Esame di stato
Anno scolastico: 2012/2013
Disturbo antisociale:
Un giorno
Di ordinaria follia
intervista a: Chiara Rozzoni, laureata in psicologia e libero
professionista che collabora con il proprio medico di base
di Giulia Oldoni
5^M, liceo linguistico
IISS Simone Weil, Treviglio (BG)
Introduzione
Un giorno di ordinaria follia, il film e la decisione su questo argomento
Capita molto spesso di innervosirci o, di esplodere in un accesso d'ira, sottoposti a situazioni di stress insignificanti, come un bambino che non smette di piangere o un vicino di posto in treno, che parla al telefono ad alta voce o sentire gente che si lamenta continuamente. La maggior parte delle persone riesce a tollerare questi momenti di stress ma ci sono anche persone che, superato il limite di tolleranza, diventano folli e fanno, addirittura, gesti illegali, come succede nel film “Un giorno di ordinaria follia”(originale “Falling Down) di Joel Schumacher in cui il protagonista, Bill Foster, oberato dai problemi quotidiani, impazzisce e semina terrore a Los Angeles (“un giorno si trova imbottigliato nel traffico. Il nervosismo cresce. In un minimarket gestito da un coreano la rabbia esplode quando il proprietario si rifiuta di cambiargli delle monete: in poco tempo Bill distrugge il negozio insultando il coreano perché non parla bene la lingua inglese.”).
Non solo nei film accadono queste cose, ma anche nel mondo reale perché, come ho studiato in biologia, nel nostro cervello ci sono dei neuroni specchio che hanno alterazioni funzionali responsabili del comportamento dell'uomo (per esempio vedere continuamente film di violenza o film drammatici, come il film citato, o passare troppo tempo giocando con videogiochi violenti, scatena aggressività come se l'uomo fosse protagonista del film o di quegli eventi).
Da qui ho pensato di dedicarmi alla tesina con la follia e le sue cause e
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conseguenze.
All'inizio ero indecisa perché pensavo di non trovare molti collegamenti sia scolastici sia extrascolastici sulla follia.
Poi c'è stato un professore che mi ha parlato di un artista famoso Vincent Van Gogh, anche lui aveva problemi mentali e addirittura per auto rimproverarsi del suo comportamento e della perdita dell'amico Paul Gaugin si tagliò l'orecchio. E anche un'altra persona mi aveva consigliato questo argomento perché, secondo lei e anche secondo me, al giorno d'oggi nel nostro pianeta sta succedendo di tutto di più, ci sono tante persone che fanno cose non molto belle solamente per ferirne altre o per mettersi al centro dell'attenzione.
Dato che la mia area progetto si basa sulle “interviste”, ho provato a intervistare faccia a faccia anche una mia cara amica che ha studiato Psicologia e adesso è un libero professionista che collabora con il proprio medico di base.
1) La follia nei giornali
In questi giorni, o meglio nei giorni scorsi, ho sentito e letto molte notizie dal telegiornale e dai giornali che riguardano la follia.
Ogni volta che sento notizie, come per esempio: “DONNA TROVATA SENZA
Vita in casa. Il marito confessa: “L'ho uccisa io per gelosia.”;
Oppure ”Una coppia uccisa dal vicino perché litigavano spesso
e facevano troppo rumore. Segno di follia?” oppure la famosa strage accaduta in America il 15 dicembre 2012, in cui un killer armato fino ai denti, con problemi mentali, ha ucciso una ventina di bambini, allievi di sua madre, senza nessun motivo o forse, come dice il giornalista del Messaggero del 19 dicembre 2012, “Lanza era autistico. Il killer era affetto dalla sindrome di Asperger, considerata una grave forma di autismo. Lo scrive il New York Times. La fobia sociale e la personalità schizoide sono tra i sintomi di questa malattia degenerativa.” Infatti uccide questi bambini dopo una lite con quattro dipendenti della scuola delle vittime.
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Asperger, considerata una grave forma di autismo. Lo scrive il New York Times.
La fobia sociale e la personalità schizoide sono tra i sintomi di questa malattia degenerativa.” Infatti uccide questi bambini dopo una lite con quattro dipendenti della scuola delle vittime.
2) Definizione della follia
Ho iniziato ad informarmi bene su cosa è la follia.
Dare una definizione alla follia è un'impresa molto ardua ma, in molte enciclopedie si afferma che la follia è un termine usato per indicare uno stato di alienazione mentale; oppure il dizionario italiano Garzanti la definisce
,
“demenza, perdita delle facoltà psichiche stravaganza, stoltezza, mancanza di prudenza e accorgimento, sventatezza, temerità. In senso musicale->Antica danza di origine portoghese, in due periodi di 8 misure. In senso medico-> Alienazione mentale. Mania.”.
Ho anche trovato delle citazioni di personaggi che riconoscono questa “patologia”. Foucault dice, per esempio, che un folle è l'uomo che perde le proprio certezze e cerca in ogni modo di raggiungere il bene. Durante il Medioevo la follia è legata all'antitesi tra il bene e il male, il folle è considerato sotto due punti di vista: da una parte come l’effige dell’insensatezza e della dissolutezza umana, collocato ai margini della società ma mai escluso da essa; dall’altra come il detentore di un sapere oscuro e impenetrabile, che può accedere a realtà impercettibili all’uomo comune (“il folle, nella sua innocente grullaggine, possiede questo sapere così inaccessibile e così temibile… lo porta in una sfera intatta, piena ai suoi occhi di un sapere invisibile” -Storia della follia nell’Età)
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Nella famosa enciclopedia, utilizzata dalla maggior parte delle persone per fare ricerche o per sapere qualcosa di più, Wikipedia, si legge che questo termine viene identificato come una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente.
Io sono pienamente d'accordo con quest'ultima definizione perché poi aggiunge anche che la follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura e dalle convenzioni.
3) Storia: passato e presente
Per quanto riguarda il momento storico, nel passato, rispetto a oggi, noi riconosciamo folli soprattutto
Introduzione disturbo antisociale tesina
Questa tesina descrive il disagio antisociale. Capita molto spesso di innervosirci o di esplodere in un accesso d'ira, sottoposti a situazioni di stress insignificanti, come un bambino che non smette di piangere o un vicino di posto in treno che parla al telefono ad alta voce, o sentire gente che si lamenta continuamente. La maggior parte delle persone riesce a tollerare questi momenti di stress, ma ci sono anche persone che, superato il limite di tolleranza, diventano folli e fanno addirittura gesti illegali, come succede nel film “Un giorno di ordinaria follia” (originale “Falling Down”) di Joel Schumacher, in cui il protagonista, Bill Foster, oberato dai problemi quotidiani, impazzisce e semina terrore a Los Angeles (“un giorno si trova imbottigliato nel traffico. Il nervosismo cresce. In un minimarket gestito da un coreano la rabbia esplode quando il proprietario si rifiuta di cambiargli delle monete: in poco tempo Bill distrugge il negozio insultando il coreano perché non parla bene la lingua inglese.”).
Non solo nei film accadono queste cose, ma anche nel mondo reale perché, come ho studiato in biologia, nel nostro cervello ci sono dei neuroni specchio che hanno alterazioni funzionali responsabili del comportamento dell'uomo (per esempio vedere continuamente film di violenza o film drammatici, come il film citato, o passare troppo tempo giocando con videogiochi violenti, scatena aggressività come se l'uomo fosse protagonista del film o di quegli eventi).
Da qui ho pensato di dedicarmi alla tesina di maturità con la follia e le sue cause e conseguenze. All'inizio ero indecisa perché pensavo di non trovare molti collegamenti sia scolastici sia extrascolastici sulla follia. Poi c'è stato un professore che mi ha parlato di un artista famoso Vincent Van Gogh, anche lui aveva problemi mentali e addirittura per autorimproverarsi del suo comportamento e della perdita dell'amico Paul Gauguin si tagliò l'orecchio. E anche un'altra persona mi aveva consigliato questo argomento perché, secondo lei e anche secondo me, al giorno d'oggi nel nostro pianeta sta succedendo di tutto di più, ci sono tante persone che fanno cose non molto belle solamente per ferirne altre o per mettersi al centro dell'attenzione. Dato che la mia area progetto si basa sulle “interviste”, ho provato a intervistare faccia a faccia anche una mia cara amica che ha studiato Psicologia e adesso è un libero professionista che collabora con il proprio medico di base.
Collegamenti
Disturbo antisociale tesina
- Italiano - Italo Svevo, la coscienza di Zeno; Luigi Pirandello, Uno, Nessuno, Centomila.
- Francese - Arthur Rimbaud, Alchemie du verbe, Paul Verlaine, Charles Baudelaire, Spleen.
- Filosofia - Sigmund Freud, il caso di Anna O., la psicoanalisi.
- Biologia - L'encefalo e il sistema nervoso.
- Arte - Vincent Van Gogh, Edward Munch, Ernst Ludwig Kirchner, i surrealisti.
- Latino - Lucio Anneo Seneca.