiero soggettivo. Quello che accade come conseguenza di questa distorsione mediatica è la più completa disinformazione del popolo e la conseguente manipolazione di esso.

Il fenomeno dei messaggi subliminali, su cui ho effettuato molte ricerche, in realtà si può dire che è uno di quei fenomeni in substrato che non rivelano l’evidenza di questa corruzione. Con l’intento di favorire un’idea nel nostro inconscio e di rendere il più alienati possibili i destinatari delle notizie, i messaggi subliminali hanno il fine specifico di far prevalere un messaggio sugli altri.

Essi sono:

  • Messaggi scritti: la parola usata rievoca in alcune aree del cervello una connessione di pensiero con la parola che si vuole celare;
  • Messaggi visivi: il film “Fight club”, diffuso nel 1999 nelle sale cinematografiche, è una vera e propria denuncia sull’uso dei messaggi celati.

Vengono trasmessi in alcuni frame immagini pubblicitarie o adulatorie con il fine di aiutare gli spettatori a venire a conoscenza di questo fenomeno;

  • Messaggi audio: questa tipologia non è diretta. I messaggi audio vengono diffusi con lunghezze d’onda indistinguibili dal cervello e quindi non percepibili. Il messaggio non viene però perso ma viene trasmesso nell’inconscio del destinatario.

Ma nei mass media i messaggi subliminali non sono sempre esistiti. Il primo mezzo di comunicazione di massa può essere ritenuto il giornale, che però agli esordi della sua esistenza era principalmente locale. L’uso dei giornali per diffondere notizie in aree piuttosto ampie si ha solamente dopo la rivoluzione industriale, la quale porta nella mentalità delle persone la necessità di informarsi e di ricevere notizie a distanza di poche ore.

Grazie soprattutto alla scoperta della macchina a vapore ed all’invenzione del treno, questo bisogno venne soddisfatto. Ma il grande scoglio da superare affinché le notizie potessero realmente arrivare a tutti era il tasso di analfabetismo che in quegli anni era ancora troppo alto.

Solo in alcuni stati, come la Germania, che aveva avuto la riforma protestante di Lutero, la soluzione a questo problema era stata trovata. In tutta Europa, il numero di persone capaci di leggere e scrivere aumentò solo dopo la metà del diciannovesimo secolo grazie all’imposizione di un’istruzione obbligatoria da parte di molti stati, come ad esempio l’Italia.

Facendo il punto della situazione, grazie ai nuovi mezzi di trasporto e di comunicazione e grazie al maggior numero di persone alfabetizzate, la diffusione di quotidiani e periodici nella società dell’ottocento ebbe un forte impatto dal punto di vista mediatico. Nel ‘900 invece, i mezzi di comunicazione, grazie allo sviluppo tecnologico, sono riusciti a fare un passo avanti.

L’invenzione del cinema, della radio, della televisione e di internet ha consentito anche al popolo meno colto di potersi informare “in tempo reale”. Nonostante quindi l’invenzione della stampa a caratteri mobili sia avvenuta nel quindicesimo secolo (1456), e nel diciassettesimo secolo l’uso dei giornali era riservato solo alla classe alta della borghesia, per diffondere gli ideali democratici, i giornali ebbero un pubblico ristretto, come abbiamo visto in precedenza, per ben due secoli.

La sostanziale differenza con il cinema, la radio e la televisione, per non parlare di internet, è la rapidità di diffusione delle notizie e i destinatari. È però con questi mezzi che iniziano a farsi sentire le prime distorsioni con il reale.

Il cinema, venne usato sia come mezzo per istruire le masse più basse, sia con scopi adulatori verso i personaggi più potenti. Il caso più importante è nella Germania nazista, dove vi era un apposito ministero per la propaganda.

Nonostante il caso sia particolare serve a capire che, ad esempio, la realtà dei campi di concentramento, che avevano una vera e propria funzione distruttiva verso i deportati, nei film approvati dal ministro della propaganda tedesca J. Goebbels, veniva mutata in semplici campi di lavoro, dove il lavoro forzato e la paura di morire venivano soppiantati da motivetti intonati, forzatamente, dai deportati per far apparire tutto più normale.

Negli anni Trenta del ‘900, anche radio e televisione vennero usati con fine propagandistico, soprattutto per l’immediatezza della trasmissione dei messaggi e per l’ampio pubblico a riceverli.

Quando i regimi totalitari vennero meno e quindi non servì più fare propaganda politica e culturale, questi due mezzi di comunicazione diventarono lo svago delle classi medie. Un punto di ritrovo per le famiglie dove condividere la giornata lavorativa e scolastica dopo il convivio.

Questo ebbe un forte impatto sull’uso dei mass media nella concezione familiare. Questo impatto però, per via della trasmissione di programmi non adatti al nucleo familiare, andava via via diventando sempre più negativo.

Le menti delle persone, trasmettendo immagini pubblicitarie o jingle ripetitivi, hanno subito effetti alienanti sulla realtà più spontanea di una volta. La creazione di una massa di persone alienate ci ha resi deboli davanti la classe politica che sempre più si è arrogata il diritto di manipolare il popolo con messaggi subliminali, spazi pubblicitari e film che rendono la realtà meno reale, giusto per usare un gioco di parole.

Solo alla fine degli anni novanta del ‘900 con la diffusione di internet, le informazioni sono diventate a portata individuale. Tutti, senza censura, possono trasmettere le proprie idee, il proprio passato, le informazioni sul momento, video, tutti possono leggere informazioni di altre persone e farsi un parere personale, arrivando così a distruggere quella alienazione che ha condizionato l’umanità per buona parte di ‘900.

I mass media da un lato forniscono notizie nell’immediato, dall’altro alienano l’uomo e lo rendono misero davanti la grandezza della vita.

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Speculazione propagandistica nella Pop Art

Con il termine Pop Art, il quale deriva dall’abbreviazione di Popular Art, cioè arte popolare, ovvero di massa, non si vuole declassare l’arte a qualcosa di popolano ed arretrato ma anzi si vuole riconoscere il valore dell’oggetto prodotto in serie, il quale si pone nel panorama umano in cui la massa vive con l’intento di elevarlo ad una nuova dignità in ambito artistico.

È proprio dall’incontro tra arte e cultura pubblicitaria dei mass media che nasce la Pop Art. Nasce intorno la metà degli anni ’50 in America ma il boom avviene solamente negli anni ’60.

In realtà la Pop Art appare come il frutto della società e della cultura americana. Cultura largamente dominata dall’immagine proveniente dal cinema, dalla televisione, dalla pubblicità, dal paesaggio urbano, pieno di cartelloni pubblicitari.

L’intento artistico non è più dissacrare, ironizzare o denunciare la realtà, come per le avanguardie artistiche del ‘900, ma anzi documentare i cambiamenti dei valori imposti dalla società di consumo.

In questo interviene anche la riproduzione in serie di nuovi idoli o miti, in cui le masse si identificano, creati dalla società e dai mass media, il cui compito è quello di proiettare sulle masse l’idea che i bisogni indotti, non primari e quindi materiali, siano in realtà essenziali.

Nella cultura europea, le matrici della pop art risiedono nelle avanguardie artistiche ed in particolare nel ready-made. Se però il ready-made (già pronto) considerava l’oggetto dal punto di vista della concretezza della forma, gli artisti pop americani ne utilizzano l’immagine già pronta, essendo interessati più che all’oggetto in sé, alla sua veicolazione attraverso il segno, ovvero alla sua “pubblicità”.

Infatti il clima mondiale durante la guerra fredda è caratterizzato da una massiccia invasione nella vita di tutti i giorni di un enorme quantitativo di merci e delle loro riproduzioni pubblicitarie.

Analizzando il linguaggio, esso risulta aperto a tutte le forme di comunicazione popolare, come per i cartelloni pubblicitari, soprattutto perché il potere di seduzione espresso attraverso la grafica ed il packaging incrementarono il consumo di particolari merci.

L’artista, però, utilizza tutti i suoi materiali senza fini pubblicitari, proprio perché il materiale urbano rappresenta una fonte inesauribile di ispirazione. Tutto attraverso la pop art può far parte integrante dell’opera.

Ecco quindi che le immagini vengono serigrafate, retinate, rese con la tecnica dell’assemblaggio meccanico, tipico dell’età post industriale.

Uno dei maggiori esponenti della Pop Art è Andy Warhol, vissuto tra il 1928 ed il 1987.

Warhol è l’artista più originale nell’approccio ai mass media, capace di fare di essi il proprio campo di azione.

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Sintesi

Collegamenti

Effetti dei mass media, tesina

  • Arte - Pop Art
  • Inglese - Propaganda politica nei lavori di Orwell
  • Latino - Propaganda politica dall'età augustea agli antonini
  • Italiano - L'ultimo Montale in Satura
  • Filosofia - Popper "cattiva maestra televisione" - Bauman, la crisi degli individui nella società moderna "comunità guardaroba"
  • Storia - Crisi Ucraina e situazione in Crimea
  • Geografia Astronomica - La formazione delle rocce sedimentarie ed i combustibili fossili
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