“Le voci di dentro”: l’improvviso teatrale di Eduardo come testimonianza del Tesina di maturità dramma umano
di Francesco Gaudiosi
Classe V sez. C
“Le voci di dentro”
L’improvviso teatrale di Eduardo come testimonianza del dramma umano
Introduzione
Le voci di dentro è una commedia scritta dal celebre drammaturgo, attore, autore e regista napoletano Eduardo De Filippo, ormai universalmente riconosciuto nel mondo teatrale con il semplice nome di Eduardo. Questo testo fu scritto nel 1948, in un periodo immediatamente successivo al secondo conflitto mondiale.
Una commedia criticamente molto dibattuta, già per quanto riguarda il periodo della sua stesura: c’è chi afferma che Eduardo l’abbia scritta in sole sette ore, chi in sette giorni; si tratta comunque di una scrittura dettata dall’impellenza di redigere velocemente una nuova commedia, a causa dell’improvvisa malattia della sorella Titina con la quale, in quel periodo, la
La grande magia.
compagnia di Eduardo era in tournée con
Un testo in cui Eduardo porta in scena le nevrosi e le disillusioni, le difficoltà del quotidiano a “tirare a campare”, il mero abbrutimento che vede nel prossimo un nemico. Il tema centrale è quello di un crimine legittimabile che viene paradossalmente inserito nelle cose di tutti i giorni, “nel bilancio di famiglia”, dice Eduardo nei panni di Alberto Saporito. Ecco allora il disvelarsi di una realtà assurda e terribile, il momento in cui all’interno di una famiglia, apparentemente rispettabile, si rivela la mancanza di fiducia nei confronti degli altri, arrivando, ciascun elemento famigliare, ad accusare il prossimo di un omicidio.
Il filone sogno-realtà è una costante del testo eduardiano: il sogno è emblema della deformazione del proprio desiderio, della propria realtà. Troppo tardi Alberto Saporito si renderà conto di essersi sognato tutto, ma l’assurdo del testo sta nei successivi sospetti e nelle reciproche accuse che si lanciano i membri del nucleo familiare.
Il testo si apre e si chiude con il sogno, come è ben visibile nella regia di Toni Servillo. Ultimo punto centrale e cardine è l’improvviso teatrale di Eduardo: la profondità dell’autore tocca i suoi massimi livelli di drammaturgia nella semplicità della scrittura. Il teatro è inteso infatti come manifestazione che vive contemporaneamente in un universo di frammentazione e di condivisione. È l’unico momento nel quale è possibile contemplare qualcosa che avviene in un’unità di tempo e di luogo, un eterno ricordare, una manifestazione di fantasmi. Ecco allora la dicotomia vita-teatro, dove la testimonianza di una drammaturgia è viva, ed è espressa nella recitazione passando per lo stadio della scrittura. Pochi drammaturghi sono riusciti a raggiungere tale profondità e tale realismo di scrittura creando l’improvviso teatrale, basti pensare a Goldoni e a Molière e, senza dubbio, anche Eduardo manifesta una tale capacità di scrittura.
Antologia
Alberto Mo’ volete sapere perché siete assassini? E che v’o dico a ffa’? Che parlo a ffa’? Chisto, mo’, è ’o fatto ’e zi’ Nicola... Parlo inutilmente? In mezzo a voi, forse, ci sono anch’io, e non me ne rendo conto. Avete sospettato l’uno dell’altro: ’o marito d’ ’a mugliera, ’a mugliera d’ ’o marito... ’a zia d’ ’o nipote... ’a sora d’ ’o frate... Io vi ho accusati e non vi siete ribellati, eppure eravate innocenti tutti quanti... Lo avete creduto possibile. Un assassinio lo avete messo nelle cose normali di tutti i giorni... il delitto lo avete messo nel bilancio di famiglia! La stima, don Pasqua’, la stima reciproca che ci mette a posto con la nostra coscienza, che ci appacia con noi stessi, l’abbiamo uccisa... E vi sembra un assassinio da niente? Senza la stima si può arrivare al delitto. E ci stavamo arrivando. Pure la cameriera aveva sospettato di voi... La gita in campagna, la passeggiata in barca... Come facciamo a vivere, a guardarci in faccia? (Esaltato, guardando in alto verso il mezzanino) Avive ragione, zi’ Nico’! Nun vulive parla’ cchiù... C’aggia ffa’, zi’ Nico’? (Più esaltato che mai, implorante) Tu che hai campato tanti anni e che avevi capito tante cose, dammi tu nu cunziglio... Dimmi tu: c’aggia ffa’? Parlami tu... (Si ferma perché ode come in lontananza la solita chiacchierata pirotecnica di zi’ Nicola, questa volta prolungata e più ritmata) Non ho capito, zi’ Nico’! (Esasperato) Zi’ Nico’, parla cchiù chiaro! (Esasperato) Avete sentito?
[…]
I due fratelli sono rimasti soli, l’uno di spalle all’altro. Alberto seduto al tavolo, in primo piano a sinistra, col capo chino sulle braccia. Carlo, accasciato su di una sedia, in fondo allo stanzone.
Alberto, dopo una piccola pausa, solleva il capo lentamente, e con uno sguardo pietoso cerca il fratello. Dopo averlo fissato per un poco, per non prorompere in lacrime, con gesto che ha della disperazione, comprime fortemente le mani aperte sul suo volto.
Il sole inaspettatamente, dal finestrone in fondo, taglia l’aria ammorbata dello stanzone e, pietosamente, vivifica le striminzite figure dei due fratelli e quelle povere, sgangherate sedie, le quali, malgrado tutto, saranno ancora provate dalle ormai svogliate «feste» e «festicciolle» dei poveri vicoli napoletani.
Fine
Italiano
Il ritratto al vetriolo del nucleo familiare nel contesto teatrale: Pirandello ed i “Sei personaggi”
Le dinamiche familiari sono al centro dell’analisi del teatro di Eduardo.
Introduzione Eduardo De Filippo, tesina
La seguente tesina di maturità tratta di Eduardo De Filippo. La tesina abbraccia anche i seguenti argomenti nelle varie discipline scolastiche: Il ritratto al vetriolo del nucleo familiare nel contesto teatrale: Pirandello ed i “Sei personaggi” in Italiano; Seneca: Il linguaggio dell’interiorità in Latino; La filantropia del teatro di Menandro e la visione ottimistica delle dinamiche familiari. L’età della commedia nuova in Greco; Le voci dell’interiorità: Freud e la psicoanalisi. Il linguaggio dei sogni in Filosofia; L’Italia del dopoguerra. Il 1948, la situazione economica e politica e le dinamiche internazionali in vista della Guerra Fredda in Storia; Inner voices: il flusso di coscienza ed il linguaggio dei sogni di James Joyce in Inglese; L’arte come espressione della propria coscienza. Il dramma umano nella “deformata” rappresentazione di Francis Bacon in Arte.
Collegamenti
Eduardo De Filippo
- Italiano - Il ritratto al vetriolo del nucleo familiare nel contesto teatrale: Pirandello ed i “Sei personaggi”
- Latino - Seneca: Il linguaggio dell’interiorità
- Greco - La filantropia del teatro di Menandro e la visione ottimistica delle dinamiche familiari. L’età della commedia nuova.
- Filosofia - Le voci dell’interiorità: Freud e la psicoanalisi. Il linguaggio dei sogni.
- Storia - L’Italia del dopoguerra. Il 1948, la situazione economica e politica e le dinamiche internazionali in vista della Guerra Fredda
- Inglese - Inner voices: il flusso di coscienza ed il linguaggio dei sogni di James Joyce
- Arte - L’arte come espressione della propria coscienza. Il dramma umano nella “deformata” rappresentazione di Francis Bacon