Le persone considerate “diverse”
Percorso pluridisciplinare
Perché questo percorso?
Perché mi hanno colpito molto, nelle varie discipline, le diverse forme di razzismo che ci sono state nella storia e che sono presenti ancora oggi.
Lisa Perbellini
La sindrome di West
La sindrome di West è una forma grave di epilessia che colpisce il bambino. Deve il suo nome al medico britannico William James West (1794-1848), che, nel 1841, la diagnosticò a sua figlia. La sindrome di West costituisce oltre la metà delle epilessie che si manifestano nel primo anno di vita e generalmente si presenta tra i quattro e i sette mesi. Si stima che colpisca circa 1 bambino su 150.000.
Al convegno “Meraviglia di essere umano”, svoltosi a Verona nel 2009, il dott. Vito Colamaria, neuropsichiatra, definisce l’epilessia come “un fenomeno elettrico che riguarda la parte esterna del cervello, cioè la corteccia cerebrale”. Il ritardo mentale può essere definito come un funzionamento intellettuale generale, presenta carenze nel comportamento adattivo che si manifesta prima del compimento dei 18 anni. Esso può essere anche definito come condizione d’interrotto o incompleto sviluppo psichico, caratterizzata da compromissione delle abilità che contribuiscono al livello globale d’intelligenza (cognitive, linguistiche, motorie e sociali).
La sindrome può essere acquisita o ereditaria (normalmente genetica), ma può essere anche congenita (presente alla nascita). La sindrome di West non è malattia genetica e non è nemmeno congenita. Per esclusione possiamo dire che è acquisita. La sindrome di West è caratterizzata da spasmi infantili, ritardo mentale e ipsaritmia. L’incidenza maggiore si ha fra i quattro e i sette mesi.
Watson e Crick
James Dewey Watson, un biologo statunitense, e Francis Harry Compton Crick, uno scienziato britannico, realizzarono nel 1953 il primo preciso modello della struttura del DNA. L’esito di quella che apparve subito come una sensazionale scoperta destinata a cambiare il corso della storia della biologia venne pubblicato nello stesso anno in una rivista scientifica e valse ai due scienziati un premio Nobel. Per giungere a definire graficamente la struttura del DNA, Crick - ricercatore all’Università di Cambridge - e Watson - che operava in quella dell’Indiana - si basarono su ciò che gli studiosi che li avevano preceduti avevano scritto in materia.
James Watson è la dimostrazione vivente che si può vincere il premio Nobel per delle scoperte fondamentali per la scienza ed essere contemporaneamente razzista.
Watson, che nel 1962 vinse il premio Nobel in medicina per il suo contributo alla scoperta della struttura del DNA, era ritornato alla ribalta affermando che ”i neri sono meno intelligenti dei bianchi” e supportando il tutto con delle teorie pseudo-scientifiche. Lo stesso Watson aveva dichiarato che una donna doveva avere il diritto di abortire se un test avesse potuto determinare la natura omosessuale del nascituro.
Molti affermarono che queste erano state la teoria più scandalosa di Watson. Nessuno lo aveva mai sentito trattare argomenti razzisti». Neanche due giorni dopo, però, a causa delle diverse collaborazioni scientifiche andate in fumo, Watson ritratta, affermando che le sue dichiarazioni non poggiavano su alcuna base scientifica e non riusciva nemmeno a rendersi conto di come avesse potuto affermare tali sciocchezze.
Mendel e la genetica
La genetica è la scienza che studia come vengono trasmessi i caratteri ereditari da una generazione all’altra. Il suo fondatore fu Gregor Mendel, a metà dell’Ottocento.
Egli usò un metodo di lavoro molto efficace e innovativo. Coltivò piante di pisello perché:
- Di facile e rapida coltivazione;
- Perché possedevano poche caratteristiche, ma nettamente diverse;
- Perché si riproducevano per autoimpollinazione (il polline, dall’antera di un fiore, cade sul pistillo dello stesso fiore);
- Perché ermafroditi, cioè che possiedono sia l’apparato riproduttore maschile, che quello femminile.
Egli iniziò i suoi studi coltivando separatamente 32 piante di pisello, che potevano essere considerate “pure” per almeno 8 caratteristiche. A questo punto Mendel intervenne con la fecondazione artificiale incrociata. Con questo sistema il polline di una pianta viene trasportato sul pistillo di un’altra. Per studiare come si trasmetteva il colore, fecondò artificialmente una varietà “pura” a fiori bianchi con una varietà “pura” a fiori rossi e viceversa.
Le piante ottenute da Mendel dall’incrocio di una varietà “pura” a fiori bianchi con una varietà “pura” a fiori rossi diedero origine, nella prima generazione, a tutte piante a fiori rossi, mentre il colore bianco sembrava sparito.
Egli chiamò i caratteri che prevalevano sugli altri (in questo caso il colore rosso) dominanti e quelli che sembravano sparire (il colore bianco) recessivi. Indicò con la loro iniziale maiuscola i caratteri recessivi, e con la corrispondente maiuscola i dominanti. Mendel lasciò che le piante della prima generazione si autoimpollinassero e i risultati che ottenne furono sorprendenti: il carattere fiori bianchi ricomparve nella seconda generazione con un rapporto 1:3, cioè un fiore bianco ogni tre rossi.
Allora ipotizzò che in ogni pianta di pisello ci fosse una coppia di fattori separati a cui poi fu dato il nome di alleli. Nei gameti gli alleli si separano, mentre nello zigote si hanno di nuovo due alleli per un carattere. Ciascuno degli alleli dello zigote deriva dal gamete di un genitore. Le possibili combinazioni possono essere illustrate in una tabella a doppia entrata.
Un individuo che nel suo zigote possiede due alleli uguali rispetto a un carattere viene detto omozigote (dal greco “uguale”). Se i due alleli sono diversi prende il nome di eterozigote (dal greco “diverso”). Il carattere dominante si rende visibile in due casi: quando gli alleli sono omozigoti dominanti e quando gli alleli sono eterozigoti (uno dominante e uno recessivo).
Il carattere recessivo si rende visibile solo quando di due alleli sono omozigoti recessivi. L’insieme delle caratteristiche visibili viene chiamato fenotipo, quelle presenti ma non visibili si chiama genotipo.
Mendel sintetizzò le sue scoperte in due famose leggi, dette leggi della genetica classica.
Legge della dominanza: incrociando due individui puri, diversi per un solo carattere, si ottengono nella prima generazione solo discendenti con carattere dominante;
Legge della segregazione: incrociando due individui della prima generazione riappare di nuovo il carattere recessivo.
Tomatis: progr
Il Metodo Tomatis è stato creato negli anni 50 dal medico otorinolaringoiatra e chirurgo, Alfred Tomatis. È stato riconosciuto come metodo scientificamente valido nel 1957 dall’Académies des Sciences et de Médecine, Accademia delle Scienze della Medicina di Parigi. A. Tomatis scoprì la stretta relazione tra capacità di ascolto e vissuto psicoaffettivo, creando quindi questo Metodo di Rieducazione all’Ascolto, chiamato Audio-Psico-Fonologia.
È importante sapere che la funzione dell’orecchio non è solo passiva, cioè quella di percepire i suoni, ma è anche attiva, che fa emergere il desiderio di ascoltarli.
Questa rieducazione si ottiene facendo fare una microginnastica ai muscoli dell’orecchio medio tramite un macchinario chiamato “Orecchio Elettronico”. Lo scopo di questa ginnastica acustica è quello di riattivare la coclea, responsabile delle funzioni uditive e dell’analisi dei suoni acuti, ed il vestibolo, parte che controlla l’attività muscolare, l’equilibrio e lo schema corporeo.
L’orecchio è l’organo di senso che si forma per primo, funzionando nel grembo materno già dal quinto mese dalla data del concepimento. La coclea già da allora registra e memorizza i suoni provenienti dal primo ambiente, quello uterino. Questi suoni sono il primo gradino della comunicazione e della vita di relazione che mano a mano si farà sempre più elaborata verso la coscienza, l’ascolto ed il linguaggio.
Mediante l’ascolto di suoni opportunamente filtrati, cioè simili a quelli udibili allo stadio fetale, è possibile arrivare a riorganizzare esperienze emotivamente traumatiche che possono aver ostacolato la funzione attiva dell’ascolto.
Per esempio, un bambino che vive un disagio affettivo, assume un atteggiamento di chiusura e stabilisce una comunicazione fatta di monologhi. Può esprimere difficoltà di memoria, di concentrazione, o semplicemente perdere il desiderio di apprendere.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scienze
La sindrome di West, Watson e Crick, la genetica.
Musica
Il Blues.
Ed. fisica
La psicomotricità.
Letteratura
Giovanni Verga (Rosso Malpelo).
Inglese
Apartheid.
Storia
Fascismo e nazismo.
Arte
Il Bauhaus.
Tedesco
Deutschland.
Tecnologia
Le centrali nucleari, la fissione e la fusione nucleare.