La donna vittima delle superstizioni
Chiara Brandimarti
Liceo socio-psico pedagogico 5A
Anno 2012/13
Indice
- Introduzione di gruppo
- Tema progetto “Donne per le donne: il futuro che vorrei”
- Donne: conquiste del passato e lacune del presente
- Introduzione personale
- Storia
Scheda n. 1
- La stregoneria come reato
- I gatti neri e la stregoneria
- La neo stregoneria
Scheda n. 1A
Chi erano le streghe?
Scheda n. 1B
Giovanna D'Arco
Sezione filosofia
Scheda n. 2
- Arthur Schopenhauer
- Vita
- Punti cardine del pensiero di Schopenhauer
- “Gli uomini come pecore”
Latino
Scheda n. 3
- Lucrezio e la superstizione
- Il sacrificio di Ifigenia
- Analisi
- Tematiche: terror, horror e la religio
Italiano
Scheda n. 4
Giovanni Verga e la donna diabolica
Inglese
Scheda n. 5
The Scarlet Letter
- Nathaniel Hawthorne's life
- Plot
- Setting
- Characters
Sociologia
Scheda n. 6
L'inferiorità della donna dall'origine
Scheda n. 6A
Oggi sono le belle dei telefilm. Ma chi erano storicamente? Perché faceva così paura?
- Che cos'è la Wicca?
- Le streghe nell'immaginario popolare
- Tornano le streghe e la magia diventa una moda
- Halloween, la notte delle streghe
Psicologia
Scheda n. 7
Psicologia della superstizione
- Significati ed origini
- La superstizione come antidoto alle paure di fenomeni inspiegabili
- Ma che cos'è esattamente la superstizione?
- Come mai si verifica questo fenomeno?
- È possibile che altri animali evolutivamente più vicini a noi possano essere superstiziosi?
- Ma perché siamo superstiziosi?
Biologia
Scheda n. 8
Basi biologiche della superstizione
Arte
Scheda n. 9
Francisco Goya
- Vita
- Opere
Introduzione
Ho scelto di sviluppare questo percorso interdisciplinare riguardo all'argomento della donna vittima delle superstizioni con l'intento di mostrare come le credenze superstiziose, i riti e il mondo del magico in generale non siano caratteristiche peculiari solo delle popolazioni primitive e del mondo antico come anche della cultura contemporanea.
Il discorso si articola partendo da un excursus storico sul periodo noto come “ossessione” europea per le streghe, la quale portò ad una vera e propria “caccia” di povere donne già a partire dal 1200, sia nei paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna, la Francia e la Germania sia in Spagna. Con il termine caccia alle streghe si indicava la ricerca e la persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali dalle quali ricevere i poteri per danneggiare l'uomo. Molte “streghe”, perciò, vennero torturate e bruciate vive con le motivazioni ufficiali più futili. In tale periodo si agiva principalmente sulla base di accuse, denunce o semplicemente chiacchiere, procedendo in seguito all'arresto e all'interrogatorio sotto tortura dei segnalati, per giungere infine alla condanna e all'esecuzione.
Queste persecuzioni comportarono cambiamenti nel modo di comportarsi della popolazione con manifestazioni di irrazionalità e con azioni assolutamente prive del lume della ragione.
Lo sguardo si sofferma poi sulla descrizione dell'identità delle presunte streghe e dell'ambiente sociale in cui vivevano: donne senza alcun potere, spesso contadine un po' anziane, magari levatrici a conoscenza delle proprietà medicinali e presumibilmente magiche di alcuni tipi di erbe. Tra le figure femminili di maggiore spicco ricordiamo la storica eroina Giovanna D'Arco di cui vengono illustrate le imprese eroiche e la tragica fine sul rogo a “Eretica, causa delle accuse che le sono state rivolte di strega, e colpevole di atti illeciti”. Queste incriminazioni erano dovute al fatto che la “pulzella” era diventata ormai una figura ingombrante per l'aristocrazia francese che vedeva in lei un ostacolo al proprio prestigio.
Così, sottoponendola al processo con l'accusa di stregoneria e per aver creduto di comunicare con Dio direttamente senza la mediazione della Chiesa cattolica, sembrò più facile sbarazzarsi di lei.
Il discorso si ricollega poi a Schopenhauer, filosofo che ha definito il mondo “teatro dell'illogicità e sopraffazione”, aspetto che si collega perfettamente a quell'arco di tempo caratterizzato dalle persecuzioni contro povere donne che avevano la sola colpa di vivere in un periodo di crisi, dominato dalla miseria e dalle malattie, in cui era necessario dare la colpa a qualcuno di ciò che stava accadendo.
Per quanto riguarda la visione del filosofo sull'uomo, quest'ultimo viene considerato una “pecora che segue il montone ovunque esso lo conduca”.
Questa idea ha alimentato la credenza nelle “streghe cattive” nel periodo delle persecuzioni al punto da scatenare una reazione a catena che provocò milioni di vittime.
All'epoca, i meccanismi di formazione dell'opinione pubblica (o opinione generale come la chiama Schopenhauer) non erano così dissimili da quelli di oggi. Due o tre individui sostengono un'ipotesi che diviene una convinzione, la impongono puntando sulla loro autorità ed ecco che il pubblico segue ciecamente la corrente di questo pensiero, formandosi delle opinioni che ritiene partorite dal suo cervello.
Facendo un passo indietro troviamo il poeta latino Lucrezio, il quale si espresse in merito alla religio, intesa come superstizione, che ha spinto l'uomo a compiere azioni empie. Ricordiamo a testimonianza di ciò il sacrificio di Ifigenia, fanciulla immolata dal padre in nome degli dei, per garantirsi venti favorevoli alla partenza della flotta greca. Dal testo si può evincere il giudizio fortemente negativo dell'autore verso la religio, priva di ogni assunto razionale che porta addirittura un padre a uccidere la figlia. L'autore vede la vicenda con gli occhi della sventurata che crede di andare alle sue nozze mentre viene brutalmente uccisa.
Questo terribile misfatto si allaccia perfettamente alle atroci uccisioni delle streghe poiché, in entrambi i casi, si è agito sulla base di folli ed illogiche credenze.
Altro argomento affrontato nel mio percorso riguarda la donna diabolica, almeno vista come tale dalla società, identificata nella “Lupa” di Giovanni Verga. Questa donna era considerata come femme fatale, dominatrice, maledetta, dotata di un fascino distruttivo e, in quanto tale, temuta dalla comunità. Tale donna solo per il fatto di contraddistinguersi dalle altre per abitudini e comportamenti viene relegata dalla società in un ruolo negativo di incarnazione del male al pari delle donne denunciate per stregoneria.
Un ulteriore autore da me trattato è Nathaniel Hawthorne che, affascinato dall'occulto, ha incentrato il suo capolavoro “The Scarlet Letter” presentando un'ambientazione legata al Puritanesimo strettamente ancorata alle superstizioni e alle credenze. Queste ultime hanno portato la popolazione a credere che Pearl, bambina nata dall'adulterio di Hester, fosse una piccola strega concepita con il Diavolo: ancora un altro esempio di personaggio femminile vittima della superstizione popolare.
La credenza nella magia e nell'esoterismo non è scomparsa essendo ancora parte integrante della quotidianità del nostro XXI secolo. Se ci chiediamo come le superstizioni permangano in una popolazione che in generale ha raggiunto un livello alto di cultura possiamo rispondere dicendo che l'uomo in cuor suo è rimasto ancora barbaro e selvaggio. Ciò spiega il perché delle crudeli punizioni inflitte per alto tradimento o per stregoneria, tollerate fino a pochi secoli fa.
Oggigiorno ci troviamo di fronte a continue manifestazioni di antiche credenze, basti pensare alla ricorrenza annuale di Halloween, ovvero la fantomatica notte delle streghe, ispirata da leggende e usanze del popolo celtico.
Passando ad affrontare l'aspetto psicologico della superstizione, ci si pone l'interrogativo di quale possa essere la ragione a spingere la popolazione ad affidarsi alla superstizione e, in seguito ad esperimenti comportamentali svolti su animali, si è giunti alla conclusione che l'eccesso di credenza nell'irrazionale sia dovuto a cause biologiche legate all'area celebrale dell'ippocampo.
Si conclude infine questo viaggio nell'intrigante mondo della stregoneria con l'analisi di alcuni dipinti di Francisco Goya che evidenziano il lato più oscuro e tenebroso della sua personalità. L'artista viene preso in considerazione in quanto presenta una particolare predilezione per le scene di stregoneria a cui attribuisce un forte spirito critico nei riguardi della società del XVIII secolo a lui contemporanea: egli, attraverso la messa in scena di immagini demoniache, intende scagliarsi contro le superstizioni popolari e l'ipocrisia dell'aristocrazia e del clero.
“C'è un solo bene: il sapere. E un solo male: l'ignoranza.”
Socrate
Scheda n. 1
La stregoneria come reato
Obiettivo: illustrare l'identità delle streghe nella storia, le persecuzioni e la neo stregoneria.
L'antropologa Michela Zucca è forse la massima studiosa di «donne delinquenti», per stare al titolo di un suo saggio e cioè ''Streghe, eretiche, ribelli, rivoltose, tarantolate''. E' diventata antropologa sul campo esplorando lo sciamanesimo e il vuduismo fra Haiti, Giamaica, Colombia e Perù. Dagli sciamani alle streghe il passo è stato breve. Sulle Alpi e sui Pirenei vi erano delle streghe che esercitavano la funzione sciamanica facendo uso di pomate allucinogene. Furono presto interrogate dai tribunali religiosi e civili sotto tortura e costrette a riferire che si congiungevano col diavolo; una fandonia che raccontavano abitualmente pur di sottrarsi ai supplizi prima del rogo finale. Però nei documenti dei primi processi, celebrati a partire dal 1200, si legge chiaramente che le streghe inseguivano una divinità femmina, la quale insegnava loro come usare le erbe per curare. In pratica sembra siano state delle “mediche di famiglia”.
Le presunte streghe appartenevano alle classi sociali inferiori, potevano essere anche vedove, prostitute o levatrici, ma veniva considerata strega anche chi possedeva gatti neri, aveva i capelli rossi o un neo nell'iride dell'occhio (il cosiddetto “segno del diavolo”).
Durante l'Umanesimo e il Rinascimento più che nel Medioevo, le streghe ritenute sospette e pericolose dalle autorità civili e religiose, furono oggetto di una e vera caccia che terminava con la morte. Con il termine caccia alle streghe si indicava sia la ricerca e la persecuzione di donne sospettate di compiere sortilegi o di intrattenere rapporti con forze oscure ed infernali dalle quali ricevere i poteri per danneggiare l'uomo, sia quei fenomeni persecutori basati sul fanatismo ideologico e su un presunto pericolo sociale. Molte “streghe”, perciò, vennero torturate e bruciate vive con le motivazioni ufficiali più futili. La condanna a morte attraverso il rogo non era una competenza propria della Chiesa, bensì dell'autorità civile che, basandosi su una sentenza dell'autorità ecclesiastica, provvedeva all'esecuzione.
Il numero delle vittime della caccia alle streghe nel periodo in cui sia i tribunali dell'Inquisizione che quelli della Riforma le condussero al rogo è stato largamente dibattuto. Il raggiungimento di una certezza sul tema è ostacolato da molti elementi, come la perdita nel tempo di documenti affidabili relativi a gran parte dei processi.
Il motivo principale fu che per paura che gli immensi archivi inquisitoriali cadessero nelle mani dei protestanti o degli avversari della Chiesa, molti di questi vennero dati alle fiamme, come a Milano, Mantova, Benevento e quelli della Sicilia con le carte di migliaia di processi. La maggior parte dei roghi in Italia si ebbe nella prima parte del '500 soprattutto nell'Italia Settentrionale ed in Toscana, con un solo caso a Benevento. Le persecuzioni maggiori si sono svolte in Val Camonica, considerata la più grande caccia alle streghe, a Como, a Cuneo, etc... Secondo alcuni studiosi, si noterebbe che l'Italia, paese in cui nasce la base religiosa e filosofica sulla caccia alle streghe, non è il luogo dove si scateneranno più violentemente queste persecuzioni, né quello in cui si mieteranno più vittime. Questo perché secondo questi studiosi fu proprio la presenza dell'Inquisizione Cattolica, generalmente avversa ai processi sommari di popolo, ad impedire un eccesso di persecuzioni nella penisola italiana. Esse saranno ben più numerose sia in Francia, sia in Spagna che nei paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna e la Germania.
Probabilmente una delle ragioni che portò a queste esecuzioni fu l'aspetto economico, dato che la condanna comportava anche la confisca dei beni della vittima che venivano divisi a metà fra la Chiesa e lo Stato. Inoltre queste persecuzioni erano alimentate dalla furia popolare e dalla credenza religiosa che si rifaceva al versetto del Vangelo di Giovanni (15,6) nel quale si dice che: "chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi viene raccolto per essere gettato via e bruciato". È su questo passo che si giustifica il rogo, in nome della Bibbia, dove si cita "non lascerai vivere mago". Sebbene alla Chiesa Cattolica si debba un numero esiguo di condanne per propria mano, certamente alcuni uomini di Chiesa ne sono stati i mandanti, cercando di giustificarle attraverso bolle ed altri scritti teologici. Per porre rimedio a forme eccessive di giustizia sommaria, la Chiesa Cattolica si trovò ad organizzare processi, istituire ispettori (inquisitori), "inventando" nuovi profili giuridici quali l'avvocato difensore e la giuria. Ciò perché l'ortodossia della fede era intesa come corpo portante dell'unità sociale e quindi la sua presenza non violava solamente l'unità della fede, bensì anche l'unità sociale.
In realtà la paura delle streghe, indotta nella popolazione ad arte da parte degli oligarchi del potere temporale, era usata come controllo poliziesco delle rivolte contadine e delle richieste di maggiore libertà da parte del popolo. Molte volte gli stessi funzionari del potere secolare temevano, se non avessero applicato la pena di morte, di essere accusati di complicità con le streghe. Di fronte ad una realtà sociale che vedeva in aumento malattie, povertà e fame, la teologia non riusciva più a dare risposte sicure al perché certi avvenimenti avvenissero. Quindi risultò facile dare la colpa alle “streghe” per qualsiasi danno sociale: morte di bambini, carestie e altro ancora. Il ricorso alla superstizione, il fatto di rivolgersi magicamente a qualcosa che non è riconosciuto dall'autorità suprema, non può che portare i monarchi a reprimere con crescente violenza queste pratiche. Fino alla fine del Medioevo le donne che godevano di una libertà più grande di quanto si sia voluto notare, vennero minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attività all'infuori della cura della casa.
I gatti neri e la stregoneria
Il gatto fu utilizzato nella caccia ai topi e ad altri animali molesti fin da tempi antichissimi e venerato da tantissime civiltà. Il periodo buio per i gatti in Europa inizia già dal Medioevo, quando il Cristianesimo decise di estirpare tutte le religioni pagane. Il destino dei gatti neri, dal Medioevo fino al 1700-1800 circa, fu legato al destino delle donne ritenute streghe. Nel 1233, papa Gregorio IX emanò la bolla Vox in Rama, il primo documento ecclesiastico ufficiale che condanna il gatto nero come incarnazione di Satana, procedendo allo sterminio dei gatti e delle loro padrone.
Papa Innocenzo VIII (1484-1492) scomunicò ufficialmente tutti i gatti. Nella sua bolla papale Summis desiderantes, istigò misure molto severe nei confronti di maghi e streghe in Germania; i principi da lui enunciati vennero in seguito incorporati nel famoso Malleus Maleficarum (Martello delle Streghe), il libro utilizzato dalla Santa Inquisizione. Pubblicato per la prima volta nel 1486 in esso vi erano elencati tutti i sintomi e le caratteristiche che bastavano per far sospettare una donna di stregoneria. Il prendersi cura di uno o più gatti neri era motivo sufficiente per finire sul rogo o anche il possesso di scope era fortemente sospetto perché la pulizia era considerata disdicevole per l'epoca. Con l'illuminismo le donne e i gatti cessarono infine di essere perseguitati.
Perché il gatto nero veniva considerato così sinistro?
Il gatto è un animale che ama girare di notte e un gatto nero di notte era praticamente invisibile: si vedevano solo gli occhi gialli che brillavano al buio. Il gatto è capace di vedere anche in ambienti poco illuminati da sembrare bui all'occhio umano. La potenza visiva del gatto è favorita anche dall'estrema adattabilità delle sue pupille. Si scoprì molto più tardi che gli occhi del gatto riflettono la luce grazie ad una struttura cristallina organica situata dietro la retina.
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