Liceo scientifico “Leonardo da Vinci”
Niscemi
Esame di maturità - anno scolastico 2010/2011
Lavoro di approfondimento per l’esame di maturità:
Il Dio Denaro
di Giuseppe Cinquerrui
Classe V C
Introduzione
Il compito del mio lavoro di approfondimento è dimostrare come, già dall’antichità, ma soprattutto in età contemporanea, il denaro muove il mondo. Tale argomento è sempre stato, per me, motivo di grande stupore e curiosità. Lo spirito con cui l’ho fatto è certamente critico verso questa visione totalizzante del denaro. Credo sia triste, per non dire “tragico”, che molti aspetti della cultura siano vittima di una così grande influenza del Dio Denaro, soffocando una creazione più libera e genuina, indirizzata a valori più semplici e, per questo, autentici.
In base a quanto ho studiato in questi anni, ho ben capito che il denaro ha svolto una funzione di rilievo sin da quando gli uomini hanno iniziato a fare accordi tra di loro. Questa funzione svolta dal denaro non solo è stata molto importante, ma ha anche influenzato la storia umana creando una grossa divisione fra gli uomini, contribuendo a sviluppare le storiche Classi Sociali… Queste classi “dividono” l’uomo in 3 parti diverse: uomini che vivono una vita agiatissima (Ricchi), uomini che vivono una vita benestante (Borghesia) e uomini che invece vivono una vita pessima (Poveri)… Questa divisione genera forti squilibri sia sociali che economici, ed essa ha certamente come causa il denaro, per il fatto che la classe sociale è definita dalla quantità di denaro che essa possiede.
Personalmente trovo alquanto ripugnante il fatto che un uomo debba essere considerato in base a quanto denaro possiede, ma nella società odierna purtroppo il denaro sta alla base della vita, oggigiorno infatti un uomo senza neanche un soldo viene accantonato dalla società.
Non lontani sono quei tempi in cui Gilberto Mazzi cantava: “Se potessi avere 1000 lire al mese sarei certo di trovare tutta la felicità”, era l’anno 1939, e a quei tempi la canzone ci fa capire che con 1000 lire al mese un uomo sarebbe stato felice, considerando un calcolo ISTAT, siamo a conoscenza che le 1000 lire al mese oggi corrispondono a 1327 euro, il chè ci porta alla conclusione che i tempi sono senza dubbio cambiati! Quale uomo nella società odierna riuscirebbe a trovare la felicità con poco più di 1300 euro al mese. Con questo possiamo dire che la società di oggi è senza dubbio più ossessionata dal denaro.
Quando l’uomo senza denaro è reso schiavo
Nell’antica civiltà latina troviamo 2 esempi di cliens che riguardano molto il concetto di denaro, sono senza dubbio Marziale e Giovenale, i quali svolgevano il ruolo di clienti per gli imperatori romani, quali Vespasiano, poi Tito e poi Domiziano.
Marco Valerio Marziale
Nacque nel sud della Spagna nel 40 d.C., venne a Roma a 24 anni per cercare fortuna poichè aveva una buona formazione culturale ma non un patrimonio consistente, quindi non riuscendo nemmeno ad entrare in contatto con le famiglie più influenti non trovò nessun protettore e dovette adattarsi a svolgere la professione del cliens, cliente, soprattutto trovandosi a Roma senza mezzi sotto l'impero di Vespasiano, poi di Tito e Domiziano, imperatori che inaugurarono un potere assolutistico e dispotico; Marziale dovette adattarsi a svolgere anche il compito di poeta di corte soprattutto per salvarsi la pelle perché l'impero dei Flavi fu caratterizzato da una durissima repressione culturale.
Marziale sostanzialmente svolse il ruolo di poeta principalmente per motivi economici, per ottenere del denaro per mangiare e vestirsi, e nella Roma antica coloro che non disponevano di denaro erano considerati degli schiavi, come se fossero degli animali, ad esempio venivano cibati dagli avanzi dell’imperatore e della corte.
La fortuna dà troppo a molti, a nessuno abbastanza.
(Marziale).
Giovenale
Giovenale fu uno scrittore di satire (ne scrisse infatti 16 suddivise in 5 libri), il cui principale intento era moralistico: la sua attenzione si concentrava sui vizi, sulla parte negativa della condotta umana e sui tempi moderni, in cui tale componente ha raggiunto la sua massima intensità. Le sue satire hanno quindi una funzione di vera e propria denuncia della decadenza dei costumi, aspetto particolarmente evidente nelle satire propriamente dette dell’indignatio (le prime sette), dove lo sdegno dell’autore nei confronti di certi comportamenti è scelto con lo scopo di provocare indignazione presso i lettori. La lussuria quindi è il principale capo d’accusa, ma non il solo: a questo vengono aggiunti tutti quegli atteggiamenti che rendono una donna insopportabile al proprio marito come la prepotenza derivata dalla ricchezza, l’autoritarismo, la mascolinità, l’amore per il greco e le manie sportive e culturali.
Sia Giovenale che Marziale sono stati definiti Poeti al verde, per il fatto che non disponevano di nessuna disponibilità economica, nonostante le loro numerose opere, in antichità infatti non esistevano diritti d’autore, e con ciò i poeti non potevano trarre dai loro lavori nessun guadagno, ma erano poeti che però erano orgogliosi della propria dignità e soddisfatti del loro successo dei loro versi.
“A Roma tutto è in vendita…”
(Giovenale)
Quando il denaro influenza le forze motrici della storia
Il materialismo storico di Marx
Per meglio contestualizzare alcune prove fondamentali della mia tesi, si fa ora un gran salto temporale. Arriviamo all’età contemporanea che, a mio parere, supporta la mia tesi con avvenimenti e ideologie che non possono sottrarsi all’interpretazione economica. Fondamentale, senza ombra di dubbio, è la speculazione di Karl Marx. Essa si pone come un’analisi globale della società e della storia, attuando nella pratica, ciò che Hegel aveva teorizzato riguardo al legame tra realtà e razionalità.
Introduzione: denaro, tesina
La seguente tesina parla di come il denaro influenza i comportamenti umani, la cultura e l'arte nell'evoluzione della storia.
Collegamenti
- Letteratura latina - Marziale e Giovenale
- Filosofia - Marx
- Letteratura italiana - Giovanni Verdi
- Artistica - Art Nouveau e Gustave Klimt
- Letteratura inglese - Dickens e Oliver Twist
- Storia - La crisi del '29